6 Settembre 2008
Morte ala squola publica itagliana…..
Settembre tempo di tornare a scuola….
Bimbi, ragazzini, ragazzi, giovani e genitori sono alle prese con il rientro scolastico, con le spese per libri e tasse scolastiche, con gli esami di recupero, con i pagamenti degli insegnanti che hanno fatto ripetizione, con grembiulini, zainetti e quant’altro.
Direte voi: “Un periodo di entusiasmi, ansie, preoccupazioni no? Ma è sempre stato così! Oppure no?” Onestamente direi che ora la questione è che siamo pienamente sull’oppure no che avete citato.
130.000 gli insegnanti tagliati, chi lascia la scuola non verrà sostituito, chi sarà malato o assente per un lungo periodo non avrà supplente, si tornerà al maestro unico (e gli altri dove vanno a finire?), si accorperanno le classi, allievi inscatolati come sardine, pochissime risorse alle scuole, ognuno faccia da sè. Lo Stato ha chiuso i cordoni della borsa, l’istruzione e la cultura vengono bocciate, nessun corso di recupero per tutti gli studenti, facciano da sè, usino la televisione ed internet per imparare, frequentino la scuola privata oppure i tutor all’inglese.
Grande dimostrazione di civiltà l’auspicato ritorno alla scuola di classe? I ricchi vanno a scuola e i non ricchi invece a squola. L’Università a numero chiuso, oppure così “cara” da non consentire a chi non arriva a sostenersi fino alla fine del mese di mandarci i figli: iscrizioni, materiali, testi e spesucce per il mantenimento di un figlio fuori sede…. ora davvero si può dire: “ studia solo chi può ” mica tutti, e che è … non siamo mica un paese dei balocchi siamo in Itaglia se ve ne siete accorti.
Sarà un autunno caldo? Credo che, se lo sarà , dovremo dare la colpa ad un tempo meteorico clemente, ad un’estate che si prolunga non ad una giusta rivendicazione popolare nei confronti di un governo che sta ricostruendo questo nostro povero Paese in un puzzle incomprensibile. Non odo nessun grido scandalizzato, non vedo nessun volto preoccupato, vedo solo il disinteresse, la rassegnazione o il compiacimento per la realizzazione di un metodo che soddisfa solo il cieco e bieco qualunquismo e “luogocomunesimo” che imperversa (insegnanti = fanulloni, andate a lavorare davvero!).
Insegnanti malpagati chi credete di essere? Pensate davvero di essere il fulcro della conoscenza? Siete così certi che ci sia un valore in quello che fate? Calciatori dovevate diventare. Avreste guadagnato un sacco, avreste scritto libri, vi avrebbero osannato…. un calcio alla cultura e uno al sapere… nessuno si stupirebbe se non sapete parlare, se siete tonti, se non capite un’acca di niente, a voi basterebbe ragionare con i piedi non si chiederebbe niente di più.
Finalmente potrà campeggiare sui muri la scritta: M LA SQUOLA ITAGLIANA senza che a nessuno venga in mente che quella scritta a qualcuno dà fastidio, non solo perchè sta imbrattando un muro della città, ma perchè c’è qualcosa d’altro che non va.
E come dice Carlo: Buon tutto a tutti!
Post suggerito dall’articolo su Dazebao Gelmini taglia la scuola
