Lettere Al Futuro

4 Gennaio 2008

CHE SARA’

Archiviato in: Lettere — primlug @ 18:09

CHE SARA’Quando ho scelto, perché fu una scelta libera e consapevole, di diventare padre, sapevo le difficoltà che avrei incontrato.  Fu un atto di amore e non di egoismo. La riprova, qualora ce ne fosse bisogno, furono le emozioni che provai quando veniste al mondo. E’ come vivere più di una vita, condividere, oltre alle proprie sensazioni ed emozioni, anche le vostre. Sentire provare capire. A volte il legame è talmente indissolubile che esula la realtà conosciuta. Come quella volta che febbricitante sentii tre “pizzicotti” sopra l’occhio e poco dopo entrasti tu, insieme alla mamma, e mi dicesti “mi hanno dato tre punti proprio sopra l’occhio”. E’ qualcosa che ci legherà per sempre, anche quando te ne andrai da solo per la tua strada e ti vedrò andare via. Allora non mi chiederò se sono stato un buon padre, convinto di averti dato tutto ciò che potevo: il mio affetto. Non me lo chiederò anche perché so che di errori ne avrò commessi, delle punizioni non dovute, dei rimproveri non meritati, ma anche dei consigli non dati e dei complimenti non fatti. Ripeterei tutto. Non per accanimento, ma per amore. Avrai visto il mondo  attraverso i miei occhi, i miei principi che, spero, saranno allora anche i tuoi. Mi auguro avrai imparato ad assaporare i profumi, le essenze, le vittorie, ma anche gli odori e le sconfitte. Avrai imparato che nelle cadute l’importante, sempre, è sapersi rialzare. Il rispetto di tutto e di tutti. Vale anche per te signorina, che a differenza di tuo fratello mi hai insegnato quale e quanto misterioso sia il mondo femminile. Tu dovrai essere più comprensiva di tuo fratello se sarò stato più severo, ma credo, capirai che una ragazzina è socialmente più indifesa.  Adesso non pensiamo a ciò che sarà, camminiamo insieme lentamente, fermandoci a guardare il panorama, con calma, perché la vita non sia un attimo passato troppo in fretta. Un ultima cosa, vogliatevi bene, l’uno con l’altro e vogliate bene a voi stessi  non scappate mai di fronte alle responsabilità e ai problemi.     

Cominciamo dall’inizio di te

Archiviato in: Lettere — marisauno @ 15:47

12 luglio 1998
Il 7 ho saputo che c’eri. E’ stato un misto di emozioni contrastanti: gioia immensa, paura di non farcela, paura di perderti, di non amarti abbastanza e la consapevolezza che ti avrei tenuto con me a tutti i costi.Ti voglio bene già ora!

19 luglio
Cerco di immaginarti, ma non ci riesco affatto, non hai nemmeno un sesso!
Ieri l’ultimo compleanno senza di te.

23 agosto
Finalmente ho visto il primo abbozzo di te, sei il doppio di tre settimane fa.
Naima ha dato alla luce sei cuccioli, è stato emozionante farli nascere, pensavo continuamente a noi due e al nostro parto. Spero che non sia così lungo e difficile…

20 settembre
Sei un bambino! Sei stato gentile a mostrarti così in fretta, piccolo amore mio. Ho già in mente il tuo nome…!!!

1 dicembre
Stanotte ti ho toccato! Che meraviglia, sono riuscita a sentirti con la mia mano! Sei incredibilmente vivo (e rompiscatoline, sai che mi fai male?)

4 dicembre (dal tuo papà)
Io non credo in un dio, nel paradiso o nell’inferno. Succede a volte che alcune persone lo meritino: se esistesse un ufficio di collocamento celeste mi piace pensare che a mia zia toccherebbe il ruolo di angelo custode e che le verrebbe affidato nostro figlio.

14 febbraio
Il tuo corredino è quasi pronto e anche quello della tua mamma, così potrai atterrare in un qualsiasi momento chè tutto sarà pronto per accoglierti nel migliore dei modi.
Comincio ad avere paura del parto, a temere che mi scoppi il cuore e ho paura per te, per il tuo doloroso viaggio verso il mondo della luce… Forza piccolino, resisti ancora un po’ e poi… ti consolerò per averti messo al mondo!
Ma non esser triste, non è tutto così brutto: ci sono momenti di gioia che valgono tutto il resto, come è per me averti dentro.

5marzo
Oggi è morta Ludo, sarebbe stata la tua cuginetta. ha lottato anni, fino alla fine, ma non ce l’ha fatta. E’ morta consapevole di andar via, ascoltando la sua canzone preferita e chiedendo a tua zia di tenerla stretta fino alla fine. Sarebbe venuta qui a conoscerti, ti aspettava con impazienza. Povero passerotto sfortunato.
Sì, piccolino, esiste la morte, sembra banale ma si muore perchè si vive. Non riesco a parlartene serenamente, non ho ancora accettato questa cosa, non riesco ad afferrarne il senso, specialmente oggi. Alcuni dicono che ci sia una vita ultreterrena, addirittura sostengono di crederci fermamente… La tua mamma no, non ci riesce, vorrebbe tanto ma non ce la fa. Lo spegnersi di Ludo mi ha lasciato un gran senso di vuoto, di rabbia e di impotenza, spero davvero che qualcosa lassù esista, almeno per le giovani vite strappate al futuro come lei.

20 marzo
Se tutto andrà per il verso giusto tra poco ci presenteranno: ti piacerò? e tu? Come sarai? Carino? Dormiglione? Sano? Sano, ti prego, sano…

23 marzo 1999
Finalmente!
Dopo 14 ore di travaglio ti sei deciso! Sei bellissimo, mi sono innamorata di te a prima vista! Auguri, piccolino, che la tua vita sia sempre in discesa, che tutto ti sorrida, che tu non debba mai strappare con i denti quel pizzico di felicità che è dovuto a ciascun uomo sulla terra! Ben atterrato su questo pianeta, piccolo mio.

La storia di Bianconiglio (ovvero la magia di una mamma)

Archiviato in: Lettere — rossaurashani @ 12:54

Dove l’avessi sentita o se l’avessi inventata io (tra le mille fiabe nuove che ti avevo confezionato) non lo so. Certo che il giorno che i giochi con la mamma non ti bastavano più , con aria mogia, mi hai detto:

“Mamma, che noia, non so cosa fare!”

“Vuoi un consiglio? Fai come Bianconiglio!”

Mi hai guardato con quegli occhi sgranati speciali che mi donavi quando per te diventavo magica. Accidenti qui mi giocavo la reputazione!

“Bianconiglio viveva con la sua mamma nella tana, in un grande prato…. Mamma, mamma - diceva il coniglietto - nessun leprotto gioca con me! - La mamma rispose - Vai nella dispensa e prendi delle carotine, prendi i tuoi giocattoli ed esci nel prato . -

Bianconiglio uscì, depositò le carotine fresche sul prato e sistemò i suoi giocattoli in cerchio….. - E adesso che faccio? - mugugnò. - Mettiti a giocare con allegria, il miracolo si farà! - disse la mamma decisa.

Bianconiglio si mise a giocare con la palla, dopo un pò richiamato da quel baccano, fece capolino un coniglietto e poi un altro ancora, il prato si riempì di vita, se attratti dalle carotine o dalla palla non si sa…. - Volete giocare con me? - da quel giorno sul prato ci fu un viavai di vispi coniglietti  e Bianconiglio non si annoiò mai più.

Tu, il mio cucciolotto trottasti convinto alla tua cesta dei giocattoli, io alla dispensa delle merendine….. Uscimmo, con aria complice, verso i giardini dei giochi.

Confesso che questa fu una delle grandi prove della mia vita. Come ho già detto mi giocavo la reputazione, avrei potuto trasformarmi da mamma- magica a mamma- bufala e sarebbe stato una trasformazione che sarebbe durata per sempre.

La panchina era ben attrezzata, scatola di merendine e giocattoli appetitosi, la solita palla, le stelle filanti……  tu piccoletto mio, sempre pronto all’ingegno, con le striscioline di carta colorata ti eri costruito delle ali  immaginarie e correvi svolazzando tra le aiuole.

Il cuore mancò un colpo, un guappetto con le mani in tasca si fermò a guardare lo strano volatile…. aveva negli occhi la luce della curiosità e quella un pò meno evidente del desiderio….. - Vuoi giocare? - cinguettò l’uccellino tra uno svolazzo e l’altro -A cosa? - rispose il guappetto di molto ammansito - A quello che vuoi! - rispondesti felice.

Mi accorsi che, per un bel pò di tempo, avevo trattenuto il respiro. Ripresi a ventilare….. Allora la magia della mamma funziona ancora!!!!

Non so bene come proseguì, certo è che dopo mezz’ora un gruppetto di uccellini svolazzavano nel prato tirando calci al pallone.

Quante altre volte ho rivisto quello sguardo speciale che donavi alla tua mamma-magica e quanta gioia mi dava il non deluderti.

 Ancora oggi penso che diventare mamma è proprio una grande magia.

SE

Archiviato in: Lettere — violainevercors @ 12:08

  Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te
perdono il loro e te ne attribuiscono la colpa.
Se puoi confidare in te stesso quando tutti dubitano di te
pur tenendo conto del loro dubitare.
Se sai aspettare senza stancarti di farlo
o essere circondato da bugie senza darvi credito
o essere odiato senza dar spazio all’odio
e cio’ senza sembrare troppo buono o troppo saggio.
Se puoi sognare - senza rendere i sogni tuoi padroni.
Se sai pensare - senza rendere i pensieri il tuo obiettivo
Se puoi incontrare il Trionfo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori alla stessa stregua.
Se puoi tollerare di udire la verità da te pronunciata
stravolta da disonesti che intessono trappole per gli ingenui
o vedere le cose per le quali hai dato la vita,
distrutte e fermarti a costruirle di nuovo con strumenti logori.
Se sai raccogliere tutte le tue vittorie
e rischiarle con un lancio a testa o croce
e perdere e ricominciare ancora dall’inizio
e mai sussurrare una parola della tua perdita.
Se puoi sforzare il tuo cuore, nervi e muscoli
per servire al tuo scopo ben al di là delle loro possibilità
e così andare avanti quando più nulla in te
tranne la Volontà dice loro “tieni duro!”
Se puoi parlare con le folle e mantenere il tuo valore
o camminare con i re senza perdere di semplicità.
Se né i nemici e neppure gli amici più cari possono ferirti.
Se tutti possono contare su di te ma nessuno eccessivamente.
Se puoi riempire un inesorabile minuto
con un viaggio lungo sessanta secondi
tua è la terra e quanto vi è in essa,
e - cosa ancor più importante - tu sarai un uomo figlio mio!
                                              
(Rudyard Kipling)

Scusa, amore, non volevo…..

Archiviato in: Lettere — rossaurashani @ 11:07

Quanti anni ho passato combattendo sulle “barricate” per una società più giusta, per delle leggi più umane, ho investito sogni, tempo ed energie, volevo dare a te, figlio mio, un mondo migliore, senza ipocrisie, senza prevaricazioni, senza guerre, senza fame, senza ingiustizia… oggi ti guardo e mi vengono le lacrime agli occhi….” Scusa, amore, quella società con cui, oggi ,tu devi fare i conti, non l’ho voluta io, ho fatto di tutto per evitarti i Ruini e le Binetti, i Papa e purtroppo anche i Veltroni (gli ho dato il voto… sì … e tu mi avevi avvisato, mamma stai attenta è un democristiano), possibile che dopo tanta esperienza sei tu che comprendi il mondo in una sola occhiata? Ah vecchiaia che si avvicina…. ci deve essere stato un momento che non ero attenta, un preciso istante di distrazione, in quel momento mi hanno fregato, mi hanno cambiato la realtà da sotto il sedere…. amore scusa non volevo…
A proposito del nuovo dibattito sulla legge per l’aborto …. sì… ti ho insegnato, vero, che per fare all’amore si usa il preservativo? Lo sai bene che è una forma di rispetto per la tua vita e per la vita della tua ragazza… sì, sì lo so,  sto sempre qui ad insegnarti qualche cosa….. sono una maestrina nell’anima. D’altra parte stanno cancellando tutto, le lotte fatte per i lavoro, per i diritti sociali, per la libertà, sembra che in questo grande computer che è la vita, sia entrato un virus che non ha dottori. Scusa amore, non volevo.”

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