Lettere Al Futuro

17 Febbraio 2008

Riflessioni sulla parola di Dio e sul termine eugenetica.

Archiviato in: PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 13:28

Cara Violaine,

Con il termine eugenetica ci si riferisce a quella disciplina pseudoscientifica volta al perfezionamento della specie umana attraverso lo studio, la selezione e la “promozione” dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi (eugenetica positiva) e la rimozione di quelli negativi (eugenetica negativa).
Storicamente l’eugenetica è stata inventata da Platone (Pol. 458 segg.). Il Cristianesimo medioevale, dando per scontata la degenerazione umana dal peccato originale e l’intrinseca negatività dell’atto sessuale, lascia alla sfera ultraterrena ogni possibilità di “miglioramento”. Nel rinascimento Campanella, nella prospettiva utopica della “Città del sole” sostiene l’opportunità di combinare i matrimoni e controllare la vita sessuale dei cittadini. Tra Settecento e Ottocento si afferma la frenologia, disciplina che sosteneva di riuscire ad individuare dalla forma del cranio le tendenze psicologiche delle persone, in primis la propensione a devianza e criminalità. Successivamente, Herbert Spencer prese a prestito i concetti chiave dell’evoluzione darwiniana e li applicò alle scienze sociali, sostenendo l’opportunità e la necessità delle differenze sociali allo scopo di assecondare il naturale processo di selezione dei più adatti. http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica

Inutile spiegarti che già il termine eugenetica dà un valore negativo e deviante al lavoro di molti scienziati che studiano e ricercano nuovi percorsi per aiutare l’uomo e non come velatamente si fa intendere di uomini che ricercano a scopi amorali la razza perfetta e priva di ogni malattia.

Eppure anche il vostro dio che ha un amore filiale nei confronti degli uomini, dovrebbe stare a fianco dei genetisti per aiutarli ed ispirarli in questa terribile lotta.

Ho come la sensazione che voi interpretiate la vita, in modo non obiettivo, e che ( forse non ve ne rendete conto) vi allontaniate sempre più dalla volontà di un dio misericordioso.
Purtroppo la tua posizione e quella di altri sulla sofferenza è alquanto illusoria e parte dal principio che tutto è un dono di dio, sia la vita, sia il dolore che la morte.

Discutibile è il fatto che il tuo dio voglia proprio per noi anche il dolore e che non faccia niente per darci sollievo. Beh certo per voi il sollievo è la fede. Ma per tutti quelli che non la conoscono? Possibile che dio, sia come lo immaginate voi, settario e autoreferenziale?

Le mie domande sono retoriche ovvio. Sono nata in un mondo cattolico e ne conosco bene tutti i meandri. Malgrado ciò che sostenete dio non è la chiesa e la chiesa non è dio, fortunatamente.
Voi che appartenete alla chiesa e siete dei piccoli uomini, non arrivate neanche vicino alla volontà di dio. Anzi probabilmente lo avete frainteso e professate un credo che vi allontana da dio. Sarebbe bello che poteste dimostrarci il contrario?
Dio forse è più vicino all’eugenetica che alla catechesi?

Il correlare la scienza, che aiuta l’uomo, alla scienza che veniva utilizzata da persone per la selezione della razza è un fatto demagogico e basta. Come dire che tutti i romeni sono delinquenti o i rom ladri.

Non possiamo ritornare alle caverne ed accettare il destino per paura del nuovo e della scienza. Questa paura non fa onore alla tua intelligenza e sensibilità. Tirare una teoria, perchè di questo si tratta, per i capelli, per adattarla ad una visione quasi onirica della vita è triste e non produce consolazione.

Non è che ti dico, cara Violaine, cambia il tuo modo di vedere, ma ti sollecito a riflessioni profonde su qual è veramente la parola del Signore e la volontà di Dio. Se forse, per caso, la tua fede è un’illusione e se per caso le tue parole, alla fine appaiono degli involucri vuoti.

Come vedi, molte persone che hanno sofferto e che hanno avuto storie veramente toccanti, (e credo che siamo in molti tu compresa) hanno diversi approcci e propongono diverse soluzioni.

Io come madre, e lo ripeterò fino alla nausea, con l’esperienza della mia vita e della mia età, ho raggiunto la maturità dell’idea che non esiste atto più umano, amorevole e rispettabile di quello che conduce una madre all’aborto preventivo di un figlio affetto da gravi problemi. E credimi quando aspettavo mio figlio, non avrei mai abortito, anche se avessi saputo…. Io accetto e l’ho sempre fatto la mia sofferenza quello che, come madre, non posso più accettare è la sofferenza di mio figlio, di fronte a questa non solo avrei abortito, ma mi sarei fatta squartare

Non neghiamoci l’evidenza, queste discussioni sono fomentate da una chiesa che avendo molto potere sia sulla vita privata che sulla vita pubblica, frena i progressi della scienza e la libertà dell’individuo di decidere qual è il suo minore dei mali, favorendo una visione buonista e illusa che la vita dolorosa contiene una bellezza che quasi sempre non c’è, un calore che la società non dimostra mai e una fede che t’illude di recuperare nell’aldilà quello che hai perduto o non hai ricevuto nella vita terrena.

Voi che vi considerate i paladini di dio, i suoi soldatini, l’esercito d’amore, vi siete mai chiesti chi vi ha dato questa investitura? Forse basate le vostre illusioni per il solo fatto che dio anche con voi ha mostrato molta misericordia, senza mandarvi segni tangibili della sua ira e del suo scontento.

Sia chiaro o il dolore e la sofferenza sono doni di dio o sono frutto dell’uomo, in entrambi i casi sono un’ingiustizia sia divina che umana. Di fronte a questo abbiamo degli atteggiamenti differenti che permettono, a quelli come voi, di rinunciare a qualsiasi rivendicazione per un bene supremo (che forse esiste, ma non credo) mentre per gli altri è una lotta quotidiana per cercare di superare questi limiti con i mezzi che abbiamo a disposizione.

Io non ti impongo le mie scelte che non sono solo umane ma anche spirituali. Tu solleciti il mondo ad una morale cattolica, che non capisco, ma che trova tutto lo spazio che vuole. Tutto questo però non può andare a scapito della libertà mia o tua che sia. Io voglio che la scienza aiuti l’uomo e che sia l’uomo ad essere fautore di se stesso, chiederò sempre leggi che vanno in questo senso. Tu chiederai sempre un rapporto naturale con la vita e la morte, vivrai bene o male qui sulla terra, non approfitterai della ricerca scientifica che io chiedo, a meno che tu non lo voglia fare e morirai come ti è dato morire, ma sarà solo una tua scelta che non condiziona la mia.

Solo in questo modo noi possiamo essere fratelli.

Senza volerti imporre le mie idee

con stima Rossaura

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