Proprio oggi La Repubblica riportava ” Iraq le ultime lettere dal fronte”, una serie di lettere-testamento di alcuni soldati americani in Iraq. Questa lettura mi ha procurato un’angoscia incredibile,e mi ha riportato indietro negli anni quando contestai mio padre e lo accusai di “collaborazionismo” durante la seconda guerra mondiale.
Ora a distanza di anni mi pento delle mie affermazioni, soprattutto leggendo la lettera che inviai per fargli ottenere una pensione ed un risarcimento per 10 anni di militare e di guerra e per gli anni trascorsi in prigionia nel campo di concentramento di WIETZENDORF.
Durante gli anni della contestazione non potevo sopportare che mio padre avesse trascorso 10 anni , dai 19 ai 29, ”rapito” prima dal militare e poi dalla guerra. Non capivo la sua incapacità di ribellarsi e lo aggredivo dicendogli “Perchè non hai disertato, perchè non sei fuggito con i partigiani, invece di farti internare nel campo di concentramento”. Lui disperso nei ricordi, mi diceva solo poche parole: “IO VOLEVO VIVERE E RITORNARE A CASA”.
Quanti anni sono trascorsi da quelle testimonianze. Quanti anni di incomprensioni.
Mi raccontava di come, per sopravvivere nel campo di concentramento, lavorava come calzolaio, per poter ottenere qualcosa da mangiare, di come si ingegnò per salvare suo cugino, facendo passare, pure lui per un bravo calzolaio (uno che le scarpe le aveva viste solo ai piedi), di come entrambi con l’incoscienza e con l’ardore dei latin- lover italiani si dedicarono a “ trastullarsi “ e imboscarsi con le mogli delle SS , per un pezzo di pane e per qualche sigaretta . Solo adesso riesco a capire le sue parole, quando mi diceva: “Sai non esistono gli eroi. Io non sparavo , dovevo pensare solo a salvarmi”
La sua ribellione è stata proprio questa: la sua volontà di non uccidere, quella di cercarsi un rifugio nel ventre della terra che lo potesse salvare, quella di amare le donne dei suoi aguzzini lasciandoli magari il suo seme come ricordo. Quella di voler ritornare a casa ad ogni costo senza però pagare il prezzo più alto :UCCIDERE UN SUO SIMILE.Gli anni passano, i miei bollori rivoluzionari si sono attenuati , e lui ormai non c’e’ più. Vorrei ricordarlo con le sue parole “LA GUERRA E’ UNA COSA SPORCA, NON ESISTONO GUERRE BUONE. NON ESISTONO EROI, ESISTE SOLO LA VOGLIA DI RITORNARE A VIVERE”
CIAO PAPA’
