Il mio caro amico Berlicche è un giovane padre che mi stupisce sempre con le sue riflessioni.
Ho riscoperto un suo vecchio post che propongo qui perché mi pare davvero utile per tutti i papà e le mamme:
La guerra dei Lego
Come talvolta accade, ieri sera sono tornato a casa nel mezzo di un dramma familiare.Mio figlio, sei anni, come succede spesso quando arriva stanco dopo una giornata a scuola, era quel che in gergo tecnico si dice “sclerato”. Aveva appena scoperto che la sorella aveva saccheggiato la sua costruzione fatta con i Lego per implementare la propria, cannibalizzando i pezzi più ambiti. Lacrime agli occhi, denti digrignati, le urlava in faccia “Cattiva! Cattiva!” (l’altra, gatta morta, sapendosi in torto non reagiva) fino a che, lanciato un ultimo “E allora distruggo la tua!” ha mollato un calcione devastatore alla costruzione dell’avversaria.
L’ho afferrato per un braccio e l’ho trascinato nell’altra stanza. Puntava i piedi, piangendo, immaginando una sculacciata epocale. Mentre lo portavo di peso cercavo di pensare a come comportarmi. Lui era convinto di avere ragione, e una punizione corporale da parte mia lo avrebbe fatto solo sentire vittima di una ingiustizia.
Mi sono seduto sul divano e, parlando calmo e guardandolo negli occhi, ho cominciato. “Senti, tua sorella ha sicuramente fatto una cosa che non andava. Ma tu hai fatto qualcosa di ben più grave. Perchè tua sorella ha sì smontato la tua fattoria di Lego, ma l’ha fatto per una ragione, seppure sbagliata. Mentre il tuo gesto è stata solo cattiveria, l’hai compiuto solo per farle del male.” Mi veniva in mente S.Agostino, che ricordava il solo atto veramente malvagio della sua gioventù, quando aveva calpestato apposta le mele di un contadino.
“Quello che tu hai fatto ha bruciato un pezzettino della tua anima, che adesso è un pochino meno luminosa ed un pochino più nera. E’ la strada che conduce a diventare cattivi sul serio. Vedi, in un paese vicino al nostro, la Francia, ci sono delle persone che bruciano le automobili perchè sono convinti di avere subito un torto. E’ così che vuoi diventare? Uno che dà fuoco agli autobus con la gente sopra, che picchia ed ammazza perchè pensa che qualcuno gli abbia fatto uno sgarbo?”
Mio figlio ha smesso di piangere e di recriminare, si è fatto serio. Credo che le mie parole l’abbiano colpito.
“Se sono cattivo non mi mi vuoi bene…”
Gli ho scompigliato i capelli: “Ma io ti ho già perdonato.”
Il suo volto si è illuminato. Gli ho detto di riconciliarsi con la sorella, e dopo un minuto giocavano insieme.
Mentre li guardavo sentivo dentro di essere stato un padre, di avere educato. Avevo la strana, calda senzazione che se un giorno il mio bambino non andrà in giro a sfasciare autovetture sarà magari anche grazie all’incidente dei Lego rubati.
E finalmente mi sono tolto la giacca a vento