Lettere Al Futuro

27 febbraio 2016

Canzone per un….amico

Filed under: Canzoni,giovani,memoria — annuska62 @ 22:29

20160227_203636

IN MORTE DI L.A.

…La dolce estate

era già cominciata

vicino lui sorrideva,

vicino lui sorrideva… 

Non lo sapevi

che c’era la morte,

quando si è giovani è strano 

poter pensare

che la nostra sorte

venga e ci prenda per mano,

venga e ci prenda per mano… 

Vorrei sapere a che cosa è servito

vivere, amare, soffrire, 

spendere tutti i tuoi giorni passati

se  presto hai dovuto partire,

se presto hai dovuto partire… 

Voglio però ricordarti com’eri

pensare che ancora vivi

Voglio pensare

che ancora mi ascolti

e che come allora sorridi

e che come allora sorridi

 

10 gennaio 2016

Nel futuro c’è speranza

Filed under: PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 01:17
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futuro

Marisa oggi ha scritto che provava un po’ di nostalgia per questo vecchio blog che ne ha visto di storie, ma appartenevano ad un tempo lontano, quando il futuro era speranza.

Sara invece la speranza l’ha perduta e non crede più che si possa riportare in vita un blog morto e sepolto da anni di disillusioni.

Io allora ci credevo, lottavo con le parole, lottavo con le convinzioni, faticavo ancora per trovare la mia strada, troppo vecchia ma mai doma. Oggi sono stanca. Guardo il sorriso di quei bambini, ragazzi, donne e uomini che hanno lasciato il nido e che vagolano nel mondo. Sono loro la nostra speranza, sono loro il futuro. Ma io rimango indietro, fatico a capire, sono incapace di intrecciare le fila della realtà che mi circonda.

Gianluca, uno dei miei ragazzi “adottati” nei miei percorsi, il musicista, il poeta, mi ha dedicato il suo ultimo libro scrivendo: “Alla madre che tutti sognano, ad una persona unica e cara, ad una madre, donna magnifica”. Non pensò di meritarmi tanta considerazione. Ho dato poco, e quel poco è solo amore.

Di mio figlio, vivo di più le sue lunghe assenze, le vivo con un senso di calma e di inevitabilità, quanto torna per qualche giorno provo ansia di non potergli dire tutto quello che vorrei, tutto ciò che dovrei e mi sento frustrata è inadeguata. Credo che lui lo capisca, credo di non riuscire a nascondere il mio vivere in apnea quando l’ho vicino e so che deve ripartire. Anche questo è il mio modo di amare, un modo strano e perverso, che non mi consente di esprimerlo, e vorrei potermi scusare, ma non trovo le parole.

Cecilia è la mia figlia adottiva giornalista, anche lei raccolta per via, quando parliamo assieme nel suo viso mi rifletto come in uno specchio. Mi ricorda le mie glorie e tutti i miei errori, le mie fatiche e la voglia di emergere dalla mediocrità e dalla noia. La ricerca della libertà  con la necessità di condividerla con gli altri. Poi ho imparato che per essere liberi bisogna imparare ad essere soli. Lei ancora non lo sa e spero che non lo sappia mai.

Ho altri figli, che ad onor del vero, non sono miei in senso stretto, li amo solo come tali. In questo momento storico così complesso e di difficile comprensione, la speranza è l’unica cosa che io devo a loro. La mia generazione è costretta a non abbandonare la scena, a non mollare la presa, siamo responsabili dei sogni delusi, siamo quelli che sapevano che c’era un sentiero, ma l’abbiamo perduto, si è trasformato in un deserto di sabbia ed il vento tumultuoso ci ha accecato e ha cancellato ogni traccia.

I miei ragazzi non hanno troppo futuro, hanno pochi sogni, poche speranze, si arrabattano per restare a galla, eppure sono belli, hanno sguardi puliti, l’aria saggia di chi ha già visto troppo, ma ancora cieli azzurri da vedere, aria leggera da respirare. Io ho poco da offrire: qualche carezza, qualche sorriso, un abbraccio pronto assieme ad un amore profondo e senza vincoli. Sogno di poterli ancora difendere dagli incubi e dall’amarezza. Sogno di poter cambiare per loro ancora questo mondo e di riconsegnare loro la speranza nel futuro.

Io so bene che non ho questa possibilità, non ho più storia davanti eppure so che molti di loro sanno che se girano lo sguardo mi possono vedere, sanno che hanno qualcuno su cui contare e fare affidamento, sanno che io non tradisco, che ci sono e sono con loro fino all’ultimo respiro. Sanno quello che io non ho mai avuto la possibilità di sapere: che l’amore rimane sempre, anche oltre la vita.

28 maggio 2015

Ti ricordo come eri…

Filed under: Canzoni,lettera,Poesie — annuska62 @ 00:30

Ti ricordo come eri nell’ultimo autunno.

Eri il berretto grigio e il cuore in calma.

Nei tuoi occhi lottavano le fiamme del crepuscolo.

E le foglie cadevano nell’acqua della tua anima

…..(P. Neruda)
Vorrei poterti sentire ancora ….
Play it again S.

24 luglio 2014

shalom

Filed under: Canzoni,DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 11:40

SHALOM

C’è un tempo per combattere e un un tempo per sognare,
un tempo per raccogliere, uno per seminare;
e un tempo per andarsene:
ora quel tempo è mio, arrivederci padre, illuminato da Dio.
Un dio che sollevava il mare come una punizione,
per distinguere gli altri uomini dalla sua vera nazione:
ma padre, qui, c’era un popolo, piantato nella terra,
e la terra non può darla Dio, ma la fame, l’amore di averla.

Come mi pesa questo canto, padre, tu non sai quanto!
Ma non lo senti che è più forte la vita della morte?
Shalom, padre, shalom, io vado via.
Ma dov’è casa mia?

A furia di tenerci insieme per salvare quel che siamo,
ci mancan, padre, gli altri, gli altri,
quello che noi non siamo;
ci manca, anche se avessimo soltanto noi ragione,
l’umiltà di non vincere che fa eguali le persone.

E invece li strappiamo via in nome del signore,
come sterpaglia e funghi d’acqua,
nati qui per errore,
dovesse mai succederci,
ad esser troppo buoni di fare,
chissà poi per chi, la figura dei coglioni.

Arrivederci padre o forse addio: mio nonno, era mio nonno il padre mio!

Dio come brucia questo canto brucia più del mio pianto,
padre perdonami, ma è più forte la vita della morte;
shalom, padre, shalom, io vado via.
Ma dov’è casa mia?
Arrivederci padre o forse addio:
era mio nonno il vero padre mio,
cancellato come un numero dalla lista delle spese,
ma così tanto più grande delle offese.

Dio, se mi brucia questo canto brucia più del mio pianto,
ma tu non senti che è più forte la vita della morte;
shalom, padre, shalom, io vado via.
Ma dov’è casa mia?

21 luglio 2014

“…padre, qui, c’era un popolo, piantato nella terra……!

Filed under: Canzoni,DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 21:48

“…padre, qui, c’era un popolo, piantato nella terra,
e la terra non può darla Dio, ma la fame, l’amore di averla…”

E ora, più che mai ,vorrei sentire un nuovo canto, da tutti gli israeliani che rifiutano la politica di morte di Netanyahu:

 

“Shalom, padre Shalom, io vado via questa QUESTA TERRA NON E’ PIU’CASA MIA.

 

 

 

 

 

Ps: non me ne voglia Vecchioni, ma bisogna avere coraggio di prendere una posizione decisa di condanna e rifiuto della politica di questo stato nazista che si nasconde ancora sotto il ” velo della SHOAH “,  che non è altro, se non un nuovo insulto alla morte di 6 milioni di persone.

16 luglio 2013

Master of war

Filed under: Canzoni,DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 20:06

Art.11  della Costituzione Italiana afferma:

L’ Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…

Forse il Senato ignora la  nostra Costituzione??????

“ViA LIBERA DEL SENATO AGLI F35

Approvata la mozione di maggioranza con 202 si,  55 n0 e 15 astenuti!

Master of war

Come you masters of war

You that build all the guns

You that build the death planes

You that build all the bombs

You that hide behind walls

You that hide behind desks

I just want you to know

I can see through your masks.

You that never done nothin’

But build to destroy

You play with my world

Like it’s your little toy

You put a gun in my hand

And you hide from my eyes

And you turn and run farther

When the fast bullets fly.

Like Judas of old

You lie and deceive

A world war can be won

You want me to believe

But I see through your eyes

And I see through your brain

Like I see through the water

That runs down my drain.

You fasten all the triggers

For the others to fire

Then you set back and watch

When the death count gets higher

You hide in your mansion’

As young people’s blood

Flows out of their bodies

And is buried in the mud.

You’ve thrown the worst fear

That can ever be hurled

Fear to bring children

Into the world

For threatening my baby

Unborn and unnamed

You ain’t worth the blood

That runs in your veins.

How much do I know

To talk out of turn

You might say that I’m young

You might say I’m unlearned

But there’s one thing I know

Though I’m younger than you

That even Jesus would never

Forgive what you do.

Let me ask you one question

Is your money that good

Will it buy you forgiveness

Do you think that it could

I think you will find

When your death takes its toll

All the money you made

Will never buy back your soul.

And I hope that you die

And your death’ll come soon

I will follow your casket

In the pale afternoon

And I’ll watch while you’re lowered

Down to your deathbed

And I’ll stand over your grave

‘Til I’m sure that you’re dead.

Masters Of War

Venite padroni della guerra

Voi che costruite i grossi cannoni

Voi che costruite gli aeroplani di morte

Voi che costruite tutte le bombe

Voi che vi nascondete dietro i muri

Voi che vi nascondete dietro le scrivanie

Voglio solo che sappiate

Che posso vedere attraverso le vostre maschere

Voi che non avete mai fatto nulla

Se non costruire per distruggere

Voi giocate con il mio mondo

Come se fosse il vostro piccolo giocattolo

Voi mettete un fucile nella mia mano

E vi nascondete dai miei occhi

E vi voltate e correte lontano

Quando volano le veloci pallottole

Come Giuda dei tempi antichi

Voi mentite e ingannate

Una guerra mondiale può essere vinta

Voi volete che io creda

Ma io vedo attraverso i vostri occhi

E vedo attraverso il vostro cervello

Come vedo attraverso l’acqua

Che scorre giù nella fogna

Voi caricate le armi

Che altri dovranno sparare

E poi vi sedete e guardate

Mentre il conto dei morti sale

Voi vi nascondete nei vostri palazzi

Mentre il sangue dei giovani

Scorre dai loro corpi

E viene sepolto nel fango

Avete causato la peggior paura

Che mai possa spargersi

Paura di portare figli

In questo mondo

Poiché minacciate il mio bambino

Non nato e senza nome

Voi non valete il sangue

Che scorre nelle vostre vene.

Che cosa sono io per parlare quando

Non è il mio turno?

Direte che sono giovane

Direte che non ne so abbastanza.

Ma c’è una cosa che so

Anche se sono più giovane di voi:

So che perfino Gesù

Non perdonerebbe quello che fate

Voglio farvi una domanda:

Il vostro denaro vale così tanto

Vi comprerà il perdono

Pensate che potrebbe?

Io penso che scoprirete

Quando la morte esigerà il pedaggio

Che tutti i soldi che avete accumulato

Non serviranno a ricomprarvi l’anima

E spero che moriate

E che la vostra morte giunga presto

Seguirò la vostra bara

In un pallido pomeriggio

E guarderò mentre

Vi calano giù nella fossa

E starò sulla vostra tomba

Finché non sarò sicuro che siate morti.

31 maggio 2013

Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio…….

Filed under: Canzoni,DemocraziaAlFuturo,memoria — annuska62 @ 23:53

Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto  troppo coraggio…….

                                                     Dormi sepolto in un campo di grano

                                                                                    non è la rosa, non è il tulipano

                                                             che ti fan veglia dall’ombra dei fossi

                                                                               ma sono mille papaveri rossi.

ciao Franca

ciao Sandro

30 maggio 2013

Come ho fatto a stare tanto senza te

Filed under: Canzoni — annuska62 @ 23:54

E’ trascorso un anno, il ricordo come il dolore non si attenua.

Mi ritrovo a cercarti ancora alla fermata, cercare il tuo sorriso e la tua ironia che sapeva trasformare una pessima giornata in una nuova opportunità (dote davvero rara).

Purtroppo mi hai lasciato orfana e a volte incapace di interpretare e digerire alcune verità.

E’ tutto così difficile  e decisamente ingiusto.

.

26 dicembre 2012

Quando la morte avrà…..

Filed under: buone intenzione,Canzoni,memoria — annuska62 @ 18:41

Ho riletto a distanza di un anno il tuo messaggio di auguri e la mia risposta, un pò banale, quasi che in quelle parole potessi scorgere chissà quale verità, quale spiegazione razionale a quello che è successo, ma non è stato così. C’è solo un grande vuoto, che non riusciamo a colmare in nessun modo, perché nulla al mondo potrà restituirci la tua “fisicità”, la tua presenza così assordante, ma al tempo stesso, così incapace a collocarti in una dimensione meno caotica e conflittuale, dove per noi sarebbe stato più facile starti vicino. A noi rimane per ora  il silenzio, quando la ferita non farà così male, forse sarà il tempo delle parole.

16 agosto 2012

…non possono dire che non ci abbiamo mai provato

Filed under: Canzoni,memoria — annuska62 @ 16:20

Era un Capodanno come molti altri, ma il fatto, che i miei genitori s’erano rifiutati di farmi uscire con i miei nuovi amici, mi aveva reso furiosa. Non era possibile, mio fratello poteva uscire senza dire dove andava, ne con chi, mentre io dovevo convocare i miei amici (magari in giacca e cravatta), per farli “conoscere-processare “a mia madre e a mio padre (nuovi membri della Santa Inquisizione)

Mai e poi mai, mi sarei piegata a questo diktat-ricatto.

Così dopo aver urlato tutta la mia contrarietà, verso questo “mondo così ottuso e maschilista”, sono uscita dicendo che non sarei rientrata e che sarei andata da Ross.

Lei mi accolse come sempre, cercando di placare le mie ire, offrendomi in compenso la possibilità di andare con i suoi amici in una discoteca .

L’idea di andare a ballare non mi convinceva, ma rimanere a meditare su tutte quelle ingiustizie, mi sembrava ancora più insensato. Così decisi, mi unii a loro.

Devo ammetterlo, nonostante tutte le nostre buone intenzioni, non avevamo l’aria di una spensierata compagnia da discoteca, sembravamo più “l’armata Brancaleone” riesumata.  Forse era il nostro modo di vestire, o forse più semplicemente le nostre “facce” a non farci sembrare dei veri amanti della discoteca. Il locale poi, era decisamente deprimente, luci soffuse per nascondere tutte le pecche/irregolarità, festoni e tendaggi consunti dal tempo.

Appena entrati ci siamo resi conto che la nostra Armata non avrebbe potuto trovar ambientazione “migliore”. Così tra scherzi e battute ci siamo appartati in una zona rimasta deserta per lasciarci letteramente sprofondare, per non dire risucchiare dalle sgangherate poltroncine.

Tutto lasciava presagire il Capodanno più sfigato del secolo e decisamente il più noioso.

Sandro, gran animatore di tante serate, capì che l’unica  soluzione era di capovolgere la situazione a nostro favore, trovare il divertimento in tutto quello che stava succedendo portandoci ad aspettare con ansia il paradosso.

Ad ogni spiffero gelido che ci percorreva le ossa, Sandro ci preparava ad affrontare gli orsi polari che sicuramente prima o poi sarebbero usciti dai tendaggi.

Quando le luci cominciarono a spegnersi per dei guasti all’impianto elettrico, lui ci convinse che tutto era stato programmato e che l’oscurità serviva a nasconderci alle fauci degli orsi. Anche quando l’impianto stereo si suicidò, esalando l’ultima nota, lui ci convinse che giustizia era fatta, e che finalmente avremmo potuto discutere, senza essere perseguitati da tutta quella musica.

Alla fine quel “tragico” Capodanno decise di concludersi in un’estenuante gelida scarpinata, dopo innumerevoli richieste di autostop rimaste purtroppo inattese.

Dopo tanti anni, posso confermare, che a tutti noi rimarrà per sempre, il ricordo di quella serata e senza ombra di dubbio la certezza:

1) che” la fortuna è cieca, mentre la sfiga ci vede benissimo”,

2) che non tutte le Armate possono cercare la loro “normalità” in una decrepita discoteca,

3) ma soprattutto, nessuno potrà dirci ” che non ci abbiamo mai provato….”

Un ringraziamento particolare lo dedico a Sandro, che ha saputo trasformare quella serata in uno dei più divertenti e sconclusionati Capodanno mai trascorsi (con la certezza che non sarà più al nostro fianco a capovolgere la realtà ), ed uno ai Rolling Stones per quell’ultima bellissima canzone morta suicida in discoteca.

http://youtu.be/-ThGBEOdh00

ANGIE

Angie, Angie, when will those clouds all disappear?
Angie, Angie, where will it lead us from here?
With no loving in our souls and no money in our coats
You can’t say were satisfied
But Angie, Angie, you can’t say we never tried
Angie, you’re beautiful, but ain’t it time we said goodbye?  Angie, I still love you, remember all those nights we cried?
All the dreams we held so close seemed to all go up in smoke
Let me whisper in your ear:
Angie, Angie, where will it lead us from here?
Oh, Angie, don’t you weep, all your kisses still taste sweet
I hate that sadness in your eyes
But Angie, Angie, ain’t it time we said goodbye?
With no loving in our souls and no money in our coats
You can’t say were satisfied
But Angie, I still love you, baby
Everywhere I look I see your eyes
There ain’t a woman that comes close to you
Come on baby, dry your eyes
But Angie, Angie, ain’t it good to be alive?
Angie, Angie, they can’t say we never tried

Angie

Angie, Angie, quando scompariranno queste nuvole scure?
Angie, Angie, dove ci porterà il destino?
senza un briciolo d’amore nelle nostre anime e senza un soldo nelle tasche dei nostri cappotti
tu non puoi dire che siamo soddisfatti
ma Angie, Angie, non puoi dire che non abbiamo mai provato Angie, tu sei bella, ma non è il momento di dirsi addio
Angie, io continuerò ad amarti, ricordando tutte quelle notti in cui abbiamo pianto
tutti i sogni che tenevamo stretti sembravano finire in fumo
lasciami sussurrare nelle tue orecchie
Angie, Angie, dove ci condurrà il destino
Angie, non piangere, tutti i tuoi baci hanno ancora un sapore dolce
odio vedere la tristezza nei tuoi occhi
Ma Angie, Angie, non è il momento di dirsi addio, senza un briciolo d’amore nelle nostre anime e senza un soldo
nelle tasche dei nostri cappotti
tu non puoi dire che siamo soddisfatti
Ma Angie, io ti amo ancora e dovunque io guardi vedo i tuoi occhi
non c’è nessuna donna che si avvicini tanto a te
e dai, asciugati gli occhi
Ma Angie, Angie, non è un bene essere vivi?
Angie, Angie, non possono dire che non ci abbiamo mai provato

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