Questo titolo preso a prestito da un vecchio libro di Furio Colombo , mi permette di presentare una tragica domanda che mia figlia mi ha posto proprio ieri. “Mamma, perchè i genitori non riescono a trasmettere ai propri figli il rispetto, l’amore , la voglia di conoscere gli altri?”La sua domanda e’ nata dopo una riunione di scuola dove un’organizzazione umanitaria presentava, attraverso il racconto di alcuni ragazzini dell’America Latina, le loro condizioni di vita e di sfruttamento.Mia figlia e’ rimasta sconvolta, non tanto dai racconti (visto che a casa molto spesso parliamo anche di altre realta’, purtroppo molto diverse dalla nostra), ma dall’atteggiamento dei suoi compagni di scuola , i quali hanno assistito all’incontro con un atteggiamento di disinteresse e di menefreghismo assoluto. Agli occhi di mia figlia dodicenne tale comportamento è stato determinato solo dall’incapacita’ di noi genitori di trasmettere dei valori universali , quali l’amore ,il rispetto, il desiderio di conoscere, la solidarieta’ , insomma tutti quei valori che ci hanno animato e per i quali abbiamo tanto lottato nella nostra gioventù.Questo atto di accusa, perche’ purtroppo di questo si e’ trattato, mi ha portato indietro negli anni, mi ha fatto rivivere i miei stati di contestazione a genitori, ad una scuola, ad un societa’ che non teneva conto degli Altri, dei diversi, degli emarginati, ma che reclamava il diritto di “sopravvivenza solo a singole identità “,dimenticandone o sfruttandone altre. Mi chiedo com’è possibile che proprio noi,dopo tutto quello che abbiamo fatto o passato, non siamo riusciti a trasmettere tutto questo ai nostri figli, perchè non gli abbiamo regalato una base di partenza molto piu’ elevata frutto delle nostre esperienze. La responsabilità della nostra incapacita’ ci permetterà ancora di considerarci dei “bravi genitori ”?