Lettere Al Futuro

12 Aprile 2008

“Ma l’ereditario non si vergogna? – Da quattro anni senza corrente elettrica!!! ”

Archiviato in: DemocraziaAlFuturo — adriano49 @ 14:27

  foto by Adriano 2006 Delta Po

dal ” Il Gazzettino ” di sabato 12/04/2008 cronaca di Rovigo

L’incredibile vicenda di un pensionato di 82 anni e del figlio di 64 invalido psichico totale

Da quattro anni vivono senza corrente elettrica. Da quattro anni non possono usare il frigo, la lavatrice o l’aspirapolvere ma, soprattutto, non possono illuminare la loro abitazione sotto l’argine del Po, nella campagna di Papozze.

Al primo piano non salgono neanche più: troppo pericoloso fare le scale al buio per Ivan Zanforlin, 82 anni, e il figlio Antonio di 64, invalido psichico totale. Così si sono ristretti in una stanza al pianterreno: un letto matrimoniale, pochi oggetti e, in un angolo, un piccolo locale con il bugliolo.«E pensare che di sopra c’è un bagno attrezzato rifatto da pochi anni», si rammarica Zanforlin.I due non hanno la luce perché glielo impedisce il proprietario dell’abitazione che li considera abusivi e che ha diffidato l’Enel dal realizzare l’allacciamento.

«Vivevo in un’altra casa che è stata danneggiata da una tromba d’aria – racconta il pensionato -. Una signora che conoscevo mi ha offerto alloggio qui, dove viveva già un altro mio figlio, Vladimiro, purchè facessi alcuni lavori alla casa».

Zanforlin, che ha alle spalle una vita non priva di traversie, accetta, e nel 2000 si trasferisce col figlio. Nel 2004 però la padrona di casa muore, senza lasciare nulla di scritto, e un suo nipote, l’avvocato Piero Gallimberti di Chioggia, eredita la casa. Nello stesso tempo Vladimiro emigra a Treviso lasciando una bolletta da pagare. L’Enel stacca la luce e quando Ivan cerca di farla riallacciare Gallimberti lo impedisce. Di più: ingiunge alla società elettrica di rompere la presa di alimentazione dichiarando che gli Zanforlin sono abusivi e che li ha già invitati ad andarsene.

«Non ci ha mai comunicato nulla – smentisce il pensionato – siamo qui in comodato gratuito, non abusivi, con tanto di residenza e bolletta dell’acqua intestata».Perfino il sindaco e il prefetto si rivolgono all’Enel, ma, a causa della diffida del proprietario, la società non può procedere. Il Comune pensa di trasferire i due in una casa popolare, ma i problemi psichici di Antonio non permettono la convivenza con eventuali vicini. Non si trova neppure una casa libera in campagna. «Abbiamo scritto a Gallimberti offrendoci di affittare o comprare la casa – racconta l’anziano -. Non ci ha mai risposto».

Così gli Zanforlin continuano a vivere qui. Di notte l’unica fonte di “luce” è un accumulatore posato sul cassettone. Ogni sera un altro figlio, che abita a Rosolina, lo collega alla batteria dell’auto che rimane accesa tutta la notte. La mattina, prima di andare al lavoro, torna a staccarlo. E’ un espediente costoso però: sia per la benzina che per gli accumulatori, che durano pochi mesi e costano centinaia di euro a Ivan, che ha solo la pensione, e al figlio che ha le indennità di invalidità.

«Abbiamo bisogno di assistenza – dice il pensionato -. Ma nessuna badante viene a stabilirsi in una casa senza elettricità».Il sindaco di Papozze, Diego Guolo, è anche il tutore legale dell’invalido: «Ho fatto quello che potevo per risolvere una situazione drammatica e pericolosa, ma fino ad ora non ci sono riuscito. Siamo disponibili a collaborare con chiunque ci possa aiutare a trovare una soluzione».

Cristina Fortunati

Blog su WordPress.com.