AUGURI A TUTTI GLI AUTORI!
(forse sono un po’ scurrili, ma rispecchiano i nostri tempi)
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AUGURI A TUTTI GLI AUTORI!
(forse sono un po’ scurrili, ma rispecchiano i nostri tempi)
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Voglio proporre anche qui un post che ho scritto stamattina per il mio “bloggino”.Mi fa piacere condividerlo anche in questo blog collettivo di amici
Il venerdì santo rappresenta il momento più significativo della liturgia cristiana.
Vorrei qui commemorarlo, da persona intimamente e profondamente laica quale mi considero, con un pensiero ed un omaggio a PierPaolo Pasolini.
Lui è riuscito, come pochi altri, nei suoi film e nei suoi scritti a farci riflettere su significato della morte, di cui il Venerdì Santo è una delle rappresentazioni più alte e significative.
In una società come quella odierna, in cui morte, vecchiaia e dolore sono diventati concetti ed esperienze da bandire, da censurare, Pasolini ci aiuta a riflettere sul vero e rivoluzionario significato della morte, come accettazione e complemento della vita.
Poi siamo morti.
E a chi ci avrebbero
brillato i pugni
e i neri chiodi,
sei il Tuo perdono
non ci guardava
da un giorno eterno
di compassione
Per Paolo Pasolini
Vorrei un paese
nel quale tutte le religioni convivano con serenità
nel quale nessun’autorità religiosa, sia che si affacci al balcone sia che parli da un minareto, possa decidere per me
nel quale non dover lottare per dimostrare che chi è laico può avere solidi valori morali quanto quelli di chi è cattolico
nel quale non dovermi sentire in colpa se amo primo del matrimonio
nel quale essere libera di controllare la mia sessualità secondo coscienza
nel quale poter decidere di evitare un calvario ad un’anima innocente
nel quale poter scegliere di non scaraventare sulle spalle di mio figlio la croce di una malattia solo mia
nel quale ad un bimbo non debba essere imposta una religione che non ha scelto
nel quale io non debba rassegnarmi al dolore, perchè non devo espieare nella mia vita i peccati di tutta l’umanità
nel quale un figlio sia figlio, sia che sia sano sia che sia ammalato
nel quale la solidarietà non sia un vanto ma un dovere
Nel quale il mio voto e le mie idee abbiano peso.
Questoè il paese che vorrei lasciare ai miei figli, ma non esiste, e se esiste non è certo l’Italia.
Sara
P.S. un abbraccio (ottimista) a tutti gli autori:)