Lettere Al Futuro

24 Gennaio 2008

per te amica/o

Archiviato in: Poesie — adriano49 @ 11:39

A te amica
che accetti con un sorriso
sia il meglio che il peggio di me.
A te,
che ci sei per dividere
sia i momenti si che i momenti no .
A te amica
che sei la “complice” dei miei giorni
perchè tu sei presente
in ogni mio ricordo felice
ma che ci sei anche quando il ricordo
è velato di tristezza.
A te
perchè grazie alla tua presenza
sfuggo alla solitudine
anche se mi trovo da sola.
A te amica
che non mi impedisci di sbagliare
ma che non giudichi il mio errore.
A te
che mi sei vicino
quando poi l’errore va scontato.
A te amica,
che sai gioire per ogni mia vittoria o conquista
perchè la mia gioia è la tua gioia.
A te
che sai incoraggiarmi
quando il traguardo mi sembra lontano.
A te amica,
per ogni lacrima,
per ogni sospiro,
per ogni gioco,
per ogni uscita,
per ogni risata,
per ogni sorriso
posso solo dire….grazie!!

23 Gennaio 2008

Ninna nanna -(canzone - poesia per la nipote Gaia )

Archiviato in: Canzoni, Poesie — adriano49 @ 12:30

Vento freddo della notte

vento della notte nera

non bussare a questa porta

lascia accesa la candela

lasciaci vedere quando l’angelo sorride

lasciaci sentire il canto dolce della sera

 Nel silenzio passa un carro

d’oro e carico di sogni

e per te che aspetti il sonno

scuote ancora i suoi sonagli

Lasciaci vedere quando l’angelo sorride

lasciaci sentire il canto dolce della sera

Viene un angelo a cullarti

canta favole incantate

che ti portano al mattino

poi ti sembrano sonate

lasciaci vedere quando l’angelo sorride

lasciaci sentire il canto dolce della sera

lasciaci vedere quando l’angelo sorride

lasciaci sentire il canto dolce della sera

                  La Crus

21 Gennaio 2008

Una questione religiosa…..

Archiviato in: AngoloRelax — rossaurashani @ 17:15

Nella mia vita ho sempre avuto un atteggiamento che rispecchiava il mio concetto laico del vivere, ma non volendo condizionare le scelte di mio figlio, ho sempre assecondato le sue scelte in questioni religiose, tipo l’ora di religione a scuola, la frequenza del catechismo, la prima Comunione ecc.

Non avendo pregiudizi, dopo un cambio di casa, iscrissi il piccolo al secondo anno di asilo, presso un istituto religioso.

Di ritorno dalle vacanze estive, che per questioni di impegni di lavoro, avevamo fatto in settembre, portai, il giorno successivo al nostro rientro, il bambino all’asilo.

Sulla porta della scuola, mi prese uno sbandamento, acc…… il mio folletto non conosceva il segno della croce….. Non era proprio il massimo, visto che aveva delle suore come insegnanti. Quindi con una certa faccia di bronzo, ma in fretta, perchè stara arrivando la suora gli dissi: “Senti, non chiedermi niente, fai come ti dico, stasera poi ti spiego, se ti chiedono di fare il segno della croce tu devi fare così:  Nel nome del Padre… del figliolo…. e dello Spirito Santo” segnando frettolosamente con le mani.

Marco, bimbo sempre piuttosto sveglio, mi guardò con gli occhi sgranati, ma non disse niente.

Al pomeriggio, quando andai a prenderlo, gli chiesi ovviamente com’ era andata, avendo totalmente dimenticato l’inghippo iniziale.

Marco mi guardò serio e disse: “Mica tanto bene……” “Perchè?” dissi io temendo un problema di ambientazione nell’asilo. Lui rispose mortificato: “Sai mamma, il figliolo non so dove l’ho messo…….”

20 Gennaio 2008

Pigrizia

Archiviato in: AngoloRelax — abdita @ 23:04

Con tutto il rispetto per Lazzaro.


Oggi a mezzogiorno, a casa mia, Belle e Aurora (la sorellina) erano ancora a letto mentre io e mio marito eravamo già in piedi e indaffarati da qualche ora.

Belle: Mamma, mi prepari qualcosa per colazione?
Io: Se vuoi il dolce è già pronto, se vuoi il panino devi aspettare.
Belle: Mamma…… il panino!
Mio marito: Belle, alzati e preparatelo da sola.
Belle: Ma sto morendo di fame…
Mio marito: Allora alzati e cammina, Lazzarona!

Edoardo Bennato - L’isola che non c’è

Archiviato in: Canzoni — lisa72 @ 15:44

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po’ preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.

E a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!….

Son d’accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c’è mai la guerra
forse è proprio l’isola
che non c’è. che non c’è

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te

Son d’accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l’isola
che non c’è…. che non c’è

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te

19 Gennaio 2008

Diritto di asilo politico per un sorriso

Archiviato in: SalaLetture — Audrey @ 19:23

Da un po’ di tempo collaboro,volontariamente, ad un’organizzazione che si occupa dei rifugiati politici in Italia.

Chi è un rifugiato politico? Si definisce tale, chiunque fuggito dal proprio paese, non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni per le proprie opinioni politiche.Per aver riconosciuto questo status bisogna passare l’esame di una commissione apposita, io mi occupo di ascoltare la storia del richiedente e di prepararlo ad affrontare l’incontro con la commissione.

E’ così che conosco.. chiamiamolo..Azmudin.

Ha 19 anni, è figlio di un giornalista massacrato a causa delle sue idee politiche e delle inchieste che aveva condotto nel suo paese.La notte in cui il padre fu ammazzato, Azmudin venne prelevato con la forza da casa sua, davanti agli occhi della madre e del fratello minore (lui aveva 17 anni all’epoca), portato in prigione, detenuto e maltrattato per diversi giorni ed infine rilasciato.Nei giorni successivi, la famiglia riuscì a racimolare i soldi necessari (è una famiglia, per il livello economico del paese, che possiamo definire benestante) e lo fa fuggire in Turchia.Qui, dopo diversi tentativi falliti, riuscì a passare in Grecia e quindi arrivare, nascosto in un camion, con il traghetto, ad Ancona.Smarrito incominciò ad aggirarsi per il nostro paese, fino a quando lo indirizzarono ad un centro di accoglienza per extracomunitarii e lì, ascoltata la sua storia comprendono che ha diritto a richiedere l’asilo politico.

Azmudin ha 19 anni, un sorriso magnifico e viene dall’Afghanistan.

Mentre in un buon inglese mi racconta tutta la sua via crucis, mi sorride, ma non di quel sorriso sciocco e vuoto che così spesso ritroviamo stampato sulla faccia dei nostri adolescenti (eh già Azmudin è poco più di un adolescente..), ma di un sorriso consapevole, un sorriso che ti dice:

Ce l’ho fatta e ce la farò. La vita è mia e la voglio vivere. Perché merita di essere vissuta. Sempre.

Chi non avrebbe voglia di rispondere a quel sorriso con un sorriso, pronunciando parole rassicuranti e ottimiste?Cosa potrebbe ostacolare l’offrire un giusto e congruo status di rifugiato politico a quel ragazzo che ha così già tanto sofferto nella sua breve esistenza?

Ebbene un problema c’è!Il paese da cui Azmudin proviene: L’Afghanistan.

Voi direte e che problema c’è??Chiunque, attraverso stampa e TV conosce la situazione in Afghanista, abbiamo numerose truppe di stanza là. Chiunque si è occupato, anche in maniera minimale, dell’Afghanistan, sa che le truppe alleate si limitano a controllare la città di Kabul, compresa una limitata area circostante, e la città di Kandahar, mentre il resto del paese è, saldamente, in mano alle milizie talebane ed a nord ai mujahedin tagiki, uzbeki e hazari.

Quindi…Che problema c’è?

Il problema è che UFFICIALMENTE l’Afghanistan non è NULLA di tutto questo! UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese liberato, in cui le forze NATO a sostegno di Karzai hanno fatto piazza pulita di ogni resistenza afgana.

UFFICIALMENTE l’Afghanistan non è un paese in stato di guerra, altrimenti NOI ITALIANI lì non potremmo starci con i nostri soldati. La nostra Costituzione VIETA ogni intervento militare.NOI siamo lì come truppe di PACE (non chiedetemi che vuol dire… non l’ho mai capito)

UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese dove nessun talebano si può permettere di uccidere chi scrive articoli contro di loro, perché i talebani sono stati sconfitti.

Insomma UFFICIALMENTE Azmudin rischia di non poter ottenere l’ok dalla commissione, perché UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese pacifico, democratico e pure liberato.

Tranquilli..questa volta l’happy end per Azmudin e per il suo sorriso c’è stato.

Non è stato facile: la commissione ha tentennato a lungo ma il nostro avvocato (eh già..esistono anche avvocati che stanno dalla parte dei “buoni”) ha fatto un ottimo lavoro.

Azmudin ed il suo sorriso hanno trovato rifugio politico in Italia, nonostante l’Afghanistan non sia UFFICIALMENTE in guerra.

Buona vita a te Azmudin ed al tuo sorriso così pieno di voglia di vivere.

I figli ci ascoltano (e capiscono molto più di quel che crediamo!)

Archiviato in: Lettere — violainevercors @ 07:41

  Eri quasi adolescente, un adolescente taciturno ma intelligente e ti trovavi sempre con questa tua giovane mamma abbastanza esuberante che raccontava con entusiasmo tutte le novità che scopriva.Quella volta, a pranzo, devo aver parlato di un concetto che avevo scoperto (i giovani si entusiasmano facilmente e comunicano i loro entusiasmi a chi sta loro vicino; ed io avrò avuto 32, 33 anni)Cercavo di dire a papà che mi era piaciuta la definizione di evidenza: (il sole è un’evidenza: c’è e si vede, la rosa in giardino è un’evidenza: c’è e si vede) l’evidenza dicevo è “una presenza inesorabile”. Finisce il pranzo, tu te ne vai a fare i compiti, poi a giocare e arriva il pomeriggio inoltrato. Siamo davanti al fuoco perché fuori c’è molto freddo e intorno al fuoco – si sa – si chiacchiera.
Tu, sempre taciturno, a un certo punto interrompi il mio discutere con papà con una frase che mi  lascia di stucco: “Mamma, insomma! ma sei proprio una presenza inesorabile!”

Naturalmente risata generale, però mi hai colpito per la tua capacità di ascolto e di elaborazione.
  
Credo che ti sarà utile questo aneddoto per capire che si è sempre saldi se si sta alla realtà così com’è.La realtà è un’evidenza, una presenza inesorabile con cui fare i conti, come quella volta dovevi fare i conti con… me!

18 Gennaio 2008

I ragazzi che si amano

Archiviato in: Poesie — rossaurashani @ 13:15

Quante volte l’abbiamo fatto, quante volte li abbiamo visti…… ora, che non è più il mio tempo, li guardo e non provo invidia, ma solo tenerezza, penso alla dolcezza, ai sogni, alle illusioni che li accompagnano, all’impossibilità di raggiungerli, penso al loro diritto all’amore, al loro dovere di amare, penso al loro futuro……..


I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia e il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.


Jacques Prèvert

17 Gennaio 2008

L’eroe

Archiviato in: Poesie — abdita @ 23:22

Ti sfugge dalle mani
proprio quando sei al traguardo
alla vittoria.
Impotente la guardi
e non la riconosci più:
non è la tua storia.

La tua era piena di sogni,
di gioia, di dolore, di speranza,
di certezza.
Non è questa quella che cerchi
non sono tuoi questi fantasmi
e questi sospiri.

La tua era una filastrocca gridata dal vento,
bisbigliata tra gli alberi,
quasi un sussurro che si perde nell’aria.
Accartocciala se vuoi,
riscrivila: è tua.

Giugno 1987

Abdita

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo

Archiviato in: Canzoni — rossaurashani @ 23:18

Dedicata a Lorenzo per la perdita del fratello Umberto

“Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango”

Lorenzo Jovanotti

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