Lettere Al Futuro

18 Giugno 2009

Gli Indifferenti

Archiviato in: DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 23:34

Michele accese il televisore,  ascoltò noncurante le notizie che si ripetevano sempre uguali, ad ogni telegiornale , nulla di lui sembrava vivo.

Un video attrasse per un attimo la sua attenzione, un ragazzo rumeno era stato ucciso davanti alla stazione , per errore si era trovato in mezzo  ad una sparatoria di camorra, centinaia di persone avevano  assistito alla scena , ma nessuno aveva prestato soccorso, ne a lui, ne alla moglie disperata.

Come era possibile essere caduti così in basso?

Per un attimo la sua mente si disperse nel lontano ricordo di un paese vivo che reagiva indignato ad ogni  singola tragedia. Portava con sé ancora il ricordo indelebile  del Vajont, del terremoto del Belice, del Friuli, delle stragi di stato, delle stragi di mafia, delle stragi di camorra, di quando le B.R. attaccarono il cuore dello Stato con l’omicidio Moro, ricordava i funerali di Berlinguer, di Falcone e  Borsellino.

Ricordò vite spezzate  ed il ricordo di un dolore insopportabile, lo sommerse.

Dov’era finito tutto quel dolore?

Fu solo un attimo, cambiò canale, il “ Grande Fratello” stava per iniziare ed il ricordo nella sua mente svanì velocemente.

……  Parve a Michele di trovare in queste parole la sua definitiva condanna:  “Non ho fatto nulla “ si ripeté  con stupore,  ché  gli  pareva di essere invecchiato,  di aver molto vissuto in quel solo giorno: “è vero …. non ho fatto  nulla …. nient’altro che pensare”…..ecco il mio errore

Gli indifferenti – Alberto Moravia

 

 

 

“Ma adesso che viene la sera ed il buio,

mi toglie il dolore dagli occhi

e scivola il sole ad di la delle dune

a violentare altre notti

Io, nel vedere quest’uomo che muore,

madre, io provo dolore,

nella pietà  che non cede al rancore,

madre ho imparato l’amore .”

9 Giugno 2009

Io ricordo Enrico

Archiviato in: DemocraziaAlFuturo, PuntoD'Incontro, giovani, politica — rossaurashani @ 09:01

enrico

11 giugno 1984

Dopo pochi giorni è nato mio figlio. Era troppo vivo il ricordo di Enrico. Ci avevo pensato. Il nome glielo avrei anche dato, ma mi pareva troppo. Mi pareva indelicato.

Mi ricordo quel milione di persone che aveva affollato,in quel giorno di sole, le strade di Roma. Gente semplice, gente importante. Amici, conoscenti e popolo. Il rosso dominava. La commozione era forte e chiudeva le gole in silenzi imbarazzati.

Anche quella volta avevamo un grande Presidente, il più grande. Fumava la pipa e aveva visto una lunga vita. Lui ci ricordava la resistenza. Lui era commosso come tutta l’Italia.

Sono passati 25 anni. Mio figlio avrà 25 anni fra qualche giorno. Non si chiama Enrico solo perchè ho voluto che nessuno dei due si confondesse con l’altro. Oggi ricordo e penso se con lui a parlare a questo popolo disperso e avvilito, ci sarebbe potuto essere tanto scoramento. Avremmo avuto da subire ancora questa sconfitta di idee e valori.

La risposta io ce l’ho. Forse è solo un’idea balorda.  Forse è solo voglia di credere che la Storia avrebbe potuto essere diversa. Oggi quella storia me la racconto in silenzio, nei miei pensieri. Quella storia è andata perduta. Oggi è buio che promette il baratro. Quella invece  è fatta di sole e di bandiere che sventolano orgogliose del loro colore rosso. E’ fatta di popolo che fatica ma che sorride perchè sogna un futuro di pane e lavoro. E’ fatta di una moralità e correttezza che non lascia dubbi e che non cerca la via facile agli interessi personali. E’ fatta di comprensione e di progetti che raccontano anche la storia degli altri.

Ho visto il mio ragazzo, che non sa perchè non dovrebbe sapere, con le lacrime agli occhi a guardare il video del tuo funerale. Io riguardo ogni tanto il video del tuo ultimo discorso e non riesco mai ad arrivare alla fine. La tua fine, la nostra fine.

Io ricordo Enrico e mai come ora rimpiango.

2 Giugno 2009

Grazie Nichi, finalmente qualcosa di sinistra è stato detto.

Archiviato in: politica — annuska62 @ 23:18

Questa sera in conferenza stampa per le Europee 2009, Nichi Vendola ha finalmente  parlato come un grande uomo di sinistra. Dopo tanto tempo il problema del  lavoro precario, il problema delle morti bianche, della impossibilita’ di sopravvivere ad una crisi così globale, economica e morale , sono stati sviscerati senza tanti moralismi e vecchie tattiche di mimetizzazione. Sono rimasta interdetta sentendo come Vendola ha esposto, in così poco tempo, una  così nitida ed espicita visione delle politica italiana, europea e americana, senza vecchi pregiudizi, ma pronto ad accogliere una visione più globale, non dimenticandosi mai che la forza di un paese è data dalla forza lavoro e che solo assicurando e garantendo  il lavoro si potra’ uscire dalla crisi.

Grazie, per aver ricordato a tutti, che siamo  sempre stati una nazione diversa da quella  “creata” da questo governo, grazie per aver parlato dei diversamente abili, della violenza sulle donne, delle classi più deboli, grazie per averci fornito questo nuovo “cantiere”, grazie per averci fornito  finalmente…… una nuova speranza.

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