Ciao Rossaura,
la mia e-mail e’ mikelo.gulhi@gmail.com
mi potresti dare l’e-mail di Audrey? (Magari mi potresti dire qual e’ via e-lettera).
Scusa l’OT.
Cari saluti,
Mikelo
Commento di mikelogulhi — 24 Aprile 2008 @ 22:58
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Dalle belle città (Siamo i ribelli della montagna),
Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne,
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine,
armammo le mani di bombe e mitraglia,
temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Di giustizia è la nostra disciplina,
libertà è l’idea che ci avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera
partigian della folta e ardente schiera.
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
sentimmo l’ardor per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per la patria nostra.
Siamo i ribelli della montagna…
Composta nel marzo del 1944 sull’Appennino ligure-piemontese, nella zona del Monte Tobbio, dai partigiani del 5° distaccamento della III Brigata Garibaldi “Liguria” dislocati alla cascina Grilla con il comandante Emilio Casalini “Cini”.
Ciao Ross. Buon venticinque aprile
Commento di marisauno — 24 Aprile 2008 @ 22:59
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CANTI DELLA RESISTENZA: FESTA D’ APRILE
E’ già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere poco e sempre più tristi,
hanno capito forse, se non son proprio tonti,
che sta arrivare la resa dei conti.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l’Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! E’ festa d’Aprile.
Nera camicia nera, che noi abbiam lavata,
non sei di marca buona, ti sei ritirata;
si sa, la moda cambia quasi ogni mese,
ora per il fascista s’addice il borghese.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
Quando un repubblichino omaggia un germano
alza il braccio destro al saluto romano.
ma se per caso incontra partigiani
per salutare alza entrambe le mani.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
In queste settimane, miei cari tedeschi,
maturano le nespole persino sui peschi;
l’amato Duce e il Fuhrer ci davano per morti
ma noi partigiani siam sempre risorti.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
Ma è già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere spesso, e non certo tristi;
forse non han capito, e sono proprio tonti,
che sta per arrivare la resa dei conti.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
Canzone partigiana del Biellese
La famiglia di mia nonna materna è stata una famiglia di socialisti (il mio bis bis nonno fu uno dei fondatori del “Il Lavoro”, glorioso giornale socialista di Genova).
Mia nonna mi raccontava sempre che sopra il letto aveva i ritratti di Marx, di Blanc e di Bakunin in un allegro e consapevole mix ideologico che rendeva quei tempi e quelle persone davvero uniche.
Era un gigante, rosso di pelo e con gli occhi azzuri, veniva dalla campagne lodigiane e per non so quale motivo arrivò sul mare genovese.
Prima di sposarsi andò a lavorare per un po’ nelle miniere belghe per capire, lui che proletario non era nato, cosa volesse dire essere minatore.
Perchè mi sono messa a parlare di nonno Pietro? boh
Forse perchè mi piaceva ricordare quando i lumbard, celtici anche nell’aspetto, amavano sto paese e lo volevano rendere migliore.
Buon 25 aprile a tutti /e i frequentatori/trici di “Lettere”.
Vado a festeggiare la Liberazione.
Un abbraccio a tutti quelli che mi vogliono bene realmente e virtualmente (e mica sono pochi..ho scoperto..azz nonostane il mio pessimo carattere )
Audrey
Commento di Audrey — 25 Aprile 2008 @ 10:33
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@ Audrey
Ciao, ti conosco da poco, ma ti stimo molto.
Ricambio l’abbraccio. Abdita
Commento di abdita — 26 Aprile 2008 @ 00:38
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Ciao MiKelo !
Alle care amiche Marisa e Audrey, in questi giorni me le sono lette tutte di alcune conosco anche le arie, come sarebbe bello poterle raccogliere e riproporle anche in forma rock come hanno fatto con Bella ciao i Modena City Ramblas, parole vere ed ideali comuni.
Per Audrey, avere delle radici così importanti deve renderti sempre orgogliosa di quello che sei. Anch’io avevo un nonno socialista, Carlo, invalido della prima guerra mondiale, lavoratore in una grossa industria (proprietà Agnelli) in fonderia. Era simpatico e allegro, suonava il violino alle feste di paese, e mai, mai parlava della guerra e del fascismo. Credo fosse lasciato in pace perchè utile per il lavoro che faceva e per la sua invalidità. Ma durante la guerra so che aveva organizzato di andare in montagna con mio zio, ma avrebbe esposto tutto il resto della famiglia al pericolo, perchè sarebbe stata chiara la sua militanza.
Ricordare è un buon esercizio….. aggiungo nonno Pietro a nonno Carlo
Commento di Rossaura — 26 Aprile 2008 @ 12:40
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Ciao Rossaura,
la mia e-mail e’ mikelo.gulhi@gmail.com
mi potresti dare l’e-mail di Audrey? (Magari mi potresti dire qual e’ via e-lettera).
Scusa l’OT.
Cari saluti,
Mikelo
Commento di mikelogulhi — 24 Aprile 2008 @ 22:58 |
Dalle belle città (Siamo i ribelli della montagna),
Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne,
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine,
armammo le mani di bombe e mitraglia,
temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Di giustizia è la nostra disciplina,
libertà è l’idea che ci avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera
partigian della folta e ardente schiera.
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
sentimmo l’ardor per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per la patria nostra.
Siamo i ribelli della montagna…
Composta nel marzo del 1944 sull’Appennino ligure-piemontese, nella zona del Monte Tobbio, dai partigiani del 5° distaccamento della III Brigata Garibaldi “Liguria” dislocati alla cascina Grilla con il comandante Emilio Casalini “Cini”.
Ciao Ross. Buon venticinque aprile
Commento di marisauno — 24 Aprile 2008 @ 22:59 |
CANTI DELLA RESISTENZA: FESTA D’ APRILE
E’ già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere poco e sempre più tristi,
hanno capito forse, se non son proprio tonti,
che sta arrivare la resa dei conti.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l’Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! E’ festa d’Aprile.
Nera camicia nera, che noi abbiam lavata,
non sei di marca buona, ti sei ritirata;
si sa, la moda cambia quasi ogni mese,
ora per il fascista s’addice il borghese.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
Quando un repubblichino omaggia un germano
alza il braccio destro al saluto romano.
ma se per caso incontra partigiani
per salutare alza entrambe le mani.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
In queste settimane, miei cari tedeschi,
maturano le nespole persino sui peschi;
l’amato Duce e il Fuhrer ci davano per morti
ma noi partigiani siam sempre risorti.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
Ma è già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere spesso, e non certo tristi;
forse non han capito, e sono proprio tonti,
che sta per arrivare la resa dei conti.
Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia…
Canzone partigiana del Biellese
La famiglia di mia nonna materna è stata una famiglia di socialisti (il mio bis bis nonno fu uno dei fondatori del “Il Lavoro”, glorioso giornale socialista di Genova).

)
Mia nonna mi raccontava sempre che sopra il letto aveva i ritratti di Marx, di Blanc e di Bakunin in un allegro e consapevole mix ideologico che rendeva quei tempi e quelle persone davvero uniche.
Era un gigante, rosso di pelo e con gli occhi azzuri, veniva dalla campagne lodigiane e per non so quale motivo arrivò sul mare genovese.
Prima di sposarsi andò a lavorare per un po’ nelle miniere belghe per capire, lui che proletario non era nato, cosa volesse dire essere minatore.
Perchè mi sono messa a parlare di nonno Pietro? boh
Forse perchè mi piaceva ricordare quando i lumbard, celtici anche nell’aspetto, amavano sto paese e lo volevano rendere migliore.
Buon 25 aprile a tutti /e i frequentatori/trici di “Lettere”.
Vado a festeggiare la Liberazione.
Un abbraccio a tutti quelli che mi vogliono bene realmente e virtualmente (e mica sono pochi..ho scoperto..azz nonostane il mio pessimo carattere
Audrey
Commento di Audrey — 25 Aprile 2008 @ 10:33 |
@ Audrey
Ciao, ti conosco da poco, ma ti stimo molto.
Ricambio l’abbraccio. Abdita
Commento di abdita — 26 Aprile 2008 @ 00:38 |
Ciao MiKelo !
Alle care amiche Marisa e Audrey, in questi giorni me le sono lette tutte di alcune conosco anche le arie, come sarebbe bello poterle raccogliere e riproporle anche in forma rock come hanno fatto con Bella ciao i Modena City Ramblas, parole vere ed ideali comuni.
Per Audrey, avere delle radici così importanti deve renderti sempre orgogliosa di quello che sei. Anch’io avevo un nonno socialista, Carlo, invalido della prima guerra mondiale, lavoratore in una grossa industria (proprietà Agnelli) in fonderia. Era simpatico e allegro, suonava il violino alle feste di paese, e mai, mai parlava della guerra e del fascismo. Credo fosse lasciato in pace perchè utile per il lavoro che faceva e per la sua invalidità. Ma durante la guerra so che aveva organizzato di andare in montagna con mio zio, ma avrebbe esposto tutto il resto della famiglia al pericolo, perchè sarebbe stata chiara la sua militanza.
Ricordare è un buon esercizio….. aggiungo nonno Pietro a nonno Carlo
Commento di Rossaura — 26 Aprile 2008 @ 12:40 |