Lettera ai bambini
E’ difficile fare
le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate
a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi.
Gianni Rodari
Leggendo sul blog di riciardengo http://riciardengo.blogspot.com/2008/06/ho-trovato-questa-poesia-su-questo-sito.html ho trovato questa poesia, colta da un altro blog, il testo è di denuncia contro il lavoro minorile, causa onorevolissima che ci coinvolge sia per quanto riguarda i paesi più poveri del nostro, ma anche il nostro e forse non ce ne rendiamo neanche conto.
Il valore di questa poesia però non intendo distribuirlo a cause importanti e diverse da quello che l’autore gli attribuiva: un messaggio educativo ai bambini.
E’ sempre difficile fare le cose difficili, sia che siamo adulti sia che siamo bambini, e Rodari ha scritto una lettera aperta anche alle nostre coscienze.

Bella, bella, bella!
Gianni Rodari è uno che sa parlare al di là delle parole. Spesso, incontrando magari una persona pittoresca, mi tornano in mente i versi delle sue filastrocche.
E’ da bambini che dobbiamo imparare a fare le cose difficili: poi quando saremo cresciutelli le nostre coscienze non riusciranno a dimenticare. Comunque anche da genitori dobbiamo “imparare” più che “insegnare”!
Comment di abdita — 2 Giugno 2008 @ 15:23 |
La poesia di G. Rodari è veramente significativa, approfitterò dell’imput per insegnarla ai miei bambini di Scuola dell’Infanzia “R. Carrieri” in occasione della Giornata dei Diritti del prossimo 20 Novembre 2009
Comment di Angela — 12 Novembre 2009 @ 16:09 |
qualcuno mi puo spiegare meglio il significato di questa bella poesia? per esempio mon mi è chiaro “cantare per il sordo”, l’ho mandata ai miei nipotini ma non sono in grado di spiegarla grazie
Comment di rossella — 13 Novembre 2009 @ 06:52 |
Suppongo che tra le cose più difficili ci sia quella di far vedere qualcosa ad un cieco e parlare ad un sordo. Ovviamente come soluzione si può dare la mano ad un cieco ma per il sordo che di conseguenza è anche muto non si può che cantare al posto suo. La questione è che per diventare dei “giusti” bisogna abituarsi alle cose difficili e tentare di agire senza rispamio gi energie e genialità.
Almeno così io la interpreto.
Ciao Ross
Comment di luciindescai — 13 Novembre 2009 @ 15:12