Diritto di asilo politico per un sorriso
Da un po’ di tempo collaboro,volontariamente, ad un’organizzazione che si occupa dei rifugiati politici in Italia.
Chi è un rifugiato politico? Si definisce tale, chiunque fuggito dal proprio paese, non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni per le proprie opinioni politiche.Per aver riconosciuto questo status bisogna passare l’esame di una commissione apposita, io mi occupo di ascoltare la storia del richiedente e di prepararlo ad affrontare l’incontro con la commissione.
E’ così che conosco.. chiamiamolo..Azmudin.
Ha 19 anni, è figlio di un giornalista massacrato a causa delle sue idee politiche e delle inchieste che aveva condotto nel suo paese.La notte in cui il padre fu ammazzato, Azmudin venne prelevato con la forza da casa sua, davanti agli occhi della madre e del fratello minore (lui aveva 17 anni all’epoca), portato in prigione, detenuto e maltrattato per diversi giorni ed infine rilasciato.Nei giorni successivi, la famiglia riuscì a racimolare i soldi necessari (è una famiglia, per il livello economico del paese, che possiamo definire benestante) e lo fa fuggire in Turchia.Qui, dopo diversi tentativi falliti, riuscì a passare in Grecia e quindi arrivare, nascosto in un camion, con il traghetto, ad Ancona.Smarrito incominciò ad aggirarsi per il nostro paese, fino a quando lo indirizzarono ad un centro di accoglienza per extracomunitarii e lì, ascoltata la sua storia comprendono che ha diritto a richiedere l’asilo politico.
Azmudin ha 19 anni, un sorriso magnifico e viene dall’Afghanistan.
Mentre in un buon inglese mi racconta tutta la sua via crucis, mi sorride, ma non di quel sorriso sciocco e vuoto che così spesso ritroviamo stampato sulla faccia dei nostri adolescenti (eh già Azmudin è poco più di un adolescente..), ma di un sorriso consapevole, un sorriso che ti dice:
Ce l’ho fatta e ce la farò. La vita è mia e la voglio vivere. Perché merita di essere vissuta. Sempre.
Chi non avrebbe voglia di rispondere a quel sorriso con un sorriso, pronunciando parole rassicuranti e ottimiste?Cosa potrebbe ostacolare l’offrire un giusto e congruo status di rifugiato politico a quel ragazzo che ha così già tanto sofferto nella sua breve esistenza?
Ebbene un problema c’è!Il paese da cui Azmudin proviene: L’Afghanistan.
Voi direte e che problema c’è??Chiunque, attraverso stampa e TV conosce la situazione in Afghanista, abbiamo numerose truppe di stanza là. Chiunque si è occupato, anche in maniera minimale, dell’Afghanistan, sa che le truppe alleate si limitano a controllare la città di Kabul, compresa una limitata area circostante, e la città di Kandahar, mentre il resto del paese è, saldamente, in mano alle milizie talebane ed a nord ai mujahedin tagiki, uzbeki e hazari.
Quindi…Che problema c’è?
Il problema è che UFFICIALMENTE l’Afghanistan non è NULLA di tutto questo! UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese liberato, in cui le forze NATO a sostegno di Karzai hanno fatto piazza pulita di ogni resistenza afgana.
UFFICIALMENTE l’Afghanistan non è un paese in stato di guerra, altrimenti NOI ITALIANI lì non potremmo starci con i nostri soldati. La nostra Costituzione VIETA ogni intervento militare.NOI siamo lì come truppe di PACE (non chiedetemi che vuol dire… non l’ho mai capito)
UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese dove nessun talebano si può permettere di uccidere chi scrive articoli contro di loro, perché i talebani sono stati sconfitti.
Insomma UFFICIALMENTE Azmudin rischia di non poter ottenere l’ok dalla commissione, perché UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese pacifico, democratico e pure liberato.
Tranquilli..questa volta l’happy end per Azmudin e per il suo sorriso c’è stato.
Non è stato facile: la commissione ha tentennato a lungo ma il nostro avvocato (eh già..esistono anche avvocati che stanno dalla parte dei “buoni”) ha fatto un ottimo lavoro.
Azmudin ed il suo sorriso hanno trovato rifugio politico in Italia, nonostante l’Afghanistan non sia UFFICIALMENTE in guerra.
Buona vita a te Azmudin ed al tuo sorriso così pieno di voglia di vivere.