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	<title>Lettere Al Futuro</title>
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	<description>Un luogo virtuale nel quale custodire le nostre lettere aperte al futuro</description>
	<pubDate>Tue, 13 May 2008 09:28:34 +0000</pubDate>
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		<title>Storie di (stra)ordinaria solidarietà.</title>
		<link>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/13/storie-di-straordinaria-solidarieta/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 09:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unblogindue</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PuntoD'Incontro]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari autori di questo splendido progetto, voglio proporvi una storia che ho scritto proprio oggi sul mio blog.
Conosco bene e apprezzo molto la vostra sensibilità e mi piacerebbe un vostro parere.
Un caro abbraccio, Sara
In tempi in cui lo straniero sembra diventato il male assoluto, c’è anche chi non se la sente di voltarsi dall’altra parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Cari autori di questo splendido progetto, voglio proporvi una storia che ho scritto proprio oggi sul mio blog.</p>
<p>Conosco bene e apprezzo molto la vostra sensibilità e mi piacerebbe un vostro parere.</p>
<p>Un caro abbraccio, Sara</p>
<p>In tempi in cui lo straniero sembra diventato il male assoluto, c’è anche chi non se la sente di voltarsi dall’altra parte di fronte ad una persona in difficoltà. C’è chi davanti ad un bambino rumeno che sotto Natale chiede l’elemosina all’uscita di un supermercato non riesce a mettere a tacere la coscienza dicendosi &#8220;non spetta a me pensarci&#8221; oppure &#8220;che se ne stia nel suo paese&#8221;.</p>
<p>La storia che voglio raccontarvi fa scoprire che questa Sassari sonnacchiosa ha un cuore grande e che se qualcuno ha la voglia e la capacità di muoversi, oltre a quella incredibile di coinvolgere gli altri, la solidarietà diventa qualcosa di concreto e non solo elemosina. E tutto ciò lo dimostra.</p>
<p>&lt;&lt;Tutto nasce da una poesia&gt;&gt; dice Paola (non è il suo vero nome, così come gli altri). Nella foga dello shopping natalizio notò un bambino di 9 anni, Cornel, che chiedeva qualche soldino ai clienti di un supermercato. Apparteneva ad una famiglia rumena che abitava a Sorso e che sotto le festività chiedeva sempre l’elemosina per poter comprare qualche dolce.</p>
<p><img style="border-width:0;" src="http://www.unblogindue.it/wp-content/uploads/2008/05/small-boy.jpg" border="0" alt="" width="306" height="198" /></p>
<p>&lt;&lt;Mi colpirono i suoi occhi bellissimi e la sua educazione - racconta - scoprii che chiedeva in prestito dei libri alla biblioteca comunale.&gt;&gt;.</p>
<p>Paola si tenne in contatto, fece avere qualche aiuto alla famiglia, in una grave situazione. Cornel era assetato di sapere, aveva vinto un premio nazionale di poesia della scuola coi pochi versi de &#8220;Il silenzio&#8221;:</p>
<p><em>&#8220;L’arancione delle foglie</em></p>
<p><em>arde l’aria silenziosa</em></p>
<p><em>e va incontro al giorno </em></p>
<p><em>come se avessero un appuntamento.</em></p>
<p><em>I lunghi nastri di foglie</em></p>
<p><em>ondeggiano al ritmo del vento</em></p>
<p><em>e cullano il mio riposo.&#8221;</em></p>
<p>Paola fu così colpita che gli chiese se era disposto a smettere di chiedere i soldi in strada se lei lo avesse aiutato. La sua &#8220;famiglia allargata&#8221; di 40 persone si era nel frattempo trasferita nel centro storico di Sassari.</p>
<p>Cornel accettò la proposta di Paola, ma l’impresa da lei proposta era difficile. &lt;&lt;Nessuno ci affitta una casa se sa che siamo rumeni, -  dice Augustina, la mamma di Cornel - la signora Paola è riuscita a convincere alcuni commercianti di mobili ed elettrodomestici ad aiutarci, ma dove stiamo ora c’è spazio a malapena per noi: mangiamo in piedi perchè le sedie non ci stanno, i letti occupano tutta la stanza e ci dormono varie famiglie. Non c’è acqua e la lavatrice che ci hanno regalato non può funzionare. E poi c’è tanta tanta umidità.&gt;&gt;</p>
<p>Così Paola per ora accumula tutto in garage e si batte per trovare loro delle case vere: &lt;&lt;Sono persone oneste che mandano i figli a scuola, rispettano gli accordi e pagano&gt;&gt;, assicura.</p>
<p>Tra i problemi più difficili c’è quello sanitario: lo status di comunitari paradossalmente non aiuta (&lt;&lt;Era meglio quando non erano in Europa e potevano essere assistiti dai medici volontari&gt;&gt;). Diversi bambini sono affetti da patologie che andrebbero immediatamente curate. I problemi sono anche di natura psicologica poichè venire in un paese di cui si ha una certa immagine e poi finire a vivere emarginato provoca certamente dei disagi.</p>
<p>Paola ha scritto lettere a tutte le autorità possibili, anche alla Presidenza della Repubblica, ma senza esito. Allora, li fa visitare da medici amici, anche se la diagnostica poi è impossibile. &lt;&lt;Per fortuna Sassari è generosa - spiega - anche se dai servizi sociali del Comune ci si aspetterebbe qualcosa di più. Fortunatamente al consultorio ci hanno dato una mano per le visite ai più piccoli e, soprattutto, per la contraccezione: ci sono coppie poco più che 20enni con vari figli.&gt;&gt;</p>
<p>Quello che Paola si è messa in testa è &lt;&lt;dare loro non l’elemosina ma le gambe per lavorare da soli&gt;&gt;.</p>
<p>C’è già riuscita con Youssou, un ragazzo senegalese che viveva di espedienti: quando Paola gli ha chiesto cosa avrebbe voluto fare, le rispose che avrebbe voluto &lt;&lt;studiare per diventare un cuoco&gt;&gt;. Detto e fatto: lei lo ha iscritto all’Alberghiero e, per far si che potesse sostentarsi, gli ha trovato un lavoro part-time presso il ristorante La Fenice, che lo ha regolarizzato e assicurato. Youssou è diventato così bravo che ora è richiesto per le stagioni da vari ristoranti della Costa Smeralda. Adesso cammina davvero da solo.</p>
<p>Lo stesso sta cercando di fare con i rumeni. Tre di loro li ha fatti iscrivere alle scuole serali, perchè hanno il titolo di terza media nel loro paese ma la burocrazia gli impedisce di farlo valere in Italia. Tutti i figli vanno a scuola &lt;&lt;ma devono studiare sulle fotocopie o sui vocabolari regalati dagli insegnanti perchè i rimborsi arrivano solo a fine anno.&gt;&gt;</p>
<p>E’ gente che viene dal mondo contadino e tutti gli uomini sono molto capaci in campagna e nella cura dei giardini: Paola gli ha infatti procurato parecchi lavori in questi settori. &lt;&lt;Ma è difficile: loro si accontentano anche di 5-6 euro l’ora, però vogliono l’assicurazione: la controproposta è 5-6 euro l’ora. E basta.&gt;&gt;</p>
<p>&lt;&lt;Le donne sono brave nelle pulizie e possono fare bene le badanti - dice Paola - ma le caratteristiche delle loro case di origine sono diverse. Così ho organizzato dei corsi di gestione domestica, dove insegnamo loro, ad esempio, a pulire un parquet.&gt;&gt; Così anche Oana ha trovato occupazione nella casa di un docente universitario.</p>
<p><a href="http://www.unblogindue.it/wp-content/uploads/2008/05/rev522521-ori2.jpg"><img style="border-width:0;" src="http://www.unblogindue.it/wp-content/uploads/2008/05/rev522521-ori-thumb2.jpg" border="0" alt="rev52252(1)-ori" width="523" height="356" /></a></p>
<p>Ora Cornel ha 12 anni e forse comincia a vedere uno spiraglio per una vita diversa. Magari scriverà una poesia che sia un messaggio di speranza e parli di una città che lo ha trattato come tutti gli altri bambini.</p>
<p><span style="font-size:x-small;">Da La Nuova Sardegna.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"> </span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/letterealfuturo.wordpress.com/289/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/letterealfuturo.wordpress.com/289/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letterealfuturo.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letterealfuturo.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letterealfuturo.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letterealfuturo.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letterealfuturo.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letterealfuturo.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letterealfuturo.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letterealfuturo.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letterealfuturo.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letterealfuturo.wordpress.com/289/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letterealfuturo.wordpress.com&blog=2440466&post=289&subd=letterealfuturo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LIBERI DAL FIGLIO - Ci sono coppie che a procreare non ci pensano proprio</title>
		<link>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/13/liberi-dal-figlio-ci-sono-coppie-che-a-procreare-non-ci-pensano-proprio/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 05:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano49</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PuntoD'Incontro]]></category>

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		<description><![CDATA[foto by Adriano 2005
 
 
 
 

 da &#8221; Il Gazzettino &#8221; di martedì 13/05/2008  cronaca di Padova




Childfree, liberi dal figlio. Quelli che l&#8217;erede





non lo sognano. Che procreare non è






nelle loro corde. Non sentono la spinta verso il





futuro innescata dal sentirsi chiamare &#8220;mamma&#8221;





o &#8220;papà&#8221; e di dare il proprio cognome alla






specie, beh non gliene importa nulla. Non che





non possano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/p1010189.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-288" src="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/p1010189.jpg?w=300&h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>foto by Adriano 2005</p>
<div><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"> </span></span></div>
<p><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"><span style="font-size:xx-large;font-family:Dutch811BT-RomanD;"> </p>
<p></span></span></p>
<p align="left"> da &#8221; Il Gazzettino &#8221; di martedì 13/05/2008  cronaca di Padova</p>
<p align="left">
<table style="width:419pt;border-collapse:collapse;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="558"><col style="width:48pt;" span="2" width="64"></col><col style="width:83pt;" span="1" width="110"></col><col style="width:48pt;" span="5" width="64"></col></p>
<tbody>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="width:275pt;height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" width="366" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Childfree, liberi dal figlio. Quelli che l&#8217;erede</strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="4" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>non lo sognano. Che procreare non è</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>nelle loro corde. Non sentono la spinta verso il</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>futuro innescata dal sentirsi chiamare &#8220;mamma&#8221;</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="4" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>o &#8220;papà&#8221; e di dare il proprio cognome alla</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>specie, beh non gliene importa nulla. Non che</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>non possano (anche se alcuni ammettono di</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>aver combattuto inutilmente contro la sterilità),</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="4" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>più prosaicamente non aspirano ad avere</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>un pargolo che gironzola per casa. Perchè gli</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>amori vanno e vengono, in una società sempre</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>più &#8220;liquida&#8221; oggi si è innamorati, domani chissà, mentre un</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>figlio è per sempre. Il 17 per cento delle quarantacinquenni</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>non ha bambini, e neppure il rammarico di aver perso il treno</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>biologico, pur essendo spesso vittime della sindrome dell&#8217;</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>eterno rinvio: oggi no, domani nemmeno finchè dopodomani</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>è troppo tardi. L&#8217;identikit delle donne &#8220;sollevate dall&#8217;ingombro</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>di un neonato&#8221;? Fra i 35 e i 45 anni, prese dalla loro</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>professione, reddito medio-alto, relazione di coppia soddisfacente,</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>poco religiose. «Se il momento giusto non arriva mai,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>vuol dire che la maternità non è un&#8217;urgenza» è l&#8217;opinione di</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Letizia Mencarini, docente fiorentina di statistica, autrice</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>con Maria Letizia Tanturri di questo ritratto</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>delle &#8220;non-madri&#8221;, emerso da interviste a 850</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>donne in età fertile, residenti a Padova, Udine,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Firenze, Pesaro, Messina. Una su tre ha confessato</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>di non aver mai provato a fare un bambino,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="4" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>nonostante un compagno fisso e nessun</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>problema economico. E dietro questo procrastinare</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="4" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>si nasconde, più spesso di quanto si</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>pensi, una decisione ponderata. A Nordest le</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>coppie senza figli nell&#8217;arco di cinque anni hanno</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>subìto un&#8217;impennata, lievitando dal 28,3% al</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>31,3%. La città più fertile è Treviso, la meno Rovigo. Più</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>bassa della media regionale (1,26) si attesta anche Padova,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>fermandosi a 1,22. La maternità scelta, violata, imposta, repressa,</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;">negata sarà al centro di &#8220;Madre de-genere&#8221;, maxiconvegno</span></strong></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><strong></strong></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><strong></strong></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="20" align="left" valign="top"><span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="xl24" style="width:48pt;height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>in aula Nievo al Bo da domani a venerdì. «Vogliamo</strong></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>parlare di maternità nel quotidiano - sostiene la prof. Saveria</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Chemotti del comitato scientifico - partendo dalla contestazione</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>provocatoria delle mamme degeneri che acquistano le</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>prime pagine della cronaca perchè abbandonano o uccidono</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>la prole. Noi vogliamo parlare di scelta, desiderio, destino».</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="20"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;">F.Cap.</span></strong></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="20"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="20"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
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	</item>
		<item>
		<title>Ratzinger, Carfagna, Mussolini: uno strano trio all&#8217;attacco della 194</title>
		<link>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/12/ratzinger-carfagna-mussolini-uno-strano-trio-allattacco-della-194/</link>
		<comments>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/12/ratzinger-carfagna-mussolini-uno-strano-trio-allattacco-della-194/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 19:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Audrey</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[1]]></category>

		<category><![CDATA[194]]></category>

		<category><![CDATA[Carfagna]]></category>

		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>

		<category><![CDATA[Ratzinger]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio riportare anche qui su &#8220;Lettere&#8221;un post che ho scritto oggi  per il mio blog.
Perchè credo che l&#8217;argomento sia importante e che, purtroppo, quello che molte/i di noi avevano temuto si stia verificando. Il nuovo governo si è già messo all&#8217;opera&#8230;.
E&#8217; cominciata l&#8217;offensiva alla 194.
Il paese è nel pieno di una spaventosa crisi economica, sociale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Voglio riportare anche qui su &#8220;Lettere&#8221;un post che ho scritto oggi  per il mio blog.</p>
<p>Perchè credo che l&#8217;argomento sia importante e che, purtroppo, quello che molte/i di noi avevano temuto si stia verificando. Il nuovo governo si è già messo all&#8217;opera&#8230;.</p>
<p><strong>E&#8217; cominciata l&#8217;offensiva alla 194.<br />
</strong>Il paese è nel pieno di una spaventosa crisi economica, sociale, morale ed etica, ma sembra che modificare in senso restrittivo la 194 vigente, così come è stata legiferata nel 1978 e sancita da un referendum nel lontano 1981, sia per l&#8217;Italia una priorità assoluta.</p>
<p>Oggi l&#8217;attacco di Ratzinger che durante l&#8217;udienza ai rappresentanti del Movimento per la Vita, ha letteralmente dichiarato:</p>
<p><strong><em>Negli ultimi trent&#8217;anni, da quando è stata introdotta la legge 194 che permette l&#8217;interruzione di gravidanza, si è creata una mentalità di progressivo svilimento del valore della vita. </em></strong></p>
<p><em>La vostra visita - ha detto Ratzinger - cade a trent&#8217;anni da quando in Italia venne legalizzato l&#8217;aborto ed è vostra intenzione suggerire una riflessione approfondita sugli effetti umani e sociali che la legge ha prodotto nella comunità civile e cristiana durante questo periodo&#8221;. </em><strong></strong>.</p>
<p>Ma niente paura donne italiane, non temete, abbiamo o no un neo ministra delle Pari Opportunità, fresca fresca di nomina, preposta appositamente ed istituzionalmente a difenderci?<br />
Ed infatti, ecco che la Mara desnuda non tarda a far sentire la sua voce:</p>
<p>&#8220;il problema non e&#8217; discutere la 194, ma applicare la cultura della vita che in questi trent&#8217;anni, come dice giustamente il Papa, e&#8217; stata svilita. Serve una normativa a favore della famiglia che incentivi le nascite e a favore delle donne affinche&#8217; rinuncino ad abortire&#8221;.</p>
<p>Allora..a parte che in confronto a questa dichiarazione, le note &#8220;divergenze parallele&#8221; di Moro erano di una linearità e conseguenzialità logica cristallina, vorrei mettere in risalto la subitanea prova di servile ossequio da parte della Ministra nei confronti del Papa, e sorge spontanea una domanda&#8230;<br />
Ma la Carfagna lo ha mai letto il testo della 194 integralmente?????<br />
Anzi, nemmeno integralmente, perchè basterebbe limitarsi al titolo della legge</p>
<p><strong>NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA MATERNITA&#8217; E SULL&#8217;INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA</strong></p>
<p>e all&#8217;<br />
<strong>Articolo 1</p>
<p>Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.</p>
<p>L&#8217;interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.</p>
<p>Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell&#8217;ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. </strong></p>
<p>Vi rendete conto? Abbiamo una ministra per le Pari Opportunità che dimostra in maniera inequivocabile di non conoscere nemmeno una legge emanata dallo Stato Italiano a tutela della salute delle donne italiane.</p>
<p>Dulcis in fundo, non poteva mancare l&#8217;onorevole Mussolini:<br />
&#8220;Quando si parla di famiglia e di maternità anche l&#8217;attuale legge 194 deve poter essere messa in discussione. Infatti, non si aiuta di certo il percorso a sostegno della vita eliminando argomenti scomodi o eludendo uno dei contenuti essenziali del dibattito&#8221;: lo ha dichiarato Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale, in riferimento a quanto affermato dal neoministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.</p>
<p>Ricordiamoci che questo è solo l&#8217;inizio&#8230;</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/letterealfuturo.wordpress.com/286/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/letterealfuturo.wordpress.com/286/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letterealfuturo.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letterealfuturo.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letterealfuturo.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letterealfuturo.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letterealfuturo.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letterealfuturo.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letterealfuturo.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letterealfuturo.wordpress.com/286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letterealfuturo.wordpress.com/286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letterealfuturo.wordpress.com/286/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letterealfuturo.wordpress.com&blog=2440466&post=286&subd=letterealfuturo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nati prematuri,vita in salita - di Alessandra Graziottin</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 13:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano49</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PuntoD'Incontro]]></category>

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		<description><![CDATA[





Che cosa succede ad un bambino prematuro? Subisce un


trauma tremendo: perché nasce impreparato alla vita, ed è


costretto a restare solo, in un nido supertecnico che di umano


ha ben poco. Catapultato fuori dal liquido amniotico, dove si


muoveva in pace, privato di tutte le sensazioni e le emozioni


che gli arrivavano attraverso la madre, il bambino prematuro


resta disperatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div></div>
<p><span style="font-size:xx-small;font-family:Dutch811BT-RomanD;"></p>
<p align="left">
<table style="width:336pt;border-collapse:collapse;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="448"><col style="width:48pt;" span="7" width="64"></col></p>
<tbody>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="width:336pt;height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" width="448" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Che cosa succede ad un bambino prematuro? Subisce un</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>trauma tremendo: perché nasce impreparato alla vita, ed è</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>costretto a restare solo, in un nido supertecnico che di umano</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>ha ben poco. Catapultato fuori dal liquido amniotico, dove si</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>muoveva in pace, privato di tutte le sensazioni e le emozioni</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>che gli arrivavano attraverso la madre, il bambino prematuro</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>resta disperatamente solo. Tecnologie sofisticate consentono</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>oggi di rianimare e tenere in vita bambini anche piccolissimi,</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>alla 24a settimana di gestazione, che restano per mesi nelle</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>unità di cura intensiva. Soli per la maggior parte del tempo,</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>con contatti fuggevoli, limitati e associati di regola a manovre</strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;">invasive e dolorose (prelievi, intubazioni, sondini vari).l prezzo della prematurità, spesso, è molto alto: gravi lesioni cerebrali, deficit intellettivi e motori, legati alle cause della prematurità, oltre che alla nascita anticipata. Anche quando gli esiti cerebrali sono buoni, tuttavia, la prematurità e la solitudine ad essa associata comportano comunque una maggiore vulnerabilità a disturbi affettivi, e, soprattutto, alla depressione. Basti dire che il rischio di depressione negli adolescenti che erano nati prematuri è di 11 volte superiore rispetto ai bambini nati a termine. Di fatto, l&#8217;onda lunga della ferita emotiva dovuta ad una prolungata ospedalizzazione senza conforto affettivo, senza la mamma per la maggior parte del tempo, può segnare tutto il futuro del bambino. Qual è il punto? Il dramma del prematuro non è solo la vulnerabilità biologica, ma la grande solitudine affettiva. E&#8217; possibile ridurre questa profonda infelicità, che aggiunge dolore fisico ed emotivo ad una nascita già traumatica? Sì: con le &#8220;mamme canguro&#8221;, pratica che in alcune neonatologie è possibile da alcuni anni. La mamma tiene il bambino sul seno, a contatto con la propria pelle, e gli parla e lo accarezza, per una o più ore al giorno. Questo ha già dato risultati straordinari: i bambini accarezzati maturano prima, raggiungono prima l&#8217;autonomia respiratoria, crescono meglio di peso, dormono meglio, hanno indici di crescita psichica migliori. Insomma hanno tutti gli indici biologici e comportamentali più favorevoli. Ma si può fare molto di più: affinché le pratiche pionieristiche e positive di alcuni centri pilota diventino pragmatica dell&#8217;accudimento dei prematuri in tutte le nostre neonatologie. Seguendo l&#8217;esempio della neonatologia dell&#8217;Ospedale Sant&#8217;Anna di Torino, che in questi giorni ha reso possibile l&#8217;accesso ai prematuri 24 ore su 24. Questo consente la massima flessibilità di orari e, soprattutto, la possibilità che le mamme (o i padri) che lo desiderano possano stare a contatto di pelle con il piccolo per molte più ore al giorno, mattino e sera, per esempio, o anche durante la notte. Oppure durante le manovre invasive e dolorose. Uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista &#8220;Pain&#8221; da De Sousa Freire e collaboratori ha dimostrato che se il prematuro sta in braccio alla mamma mentre viene effettuato un prelievo doloroso mostra segni di dolore significativamente più bassi rispetto ai piccoli cui la manovra viene praticata nella culla, anche quando al bambino viene data acqua e zucchero prima del prelievo. La presenza rassicurante della madre dovrebbe essere garantita in tutte le situazioni in cui il bambino è ospedalizzato, ancora più quando viene sottoposto a manovre dolorose. Perché il dolore è pesante in sé. E perché i bambini, anche piccolissimi, ricordano. Non ricordano forse l&#8217;evento specifico con le modalità con cui lo fa l&#8217;adulto, ma ricordano emozioni, sensazioni, atmosfere, odori. E il dolore non confortato, non consolato, non attenuato dalla presenza amorosa della mamma è l&#8217;esperienza più atroce e indimenticabile che un bambino possa fare. Ovvio, dirà qualcuno. Mica tanto: se per decenni i prematuri sono rimasti e restano ancor oggi isolati per la gran parte del tempo nelle neonatologie di tutto il mondo, significa che il loro bisogno affettivo è stato trascurato a favore di cure crescentemente tecnologiche, molto efficaci ma poco umane.Perché questo? Storicamente, il primo obiettivo della neonatologia è stato aumentare la sopravvivenza dei prematuri, attraverso l&#8217;ospedalizzazione e la crescente professionalità delle cure. Fino agli anni Ottanta, l&#8217;obiettivo dei neonatologi era individuare terapie sempre più efficaci per salvare i piccoli, nelle migliori condizioni fisiche possibili, con la massima attenzione a evitare le infezioni, garantire il raggiungimento dell&#8217;autonomia respiratoria e limitare i danni cerebrali e somatici. Questo però è avvenuto al prezzo di una prolungata separazione tra la mamma e il piccolo, per paura soprattutto delle infezioni, proprio nella fase più critica della vita. Una separazione pesantissima per entrambi, perché va a ledere il bisogno di attaccamento che è alla base di un amore materno di qualità, per creare quel calore, quella tenerezza, quella dedizione che (solo) il contatto precoce col piccolo può dare. Per il piccolo, il trauma è ancora maggiore: senza la mamma vicino, senza il contatto della sua pelle, senza il suo odore, senza la sua voce, il bambino non riceve quel nutrimento affettivo, quella rassicurazione, quella dolcezza che sono altrettanto importanti delle cure fisiche. Tanto vero che anche quando le cose vanno bene da un punto di vista strettamente biologico, quella solitudine prolungata, interrotta solo da cure invasive, può segnare per sempre il futuro del piccolo. D&#8217;altra parte, mettiamoci nei panni di un prematuro che piange, che subisce manovre dolorose più volte al giorno, che ha disperatamente bisogno di qualcuno che gli voglia bene, che lo coccoli e lo consoli, e resta solo, per la maggior parte del tempo, per mesi e mesi. Come pensare che questo non lasci cicatrici permanenti nella sua mente e nel suo cuore?E allora, che cosa possiamo fare, in concreto? Rendere sempre più umano il periodo dopo la nascita prematura, per mamma e bambino. E riflettere su quanto i piccoli abbiano bisogno del contatto di pelle con la madre, anche se nati a termine. Perché solo quel calore, quel profumo di mamma, quella voce possono consolare e dare fiducia nella vita, altrettanto (e forse più) del cibo. L&#8217;amore che cura è prezioso ad ogni età, ma soprattutto per i più piccoli. E dobbiamo ripensare anche alle separazioni precoci e prolungate, quando le mamme riprendono (troppo) presto il lavoro, e per il bambino comincia lo stress continuo di asilo-nido e baby-sitter. Almeno la sera, e la notte nel lettone, teniamo il bambino a contatto di pelle. L&#8217;amore che cura non ha bisogno solo di dolci parole, ma di un contatto reale e prolungato con la mamma, perché questo è il bisogno primario del neonato, prematuro o nato a termine che sia: un bisogno insopprimibile e ineludibile, se vogliamo che cresca felice. O almeno sicuro e sereno.  Alessandra Graziottin</span></strong><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;">da &#8221; Il Gazzettino &#8221; di Lunedì 12/05/2008 cronaca Nazionale</span></strong></td>
</tr>
<tr style="height:12.75pt;">
<td style="height:12.75pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="17"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
<tr style="height:12.75pt;">
<td style="height:12.75pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="17"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Come di consueto, la seconda domenica di maggio è dedicata alla ricorrenza della Festa della Mamma.</title>
		<link>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/10/come-di-consueto-la-seconda-domenica-di-maggio-e-dedicata-alla-ricorrenza-della-festa-della-mamma/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2008 10:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano49</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[foto by Adriano 2006
 
Come di consueto, la seconda domenica di maggio è dedicata alla ricorrenza della Festa della Mamma.
La festa ha radici molto antiche, legate al culto delle divinità della fertilità, che veniva ricordata proprio nel periodo di passaggio dall&#8217;inverno alla primavera, quando il mondo contadino cominciava a raccogliere i frutti della terra risvegliatasi dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/ultime-di-settembre-2006-078.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-284" src="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/ultime-di-settembre-2006-078.jpg?w=300&h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>foto by Adriano 2006</p>
<p> </p>
<p>Come di consueto, la seconda domenica di maggio è dedicata alla ricorrenza della <strong>Festa della Mamma</strong>.<br />
La festa ha radici molto antiche, legate al culto delle divinità della fertilità, che veniva ricordata proprio nel periodo di passaggio dall&#8217;inverno alla primavera, quando il mondo contadino cominciava a raccogliere i frutti della terra risvegliatasi dal letargo.</p>
<p>A togliere i connotati di festa religiosa, contribuì Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista della schiavitù che nel 1870 propose di fatto l&#8217;istituzione del Mother&#8217;s Day (Giorno della madre), come momento di riflessione <strong>contro la guerra</strong>, che nel &#8216;14 con Wilson divenne espressione pubblica di <strong>amore e gratitudine</strong> per le madri e <strong>speranza per la pace</strong>.   ( tratto da Disabili.com)</p>
<p>dedicata a tutte le MAMME la poesia &#8221; Mia Madre&#8230;.Pensando &#8221; di Elia Bacchiega</p>
<p>Raccoglievi fiori</p>
<p>come doglie di parto</p>
<p>preghiere senza fede,</p>
<p>trovavi coraggio</p>
<p>nei lembi consulti di povertà</p>
<p>scavando sangue dal granito</p>
<p>unghie,mani sporche</p>
<p>di terra antica</p>
<p>nel dolore</p>
<p>che ripetutamente trovavi.</p>
<p>Irriconoscente</p>
<p>ti ho amata a modo mio</p>
<p>cieco dal calore lontano</p>
<p>e lunga scia di perdoni</p>
<p>che madre e figlio comprendono.</p>
<p>E&#8217; rimasto nel tavolo</p>
<p>solo traccie di farina e sudore</p>
<p>il silenzio dei tuoi pensieri</p>
<p>l&#8217;urlo delleragioni</p>
<p>i pianti che nessuno sentiva</p>
<p>e mio padre a guardare.</p>
<p>Le poesie sono queste</p>
<p>mai dette,mai scritte</p>
<p>rime imprigionate nei ricordi</p>
<p>senza un violino che suona.</p>
<p>Nei rimasti fiori da cogliere</p>
<p>capisco perchè</p>
<p>non ti ho mai sentito cantare&#8230;..</p>
<p> poesia tratta da (  Elia Bacchiega - &#8220;Quando i sogni diventano parole &#8221; Veniglia Editrice</p>
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	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Angeli senza ali, e vestiti da infermiere &#8220;</title>
		<link>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/10/angeli-senza-ali-e-vestiti-da-infermiere/</link>
		<comments>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/10/angeli-senza-ali-e-vestiti-da-infermiere/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 05:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano49</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PuntoD'Incontro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://letterealfuturo.wordpress.com/?p=282</guid>
		<description><![CDATA[ foto by Manuela 2006
da &#8220;Il Gazzettino &#8221; di sabato 10/05/2008 - cronaca di Vicenza
 






10-mag









Angeli senza ali. Gli unici che in realtà





incontriamo durante questa vita. Angeli che,





pur privi di pennute propaggini, volano fino a




toccare lo stesso la nostra intimità. Come gli





alpini che fino a domani si radunano a Bassano,




capaci di riempire il mondo della loro generosità.




Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/p1000077.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-283" src="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/p1000077.jpg?w=300&h=168" alt="" width="300" height="168" /></a> foto by Manuela 2006</p>
<p>da &#8220;Il Gazzettino &#8221; di sabato 10/05/2008 - cronaca di Vicenza</p>
<p> </p>
<p align="left">
<div></div>
<p><span style="font-size:xx-small;font-family:Dutch811BT-RomanD;"></p>
<table style="width:384pt;border-collapse:collapse;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="512"><col style="width:48pt;" span="8" width="64"></col></p>
<tbody>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl25" style="width:48pt;height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64" height="20" align="right"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>10-mag</strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="width:48pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" width="64"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Angeli senza ali. Gli unici che in realtà</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>incontriamo durante questa vita. Angeli che,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>pur privi di pennute propaggini, volano fino a</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>toccare lo stesso la nostra intimità. Come gli</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>alpini che fino a domani si radunano a Bassano,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>capaci di riempire il mondo della loro generosità.</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Come i poeti a cui lo sciopero delle Ferrovie</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>ieri ha impedito di donare i propri versi ai</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>viaggiatori della stazione di Vicenza, secondo</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>quanto previsto da un festival itinerante. Implumi cherubini</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>come Michela, Clara e Caterina, infermiere del reparto di</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>ginecologia all&#8217;ospedale San Bortolo.</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Ha in mente soprattutto loro, assieme ai dottori Bordin e</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Tomaini che l&#8217;hanno operata, la signora Antonella Paiusco, 31</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>anni, commessa, sposata con Federico Gazzetta, impiegato.</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Allettata nella sua casa di Laghetto, così spiega il perché:</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>«Tutto comincia una settimana fa quando, incinta da poche</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>settimane, vado a fare l&#8217;ecografia prevista. È la mia prima</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>gravidanza, figuratevi l&#8217;eccitazione prima e la disperazione</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>subito dopo, quando mi dicono che il bimbo non si trova</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>nell&#8217;utero, che rischio di restarci e che bisogna ricoverarmi in</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>ospedale». Il sogno si tramuta così nell&#8217;incubo</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>di un intervento per gravidanza extrauterina,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>con asportazione del feto, oltre che della tuba a</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>cui si era aggrappato. «Mi sveglio in reparto e</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>mi sento morire - ricorda la signora Paiusco -</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>perché il mio letto è nelle stanze dove sono</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>ricoverate altre donne che hanno abortito,</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>mentre dall&#8217;altra ala del reparto arrivano i</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>pianti dei neonati portati alle loro mamme, oppure</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>a dormire nella nursery. I medici mi assicurano</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="6" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>che una sola tuba è sufficiente per rimanere ancora</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>incinta, ma non riesco a trovare pace. Come se non bastasse,</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>vedo arrivare ragazze che chiedono la pillola del giorno dopo,</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>spaventate di una cosa che a me darebbe solo un&#8217;immensa</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>gioia, e allora mi ripeto che nulla di tutto ciò ha senso».</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>Poi, quando è notte, un po&#8217; di pace in realtà arriva: «Sono le</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>carezze di queste infermiere, che si fermavano sempre ad</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>ascoltare, incoraggiandomi a parlare, a piangere, a sfogare</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>tutto il mio dolore. Erano come lo zucchero che ci vuole per</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="7" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>bere un buon caffé». Verità e silenzi da donna a donna. Battiti</strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" height="20"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>di cuori così forti da diventare ali. Vita.</strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong></strong></span></td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="2" height="20"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Stefano Ferrio</span></strong></td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
<tr style="height:15pt;">
<td class="xl24" style="height:15pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="20"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td class="xl24" style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
<tr style="height:12.75pt;">
<td style="height:12.75pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" height="17"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
<td style="background-color:transparent;border:#ece9d8;"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
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		<title>Icaro e il suo primo anno alla scuola superiore. La lettera della madre</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 10:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano49</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PuntoD'Incontro]]></category>

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		<description><![CDATA[La vicenda di “Icaro”, un ragazzo tredicenne con disabilità grave iscritto al primo anno del Liceo in Scienze sociali: le buone premesse e le speranze, le delusioni e la lotta con il quotidiano. Le difficoltà di comunicazione, le carenze dell’insegnamento, l’apprendimento che si limita alla pura socializzazione e la “concorrenza” con gli altri studenti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La vicenda di “Icaro”, un ragazzo tredicenne con disabilità grave iscritto al primo anno del Liceo in Scienze sociali: le buone premesse e le speranze, le delusioni e la lotta con il quotidiano. Le difficoltà di comunicazione, le carenze dell’insegnamento, l’apprendimento che si limita alla pura socializzazione e la “concorrenza” con gli altri studenti della classe</p>
<p>Vorrei raccontare le nostre avventure di genitori di ragazzo disabile grave, iscritto al primo anno di scuola superiore&#8230; nonché le avventure dell&#8217;interessato nella scuola medesima! Dopo la &#8220;scoperta&#8221; delle capacità di nostro figlio, disabile motorio grave, che non parla, ma scrive con la tecnica della comunicazione facilitata, e data la sua passione per lo studio e il desiderio più volte espresso di fare un giorno il giornalista e lo scrittore, pensavamo di fargli un regalo bellissimo, iscrivendolo alla scuola superiore: i risultati delle scuole medie erano stati incoraggianti!</p>
<p>Dopo esserci guardati un po&#8217; intorno, abbiamo seguito il consiglio della responsabile del settore H dell&#8217;Usp di Pisa, e abbiamo scelto l&#8217;istituto E. Montale di Pontedera. Prima liceo delle Scienze sociali: il percorso curricolare sembrava fatto apposta per lui! Siamo andati a parlare con la responsabile del gruppo H della scuola e con la preside, presentando con entusiasmo il nostro meraviglioso figlio, che chiamerò Icaro - lo pseudonimo che lui stesso si è scelto tempo fa. Siamo andati così sicuri di lui e di noi stessi da non fare attenzione ai segnali che da subito avrebbero dovuto metterci in allarme: le pretese difficoltà di strutturare prove adatte per lui, l&#8217;invito a &#8220;pensarci su&#8221; prima di comprare i libri di testo, l&#8217;annuncio telefonico in una domenica d&#8217;estate che drammaticamente ci avvisava che &#8220;la sua classe era stata soppressa&#8221; e bisognava spostarlo… e le infinite discussioni telefoniche e per posta elettronica al riguardo, perché ci eravamo impuntati a non volerlo spostare, era stato iscritto per tempo e aveva gli stessi diritti dei suoi compagni normodotati… Non avevamo capito, io per prima, mamma &#8220;bislacca&#8221; (era così fuori dal mio sentire…) che nostro figlio sarebbe stato gradito, certo, in quella scuola, ma solo &#8220;a patto che&#8221;.</p>
<p>A patto che mettesse da parte le sue potenzialità e le sue &#8220;pretese&#8221; di apprendimento, e si adattasse a quello che la scuola poteva essere per lui, un buon parcheggio ben organizzato (c&#8217;è perfino il bagno attrezzato a pianterreno!) con persone che &#8220;affettuosamente&#8221; avrebbero &#8220;dosato&#8221; la sua &#8220;socializzazione&#8221; con i compagni normodotati, che, loro, avrebbero studiato e imparato. A lui, studiare e imparare, esprimere il proprio pensiero, non doveva interessare. Con la bellezza di tre insegnanti di sostegno (per via delle tre aree didattiche) per 15 ore la settimana e un&#8217;assistente all&#8217;autonomia per 12, per un totale di 27 ore - un lusso negato a molti, è vero - apprendere e poter dimostrare quanto appreso non doveva essergli concesso: lui, come ai tempi della materna, sarebbe andato a scuola per socializzare. Il famigerato &#8220;percorso differenziato&#8221;, che consente la frequenza della scuola, sì, ma &#8220;in un altro modo&#8221;. Soprattutto, quasi esclusivamente, socializzante. Ma che spreco di risorse, quattro persone con relative specializzazioni, quasi esclusivamente per socializzare!</p>
<p>Sono una mamma bislacca, siamo due genitori e un figlio pieni di pretese: e così ci siamo ribellati: nostro figlio vuole studiare e imparare, e noi vogliamo che possa farlo, e che sia messo nelle condizioni di poter esprimere quello che ha ricavato dallo studio e dall&#8217;apprendimento, utilizzando le sue modalità di comunicazione. Che però le insegnanti di sostegno non desiderano, o non sono motivate, o non ritengono che sia il caso di apprendere. O non hanno tempo di apprendere.</p>
<p>Siamo ormai ad aprile avanzato, e quel poco che si è ottenuto è stato grazie alla caparbietà di nostro figlio, convinto dei propri diritti e appassionato dello studio; alla nostra continua, estenuante battaglia contro l&#8217;ignoranza, la discriminazione, e, ci pare, anche qualche dispetto; e alla prudente buona volontà dell&#8217;assistente all&#8217;autonomia, che avendo anche compiti di intervento nella relazione e comunicazione, cautamente, è riuscita ad avvicinarsi a nostro figlio e, in parte, al suo modo di comunicare. Ma attenzione che la scuola non sempre la utilizza per la comunicazione e la relazione, almeno con gli insegnanti; così, a volte, l&#8217;assistente si trova a dover fare da &#8220;testimone&#8221; alle verifiche a cui il giovane Icaro deve arrangiarsi a rispondere, magari senza che l&#8217;insegnante (anche di sostegno), oltre a non conoscere a tutt&#8217;oggi le sue modalità di comunicazione, abbia la più pallida idea di come si strutturi una prova equipollente diretta ad un ragazzo con la sua patologia.</p>
<p>In sostanza, se nostro figlio ha un modo speciale di comunicare, affar suo: pare che nessuno sia obbligato ad impararlo, tanto meno le insegnanti di sostegno. È lui che deve adattarsi alle modalità di comunicazione delle insegnanti, e non viceversa. E dargli un assistente alla comunicazione a orario pieno? Mah… I competenti (!) uffici, dalla dirigente scolastica in su, non hanno ancora deciso se gli spetta. E intanto che decidono, (non si sa per quale anno scolastico, ormai), Icaro deve fare lo slalom tra le difficoltà d&#8217;ogni genere che gli vengono messe davanti. Per il resto, noi genitori siamo stati accusati di tutto: compreso il fatto di esercitare su nostro figlio &#8220;pressioni psicologiche&#8221; tali da mandarlo a scuola stanco e provocargli (noi?) atteggiamenti di rifiuto (a qual fine non si sa). In compenso, a casa ci attiviamo a turno per aiutarlo nello studio, rispiegandogli le materie scolastiche (che per fortuna tra tutti e due riusciamo per ora ad affrontare tutte: diritto allo studio sì, ma solo con genitori istruiti…) e facendogli fare compiti ed esercitazioni… oltre ai numerosi esercizi riabilitativi per aiutarlo a migliorare ancora la qualità della vita.</p>
<p>C&#8217;è una circolare del lontano 1988 che dice che &#8220;l&#8217;integrazione scolastica degli alunni con handicap (….) non può (…) limitarsi alla semplice &#8220;socializzazione in presenza, ma deve garantire, di regola, apprendimenti globalmente rapportabili all&#8217;insegnamento impartito a tutti gli alunni di quel determinato indirizzo di studi&#8221;. Significativo quanto messo invece per iscritto dalla preside della scuola frequentata da Icaro, vent&#8217;anni dopo: &#8220;Accanto al diritto di ** di veder riconosciuti &#8220;quegli aspetti relativi all&#8217;accoglienza, al rispetto, all&#8217;attenzione, alla partecipazione che devono essere adeguati alle singole situazioni personali…&#8221; la scuola, quale titolare del processo insegnamento apprendimento, deve difendere anche per la salvaguardia del diritto ad apprendere degli altri 25 ragazzi della prima…. e delle rispettive loro individualità&#8221;. Insomma, gli altri 25 ragazzi hanno diritto ad apprendere, ad essere seguiti individualmente. Icaro ha diritto a tante cose, giustissime per carità, ma ad apprendere non sembra… anzi… a leggere bene, sembrerebbe che la sua presenza, certamente a causa dei suoi bislacchi e invadenti genitori e alla loro passione per le battaglie contro i mulini a vento, sia piuttosto un ostacolo al diritto allo studio degli altri… Ma allora, esiste davvero, nelle scuole superiori, la pretesa &#8220;integrazione&#8221; scolastica del &#8220;disabile&#8221;?</p>
<p>E mi viene da pensare che i limiti per nostro figlio non siano tanto dovuti al suo handicap, quanto alla &#8220;dura realtà&#8221; della scuola che evidentemente intende prepararlo alla &#8220;dura realtà&#8221; sociale, in cui i diritti saranno anche uguali per tutti, l&#8217;importante è che non ci si infilino dentro anche i &#8220;diversi&#8221;….. (Rossella Monaco)</p>
<table style="width:240pt;border-collapse:collapse;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="320"><col style="width:48pt;" span="5" width="64"></col></p>
<tbody>
<tr style="height:18.75pt;">
<td class="xl24" style="width:240pt;height:18.75pt;background-color:transparent;border:#ece9d8;" colspan="5" width="320" height="25"><strong><em><span style="font-size:small;"><span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:Arial;">Tratto da<span>  </span>&#8221; Super</span><span class="font6" style="font-family:Arial Black;">Abile</span><span class="font5" style="font-family:Arial;">.it<span>   </span>del 28/04/2008</span></span></span></em></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>30 ANNI DELLA LEGGE BASAGLIA, CHE CHIUSE I MANICOMI</title>
		<link>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/08/30-anni-della-legge-basaglia-che-chiuse-i-manicomi/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 12:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano49</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PuntoD'Incontro]]></category>

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		<description><![CDATA[da &#8221; Famiglia Cristiana &#8221; online nr°19
VIA DEI MATTI NUMERO ZERO 


 
 
 

Via dei matti numero zero. Trieste, parco di San Giovanni. Fu qui che lo psichiatra veneziano realizzò la sua &#8220;utopia&#8221;:
rendere ai malati di mente i loro diritti di persone. Un modello che in seguito è stato copiato da tutto il mondo.Gli spaventapasseri piantati sull’erba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>da &#8221; Famiglia Cristiana &#8221; online nr°19</p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="color:#38579c;"><span style="font-family:Arial;"><strong>VIA DEI MATTI </strong>NUMERO ZERO<!-- /titolo --> </span></span></span></p>
<div><strong></strong></div>
<div><strong><span style="font-size:x-small;"><!-- cappello --></span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size:x-small;"> </span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size:x-small;"> </span></strong></div>
<p><strong><span style="font-size:x-small;"> </p>
<p></span></strong></p>
<p>Via dei matti numero zero. Trieste, parco di San Giovanni. Fu qui che lo psichiatra veneziano realizzò la sua &#8220;utopia&#8221;:</p>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><strong>rendere ai malati di mente i loro diritti di persone. Un modello che in seguito è stato copiato da tutto il mondo.</strong>Gli spaventapasseri piantati sull’erba del parco non spaventano nessuno. Proprio come i &#8220;matti&#8221; ciondolanti che lungo la strada incrociano studenti di Geologia e poche automobili che scendono in centro.<strong>Quei manichini variopinti disseminati un po’ ovunque sono l’ultima produzione della Sartoria Sociale Lister, dove operano volontari e &#8220;borsisti&#8221;, cioè utenti dei Servizi di salute mentale con contratto di lavoro. Il laboratorio artigianale, aperto 10 anni fa, sta all’ex &#8220;Padiglione M&#8221;. Poco più in là si aprono gli ambienti insonorizzati di &#8220;RadioFragola&#8221;, e le sedi delle cooperative sociali. Uscendo dall’edificio, ti puoi imbattere negli avventori del vicino storico bar-trattoria &#8220;Il posto delle fragole&#8221;, o incontrare i liceali che studiano sloveno.</strong>Siamo al San Giovanni, nella &#8220;casa senza chiavi&#8221; di Trieste. In questa verdissima città-giardino, immersa in un parco di 21 ettari, inaugurata proprio un secolo fa come &#8220;frenocomio civico&#8221;, negli anni ’70 scoppiava una vera e propria rivoluzione destinata a scardinare i cancelli della psichiatria. Proprio qui lo psichiatra veneziano <strong>Franco Basaglia</strong>, dal 1971, realizzò quella rivoluzione che avrebbe portato, nel maggio 1978, alla stesura della legge 180, da tutti conosciuta come &#8220;Legge Basaglia&#8221;, la fine dei manicomi e l’avvio di nuovi percorsi terapeutici, trasformando gli &#8220;internati&#8221; in cittadini.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><strong>«Qui accadde qualcosa che ha cambiato la nostra storia e che trascende di molto i dettati di una legge. Anzi, sono certo che se Basaglia fosse ancora vivo, se la prenderebbe non poco con chi ha chiamato così la 180. Una cosa è certa: in quegli anni, qui a Trieste, si ruppe per la prima volta e in modo non più riparabile il paradigma del manicomio e della secolare pratica psichiatrica. È cambiato il modo di vedere &#8220;la follia&#8221;».</strong>Esordisce così Giuseppe Dell’Acqua, &#8220;Peppe&#8221; per tutti, che dirige il dipartimento di Salute mentale di Trieste e vive in città da 35 anni, da quando Basaglia volle con sé quel giovane specializzato in psichiatria a Parma che avrebbe lavorato con lui per quasi 10 anni.</span></div>
<div></div>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"></p>
<div><strong><span style="color:#38579c;">Il diritto a non avere vergogna</span></strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong>«La 180 non è solo la chiusura dei manicomi, è molto di più: è la restituzione dei diritti dei cittadini ai malati mentali. È un’inversione culturale: non si parte più dalla malattia, ma dal malato. E questa conquista ha contagiato tutto il mondo della psichiatria, a livello mondiale. Se oggi si denunciano le situazioni d’abbandono in cui versano i pazienti o le loro famiglie, lo si può fare proprio perché la 180 ha affermato il diritto a non avere più vergogna della malattia mentale e a chiedere aiuto e cura».</strong></div>
<div><strong>Alla porta del parco campeggia ancora la statua blu in legno e cartapesta di &#8220;Marco Cavallo&#8221;, che fu il simbolo di quella rivoluzione, che raccolse &#8220;i bisogni radicali e ineludibili&#8221; degli internati al San Giovanni. Sfilando nel marzo del 1973 per le vie della città, con 700 tra operatori e ospiti del manicomio, urlò in faccia ai triestini e all’intero Paese che recludere i &#8220;folli&#8221; violandone i corpi era una violenza insopportabile.Basaglia capì che l’azione terapeutica aveva a che fare anzitutto con la restituzione della dignità della persona», dice Dell’Acqua. «Così, prima che fosse scritta, la 180 a Trieste veniva già applicata: i cancelli del manicomio, che contava 1.200 pazienti, vengono aperti dal 1972. In quell’anno nasce la prima cooperativa sociale, che ha tra i suoi soci persone provenienti dalla malattia mentale e dal disagio sociale. E intanto la città entra al San Giovanni, e lo fa con clamore». Il direttore ricorda lo storico concerto dentro queste mura del grande jazzista Ornette Coleman, nel 1974, seguito da una lunga serie di spettacoli e performance che ospitarono nel parco artisti come Gino Paoli, Giorgio Gaslini e Demetrio Stratos, il leader degli Area.</strong></div>
<p><strong>Ma, soprattutto, iniziò a funzionare il &#8220;modello triestino&#8221;, oggi studiato in tutto il mondo, la &#8220;presa in cura&#8221; della comunità e l’intervento nel territorio.</p>
<p></strong>«I primi due centri di Salute mentale aperti nel territorio risalgono ancora al 1975. Aperti 24 ore su 24, senza grate, né contenimenti. Qui nessuno è mai stato legato al letto», ricorda Dell’Acqua.</p>
<p>I centri oggi sono cinque e in ciascuno lavora un gruppo di 35 persone. Invece il Servizio di diagnosi e cura dell’ospedale civile, il &#8220;Pronto soccorso psichiatrico&#8221;, tanto per capirci, assomiglia molto di più a un appartamento arredato da una giovane coppia che a un reparto ospedaliero e, per 242 mila residenti nella Provincia di Trieste, bastano soltanto i suoi sei posti letto, uno psichiatra e 14 infermieri. </p>
<p>«Siamo forse l’unica città che non ha nemmeno un ospite in ospedale psichiatrico giudiziario, e contiamo sei Tso (Trattamenti sanitari obbligatori) per 100 mila abitanti, contro i 150 degli anni ’70». I suicidi, intanto, sono drasticamente diminuiti. E a Trieste gli &#8220;spaventapasseri&#8221; non mettono più paura</p>
<p>.<span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> Alberto Laggia<!-- /firma --><br />
</span><br />
3 500 000 di adulti hanno sofferto di un disturbo mentale negli ultimi 12 mesi</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">2 500 000 hanno avuto un disturbo d&#8217;ansia</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">1 500 000 un disturbo affettivo</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">50 000 undisturbo da sostanze alcoliche</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">8 500 000 di adulti hanno sofferto di qualche disturbo mentale nel corso della loro vita.</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">330/340 000 i pazienti con disturbi psichici ricoverati in ospedale</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">12 500 000 che fanno uso giornaliero di  prodotti psicofarmaci</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">9,1 % gli adolescenti ( 10%14 anni è affetto a disturbi psichici)</span></p>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">t</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </span></div>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </p>
<p></span> </p>
<p></span></p>
<p> </p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/letterealfuturo.wordpress.com/280/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/letterealfuturo.wordpress.com/280/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letterealfuturo.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letterealfuturo.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letterealfuturo.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letterealfuturo.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letterealfuturo.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letterealfuturo.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letterealfuturo.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letterealfuturo.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letterealfuturo.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letterealfuturo.wordpress.com/280/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letterealfuturo.wordpress.com&blog=2440466&post=280&subd=letterealfuturo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Mara Carfagna Ministra alle Pari Opportunita&#8217;. Lettrici e autrici di Lettere vi sentite rappresentate da lei?</title>
		<link>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/07/mara-carfagna-ministra-alle-pari-opportunita-lettrici-e-autrici-di-lettere-vi-sentite-rappresentate-da-lei/</link>
		<comments>http://letterealfuturo.wordpress.com/2008/05/07/mara-carfagna-ministra-alle-pari-opportunita-lettrici-e-autrici-di-lettere-vi-sentite-rappresentate-da-lei/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 21:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Audrey</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[1]]></category>

		<category><![CDATA[Add new tag]]></category>

		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[Carfagna]]></category>

		<category><![CDATA[Pari opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è stata resa nota la lista dei Ministri del nuovo Governo Berlusconi.
A Mara Carfagna è stato destinato il Dicastero delle Pari Opportunità, anzi per essere precise la dicitura esatta è &#8220;per la realizzazione delle Pari opportunità tra uomo e donna&#8221;.
Voglio chiedere alle donne che frequentano questo blog (sia come autrici che come lettrici) vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Oggi è stata resa nota la lista dei Ministri del nuovo Governo Berlusconi.</p>
<p>A Mara Carfagna è stato destinato il Dicastero delle Pari Opportunità, anzi per essere precise la dicitura esatta è &#8220;per la realizzazione delle Pari opportunità tra uomo e donna&#8221;.</p>
<p>Voglio chiedere alle donne che frequentano questo blog (sia come autrici che come lettrici) vi sentite rappresentate da Mara Carfagna, nel vostro progetto individuale e sociale di vita, per raggiungere una piena parità di dignità e di possibilità con la parte maschile della società?</p>
<p>Io voglio chiarire una cosa: la mia domanda (di cui non nascondo l&#8217;intento provocatorio e addirittura polemico) non nasce da un giudizio morale sulla Carfagna.</p>
<p>A me personalmente non interessa che questa fino all&#8217;altro ieri tentasse (peraltro con scarsi risultati)  di ballare, di mostrare le sue parti intime davanti al fotografo o di dare spettacolo in generale. Non è questo il punto.</p>
<p>Il punto è che questa donna non presenta all&#8217;interno del suo curriculum personale e professionale un solo atto a favore dello sviluppo della presenza femminile nella società. L&#8217;unico momento di notorietà sui giornali, nel corso della passata legislatura, l&#8217;ha avuto per la querelle tra Berlusconi e la moglie, in cui è stata coinvolta indirettamente con la Yespica, a causa dei complimenti ricevuti.</p>
<p>Io come donna italiana, cittadina di un paese che nell&#8217;Unione Europea viene come realizzazione delle P.O. solo prima di Malta, avrei gradito, sperato, auspicato che si volesse dare la giusta dignità a questo Dicastero.</p>
<p>Cosa ci possiamo aspettare da un personaggio di tale &#8220;levatura&#8221; politica quando verranno affrontati nodi cruciali per le donne, come la probabile revisione della 194, la procreazione assistita, le leggi a favore dell&#8217;imprenditoria e dell&#8217;occupazione femminile, le unioni civili?</p>
<p>Sinceramente a questo punto avrei preferito che avessero abrogato il Ministero.</p>
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			<media:title type="html">Audrey</media:title>
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		<title>Chi muore (Ode alla vita) poesia di Pablo Neruda</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 06:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriano49</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[
foto by Adriano 2004
da &#8221; Non Solo Aforismi -Parole per pensare
 
 
 
 
 Lentamente muore chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. 
Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce
il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;"><a href="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/isola-delba-042.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-277" src="http://letterealfuturo.files.wordpress.com/2008/05/isola-delba-042.jpg?w=300&h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;">foto by Adriano 2004</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;">da &#8221; Non Solo Aforismi -Parole per pensare</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> <strong><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;">Lentamente muore chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine,<br />
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,<br />
chi non cambia la marcia, chi non rischia<br />
e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce</span><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;">. </span></strong></p>
<p><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;"><strong>Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.<br />
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce<br />
il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,<br />
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,<br />
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,<br />
quelle che fanno battere il cuore <br />
davanti all&#8217;errore e ai sentimenti.</strong></span></p>
<div><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;"><strong>Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, <br />
chi è infelice sul lavoro, </strong></span><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;"><strong>chi non rischia la certezza per l&#8217;incertezza,<br />
per inseguire un sogno,<br />
chi non si permette almeno una volta nella vita<br />
di fuggire ai consigli sensati. </strong></span><span style="font-size:x-small;color:#006699;font-family:Verdana;"><strong>Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, <br />
chi non ascolta musica,chi non trova la grazia in se stesso.<br />
Muore lentamente chi distrugge l&#8217;amor proprio, <br />
chi non si lascia aiutare.<br />
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi <br />
della propria sfortuna o della pioggia incessan