Ammalati di solitudine
Finalmente mia figlia mi ha permesso di pubblicare qualcosa di quello che lei scrive. Trascrivo senza apportare modifiche.
L’uomo
Tu che parli dell’uomo,
Tu che parli dei suoi sentimenti,
Tu che parli delle sue azioni,
Tu che parli dei suoi pensieri,
Perché non parli di ciò che è?
No, a me interessa l’Ideologia.
Bello dire oggi: “sono un idealista”.
Se lo pronunci a gran voce troverai sicuramente
gente che ti seguirà o gente che si schiererà
dietro nomi differenti:
moralista, rivoluzionario, anticonformista
e quant’ altro.
Purtroppo è così che va il mondo:
ognuno crea un simbolo riguardo a ciò che più gli somiglia
ed ognuno lo sfrutta come attacco/difesa in una società
che sembra voltargli le spalle.
Ma tu, uomo, e non più idealista, moralista,
anticonformista, menefreghista, alcolizzato,
credente o ateo, dimmi chi sei,
chi sei veramente.
Non soffriamo in fin dei conti tutti lo stesso male?
Ci sentiamo incompresi, non amati del tutto,
accantonati a volte, ed infine soli.
È brutto questo male, forse il peggiore che ci sia:
quello di vivere in un posto che dietro una scusa o un’altra
prova a risucchiarti l’unica cosa che ti dice chi sei tu veramente,
senza la quale ti perdi alla ricerca della felicità
senza la quale ti senti smarrito
senza la quale tu non sei più me ed io non sono più te
e finiamo per sentirci ammalati di solitudine,
quella cosa che ci parla con il silenzio delle stelle,
del mare, del sole e della luna: l’AMORE.
Ma come fare a cambiare?
Come fare ad eliminare questo brutto vortice
che ci attira giù in fondo con dolcissime apparenze?
Sei sordo allora?
Non te l’ha detto poco fa la luna?
Non te l’ha detto poco fa il sole?
No te lo stavano dicendo le stelle?
Fa’ come loro:
dimenticati di tutto il resto e
concentrati su ciò che sei.
AMA.


