Lettere Al Futuro

19 gennaio 2008

Diritto di asilo politico per un sorriso

Filed under: SalaLetture — Audrey @ 19:23

Da un po’ di tempo collaboro,volontariamente, ad un’organizzazione che si occupa dei rifugiati politici in Italia.

Chi è un rifugiato politico? Si definisce tale, chiunque fuggito dal proprio paese, non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni per le proprie opinioni politiche.Per aver riconosciuto questo status bisogna passare l’esame di una commissione apposita, io mi occupo di ascoltare la storia del richiedente e di prepararlo ad affrontare l’incontro con la commissione.

E’ così che conosco.. chiamiamolo..Azmudin.

Ha 19 anni, è figlio di un giornalista massacrato a causa delle sue idee politiche e delle inchieste che aveva condotto nel suo paese.La notte in cui il padre fu ammazzato, Azmudin venne prelevato con la forza da casa sua, davanti agli occhi della madre e del fratello minore (lui aveva 17 anni all’epoca), portato in prigione, detenuto e maltrattato per diversi giorni ed infine rilasciato.Nei giorni successivi, la famiglia riuscì a racimolare i soldi necessari (è una famiglia, per il livello economico del paese, che possiamo definire benestante) e lo fa fuggire in Turchia.Qui, dopo diversi tentativi falliti, riuscì a passare in Grecia e quindi arrivare, nascosto in un camion, con il traghetto, ad Ancona.Smarrito incominciò ad aggirarsi per il nostro paese, fino a quando lo indirizzarono ad un centro di accoglienza per extracomunitarii e lì, ascoltata la sua storia comprendono che ha diritto a richiedere l’asilo politico.

Azmudin ha 19 anni, un sorriso magnifico e viene dall’Afghanistan.

Mentre in un buon inglese mi racconta tutta la sua via crucis, mi sorride, ma non di quel sorriso sciocco e vuoto che così spesso ritroviamo stampato sulla faccia dei nostri adolescenti (eh già Azmudin è poco più di un adolescente..), ma di un sorriso consapevole, un sorriso che ti dice:

Ce l’ho fatta e ce la farò. La vita è mia e la voglio vivere. Perché merita di essere vissuta. Sempre.

Chi non avrebbe voglia di rispondere a quel sorriso con un sorriso, pronunciando parole rassicuranti e ottimiste?Cosa potrebbe ostacolare l’offrire un giusto e congruo status di rifugiato politico a quel ragazzo che ha così già tanto sofferto nella sua breve esistenza?

Ebbene un problema c’è!Il paese da cui Azmudin proviene: L’Afghanistan.

Voi direte e che problema c’è??Chiunque, attraverso stampa e TV conosce la situazione in Afghanista, abbiamo numerose truppe di stanza là. Chiunque si è occupato, anche in maniera minimale, dell’Afghanistan, sa che le truppe alleate si limitano a controllare la città di Kabul, compresa una limitata area circostante, e la città di Kandahar, mentre il resto del paese è, saldamente, in mano alle milizie talebane ed a nord ai mujahedin tagiki, uzbeki e hazari.

Quindi…Che problema c’è?

Il problema è che UFFICIALMENTE l’Afghanistan non è NULLA di tutto questo! UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese liberato, in cui le forze NATO a sostegno di Karzai hanno fatto piazza pulita di ogni resistenza afgana.

UFFICIALMENTE l’Afghanistan non è un paese in stato di guerra, altrimenti NOI ITALIANI lì non potremmo starci con i nostri soldati. La nostra Costituzione VIETA ogni intervento militare.NOI siamo lì come truppe di PACE (non chiedetemi che vuol dire… non l’ho mai capito)

UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese dove nessun talebano si può permettere di uccidere chi scrive articoli contro di loro, perché i talebani sono stati sconfitti.

Insomma UFFICIALMENTE Azmudin rischia di non poter ottenere l’ok dalla commissione, perché UFFICIALMENTE l’Afghanistan è un paese pacifico, democratico e pure liberato.

Tranquilli..questa volta l’happy end per Azmudin e per il suo sorriso c’è stato.

Non è stato facile: la commissione ha tentennato a lungo ma il nostro avvocato (eh già..esistono anche avvocati che stanno dalla parte dei “buoni”) ha fatto un ottimo lavoro.

Azmudin ed il suo sorriso hanno trovato rifugio politico in Italia, nonostante l’Afghanistan non sia UFFICIALMENTE in guerra.

Buona vita a te Azmudin ed al tuo sorriso così pieno di voglia di vivere.

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10 commenti »

  1. Sono felice per Azmudin. Ma che soluzione ha trovato l’avvocato?

    Commento di abdita — 19 gennaio 2008 @ 19:43 | Rispondi

  2. @ Abdita
    Il parere al rilascio dello status di “rifugiato politico” lo da una Commissione Centrale, rispettando le indicazioni contenute nel decreto ministeriale di competenza.
    Quindi, molto dipende dalla capacità del consulente legale di far valere le condizioni “oggettivamente” di difficoltà di colui che ha presentato la richiesta.
    L’organizzazione in cui io presto opera volontariamente, è molto seria e porta in Commissione solo i casi in cui ci siano a TUTTI gli effetti le condizioni per il rilascio dello status, a cui alcuni immigrati(anche non avendone le caratteristiche) aspirano, perchè consente una serie di diritti e opportunità.
    E’ chiaro che coloro che provengono da stati in cui c’è una guerra in corso, hanno una corsia preferenziale. Importante, in questo caso, è stato dimostrare che anche senza una guerra ufficiale, non ci sono condizioni di pace nel paese.
    Ciao Audrey

    Commento di audrey1812 — 19 gennaio 2008 @ 20:58 | Rispondi

  3. Ottima storia vera e quasi a buon fine. Il sorriso è di prammatica e spero che duri quanto basta perchè il piccolo Azmudin diventi un uomo in un paese in pace.
    Ciao Ross
    PS ti sistemo io la posizione del racconto e per quanto riguarda l’avviso ai Comicomix basta che mandi una mail a alex@comicomix.com se la recuperano loro dal blog segnalato. Nel titolo ti consiglio di scrivere all’inizio o fine Un sorriso lungo un anno.

    Commento di rossaurashani — 19 gennaio 2008 @ 21:18 | Rispondi

  4. Bravi!

    Commento di Sergio Corriero — 19 gennaio 2008 @ 22:27 | Rispondi

  5. bello il post e bella la tua attività, sei una donna dalle mille risorse: a volte si è madri anche di chi non abbimo partorito

    Commento di Maria Teresa — 19 gennaio 2008 @ 22:31 | Rispondi

  6. I miei complimenti agli avvocati che stanno dalla parte dei buoni, agli uomini di buona volontà che riescono ad applicare le leggi da giusti, a tutti i volontari… e tanti auguri a Azmudin perchè la sua vita nel nostro paese non sia la vita di un discriminato bensì quella di un ragazzo che costruirà magari anche il futuro del suo paese d’origine!
    Queste storie vere andrebbero lette nelle scuole a figli e genitori: l’integrazione passa anche per la conoscenza della realtà in cui non-vivono coloro che migrano in quest’Italia piena di acciacchi e difetti ma pur sempre “benestante”!
    Buona notte e complimenti per l’articolo!!!!! Un abbraccio, Lisa

    Commento di lisa72 — 19 gennaio 2008 @ 22:38 | Rispondi

  7. Bellissima esperienza. Complimenti per la tua attività.
    Adoro le storie a lieto fine,
    … raccontacene altre 🙂
    Gianni

    Commento di pcdazero — 20 gennaio 2008 @ 01:23 | Rispondi

  8. bellissimo l’articolo, la storia e la capacità di sottolineare le ipocrisie del sistema. L’ufficialità finisce per assomigliare ai talebani: ha la stessa ristrettezza mentale e può fare gli stessi danni.

    un abbraccio e una buona domenica

    Commento di riccardo gavioso — 20 gennaio 2008 @ 02:06 | Rispondi

  9. Queste sono le cose che mi aspetterei di leggere sui giornali. Complimenti per l’articolo e per la tua attività.

    Commento di Maurizio Silvestri — 20 gennaio 2008 @ 11:28 | Rispondi

  10. Buona vita Azmudin. E che tutti i bambini e bambine, ragazzi e ragazze del tuo paese possano presto sorridere come meritano.
    Mister X di Comicomix

    Commento di Comicomix — 20 gennaio 2008 @ 14:44 | Rispondi


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