A MIO FIGLIO
quando tua madre mi disse che aspettava un altro bimbo mi chiesi se sarei stato capace di volergli bene come al primo figlio,che piano piano arrivava al compimento del settimo anno,ero terrorizzato da un dubbio rivelatosi poi una stupidata,ci dissero che probabilmente eri una femminuccia,ne fui felice anche se pensavo chel’importante era che tu fossi sano,all’ultimo mese di gravidanza ci dissero che eri un bel maschietto e che non presentavi alcuna defezione,iniziavo ad immaginarmi di nuovo impacciato a dare una mano alla mamma tra pannolini e biberon.Ricordo quando sei nato,eri paffutello e a differenza di tuo fratello eri un pò più chiaro di carnagione,capii subito che i miei dubbi sul volerti meno bene di tuo fratello erano infondati e che riempivi di gioia la mia vita così come la riempiva tuo fratello.In quel periodo come sai facevo l’autista e quindi il mio tempo a disposizione per starvi vicino era assai poco ma cercavo di recuperare ampi spazi pur di starvi accanto,non ho mai voluto fare tanti giorni fuori casa e facevo il possibile ,stravolgendomi le ore di riposo,per rientrare a casa per farvi sentire la mia presenza di padre, tutto sembrava filare liscio fino a quando hai iniziato ad avere i tuoi problemi,piangevi forte fino a mancarti il respiro,quante corse all’ospedale con te che non respiravi e divetavi sempre più cianotico,ed io per la prima volta nella vita avevo paura,si paura di non arrivare in tempo all’ospedale dove i medici ti soccorrevano e ti facevano riprendere fiato,però davanti a tutti facevo il forte,non volevo fare vedere che avevo paura,poi cercavo un punto nascosto per dar sfogo al mio pianto liberatorio,ancora una volta ce l’avevo fatta ad arrivare in tempo all’ospedale.Persi il lavoro,perchè a loro non interessava dei miei problemi il camion doveva viaggiare comunque,ma non mi interessava,ciò che mi interessava era la tua salute,riuscimmo dopo tanti tentativi a convincere il primario per farti fare una risonanza magnetica e lui(che probabilmente era lì per volere di qualcuno e non per merito)ci disse che non c’era nulla di cui preoccuparci,io che volevo vederci più chiaro chiesi a mio cugino che è medico a Torino di vedere se qualche neurochirurgo di sua conoscenza poteva spiegarmi cosa tu avessi,il risultato fu che avevi,come già sai,una cisti liquida nel cevello e che andavi operato prima che ingrossandosi poteva comprimere una parte del cervello.Arrivò il fatidico giorno dell’operazione,tu avevi appena 18 mesi,ti fecero la preanestesia e tu già tutto rasato non capivi a cosa andavi incontro mentre io e la mamma da soli ci consolavamo a vicenda,perchè non avevamo quasi nessuno in Piemonte,ci stringemmo in un pianto sommesso quando varcasti la soglia della sala operatoria e le ore diventarono lunghissime,non staccammo gli occho dalla porta neppure un istante attendendo la tua uscita che arrivò dopo due ore e mezza,avevi la testa tutta fasciata e subito i dottori vennero a consolarci dicendoci che tutto era andato per il meglio,avrei voluto abbracciarli uno per uno per dimostrare la mia gratitudine,dopo quattro giorni tornammo a casa tutti e tre felici e contenti,ancora adesso che stai per compiere 11 anni fai i controlli ogni due anni e và tutto bene mi dai grandissime soddisfazioni,a scuola sei uno dei primi ed io adesso ogni tanto ripenso a quando stupidamente mi chiedevo se ti avrei voluto bene,ora lo sò vi adoro a tutti e tre perchè poi è arrivata anche la tua sorellina a portare altro amore nella nostra famiglia.il tuo papà.