Lettere Al Futuro

5 Aprile 2008

La parabola dell’aquila

Archiviato in: AngoloRelax — mt70 @ 13:42
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Un giorno un uomo, attraversando la foresta , trovò un aquilotto, lo portò a casa e lo mise nel pollaio dove imparò presto a beccare il mangime  delle galline e a comportarsi come loro. Un giorno un naturalista, che si trovò a passare di là, chiese come mai un’aquila, la regina degli uccelli, si fosse ridotta a vivere con le galline.

“Perché l’ho nutrita con mangime di gallina e le ho insegnato a essere una gallina , e non ha mai imparato a volare”- replicò il proprietario.- “Si comporta come una gallina e dunque non è più un’aquila”.

“Tuttavia”- insistette il naturalista- “possiede ancora il cuore di un’aquila e può certamente imparare a volare”.

Dopo averne parlato a lungo, i due si trovarono d’accordo nel voler scoprire se ciò era possibile. Il naturalista prese con delicatezza l’aquila fra le braccia e le disse: “Tu appartieni al cielo, non alla terra. Spiega le tue ali e vola”.

Ma l’aquila si sentiva piuttosto confusa. Non sapeva bene chi era e , vedendo le galline che beccavano il mangime, saltò giù e si unì a loro.

Per niente scoraggiato, il naturalista tornò il giorno dopo a riprendere l’aquila, la portò sul tetto della casa e la incitò di nuovo dicendo: “Tu sei un’aquila. Apri le tue ali e vola”: Ma l’aquila aveva paura di questo nuovo se stesso che non conosceva il mondo ; ancora una volta saltò giù e andò a beccare il mangime.

Il terzo giorno il naturalista si alzò di buon’ora, andò a prendere l’aquila e la portò sulla cima di una montagna. Lì sollevò in alto la regina degli uccelli e cercò di incoraggiarla dicendo: “Sei un’aquila, appartieni al cielo e alla terra, apri ora le tue ali e vola”.

L’aquila si guardò intorno , guardò in giù verso il pollaio, guardò in su verso il cielo. MA non volò ancora.  Allora il naturalista la sollevò verso il sole e l’aquila cominciò a tremare e piano piano aprì le ali. Infine, con un grido trionfante, spiccò il volo verso il cielo.

Può darsi che l’aquila ricordi ancora le galline con nostalgia; può darsi anche che di tanto in tanto torni a fare visita nel pollaio. Ma per quanto si sa non è più tornata a vivere come una gallina.

Era un’aquila, sebbene fosse stata nutrita e allevata come una gallina.

James Aggrey

 

Quanti di noi per innumerevoli ragioni non hanno  potuto sviluppare il proprio vero Io?

E quanti di noi addirittura ignorano che meravigliose persone siano? A volte ripetere per tutta la vita le stesse dinamiche, non sempre positive, può essere più rassicurante che scrollarsi di dosso l’idea che si ha di se stessi,  per far uscire allo scoperto se stessi. A volte manifestare il proprio lato migliore è più faticoso che indossare una maschera da “perdenti”.

Questo è il primo di una serie di post sulla scelta del copione in Analisi Transazionale.

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