Lettere Al Futuro

27 gennaio 2008

Lettera a mio figlio sulla memoria dell’Olocausto.

Filed under: Lettere — rossaurashani @ 11:07

Caro Marco,

in questi giorni dedicati alla memoria, mi chiedo molto spesso, quando un genitore deve ritenere il momento giusto per svelare al proprio figlio, i terribili segreti del nostro passato.

Mi ricordo che nel 1993 , tu avevi 9 anni, ti volevo portare al cinema a vedere Schindler’s list , ne nacque una discussione con tuo papà, che riteneva troppo precoce la visione della terribile realtà della Shoah.

Come ben sai, con te mi regolai sempre in modo diverso, mai e poi mai ti negai il rapporto con la verità, anche a costo di dover mediare la realtà attraverso un linguaggio che fosse più consono alla tua maturità acerba. Non fu facile, tu credevi in un mondo fatto di adulti premurosi e buoni, in un mondo di bambini accuditi e quasi sempre felici; era mia la responsabilità di farti prendere il contatto con una realtà che niente possedeva di così poetico e rassicurante.

Ti raccontai della Storia, come una favola che non aveva mai un lieto fine, parlavamo dell’uomo delle caverne e delle sue difficoltà, come se parlassimo di un fatto successo ieri, parlavamo di Ulisse e della sua fame di conoscenza, parlammo del Medioevo, dei Re,  dei Cavalieri, delle Crociate, delle guerre sanguinose, dei Trovatori, dei Poeti, della povera Gente. Parlammo della scoperta dell’America, dell’atroce destino dei popoli Maya e Aztechi, parlammo dell’Italia rinascimentale e degli Artisti che la resero grande. Parlammo degli Ebrei e della lunga storia delle loro persecuzioni. E qui mi fermo….. perchè è di questo che oggi si parla e si deve parlare….

Cosa provasti ad ascoltare questa storia terribile? Non lo so ancora, ma so che non  ti negai nulla, ti feci vedere foto, ti portai al cinema, ti comprai libri da leggere, a 12 anni sei andato con la scuola ad Auschwitz  per vedere il “campo” del quale avevamo tanto parlato. Sei tornato con un’aria intensa e seria che non ti avevo mai visto, mi raccontasti che all’ingresso c’era un gruppetto di teppisti con le teste rasate e le svastiche sui giacconi di pelle nera, che vi gridavano dietro parole che tu non avevi compreso, ma interpretato chiaramente.

Credo che questa esperienza ti abbia segnato e che abbia lasciato dentro di te, una profonda necessità di sapere e di capire assieme ad una voglia immensa di giustizia nei confronti di chi ha subito tanto e di chi, nel futuro, tanto  e ancora può subire.

Il risultato di tanta e dissennata educazione alla conoscenza e al rispetto della Storia, da parte mia  nei tuoi confronti,  è che a 23 anni sei già laureato in Storia con il massimo dei voti e che ti stai specializzando in Storia Contemporanea. Probabilmente uno studio che servirà solo a te stesso e non al tuo futuro di soggetto economico. Forse non riuscirai mai a guadagnarti la vita con la conoscenza della Storia, ma stai diventando comunque un uomo giusto che ammiro e stimo e che se tuo padre, oggi ci fosse ancora, ne andrebbe giustamente orgoglioso è riconoscerebbe che le mie convinzioni sul “tempo della memoria” erano esatte.

In questa giornata che si presenta in tempi  oscurati dal “negazionismo” e dalla paura o dall’indifferenza di molti che ci circondano,  si deve dedicare  al ricordo dell’Olocausto molto di più che una pagina di Storia, si deve diffondere la conoscenza per educare alla tolleranza ed alla pratica della giustizia. Non si deve relegare questo momento ad un ricordo fine a se stesso, ma ad uno stimolo che possa portare alla valutazione della realtà di oggi, che contiene situazioni molto simili alla Shoah  di allora, addirittura in luoghi molto vicini ad Israele stessa.

Questo ti chiedo, ragazzo mio, non fare mai della tua Storia, un argomento passato e senza futuro,  tutto ciò che è accaduto, succede e succederà ancora; non lasciarti condizionare e scoraggiare da un mondo volutamente ottuso e fuorviante, cerca sempre la verità, pretendi sempre la giustizia e sii tu giusto per primo.

Con tanto amore

mamma

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