Lettere Al Futuro

29 gennaio 2008

Democrazia al futuro … prossimo o lontano ?

Filed under: DemocraziaAlFuturo — pcdazero @ 15:32
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Pochi giorni fa è stata aperta una iniziativa dal titolo “Se io fossi parlamentare
della quale sono uno dei promotori insieme a Michele e Riccardo.

E’ un piccolo esperimento, per tentare di cambiare qualcosa nella politica italiana di oggi.

L’idea è quella di far nascere una democrazia partecipativa o diretta, dove ognuno può contribuire alla nascita di leggi e norme standosene comodamente a casa, dialogando o semplicemente votando attraverso la rete internet.

Non importa se questa iniziativa avrà successo o meno, l’importante è che qualcosa di molto simile ad essa sostituirà l’ormai obsoleto sistema politico.

Spero che tu, utente del futuro “prossimo”, quando leggerai questo “vecchio” post, sorriderai ed esclamerai: “ma guarda un po’ te,  da dove è scaturita la politica odierna” !

P.S.: Per vedere se esiste ancora clicca qui -> sefossiparlamentare

P.P.S.: Per conoscere l’interesse che ha avuto dai tuoi progenitori o … avi, clicca qui -> sondaggio

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1 commento »

  1. Stiamo inventando il futuro, stiamo proponendo le regole per un futuro migliore…. E’ bello, stimolante, partecipare ci fa sentire meno soli, meno scemi, meno fessi, magari anche più qualcosa, ma cosa non so.
    Su tutto questo conservo comunque una preoccupazione, fossimo anche dei parlamentari straordinari, facessimo delle leggi giuste, ci mancherebbe comunque una cosa importante, anzi importantissima: le regole morali che abbiamo dimenticato, quelle che ci permettono di rendere morale la nostra vita e cambiare quella degli altri.
    Chissà perchè ritengo la morale prioritaria ad ogni altra riforma o legge, come se fosse necessario per la nostra società una nuova Costituzione, nuove regole sui cui riflettere, nuovi punti fermi su cui non transigere.
    Vorrei raccogliere qui anche delle riflessioni su un esperimento di educazione etica. Per esempio regole per essere sociocompatibili.
    tipo:
    “La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. […] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.”
    “Noi sostenemmo che il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità e che, comunque, la situazione economica dei paesi industializzati -di fronte all’aggravamento del divario, al loro interno, tra zone sviluppate e zone arretrate, e di fronte al risveglio e all’avanzata dei popoli dei paesi ex-coloniali e della loro indipendenza- non consentiva più di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la “civiltà dei consumi”, con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa. La diffusione della droga, per esempio, tra i giovani è uno dei segni più gravi di tutto ciò e nessuno se ne dà realmente carico. Ma dicevamo dell’austerità. Fummo i soli a sottolineare la necessità di combattere gli sprechi, accrescere il risparmio, contenere i consumi privati superflui, rallentare la dinamica perversa della spesa pubblica, formare nuove risorse e nuove fonti di lavoro. Dicemmo che anche i lavoratori avrebbero dovuto contribuire per la loro parte a questo sforzo di raddrizzamento dell’economia, ma che l’insieme dei sacrifici doveva essere fatto applicando un principio di rigorosa equità e che avrebbe dovuto avere come obiettivo quello di dare l’avvio ad un diverso tipo di sviluppo e a diversi modi di vita (più parsimoniosi, ma anche più umani).”
    Cosa potrei dire di più?

    Commento di Rossaura — 30 gennaio 2008 @ 00:04 | Rispondi


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