Lettere Al Futuro

28 Marzo 2008

” Scala il terrazzo e tenta di forzare la porta-finestra,arriva la polizia ma era solo il “moroso” senza chiavi ”

Archiviato in: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 14:02

dsc00720.jpg foto by ( Emilia- Friends 2005 ) Palazzi vecchi di Venezia

dal giornale ” Il Gazzettino ” cronaca di Venezia e provincia

FALSO ALLARME A CARPENEDO
Aquell’ora, in quel posto e soprattutto
nella maniera in cui stava armeggiando…
non poteva che essere un ladro. Di dubbi
ce n’erano davvero pochi, apparentemente
nessuno. Tanto che una signora, residente in
zona e insospettita dagli strani rumori provenienti
dal terrazzo dell’appartamento sottostante,
si è precipitata al telefono allertando la
Polizia. Ma la realtà era un’altra.
È successo l’altra notte, verso l’una, in un
condominio che sorge lungo viale don Luigi
Sturzo a Carpenedo. Per l’esattezza al civico 22.
Sul posto sono giunte immediatamente tre Volanti inviate
dalla sala operativa della Questura di Venezia. Gli agenti,
dopo aver ascoltato il racconto della donna, notavano effettivamente
nel punto indicato un individuo che stava tentando
di forzare la porta a vetri che consentiva, dal terrazzo,
l’accesso all’abitazione.
I poliziotti sono quindi entrati in azione bloccando l’individuo,
un trentunenne moldavo che non ha opposto alcuna
resistenza. Anche perchè, al di là delle apparenze che sembravano
inchiodarlo, il giovane non aveva nulla
da farsi perdonare.
Il motivo l’ha spiegato subito agli agenti. In
sostanza il giovane si è “qualificato” come fidanzato
della ragazza che risiedeva all’interno
dell’appartamento in questione dicendo di essersi
arrampicato giocoforza sul terrazzo dopo
aver suonato invano più volte al campanello
dell’amata cercando anche, sempre invano, di
chiamarla al telefonino. Evidentemente la giovane
a quell’ora di notte dormiva profondamente
e non aveva udito alcun suono.
Così il moldavo, che tra l’altro si era scordato le chiavi a
casa, ha deciso di entrare in casa nell’unica maniera possibile:
Della serie: a mali estremi…estremi rimedi.
La conferma della buona fede del giovane è giunta pochi
minuti dopo quando finalmente la fidanzata, svegliata dal
trambusto, si è affacciata alla finestra riconoscendo il convivente
e confermando la versione del giovane. Ovviamente
non senza un certo imbarazzo. Ai poliziotti, a quel punto, non
è rimasto che risalire sulle Volanti e tornare in Questura.
Stefano Babato

” Disabili lasciati fuori dalla mostra – L’Accademia “proibita” , venti pordenonesi in carrozzina bloccati sotto la pioggia: troppe barriere

Archiviato in: DemocraziaAlFuturo — adriano49 @ 08:09

p7201543.jpg Foto by ( Friends Licia 2005 ) Venezia

Dal ” Il Gazzettino ” di venerdì 27/03/2008 cronache  di PN-VE

Erano partiti ieri mattina, di buon’ora, da Spilimbergo. Pullman fino a piazzale Roma, poi il vaporetto prenotato appositamente
per sbarcare davanti alle Gallerie dell’Accademia. Ma li hanno lasciati tutti fuori, al freddo e sotto la pioggia, nonostante
avessero prenotato (e pagato in anticipo) l’ingresso alla mostra “L’ultimo Tiziano”. Venti disabili in carrozzina con altrettanti
accompagnatori che per la rabbia e la delusione hanno tentato, invano, di bloccare l’accesso all’Accademia.«È pazzesco, ci hanno
lasciati qui fuori per colpa delle barriere architettoniche che ci sono all’interno dell’Accademia – affermano Giovanni De Piero, presidente 
dell’Associazione tetra-paraplegici del Friuli Venezia Giulia, e Sergio Raimondo, responsabile del Centro “Progetto Spilimbergo” -. Eppure noi 
avevamo acquistato regolarmente il biglietto attraverso il call-center, specificando che la nostra era una comitiva di venti persone disabili in 
carrozzina assistiti da venti accompagnatori. Ci hanno detto che non c’erano problemi, e
che la mostra era perfettamente accessibile. Come unica richiesta, oltre a quella del pagamento anticipato con bonifico, ci hanno obbligato a 
prenotare due guide per la visita alle sale».Era tutto a posto, dunque, almeno secondo il call center. E così l’associazione friulana ha prenotato un
pullman e un intero vaporetto perché su quelli di linea, intasati dai turisti, non sarebbero mai riusciti a salire con venti carrozzine. L’amara sorpresa 
è arrivata dopo. «All’entrata della mostra ci hanno fermati -
riprendono De Piero e Raimondo -. Ci hanno detto che poteva entrare una o al massimo due carrozzine in tutto, perché di più non sarebbero stati 
in grado di portarne». Già, perché all’interno dell’Accademia non c’è lo straccio di un servoscala, ma solo una specie di “carriola” dove caricare le 
carrozzine che i custodi spingono a braccia su per la scala che conduce alle sale espositive. Una cosa da brivido, ma questo è quello che offre il 
Ministero dei Beni culturali. «Noi non ne sapevamo niente – allargavano le braccia i dipendenti -. Le prenotazioni alla mostra vengono gestite da 
una ditta privata, la “Verona 83″, che non conosce le
condizioni dell’Accademia. Qui ci sono gradini dappertutto e nemmeno uno scivolo. Non possiamo accompagnare venti carrozzine in un colpo 
solo».Intanto i disabili restano fuori, sotto la pioggia battente, per quasi un paio d’ore. Tentano di bloccare l’entrata dell’Accademia, ma una 
comitiva di francesi si apre un varco senza troppi indugi. Allora chiamano i carabinieri (e presto sarà presentata anche una denuncia) sperando di 
trovare un responsabile per sbloccare la situazione e visitare
finalmente la mostra. Ma non andrà così, perché l’unica a farsi viva al telefono è una funzionaria della Soprintendenza delle Belle Arti. «Si è 
scusata per quanto è avvenuto – riferiscono gli accompagnatori dei disabili dell’Associazione tetraparaplegici -, ma ci ha ripetuto ancora una volta 
che loro non potevano farci nulla e che saremmo dovuti tornare in Friuli senza poter visitare la mostra». E così è stato. Verso le 18 la comitiva è 
risalita sul vaporetto per fare ritorno a casa, dopo una giornata in cui, invece di riempirsi gli occhi e il cuore con la bellezza dei dipinti del Tiziano, e 
stato messo a dura prova il fegato di quaranta persone.
Intanto, dal call center per fissare le visite alla mostra solo ieri sera hanno interrotto le prenotazioni per le comitive con disabili in carrozzina. «Ci 
hanno fatto sapere che c’è qualche problema con l’attrezzatura per superare scale e gradini» rispondeva un’operatrice. Per piacere, fate sapere a
questo call center e al Ministero che quell’attrezzatura, oltre ad essere insufficiente, è una vergogna. Fulvio Fenzo

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