CHE SARA’
CHE SARA’Quando ho scelto, perché fu una scelta libera e consapevole, di diventare padre, sapevo le difficoltà che avrei incontrato. Fu un atto di amore e non di egoismo. La riprova, qualora ce ne fosse bisogno, furono le emozioni che provai quando veniste al mondo. E’ come vivere più di una vita, condividere, oltre alle proprie sensazioni ed emozioni, anche le vostre. Sentire provare capire. A volte il legame è talmente indissolubile che esula la realtà conosciuta. Come quella volta che febbricitante sentii tre “pizzicotti” sopra l’occhio e poco dopo entrasti tu, insieme alla mamma, e mi dicesti “mi hanno dato tre punti proprio sopra l’occhio”. E’ qualcosa che ci legherà per sempre, anche quando te ne andrai da solo per la tua strada e ti vedrò andare via. Allora non mi chiederò se sono stato un buon padre, convinto di averti dato tutto ciò che potevo: il mio affetto. Non me lo chiederò anche perché so che di errori ne avrò commessi, delle punizioni non dovute, dei rimproveri non meritati, ma anche dei consigli non dati e dei complimenti non fatti. Ripeterei tutto. Non per accanimento, ma per amore. Avrai visto il mondo attraverso i miei occhi, i miei principi che, spero, saranno allora anche i tuoi. Mi auguro avrai imparato ad assaporare i profumi, le essenze, le vittorie, ma anche gli odori e le sconfitte. Avrai imparato che nelle cadute l’importante, sempre, è sapersi rialzare. Il rispetto di tutto e di tutti. Vale anche per te signorina, che a differenza di tuo fratello mi hai insegnato quale e quanto misterioso sia il mondo femminile. Tu dovrai essere più comprensiva di tuo fratello se sarò stato più severo, ma credo, capirai che una ragazzina è socialmente più indifesa. Adesso non pensiamo a ciò che sarà, camminiamo insieme lentamente, fermandoci a guardare il panorama, con calma, perché la vita non sia un attimo passato troppo in fretta. Un ultima cosa, vogliatevi bene, l’uno con l’altro e vogliate bene a voi stessi non scappate mai di fronte alle responsabilità e ai problemi.