Lettere Al Futuro

12 febbraio 2008

Qualcuno è in grado di dirmi se è il caso di far intervenire gli assistenti sociali?

Filed under: PuntoD'Incontro — lisa72 @ 14:14

Ho riflettuto a lungo se scrivere pubblicamente di questa cosa o no ma ci sono in ballo due bambini e credo che valga la pena chiedere il consiglio del maggior numero di persone possibile!

I fatti di 4 anni in breve.

Una coppia di coniugi (nomi di fantasia Marco e Anna) con due bambini piccoli (4 e 2 anni) si separa “consensualmente”: Anna lascia i figli a Marco e va a vivere con l’amante padre di famiglia separato che ha in casa una figlia quasi maggiorenne e un figlio in un istituto che lo segue per un handicap, Marco davanti al giudice dichiara di essere consapevole che Anna vive con un amico che la aiuta, il giudice affida i figli a Marco sapendo che la madre di Marco ne fa da “garante” abitando proprio sotto di loro. Il bambino più grande ha ritardi nel linguaggio e viene seguito da una logopedista proprio perché la nonna paterna si fa carico di portarcelo. La psicologa interpellata in sede di separazione suggerisce ai due genitori di evitare di far incontrare ai bambini i loro partenr per dare loro un po’ di tranquillità e stabilità emotiva. Nonostante ciò i bambini vanno regolarmente a trovare Anna e il suo compagno a casa di lui dove passano anche il fine settimana. Inizialmente la nonna paterna “accudisce” Marco e nipoti. Poco tempo dopo Marco inizia una nuova relazione in cui coinvolge i bambini ospitando anche la compagna in casa per i fine settimana e allontanando i figli dalla nonna “brontolona”. La relazione finisce presto e i bambini tornano a essere seguiti dalla nonna. Dopo un’altra breve relazione, Marco incontra una nuova donna (nome di fantasia Sofia) e in poco tempo la porta a vivere stabilmente in casa con loro. Sofia si porta dietro un’amica che occupa il divano per dormire e la camera dei bambini per le sue cose. Spesso c’è in casa il compagno di questa. Le due donne non sono italiane e Sofia parla praticamente zero di italiano. La nonna viene nuovamente estromessa dalla cura dei nipoti se non per la logopedista e per tenere i bambini quando le due donne non li possono tenere. Con un intervento esterno che forza la situazione viene fatta allontanare da casa l’amica di Sofia soprattutto dopo che sono state ritrovate innumerevoli bottiglie di alcolici nella spazzatura. Intanto Anna rimane incinta e partorisce una bambina, insieme al compagno ha richiesto l’affidamento del figlio di lui che è in istituto (ma non dei suoi figli). Sofia ha un ottimo rapporto con il bambino ma pessimo con la bambina che rimprovera di essere disubbidiente e cattiva: in ogni caso i bambini la chiamano mamma e sembrano tranquilli (anche se il grande a tutt’oggi che ha 8 anni continua a farsi la pipì a letto e ancora non ha risolto i problemi linguistici). Marco dà incarico al proprio avvocato per la separazione dal marito di Sofia e ne paga le spese. Neanche un mese fa, dopo quasi due anni di relazione e più di 1 anno e mezzo di convivenza Sofia se ne va di casa senza dare spiegazioni. Dopo 3 giorni Marco riesce a contattare telefonicamente Sofia che racconta una storia sul dove è e perché affermando di non voler più tornare a meno che non abbia una casa o 50.000€. Quello stesso giorno si scopre che Marco un anno fa ha chiesto 50.000€ di mutuo liquidità ipotecando la casa per pagare tutta una serie di spese sostenute da e per lei (pur avendo sempre negato in questi anni di avere problemi di denaro), si scopre che lei è affamata di denaro, che per lei ha prima cambiato la camera da letto, poi cambiato la disposizione dei mobili in camera e infine ha portato il letto in soggiorno (da cui bisogna passare per accedere allo spazio cucina e unico posto della casa dove i bimbi possono giocare) perché in camera lei non ci poteva dormire. Si scopre che negli ultimi tempi usciva spesso la sera e tornava sbronza e che in una di queste occasioni lo ha minacciato con un coltello. Si scopre che lei dormiva anche fino alle 13 e che in casa non ha mai fatto niente tanto che la donna che ha pulito casa dopo che lei se ne è andata ha impiegato 3 ore per il bagno e sono stati trovati i materassi dei bimbi sporchi e macchiati di pipì. I soldi del mutuo li ha spesi in 10 mesi e a oggi gli hanno staccato anche il telefono per morosità. Dopo 3 giorni dalla telefonata Sofia torna a recuperare le sue cose ma si dice pentita, che lo ama, che la storia raccontata al telefono è una balla e che se lui la riprende lei cambia etc. etc… Marco non cede e lei esce di casa con le sue cose. Dopo un paio di giorni di costrizione in cui è sempre dalla madre Marco ha cominciato a non tornare a pranzo, a stare fuori il fine settimana senza voler dire dove va, fa tardi al lavoro dove tra l’altro inventa scuse per prendere i permessi. Pochi giorni fa sua madre lo ha visto in macchina con Sofia. Interrogato al riguardo ha prima negato che ci sia niente e poi si è arrabbiato dicendo che della sua vita ne fa ciò che vuole e nessuno deve e può intromettersi. La nipote ha detto alla nonna che un sabato sono andati da Sofia mentre Marco aveva detto che andavano da Tizio. Sembra che Marco abbia preso altri 5.000€ che dice di aver vincolato fino al 2015. C’è il sospetto che Marco voglia tornare con Sofia magari vendendo casa e allontanandosi così dal controllo di sua madre. Marco passa dal “carino e coccoloso” (per chi ha visto Madagascar) quando ha bisogno della madre al Mister Hyde quando qualcuno prova a chiedergli cosa sta combinando, negando di aver bisogno di chi che sia, affermando che il suo pensiero principale sono i figli e che se ne è sempre occupato.

Vorrei chiedere a medici, legali, psichiatri se per la crescita e la salute psicofisica dei bambini vivere con Marco e Sofia potrebbe essere più un bene o più un male e se Marco potrebbe avere problemi da assunzione di droghe. La questione non è puramente accademica ma mi sta molto a cuore.

 

 

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23 commenti »

  1. Non è possibile che dei bambini debbano vivere uno stress famigliare di questo tipo l’uomo dovrebbe cercare di stare più lontano da quella donna perchè sarebbe unicamente la sua rovina.

    Commento di agenzia pubblicitaria — 12 febbraio 2008 @ 14:35 | Rispondi

  2. Sapere come fare a tenercelo lontano sarebbe già un passo avanti ma la cosa non è facile anche perchè lui è comunque adulto (all’anagrafe) e non si può impedirgli di vederla: per impedire che vengano coinvolti i figli si può solo fare denuncia agliassistenti sociali ma resta il dubbio di fare più un danno che un bene…
    Grazie per il commento! Lisa

    Commento di lisa72 — 12 febbraio 2008 @ 14:44 | Rispondi

  3. Non sono nè sociologa,nè psicologa,nè psichiatra ma da come è stata prospettata la storia penso,da semplice donna, che il guazzabuglio dentro cui vivono e dovrebbero crescere i bambini è veramente orripilante.
    Bisognerebbe allontanarli,farli vivere solamente con la nonna paterna per non continuare a frastornarli e per far loro provare un ambiente più sereno e meno stressante.
    D’altronte,i loro comportamenti parlano chiaro.
    La cosa di cui hanno più bisogno è: affetto e serenità.
    In bocca al lupo bambini.

    sefirot2

    Commento di sefirot2 — 12 febbraio 2008 @ 14:54 | Rispondi

  4. Non è possibile!
    Non è possibile sottoporre dei bambini a tali situazioni!
    E’ disunmano!
    Non conosco il procedimento, però l’unica soluzione è darli ad una o due famiglie in affido. E forse si passa attraverzo gli assistenti sociali.
    Ho diversi amici che fanno o hanno fatto l’esperienza dell’affido: è un’esperienza difficile perchè uno capisce che quello che fa è totalmente gratuito e il figlio non può diventare tua proprietà, però le famiglie affidatarie ci sono sempre e c’è anche un sito che aiuta in questo senso (oltre all’associazion epresente in tutta Italia): http://www.famiglieperaccoglienza.it/
    Ciao!

    Commento di violainevercors — 12 febbraio 2008 @ 15:02 | Rispondi

  5. non sono un assistente sociale, quindi il mio non è un giudizio competente, però credo che si debba fare qualcosa a tutela di piccoli.

    Commento di Nicola — 12 febbraio 2008 @ 15:08 | Rispondi

  6. @ sefirot2: “Crepi”. Grazie per il sostegno!

    @ Violaine: Grazie Violaine, vado a vedere il sito! La procedura dovrebbe passare dagli assistenti sociali.. la domanda è se “ti puoi permettere ” di farli togliere ai genitori.. anche in casi così…
    Un abbraccio, Lisa

    @ Nicola: la strada più difficile da intraprendere…

    Commento di lisa72 — 12 febbraio 2008 @ 15:15 | Rispondi

  7. Ciao, io sono un educatrice e lavoro in una comunità alloggio per minori per cui sono del campo.
    Purtroppo è una situazione di povertà estrema quella che racconti e non parlo di denaro, ma di affetto e cure che mancando no permettono uno sviluppo sano dei bambini.
    Mi fa strano che la psicologa e la logopedista nonchè gli insegnati non abbiano già segnalato il nucleo al servizio sociale.
    Purtroppo è terribile che dei figli vengano allontanati dai genitori perchè ( e non è detto che in questa situazione succede) alla fine sono i figli a essere “puniti” per le difficoltà dai genitori, ma si deve prendere il coraggio e denunciare le situazioni di incuria poi sarà il servizio sociale a valutare il da farsi sappi che ci sono anche altre soluzioni oltre all’allontanamento da casa.
    Buona fortuna
    Vivi

    Commento di viviana — 12 febbraio 2008 @ 15:24 | Rispondi

  8. ..per quel poco che posso dire essendo studente e non ancora operatore, ritengo che l’errore sia stato fatto all’inizio,nel momento in cui in una situazione di affidamento congiunto vengono inseriti elementi esterni(partner della madre/partner del padre) in un momento delicato come quello post-separatorio. I genitori avrebbero dovuto tener separate le storie amorose private dalla vita dei figli,fin quando queste non fossero stabili e senza incidenti. Oltremodo,le difficoltà di linguaggio essendo precedenti alla situazione (grave) venutasi a creare,ritengo non siano state trattate in modo adeguato (probabilmente non aveva bisogno della logopedista,ma di un PEDAGOGISTA,figura professionale che in Italia non viene mai citata),così come i genitori avrebbero dovuto rivolgersi prima e durante la separazione a un mediatore familiare,oltre che al tribunale.
    Ritengo altresì che i problemi economici del padre non dovrebbero nemmeno essere presi in considerazione,visto che sono problemi personali che esulano dal trattamento e la cura dei figli. Probabilmente la via degli assistenti sociali sembra la più adeguata alla situazione attuale,oltre che essendo obbligata prima di avviare una procedura di affidamento extra famigliare. Purtroppo altre strade ormai sembrano ben lontane dal poter essere percorse..
    L’unica speranza è che i figli non vengano maltrattati.
    Un’unico,ultimo appunto: una donna sciagurata lo è a prescindere se sia straniera o italiana..

    Commento di Andrea — 12 febbraio 2008 @ 15:36 | Rispondi

  9. Sono sempre i bambini a piangere per gli errori dei genitori non è solo il padre a sbagliare ma anche la madre, certo sarebbe opportuno fare ragionare lui dal momento che i bambini sono stati affidati a lui e l’unico modo è porlo davanti ad una scelta drastica sarà l’amore a prevalere. Quindi sarebbe opportuno avvisare prima la madre dei bambini e poi le Autorità. I bambini hanno già un’infanzia bruciata con delle ferite che porteranno per sempre, meritano un po di serenità. In bocca al lupo bimbi.

    Commento di Adriana — 12 febbraio 2008 @ 16:24 | Rispondi

  10. Capisco la tua preoccupazione ed il senso d’impotenza che ti affligge. Una situazione simile l’ho vissuta tempo fà con i miei vicini di casa:vedevo,sentivo,sapevo,volevo fare,ma alla fine non ho mosso un dito perchè per quanto poco e male quei bimbi avevano comunque un genitore accanto che alla fine li ha tirati grandi facendoli vivere con una condotta di vita coerente e conforme al loro stile di vita;in poche parole da genitori poco ortodossi son venuti su figli poco ortodossi,ma convinti di essere nel giusto al punto che a loro volta si stan comportando allo stesso modo con le loro rispettive proli.
    So che un “non ti curar di loro,ma guarda e passa” ti può sembrare una bestialità di consiglio,ma nel mondo siamo di tanti tipi diversi:da buone famiglie forse buoni figli,ma anche viceversa,la società è di mille e più colori;la tua sensibilità per quasti bimbi dal loro punto di vista può sembrare un’intromissione crudele qualora tu intervenissi e loro fossero allontanati da questa che è la loro realtà:l’unica tra l’altro che conoscono!!!!!!!!!!!!!!
    Fermo restando che la mamma biologica è una disgraziata tanto quanto il papà! e meriterebbero un calcio in quel posto,ma il tuo intervento colpirebbe la sensibilità dei piccoli,non quella di quei due pseudo grandi che è già di per sé scarsa.
    Ciao e pensa ai tuoi figli se ne hai che da tutta ‘sta storia hai ricavato una valle di cultura;di certo non farai i loro sbagli!
    Ale

    Commento di ale — 12 febbraio 2008 @ 16:42 | Rispondi

  11. Ritengo che per quel poco che so, la procedura potrebbe essere presentata presso il Tribunale dei Minori. La questione un pò dubbia è chi deve rivolgersi a questa istituzione. Credo che chi dovrebbe fare la denuncia è la nonna paterna, che per il bene dei nipoti si rivolge al giudice per ottenere la patria potesta. Un vicino o un conoscente può passare attraverso una denuncia al Telefono Azzurro che magari indicherà la via da percorrere.
    Se il giudice tutelare prende in carico il caso, può disporre per un affido temporale alla nonna, valutando la situazione dei due genitori.
    La cosa terribile e che nessuno dei due genitori sembra in grado di sostenere la responsabilità di questi bambini. In questo caso credo che il Giudice valuterà cosa è meglio fare, si avvarrà anche dell’aiuto di psicologhi/e per capire lo stress psichico dei bambini.
    Non so se serva l’aiuto di un avvocato, ma secondo me, la nonna che mi sembra quella che ha la testa sulle spalle dovrebbe chiedere l’intervento del giudice tutelare.
    Eviterei di pensare all’affido, perchè ritengo che i bambini non hanno bisogno di essere separati tra di loro e di ritrovarsi insieme a persone diverse e ambienti nuovi, mi pare che ne abbiano gia passate troppe.
    Auguri Lisa e se ti serve qualcosa dimmelo
    Ross

    Commento di rossaurashani — 12 febbraio 2008 @ 16:45 | Rispondi

  12. salve sono una psicologa, specializzata in tutela dei minori, sicuramente la situazione che tu descrivi va immediatamente segnalata… i bambini portano già addosso le cicatrici di tutto quello che hano vissuto sino da ora, cicatrici che oramai rimarranno… senza dubbio si può evitare che ve ne siano anche delle altre ancora più profonde. Il continuo “cambio di affetti” a cui sono stati sottoposti sino ad ora, il rifiuto da parte della mamma, una nuova figura genitoriale totalmente non-materna, il padre che si fa manipolare…. insomma non c’è mica tanto bisogno di un esperto per capire che la situazione non è delle migliori!!! e poi i problemi di enuresi notturna, le difficoltà di linguaggio… detto in parole “i ragazzini stanno in bilico, un mezzo millimetro e possono cadere!!”…

    Commento di Alessia — 12 febbraio 2008 @ 16:56 | Rispondi

  13. In casi come questi sono i “Genitori” quelli incapaci di intendere e di volere. Comunque da padre dico e affermo che solo la pena di morte può ridurre sensibilmente sfruttamenti , torture e abusi su innocenti indifesi. Ci vuole coraggio, e allora che abbiano anche il coraggio di farsi ammazzare.

    Commento di Ferdinando Grimaldi — 12 febbraio 2008 @ 16:58 | Rispondi

  14. Sono un ufficiale di Polizia Giudiziaria e lavoro all’Ufficio Minori della Questura di Bergamo.
    Consiglio vivamente, da addetta ai lavori, di rivolgersi presso analogo Ufficio del capoluogo di provincia presso cui si svolgono i fatti per rendere le informazioni al riguardo circa la gravissima situazione dei minori in argomento, ma al più presto. Gli addetti ai lavori sanno cosa bisogna fare!.
    Saluti

    Commento di Rosalba Gernetti — 12 febbraio 2008 @ 17:10 | Rispondi

  15. Penso che la soluzione ideale sia proprio quella di rivolgersi o all’assistenza sociale o al tribunale per i minori. Un’alternativa può essere di rivolgersi all’assistente sociale dei servizi di neuropsichiatria infantile. Comunque la situazione non può essere lasciata così com’è. Poi, i provvedimenti di allontanamento dei bambini dai genitori non sono gli unici possibili. A volte anche una stretta sorveglianza ad opera dei servizi sociali possono produrre ottimi effetti: gli adulti, se si sentono controllati, spesso cambiano atteggiamenti.

    Commento di Uyulala — 12 febbraio 2008 @ 17:14 | Rispondi

  16. Ciao,mi spiace ke tu soffra per questa situazione..ma ti parlo per pratica perkè sto studiando per essere asssistente sociale.E il solo consiglio ke posso darti di cuore è ora e subito di pensare ai bambini ke sono i più fragili,in queste situazioni e poi per gli adulti una terapia familiare..Ma fate in modo ke i bambini posso recuperare la loro infanzia e trovare serenità..In bocca al lupo..
    saluti Bruna

    Commento di bruna — 12 febbraio 2008 @ 17:29 | Rispondi

  17. Credo tu debba parlare prima con la ex-moglie, chiarire la situazione dei bambini e qualora lei non sia in grado di intervenire chiedere tramite all’avvocato di togliere la patria potestà a Marco.
    Lui è grande e vaccinato e se fa stupidaggini se ne deve assumere le responsabilità. Ma i ragazzi devono avere qualcuno di stabile che li aiuti.

    Commento di deborah — 12 febbraio 2008 @ 18:03 | Rispondi

  18. @ tutti: scusate se rispondo solo ora!
    Vorrei ringraziarvi per il sostegno, i consigli e l’interessamento.
    Penso che la strada sia ormai chiara.. come seguirla è ancora da appurare ma da voi ho avuto la certezza che la cosa non può più essere trascurata!
    Grazie di cuore, Lisa

    Commento di lisa72 — 12 febbraio 2008 @ 18:10 | Rispondi

  19. QUANDO CI SONO DEI BAMBINI COINVOLTI NON BISOGNA TITUBARE………..BISOGNA URGENTEMENTE FARE LA SEGNALAZIONE AL TRIBUNALE DEI MINORI DELLA PROPRIA CITTA’CHE SICURAMENTE INCARICHERANO QUALCUNO PER SEGUIRE IL DISAGIO DENUNCIATO. NON BISOGNA ASPETTARE NEANCHE UN SECONDO.

    Commento di CARMINE — 12 febbraio 2008 @ 18:39 | Rispondi

  20. E’ già stato scritto parecchio in proposito: la situazione è molto ben descritta e conosciuta, con dovizia di particolari.
    Ci sono in casa degli specialisti che, per dovere professionale, dovrebbero aver già segnalato la situazione (magari sarebbe utile istruirli sui dettagli che potrebbero non conoscere) alle istituzioni competenti.
    La migliore soluzione sarebbe l’affidamento alla nonna, per non allontanarli dramamticamente dai loro unici affetti, se pur strambi ed imperfetti.

    Anne

    Commento di Loreanne — 12 febbraio 2008 @ 19:22 | Rispondi

  21. Ciao.
    Io conosco una famiglia messa in condizione simile, anche se per motivi diversi. La madre era tiranna e comandava tutti, due figli e convivente (padre dei due) compreso.
    Ha rovinato tutti e tre: l’uomo non pensava e non parlava più senza chiederle un parere, il figlio più grande è dislessico e ha problemi di aggressività a scuola, dove è seguito da un’assistente. La bambina più piccola è diventata cattiva e falsa come la madre.
    La donna è invischiata in diversi affari illegali, si è fatta dare tantissimi soldi che ha scialacquato in modi diversi (con un ristorante che ha fatto fallire, con un bar che ha chiuso dopo poco, ecc). Colpo di grazia: a un certo punto la donna scappa con un ragazzo di 7 anni più giovane e leggermente ritardato, ma con moltissimi soldi. Mente a tutti riguardo dove abita e cosa fa, e continua a vedere i figli di nascosto.
    Beh, questa famiglia è seguita da anni dagli assistenti sociali. Non hanno fatto nulla: hanno spiegato al fratello della donna che è quasi impossibile riuscire a portare via i figli ai genitori naturali.
    Con questo non voglio dirti che non devi fare nulla… ma preparati a molte delusioni e a sensi di impotenza.
    Io credo che dovresti trovare il modo di fare la segnalazione, ma non devi farti coinvolgere in nessun modo oltre a questo. Altrimenti rischiano di rovinare anche la tua vita. Non riusciresti a convincere la nonna a raccontare i fatti agli assistenti?
    Mi dispiace per quei poveri bambini, in bocca al lupo.

    Commento di Enrico — 13 febbraio 2008 @ 00:21 | Rispondi

  22. mi chiamo loredana dalla provincia di udine martedi 26 febbraio le assistenti mi hanno portato via i miei bambini uno di 11 anni e una di 15 anni il motivo xkè a novembre volevo separarmi poi x il bene dei miei figli sono rimasta con mio marito pero nn abbiamo litigi forti le assistenti sociali hanno preso in visione questa cosa diro ke mio marito beve ma nn è alcolizzato e nn si è mai permesso di mettere le mani adosso ai figli e tanto meno a me cosi 26 febbraio mi ha preso un po di depressione avevo mio figlio a casa ammalato ha kiamto una mia amica e questa persona ha kiamato le assistenti e li hanno portati via in una casa famiglia IL bambino piange sempre e vuole ritornare a casa ho preso un avvocato ma le pratiche vanno piano nel frattempo i bambini soffrono x tutte queste cose Sottolineo ke purtropo mio figlio se la fa adosso lo ho portato da tante parti ora aspettavo una risposta da un’altra parte poi ha fatto tante assenze di scuola penso ke nn sia giusto a togliere i bambini cosi ho scritto questo x vedere se qualcuno mi puo aiutare per mandarli a casa sto soffrendo io e loro kiudo spero tanto ke mi aiutate grazie aspetto una risposta in breve loredana

    Commento di loredana — 1 marzo 2008 @ 17:15 | Rispondi

  23. Cara Loredana,

    Le tue parole dicono tutta la pena che stai affrontando e si percepisce tutta la tua solitudine.
    Vorrei poterti aiutare, anche semplicemente ascoltandoti perchè la tua è una situazione abbastanza complicata. Ma siamo troppo distanti e attraverso internet è un po’ difficile.
    Non so, ci sarà pure dalle tue parti qualche struttura, magari di volontariato,(le struture pubbliche tutt’al più sanno portare via i figli, ma lasciano i genitori alla loro disperazione) che potrebbe prendersi a cuore la tua situazione.
    Hai provato a informarti? Perché
    da sola non ce la puoi fare.

    Un abbraccio
    Violaine

    Commento di violainevercors — 2 marzo 2008 @ 08:44 | Rispondi


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