Lettere Al Futuro

10 gennaio 2008

Caro papà, ti scrivo …. (Lettere al passato)

Filed under: Lettere — rossaurashani @ 15:44

Caro papà, ti scrivo, anche se oggi che non ci sei più  e dopo  così tanto tempo.  Questa lettera  è il segno che l’irrisolto fra noi non è ancora risolto, anche se ormai la mia ragione è scesa a patti con il mio cuore.

Non provo dolore per la tua assenza, la nostra storia non ce lo consente, provo piuttosto un sordo rimpianto per non aver avuto più tempo per conoscerti (col mio cuore di donna) e per perdonarti (con quello da bambina).

Oggi comprendo, con la ragione, la tua figura di padre inflessibile e padrone, eri un uomo di altri tempi, provato dalla guerra e dalla prigionia, approdato alla famiglia con una donna più giovane, innamorata e tanto spaventata. Hai avuto cinque figli, tante responsabilità, tante fatiche e per giunta non ti sei fatto mancare una figlia che ha messo a dura prova la tua autorità.

Sono stata l’unica che hai tenuto in braccio e con cui burberamente hai giocato, lo dice anche oggi la mamma, ma lei non si ricorda più che lo facevi perchè io te lo imponevo, perchè ti salivo in braccio a forza e non mi facevo allontanare, perchè ti costringevo ad un’attenzione che tu forse non provavi, perchè con te mi sentivo come un animaletto insignificante ma che sopportavi perchè in qualche modo lusingava il tuo orgoglio di uomo.

Volevo essere un maschio per rivaleggiare con mio fratello più grande che era il tuo erede, il tuo orgoglio, ma tu non mi vedevi. Crescevo senza smancerie, veloce ed essenziale, per soddisfare il tuo amor proprio, ma tu non mi vedevi. Brava a scuola, anche se ribelle, pronta di intelletto e di parola, ma tu non mi vedevi. Poi, la famiglia si ampliò, nacquero i miei fratelli, i figli del caso, quelli che mi hanno dato la forza di crescere e di evolvermi, non più la creatura che pendeva dalla tua bocca o da un tuo gesto,  ma la gatta che protegge i suoi gattini. Non mi vedevi e la consolazione era che non ero più l’unica.

Ti parlavo per interposta persona, e questo durò per anni e anche tu rispondevi attraverso mia madre, non mi potevi accettare perchè avresti dovuto capitolare ad una vile debolezza . Allo stesso modo che usavi per allontanarmi quando ti chiedevo una carezza. Avevo avuto bisogno di te, ma ormai era cosa passata, ero oltre, entrata nel mio futuro, senza di te.

Papà, quanti anni hai perso dell’infanzia dei tuoi figli, a quante cose hai rinunciato dell’amore della mamma, quante aspettative e delusioni intorno a te, ma tu non hai saputo mai parlare d’amore, parlare da padre, condividere da marito, comunicare.

I tuoi silenzi ci ferivano le tue parole ci uccidevano. Ho dovuto crescere per trovare la chiave, diventare donna, allontanarmi da te e finalmente incontrarti…. Eri all’ospedale, di fronte ad una grave operazione, ricordi? La mamma era appena tornata a casa dallo stesso ospedale, dopo un grave intervento. Nessuno poteva assisterti, se non la figlia ribelle, quella con cui non hai mai parlato. Ti dissi: ” Vedi papà, tu ci hai sempre allontanato, hai sempre pensato che eri tu che ci avevi dato la vita e che sei tu a dover provvedere a noi, ma si arriva ad un’età in cui tu, genitore,  diventi figlio dei tuoi stessi figli, se hai investito in loro, ti viene riconosciuto e ritornato, se tutto questo è un involucro vuoto, solo vuoto puoi avere.”

Mistero della paura e del male. Diventasti un altro, un uomo avvicinabile, anche, quasi, pronto al sorriso, Dio o il caso ti aveva ridato la parola, ti aveva cambiato gli occhi, ti aveva donato una bocca.

Furono i nostri figli a conoscerti di più ed era già molto. Ma perchè non ti sei liberato del tuo involucro quanto te lo chiedevamo noi e ne avevamo bisogno? Perchè penso ancora che ti devo perdonare? Perchè pensavo di essere passata oltre ed invece non era così?

Oggi mi accorgo anche del mio errore, forse se avessi insistito, se non mi fossi stancata, se avessi lottato di più per entrare nella tua corazza, se ti avessi ascoltato quando chiedevi un aiuto per lasciare indietro  il passato, se avessi avuto la coscienza della tua sconfitta, oggi ti piangerei come il padre perduto, con il languore di una figlia dolente e non con la rabbia di una bambina delusa.

Mi hai insegnato la rettitudine, l’onesta, la perseveranza, la dedizione per il lavoro, la critica, l’autonomia e in contrappunto la battaglia per l’amore, per la giustizia, la forza della comprensione, la dolcezza, l’introspezione, il valore degli affetti. A questo punto cosa posso dire: “Grazie, papà, per quello che mi hai dato e per tutto quello che ti ho rubato e scusa se sarò sempre la tua figlia ribelle, la tua peggiore nemica, in tutto questo leggici l’amore inespresso dei nostri due cuori in burrasca.” 

Tua figlia

…………….

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27 commenti »

  1. Stupendo.
    I momenti migliori della mia vita sono quelli che ho passato e passo con i miei figli.
    Un tempo, spesso, i padri erano così.
    Era così mio nonno, ad esempio, tenerissimo con me ma durissimo con suo figlio.
    Forse quelle geenrazioni hanno cnosciuto tanto orrore, tanto dolore, da aver dimenticato quanto è importante per sè e per gli altri abbssare le difese. O forse, era un retaggio di quella cultura, non so…
    Chissà perchè è stata sempre scambiata per debolezza la cosa più semplice ed importante che abbiamo nella vita: L’amore.

    Un abbraccio commosso
    Mister X di Comicomix

    Commento di Comicomix — 10 gennaio 2008 @ 16:04 | Rispondi

  2. hai descritto il rapporto che ho con mio padre.. che persiste invariato negli anni..:(

    Commento di unblogindue — 10 gennaio 2008 @ 16:12 | Rispondi

  3. Quando ero molto piccola, mi hanno raccontato, mio padre era come oggi lo vedo con i miei figli… del mio rapporto con lui nei miei ricordi invece ci sono solo le cose che tu hai così bene descritto… oggi i miei mostriciattoli hanno un po’ cambiato le cose… la mia infanzia, la mia adolescenza e la mia vita sino ad oggi sono state vissute con un uomo che non conosco e a cui imparo oggi a voler bene come nonno ma che mi manca come padre…

    Commento di lisa72 — 10 gennaio 2008 @ 16:33 | Rispondi

  4. Per unblogindue
    Potrei darti solo un consiglio, se possibile battiti, fagli riconoscere il suo vero valore e il valore di sua figlia. Non oso credere, ma in fondo ci credo, le forzature che mi portavano tra le sue braccia inerti, forse sono stati i momenti più belli dall’infanzia di tutti i suoi figli. Forse si sentiva amato e forse si difendeva allontanandomi, allontanando per lo stesso motivo anche mia madre, forse solo per paura di soffrire, di dimostrarsi debole. Sai solo una volta l’ho visto piangere ed è stato quando è mancato mio marito al quale voleva bene come un figlio. Forse era il tempo che la corazza si era dissolta o forse stava imparando l’amore.

    Commento di rossaurashani — 10 gennaio 2008 @ 17:27 | Rispondi

  5. Grazie Ross, come sempre ribadisci la tua grande sensibilità.. spero che prima o poi la situazione cambi.. anche io faccio gesti per portarlo a me, ma si percepisce che non c’è volontà da parte sua e.. non mi sento voluta bene, mai.. 😦

    Commento di unblogindue — 10 gennaio 2008 @ 19:48 | Rispondi

  6. Bellissima lettera. Penso che molti possano riconoscersi in essa, con qualche modifica, con la madre come protagonista al posto del padre.
    I genitori spesso sono bambini che fingono di essere grndi, ma i bambini veri hanno bisogno di un adulto che non finga…

    Commento di Uyulala — 10 gennaio 2008 @ 21:36 | Rispondi

  7. ODDIOOOOOOOOOOO…MA COME TI VENGONO IN MENTE STE PAROLE????SEI TROPPO BRAVA!!!CMQ BELLISSIMA LETTERA

    Commento di ASIA — 28 ottobre 2008 @ 22:53 | Rispondi

  8. posso solo dirti che ti capisco..

    Commento di cele — 2 gennaio 2009 @ 18:23 | Rispondi

  9. BELLISSIMA!!!! VERAMENTE BRAVA!!! NN HO PAROLE PER ESPRIMERE IL MERAVIGLIOSO SENTIMENTO CHE HAI ELTTORI DI QUESTA LETTERA FAI PROVARE!!! STUPENDA VERAMENTE!!! UN BACIO

    Commento di DENISE — 18 gennaio 2009 @ 14:01 | Rispondi

  10. mio padre è morto due settimane fa, questa lettera mi ha fatto riflettere molto..mio padre nonostante la sua giovane età era molto simile al tuo, mai una carezza, mai una parola, per lui esisteva solo il lavoro, lavoro, lavoro, soltanto lì riusciva ad esprimere quello che aveva dentro, forse per timidezza o “ignoranza”….nn saprei, l’unica cosa che sò è che ci ha lasciato un vuoto incolmabile e tanta amarezza….è andato via senza lasciarci niente, pur sapendo che ci avrebbe lasciati…

    Commento di faby — 13 febbraio 2009 @ 14:19 | Rispondi

  11. Cara Faby non ho parole per consolare il tuo dolore, che conosco così bene, non ci sono parole che abbiano questa capacità, però esiste la riflessione e la percezione, che ognuno di noi dovrebbe applicare in questi frangenti. Io ho sofferto di non avere un vero padre, o almeno il padre che sognavo di avere, sicuramente essendo di un’altra generazione da quella che sei tu, ho avuto un padre padrone più che un padre affettuoso, eppure è sempre stato mio padre con le sue molte mancanze e i suoi difetti, ma anche esempio per qualità che oggi fanno parte della mia vita.
    La percezione che applico è questa, io che ho sofferto la sua mancanza oggi sono una madre presente ed attenta, protettiva ma anche incoraggiante…. purtroppo mio figlio ha perso il papà che era bambino, quindi gli resto solo io. Ho imparato anche questo da mio padre è non è una brutta cosa. Ho imparato inoltre che pur nelle difficoltà, lui ha sempre avuto un’indole forse un pò rigida, ma inflessibilmente onesta e questo è una qualità che apprezzo moltissimo.
    Ricorda tuo padre come meglio pensi, qualche volta incazzati con lui, in un dscorso diretto ed esplicito, ormai nulla giova tenersi il dolore dentro. Per le sue mancanze avrà sicuramente sofferto più lui, di quanto hai sofferto tu. Personalo se puoi.
    Ross

    Commento di rossaura — 13 febbraio 2009 @ 15:10 | Rispondi

  12. ….io non ho da perdonarlo, non sono arrabbiata con lui, o meglio….un pò si lo sono, ma perchè avrei voluto, soprattutto in quest ultimo periodo, che parlasse di +, che mi esprimesse i suoi pensieri le sue paure, questa è la cosa che più mi ha fatto male non sapere…..come aiutarlo! Fino all ultimo giorno, all’ultima ora…..all’ultimo minuto, ha fatto il padre di famiglia, ci ha protetti fino alla fine.

    Commento di faby — 13 febbraio 2009 @ 16:45 | Rispondi

  13. Cara faby, quello che ha fatto è una gran prova d’amore e così la devi accettare.
    Io non so che età hai, suppongo giovane, suppongo anche che non hai figli, perchè se tu li avessi sapresti capire di più. Un padre o una madre, in genere lo sono per sempre e rispamiano ai loro piccoli, se è possibile il difficile della vita.
    Ma da quello che dici, vedo che pian piano ci arrivi anche tu.
    Mi spiace per il dolore che provi, lascialo scorrere forse ti sarà più facile andarne a patti.
    Un abbraccio
    Ross

    Commento di rossaura — 16 febbraio 2009 @ 00:32 | Rispondi

  14. Ciao rossaura…….non so come ringraziarti per le parole che mi hai scritto, non so neanche perchè ti ho scritto, sono capitata per caso in questo sito, sei stata l’unica che mi hai dato un pò di serenità in questo buio, grazie davvero tanto a presto Faby

    Commento di faby — 16 febbraio 2009 @ 18:01 | Rispondi

  15. Ciao Faby, mi fa piacere di averti teso una mano in un momento così difficile. Ti lascio il mio indirizzo mail ponza_2003@libero.it perchè se vuoi parlare in privato e sfogarti un pò sono disponibile ad ascoltarti. Non ti preoccupare a volte è più facile parlare con le persone sconosciute che con gli amici e i familiari, lo so l’ho provato anche io. Se ti serve usa una mail, ti risponderò.
    Cerca di stare serena
    ross

    Commento di rossaura — 16 febbraio 2009 @ 18:22 | Rispondi

  16. ma mia e stupenda questa lettera le parole mi sembra che ti sono uscite dal cuore mi sembra tanto che sei una scrittrice di lettere ok llora ancora complimenti kiss

    Commento di anna — 7 ottobre 2009 @ 12:15 | Rispondi

  17. nn è un grankè cm lettera; nn nel contenuto ma nel linguaggio. cmq è molto sensibile x un padre diviso

    Commento di francesca — 22 ottobre 2009 @ 16:30 | Rispondi

  18. wow favoloso…ho pianto x tutto lo sfogo che hai manifestato su una pagina piena di dolore..mi sono uscite le lacrime senza che io me ne accorgessi perchè ero troppo occupata a leggere questa meraviglia…mi dispiace che tuo padre nn ha saputo averti veramente cn tutto l’amore possibile ed immaginabile…sn una ragazza di 11 anni e cn mio padre ho un rapporto favoloso… ho la fortuna, grazie a dio di ricevere da un padre un amore eterno e bellissimo…senza inceppi di dolore.. mi dispiace veramente tutto ciò che nn ti è stato dato da un padre … vado a dormire..buona notte ciauuu!!!

    Commento di gigia — 8 dicembre 2009 @ 23:24 | Rispondi

    • Cara Gigia è bellissimo il rapporto che hai con tuo padre, ne sono felice, probabilmente è il rapporto che avrei voluto con il mio, ma purtroppo i tempi erano diversi ed io appartengo ad una generazione che ha avuto problemi con i propri genitori, mentre ha cercato di non averne con i propri figli. Non so quale sarebbe la lettera che potrebbe scrivere mio figlio a me, ora che è adulto. Posso solo sperare che sia una lettera bella come la tua. Un bacio a te e anche al tuo babbo e se puoi digli che gli vuoi bene, ne sarà più che felice.
      Ross

      Commento di rossaurashani — 10 dicembre 2009 @ 00:10 | Rispondi

  19. Leggo ora, questa tua accorata “lettera a Papà”, Lady @Ross .
    Non ho parole, non ci sono parole da dire !
    Ribelle ? Incompresa ? In ritardo nella reciproca comprensione e nell’ affetto esteriore ricambiato ?
    Nel rimpianto amaro, forse sì !
    Nel tuo cuore di Donna e Bambina certamente “nò”, poichè da lì tuo Padre non si mosse mai !!! Nè da quel prezioso scrigno si muoverà mai più, per sempre ormai !!!

    Commento di cavaliereerrante — 31 ottobre 2010 @ 10:45 | Rispondi

    • Non è poi così facile lasciarsi andare alla comprensione e a quel sentimento che è l’amore postumo e senza risposta, ma ho comunque capito ed accettato.
      Lui non poteva dare di, più ero io a pretendere troppo. Così per tutta la vita non mi sono stupita se dovevo accettare a volte solo le briciole di un sentimento. Come mi aveva insegnato lui io ero poca cosa. Ho dovuto lottare molto per capire che non era così, che l’amore è un diritto e con mio figlio sono stata talmente diversa da non sembrare neanche per sbaglio sua figlia.
      Ricordi questa canzone? Molte donne lo sanno quanto è vera.

      Commento di rossaurashani — 3 novembre 2010 @ 01:17 | Rispondi

  20. Ehm, Lady Ross, credo che il Cavaliere sia giunto qui guidato dal link che postai da me: troppo pieno di vita e di cuore questo post per non invitare chi mi legge a a riflettere su quanto hai scritto.

    Commento di Ifigenia — 31 ottobre 2010 @ 13:25 | Rispondi

    • Grazie Ifigenia, come hai capito i due post che ti ho segnalato non mi andava di riproporli sull’altro blog. Troppo privati,troppo dolorosi. Però lo so che aprono ferite anche in altre donne e che aiutano a far uscire certi silenzi o certe dimenticanze che non riusciamo a nasconderci mai.
      Una carezza Ross

      Commento di rossaurashani — 3 novembre 2010 @ 01:20 | Rispondi

  21. E’ stato proprio così, Queen @Ifigenia !
    E mai invito cortese a leggere, fu più opportuno del tuo !
    Poichè la “Lettera a Papà”, che Lady @Ross scrisse a se stessa ed a suo Padre, andrebbe letta da tutti, ed ogni giorno meditata, per capire fino in fondo cosa sia l’ amore inespresso che parla e ricorda assai di più di quello espresso !

    Commento di cavaliereerrante — 31 ottobre 2010 @ 17:52 | Rispondi

    • Grazie gentile cavaliere errabondo. E’ bello il tuo vagare in lande sconosciute e il tuo cogliere l’aria del tempo e il respiro della vita.

      Commento di rossaurashani — 3 novembre 2010 @ 01:22 | Rispondi

  22. Non pensavo che tanti figli avessero un rapporto cosi distaccato con il padre! Il mio è stato in guerra come militare e come tale l’ho goduto poco inoltre è morto a 56 anni ma i ricordi della sua presenza sono bellissimi. Uno di questi: Avevo circa 18 anni era tempo di carnevale il mio primo veglione, volevo i guanti uguali all’abito ma l’unica fabbrica si trovava in provincia di Lucca. allora per andarci c’era da passare il monte Quiesa ( abitavamo a Viareggio) non avevamo nemmeno l’automobile,mio padre prese la bicicletta e andò a farmeli fare. E questo non è tutto!!! Ciao papà la tua “aduina”

    Commento di Edi Bruni — 29 agosto 2011 @ 01:32 | Rispondi

    • Cara Edi è stato bello condividere il tuo ricordo. Credo che, malgrado le assenze, il tuo fosse un padre attento e amoroso. Ed è bello poterlo ricordare sulla sua bicicletta alla conquista dei tuoi guanti da veglione… bella l’immagine e davvero ti resterà sempre nel cuore 🙂

      Commento di rossaura — 30 agosto 2011 @ 10:38 | Rispondi


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