Tratto dal bellissimo film “Quattro matrimoni ed un funerale” vi propongo il pezzo del funerale del titolo che è quello di Gareth (un simpatico e divertente gay). Il suo compagno, Matthew (John Hannah) recita la poesia “Funeral Blues” di W. H. Auden. Chi ha visto il film sa quanto sia divertente, anche se irriverente ,e quanto alto sia il momento di commozione in questa scena.
Sempre più spesso il cinema va a braccetto con la poesia.
W. H. Auden
BLUES IN MEMORIA
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.
Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

