Lettere Al Futuro

11 gennaio 2008

Un padre ed una figlia mai nata. Il cerchio esistenziale

Filed under: Lettere — Audrey @ 12:43

Era un caldo giorno di luglio di tanti anni fa. In quel momento l’unica cosa che sentivo era la paura per la prova che stavo andando ad affrontare. L’esame di maturità, la prova scritta di matematica.Il mio incubo che si materalizza in equazioni, funzioni trigonometriche, condite da un po’ di calcolo combinatorio.

Hai 18 anni… è la prima prova importante della tua vita. Tutta la tua vita sembra giocarsi lì.

Stavo varcando la porta di casa quando squilla il telefono. Strano… è mattina presto. Chi può essere? Ma la curiosità svanisce immediata, nulla è importante, solo le equazioni che mi aspettano. Sento improvvisamente mia madre che incomincia a balbettare parole confuse, espressioni incomprensibili, che poco alla volta vanno inesorabilmente a chiarirsi: mio padre è morto.

Tutto quello che fino ad un attimo prima sembrava occupare prepotentemente la tua vita, il tuo orizzonte, diventa insignificante, dai contorni indefiniti e vaghi. Ogni certezza svanisce. Che ricordo ho di quei giorni? Sinceramente poco o niente.

L’esame rimandato, lo smarrimento totale, la forza di mia madre ed il vuoto negli occhi di mio fratello. I giorni passarono, perchè è così che funziona la vita.

Un po’ alla volta l’assenza e la mancanza di mio padre divennero non solo un vuoto interiore ma un vuoto reale, riscontrato quotidianamente. Ed improvvisamente capisci davvero che lui non c’è più.

Lo capisci quando arriva agosto e tu dovresti stare con lui in California in vacanza premio, ed invece sei altrove senza di lui.

Lo capisci quando ti devi iscrivere all’università e ti ritrovi a dover decidere da sola.

Lo capisci quando ti laurei e tutti gli altri sono lì, con i padri vicini, e lui non c’è.

Lo capisci quando ritorni dal tuo primo giorno di lavoro e vorresti averlo lì davanti a dirti brava! Ed invece lui non c’è.

E scopri che, invece, quello che c’è sempre e che rimane e non va mai via è una rabbia dentro, per quella che pensi sia stata un’ingiustizia che hai subito, per un lutto, una mancanza che ti è toccata…così… senza ragione, senza motivo.

Poi gli anni passano, tutto sembra mitigarsi: il ricordo, la rabbia, perfino la mancanza.

Una mattina ti svegli…E’ il 6 luglio, la ricorrenza di quel lutto. a quell’anno è tutto diverso. Hai una nuova vita dentro di te, lo hai saputo pochi giorni prima. Un altro bambino, anzi questa volta è una bambina a cui insegnerai ad essere donna e che accompagnerai per mano nella vita.

Vi confesso che, sinceramente, questo ricordo lo voglio sfilare in fretta.Voglio e posso dire solo dire che, dopo quel 6 luglio di anni prima, anche quel 6 luglio divenne una giornata di dolore e di mancanza. Improvvisamente la mia bambina divenne una bimba mai nata.

Un’unica data, il 6 luglio, per perdere due dei legami affettivi più forti che possano esistere: un padre ed una figlia.Ho sempre considerato questa coincidenza di date un segno del destino, una sorta di cerchio esistenziale che si è andato a chiudere.

Quella rabbia che avevo dentro di me, all’apparenza sepolta ma , in realtà, sempre presente… è scomparsa allora.

Cancellata, portata via da una piccola creatura il cui destino era non nascere, ma che comunque è riuscita a riconciliarmi con tante cose dentro di me, insegnandomi anche ad accettare quello che la vita riserba ad ognuno di noi.

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10 commenti »

  1. Un abbraccio, senza parole ma con tante emozioni, Lisa

    Commento di lisa72 — 11 gennaio 2008 @ 13:12 | Rispondi

  2. Deve esserci un nesso tra queste due date…
    Credo che prima o poi lo scoprirai.

    Comunque non tutto finisce con la morte e, di certo, ritroverai il tuo babbo e la tua bambina e sarete felici per sempre!

    Un abbraccio

    Commento di violainevercors — 11 gennaio 2008 @ 13:13 | Rispondi

  3. Grazie delle vostre parole.
    Sapevo che questo era il “luogo” adatto per scoprire queste cose di me.
    Un abbraccio
    PS Grazie Ross 🙂

    Commento di audrey1812 — 11 gennaio 2008 @ 14:09 | Rispondi

  4. Cara Sara spero davvero che sia stato quell’atto liberatorio che ho pensato per te.
    A volte il dolore, i pensieri inconfessabili si tengono dentro e lavorano come un cancro sui tessuti della nostra anima. Portarli alla luce del sole, spiegarseli a parole è un toccasana che tutti dovrebbero poter usufruire. Spero che questo sia stato per te.
    La tua storia è dolorosa e tu sai quanto, molti di noi, la capiscano e la condividano, io per prima…. so che sei una donna forte, risoluta, una donna con gli attributi (terribilissima concessione ai maschietti ;-), so che questo ricordo rimarrà come una ferita nel tuo cuore, ma so anche che è stata la forza che ti ha reso splendida come sei.
    Un sorriso tutto per te
    Ross

    Commento di Rossaurashani — 11 gennaio 2008 @ 15:19 | Rispondi

  5. Penso che la tua piccola creaturina abbia voluto andandosene via farti un dono,portandosi via la tua rabbia.

    Un grossissimo abbraccio
    Chaffeur66

    Commento di chaffeur66 — 11 gennaio 2008 @ 23:02 | Rispondi

  6. Un abbraccio forte.

    Commento di Maria Teresa — 19 gennaio 2008 @ 13:47 | Rispondi

  7. Grazie Maria Teresa 🙂

    Commento di audrey1812 — 19 gennaio 2008 @ 16:45 | Rispondi

  8. ciao,sai anke io ho perso il mio papy da poco
    e leggendo cosa hai scritto posso capire il doppio dolore ke hai provato ,anke col passare del tempo…….io certe volte non capisco questo accanimento………non sò

    Commento di AnGy — 23 gennaio 2008 @ 09:23 | Rispondi

  9. @AnGy..
    Sono senza parole, che posso dirti?
    Che il dolore un po’ alla volta si quieterà?
    Che sei giovane e devi vivere la tua vita ed essere forte?
    Potrei dirti tante cose, ma per esperienza so che servono a poco, perchè, certe volte, sembra veramente che nessuno al mondo possa capire cosa hai dentro.
    Se vuoi la mia mail è sara.cartieri@yahoo.it.
    Un abbraccio,
    Audrey

    Commento di audrey1812 — 23 gennaio 2008 @ 14:21 | Rispondi

  10. Cara Sara,ogni persona ha il suo destino segnato, sin da quando siamo venuti alla luce in questo mondo ,così diverso,ma anche così uguale per tutti ,con gioie e dolori, chi più una che l’altra e solo la sorte premia con maggior dose e quando credi che quello che ti ha sconvolto la vita sia una cosa che capita solo perche sfortunata scopri invece che altri prima di te o dopo hanno avuto in sorte questo pesante fardello che spesso viene allegerito solo con il passare del tempo.Io avevo 5 anni quando improvvisamente è venuto mancare mio padre e nella debole memoria(sono passati 54 anni)ricordo solo poche cose e la sua mancanza l’ho sentita per molti anni nonostante il grande affetto di fratelli e sorelle che con la mia mamma sono stati le stampelle di sostegno per i primi anni di sofferenza tenuta dentro per non disturbare di più le loro preoccupazione e una delle poche cose chemi facevano piangere a scuola era quando dicevano che eri un figlio orfano,sembrava(allora) quasi che fosse una mia colpa e altro momento che mi faceva piangere era quando per Natale la maestra ti faceva scrivere la letterina da consegnare,anzi,da mettere sotto il piatto al tuo papà chenon potevo e allora la mettevo alla mamma ealla lettura dei liei proponimenti mi mettevo piangere e non riuscivo a finire di leggere le cose scritte.questo non e stato che l’inizio di una serie di avvenimenti gelosamente tenevo sempre dentro di me e hanno influito nella formazione del mio carattere,altre cose vorrei dirti ma non voglio abusare della tua pazienza nel leggere queste cose,però sappi che conosciuti i tuoi drammatici eventi mi sento ancora con tutto l’affetto e la speranza che un miracolo possa regalarti la cosa più preziosa per te..

    Commento di adriano49 — 23 gennaio 2008 @ 15:39 | Rispondi


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