Proprio oggi per rispondere ad un post di Rick “Oggi la penna non scrive”, ho rispolverato un vecchio video su Toto’.
GUARDATE E RIFLETTETE : TOTO’ e LO …..PSICO-NANO
Proprio oggi per rispondere ad un post di Rick “Oggi la penna non scrive”, ho rispolverato un vecchio video su Toto’.
GUARDATE E RIFLETTETE : TOTO’ e LO …..PSICO-NANO

Chi di noi quando aveva vent’anni non si è sentito immortale?
Ci si sente padroni del mondo pensando di avere tutto il tempo che si desidera innanzi a se.
Eppure paradossalmente a quell’età io volevo “tutto e subito” , come se di tempo ne avessi pochissimo: ogni progetto, ogni evento, doveva realizzarsi presto, il più presto possibile; ogni tappa, anche se necessaria, ogni sosta, la sentivo con fastidio, come un ostacolo che mi allontanava dalla mia meta.
Il più delle volte la meta l’ho raggiunta, e anche quella sensazione feroce e selvaggia di vittoria, ma del percorso che ho fatto per arrivarci non ricordo molto, ne fatti, ne sensazioni.
Oggi, non arrivo ancora ai quaranta, anche se il tempo davanti a me è tanto ( spero) sono certamente più consapevole di quanto sia limitato… eppure ora per me un ingrediente fondamentale per vivere bene ogni situazione è l’attesa : mi piace costruire con precisione e minuziosità, amo veder crescere i miei progetti come piccoli fiori seminati in primavera, amo il sapore dei momenti che apparentemente passano gli uni uguali agli altri, senza che accada nulla di particolarmente rilevante. Desidero, come immagino faccia un sommelier, cogliere tutte le sfumature di ogni goccia di attesa, e non voglio affrettare di un attimo per arrivare prima alla conclusione. Ogni istante assume per me un significato in funzione del risultato che spero di ottenere.
Di questo mio modo di vivere così cadenzato e “lento” però non ero completamente consapevole fino a poco tempo fa, quando ho cominciato ad osservare la mia piccola N. che tanto piccola ormai non è più, prendere il “fugone” e voler cominciare a mordere la vita, con la stessa fretta che avevo io più o meno alla sua età, e con la stessa convizione di essere praticamente eterna e (quasi ) onnipotente. Mi ha fatto tenerezza e mi sono fatta tenerezza io come ero allora.
Ho cominciato a ragionare sul fatto non potrò comunicarle la mia esperienza, esattamente come i miei genitori non hanno potuto fare con me, e mi è sembrato buffo pensare come ciò che osserviamo in un altro essere umano e, in genere, nell’intero genere umano come un ovvio processo fisiologico di crescita, sia in realtà sorprendentemente sempre nuovo per chi lo sta vivendo, anche se da innumerevoli generazioni si ripetono ciclicamente gli stessi istintivi rituali.
E’ arrivato il momento di fare un passo indietro. E per N. tanti in avanti. Sono felice, tanti piccoli momenti non sono passati invano.
foto by Adriano ( Natura 2006 )
dal ” Il Gazzettino ” di venerdì 04/04/08 – cronaca di Treviso
«Nessuna collaborazione
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40 anni fa moriva Martin Luther King. La violenza ancora una volta ha travolto chi tentava di realizzare” un sogno”, chi professava una visione del mondo lontana da ogni forma di guerra, di ingiustizia, chi metteva in primo piano l’amore contro ogni paura. Oggi ci ritroviamo, dopo tanti anni, a sperare ancora in un mondo migliore, a credere ad un Sogno possibile, ma Martin Luther King che avrebbe detto oggi?