
Non esistono statistiche ufficiali su quanti siano i casi di questo genere, ma già 2 pazienti, a causa di questo criterio sarebbero morti.
In alcuni ospedali americani, a quanto pare, hanno deciso di restringere i criteri di ammissione alle liste dei trapianti.
Infatti vengono esclusi i pazienti che fanno uso di cannabis, anche per fine terapeutico, perchè potrebbe esserci il rischio che si droghino.
Gli antiproibizionisti già sono sul piede di guerra, visto che a causa di questo nuovo criterio, almeno due pazienti, in Oregon e in California, sono morti.
A far scattare questa severità, la scarsità di organi disponibili per i trapianti, dunque lo United Network for Organ Sharing (l’ente che gestisce le procedure riguardanti la donazione) lascia ad ogni singolo ospedale la libertà di autogestire i criteri di ammissione alle liste.
Le persone che fanno uso di cannabis, sono escluse dai trapianti perchè dimostrano una propensione a drograsi e, a detta del chirurgo Jorge Reyes, specializzato in trapianti di fegato, “il rischio è che i pazienti che l’hanno usata una volta non siano più in grado di smettere“.
Inoltre, dal punto di vista strettamente medico, farsi una canna dopo un trapianto è estremamente pericoloso, in quanto i medicinali che i pazienti assumono per evitare il rigetto, aumentano le probabilità di contrarre l’aspergillosi, un’infezione spesso fatale, causata da una muffa che si può trovare nella marijuana e nel tabacco.
Tra l’altro, in alcuni stati degli Usa, sono addirittura i medici stessi a prescrivere con funzione antidolorifica, i cannabinoidi. E anche a questi pazienti, seppur in regola con la legge, viene negata la passibilità di un trapianto.
L’Associated Press racconta ad esempio la storia di Timothy Garon, 56 anni, in fin di vita a causa dell’epatite C.
Avrebbe bisogno di un nuovo fegato, ma l’ospedale universitario di Seattle lo ha escluso dalla lista perché, seguendo le prescrizioni del suo medico, aveva fatto uso di marijuana. Non esistono statistiche ufficiali su quanti siano i casi di questo genere.
Articolo tratto da :Redazione Disabili.com
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| Tra i bambini da 6 a 10 anni, uno su 4 ha il telefonino: tra gli adolescenti sono 9 su 10 |
| Ricerca dell’Istat sull’uso dei media e delle telecomunicazioni su un campione di 20mila famiglie italiane |
Roma
Si concentrano sui videogiochi, inviano Sms, fanno fotografie, ma soprattutto chiamano e vengono chiamati da genitori, fratelli, sorelle e parenti vari. Sono i bambini italiani (tra i 6 e 10 anni) che usano il cellulare, oltre uno su quattro (28,7\%). In sostanza un specie di ciuccio elettronico sostitutivo del ciuccio vero da succhiare da neonato. O qualcosa di simile. È solo uno dei dati contenuti nella ricerca realizzata dall’Istat su «L’uso dei media e del cellulare in Italia», condotta su un campione di circa 20mila famiglie, da cui arriva una nuova conferma sul ruolo sempre più centrale del telefonino, in tasca al 77\% degli italiani e al 93\% degli adolescenti.
CHIAMANO MAMMA – Lasciati da parte pallone e bambole, oltre un bambino su quattro (il 28,7\%) usa il telefono cellulare: in massima parte (72\%) viene utilizzato per essere più facilmente in contatto con i genitori e gli altri familiari, ma in molti casi (34\%) è già uno strumento di comunicazione con gli amichetti. L’attrazione irresistibile, però, viene esercitata anche dai videgiochi (li usa il 38\%), dagli sms e della fotocamera digitale.
ADOLESCENTI – Difficile trovare un teenager senza il cellulare in tasca. Secondo l’Istat non può farne a meno il 93\% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni, il 94\% di quelli tra 18 e 19 anni e l’80\% dei ragazzini tra 11 e 14 anni. Anche per i gli adolescenti il contatto con la famiglia è tra i motivi di maggior uso del cellulare, ma parlare con gli amici diventa sempre più importante con il crescere dell’età: più che chiamare, però, è il messaggino il vero re delle comunicazioni. L’invio e la ricezione di Sms (o anche di Mms) è infatti la funzione più gettonata in tutte e tre le classi di età, seguita dalla fotocamera, dai videogiochi e dalla possibilità di scaricare suonerie e loghi.
DONNE – Le donne che usano il cellulare, soprattutto quando si va avanti con l’età, sono tuttora meno degli uomini (il 74\% del totale rispetto all’81\% dei maschi). Differenze che non sorprendono si notano poi nei motivi per cui il telefonino viene utilizzato: le donne, infatti, lo usano più degli uomini per essere in contatto con la famiglia e molto meno per ragioni di lavoro. Inoltre una su quattro, con il cellulare in tasca, si sente più sicura.
NUOVE FUNZIONI – In generale, non tenendo conto dell’età, gli italiani al telefonino parlano, ‘messaggiano’, al massimo fanno foto e utilizzano funzioni di base come l’agenda, la sveglia e la calcolatrice. Le ‘diavolerie’ più avanzate, invece, vengono sostanzialmente ignorate: l’accesso a Internet è usato solo dal 2,9\%, l’e-mail dal 2,2\%, la possibilità di fare acquisti o consultare servizi finanziari appena dallo 0,2\%.
DIFFUSIONE – Il cellulare, dice lo studio dell’Istat, ha subito negli ultimi sei anni una grande diffusione, passando da una penetrazione del 58\% tra le persone di oltre 11 anni nel 2000 all’80\% del 2006. Si sono affievolite anche tutte le differenze di genere, età, territorio, titolo di studio: basti pensare che nella fascia 25-44 anni l’uso del cellulare è aumentato tra i laureati di circa 10 punti percentuali, mentre tra le persone con la licenza elementare o nessun titolo l’incremento è stato di oltre 27 punti.
Da ” Il Gazzettino ” di Sabato 03/05/2008 – cronaca Nazionale