Le nostre storie
Mio adorato cucciolo,
eccomi di nuovo qui, per lasciare a te e a me un ricordo di questi giorni.
Non so da dove cominciare, a dire il vero.
Vorrei avere il tempo, o forse solo la costanza, di annotare quotidianamente le straordinarie novità e i tuoi eccezionali progressi. Mi trovo invece a dover frugare nella memoria già disordinata.
Già da qualche giorno volevo scrivere di Spunk e Dung. Sono i nomi che hai scelto per due amici di fantasia che ti sei creato. Spunk è un maschietto con i capelli bianchi e gli occhi viola, Dung è una femminuccia con gli occhi dello stesso colore e i capelli scuri.
Non c’è dubbio, i cartoni che seguiamo alla tele ti hanno influenzato. Ma quello che mi piace tanto, e mi fa sorridere e commuovere, è il tuo tentativo, nel tuo linguaggio ancora incerto e insufficiente, di creare storie.
Credo che tu abbia fatto tuo il mio amore per le narrazioni. Le favole che ti racconto ogni giorno, e che tu ascolti interessato e affascinato e che mi chiedi di ripetere più volte, per carpire ogni dettaglio; i vecchi film a cartoni animati dai disegni semplici ed essenziali che riempiono i nostri pomeriggi domenicali; le serie animate moderne con i loro disegni accurati e i colori vivaci che seguiamo ogni giorno, incantano anche me: mi piace raccontare o spiegarti quello che vediamo insieme e che ancora non sai interpretare da solo; ma soprattutto mi piace lasciarmi trasportare insieme a te in mille mondi nuovi, avventurosi, appassionanti, emozionanti nella loro semplicità.
E come piaceva a me da bambina, piace anche a te riempire la tua vita di figure fantastiche che vanno ad aggiungersi alle persone reali che popolano le tue giornate, a volte diventando indistinguibili da queste.
Mi rende felice che tu condivida con me queste fantasie, e spero che sarà sempre così.
In realtà so che non potrà essere sempre così. So che verranno giorni in cui, probabilmente, non vorrai spartire nessuna esperienza e nessuna emozione con me.
Lo so perché ci sono passata anche io; lo so perché lo vedo quotidianamente con i miei studenti; lo so perché sarebbe anomalo il contrario: per crescere dovrai allontanarti da me, sarà quasi inevitabile entrare anche in conflitto.
So già che soffrirò e che forse sarò anche io gelosa dell’insegnante che diventerà per te un modello e un punto di riferimento: proprio come oggi capita ai genitori dei miei studenti nei miei riguardi.
Spero però che il ricordo delle fantasie condivise, come dei giochi, delle passeggiate, delle chiacchierate, ci permetta di ritrovarci dopo la tempesta adolescenziale.
A presto, piccolo mio
Ti voglio tanto bene
La tua mamma