Lettere Al Futuro

9 Gennaio 2008

Ogni anno cancello dal calendario questo giorno

Archiviato in: Lettere — marisauno @ 12:39
10 gennaio
Ogni anno cancello dal calendario questo giorno. 
Ricordo ancora la neve di quel mattino di diciotto anni fa, quando andai in ospedale per abortirti, salendo tremante i gradini, quando entrai in ambulatorio e mi chiesero di sedermi e di aspettare.
Fuggii via. Ridiscesi al volo quelle scale, pochi minuti prima così pesanti…
Ero tanto giovane, almeno mi sentivo tale.
I miei giorni così stressanti fatti di lavoro -e a volte di studio- fino a sera. La mia vita così assurda, senza orari, il frigo sempre vuoto, in un turbine di facce, di notti  trascorse in giro per osterie o in case di amici a chiacchierare di niente e ad attendere il giorno.
E poi sei arrivata tu. Non riuscivo a crederci. Non mi sembrava possibile. Ti sentivo con fastidio crescere estranea dentro di me, il mio vitino da vespa che impercettibilmente si allargava mi faceva orrore. Non ero nemmeno sicura al cento per cento che tuo padre fosse proprio lui, quello che si dichiarava pronto a sposarmi ma solo perchè c’eri tu. Nessuno dei due in fondo lo voleva, così impegnati su altri fronti: il lavoro, lo studio, la carriera, il mondo ancora tutto da conoscere e da esplorare, l’amore vero ancora da trovare, le sciocchezze di cui nutrivamo le nostre anime.
Quella mattina tornai a casa in trance, intontita, incredula perchè avevo accettato di tenerti, magari senza di lui che era meglio. Pensai che ti avrei chiamato Alessandra…
Poi, a notte fonda, il dolore lancinante, il sangue, il ricovero d’urgenza e la mattina già non c’eri più…
Perdonami piccola mia, se allora provai sollievo. Perdonami se qualche settimana dopo andai in vacanza. Perdonami se non ne parlai con nessuno. Fu la mia mente a scacciarti o fosti tu, non voluta, non amata, non desiderata, a non volermi come madre? Non lo saprò mai.
Il mio senso di colpa pesa come un macigno, non ti ho mai dimenticata, piccola Alessandra. Ogni anno, quando arriva questo giorno ripenso a  come sarebbe stato se ci fossi stata anche tu, adesso saresti quasi una donna, saremmo cresciute insieme o forse ti avrei lasciata dai nonni continuando la mia vita senza regole…
Ogni anno cancello dal calendario questo giorno.
Ogni volta che è nato uno dei tuoi fratellini ho pensato a te, ogni volta che ho provato gioia o dolore ho immaginato anche te.
Non so, non credo che sarei stata una buona madre, troppo egoista, troppo bimba a mia volta, troppo concentrata su me stessa. Perdonami se non ero pronta ad accoglierti e solo adesso capisco che se fossi nata mi sarei innamorata di te e la mia vita avrebbe avuto da allora un gran significato. Perdonami la vigliaccheria.
p.s.
C’è chi pensa che ricorrere all’aborto o subirne uno sia quasi una passeggiata, ebbene non lo è mai, nemmeno per l’ultima delle donne.

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