Lettere Al Futuro

16 febbraio 2008

Il silenzio

Filed under: PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 10:45

Il silenzio che intendevo è un silenzio fatto di rispetto e di amore….

Esistono momenti dove le parole diventano scambio utile per confrontarci e per condividere, fin dove è possibile,  non possono essere demagogia, pedagogia o sopraffazione, ma solo dialogo e confronto.

Ci sono altri momenti, secondo me, dove le differenze sono tali e le strade sono talmente divergenti, che il silenzio, almeno postumo, è dovuto. Personalmente ritengo che è dovuto per correttezza interiore, ma è solo un’idea personale.

Faccio un esempio banale, semplificato, partendo da un presupposto che, in questi giorni, anima le discussioni nel mondo dei media e web.

Una donna aspetta un figlio, affetto da una malformazione genetica, alla diagnosi (direi piuttosto infausta) questa donna prende una decisione: abortire. Non se la sente di affrontare personalmente i problemi futuri che incontrerà e probabilmente, credo io, si sarà posta la drammatica questione della sofferenza che dovrà sopportare questo figlio, affetto da una sindrome molto debilitante fisicamente e psicologicamente e questa riflessione l’ha condotta a prendere una decisione drastica.

Di fronte a questa condizione io, come madre di un figlio nato fortunatamente sano, mi sono posta delle domande e ho fatto delle considerazioni.
Cosa avrei fatto se fossi stata quella donna?
Premetto, che durante la gravidanza avevo nei confronti di difficoltà e problemi connessi ad un’eventuale “malformazione” del feto e successivamente del bambino stesso, un’apertura totale. Avrei accettato, con totale disponibilità ed amore, un bambino affetto da qualsiasi patologia.
Purtroppo avrei sbagliato, non sapevo e non conoscevo una cosa basilare…. che credo ogni madre conosca solo dopo la nascita del proprio figlio… prima avrei accettato un figlio “diverso” solo per autoreferenza, egoismo e per un’ innata tendenza di molte donna che io chiamo “capacità di sostenere un martirio”, ma non sapevo cosa non avrei mai potuto sopportare e che invece oggi conosco molto bene e questa cosa è il “martirio” di mio figlio.

Con la conoscenza, avuta dall’esperienza, dell’amore che una madre è disposta a dare al proprio figlio, dimenticandosi totalmente di se stessa, io, come quella donna, avrei deciso di abortire e assicuro che non sarebbe stata sicuramente la scelta più facile.

Pertanto ritengo, che qualsiasi giudizio, espresso in questo frangente, sia totalmente soggettivo e non possa far parte della ” morale comune” (qualsiasi essa sia). Ritengo che parlare di questo o altri casi simili, non conduca a maggior rispetto delle idee, perchè queste idee si sfaccettano a seconda del vissuto di chi ne parla. Ritengo, a mio avviso, che una scelta così intima meriti rispetto e se personalmente avessi scelto una strada diversa, riconoscerei almeno un diritto a questa donna: IL RISPETTO DEL SILENZIO.

La fede o la non fede fa parte del credo personale, fa parte del vissuto di una persona, fa parte dell’insieme di regole che un essere umano si impone. Questo insieme di condizioni, non può o non deve essere condizionante per gli altri. Quello che i credenti non voglio intendere è che gli altri non hanno bisogno della loro morale e del loro dio, ma possono aver bisogno di sostegno e aiuto e di partecipazione pratica all’amore universale.
L’anima non è merce di scambio e sopratutto le parole non possono essere “catene” per l’umanità.

Il silenzio non è fallimento, il silenzio è rispetto.

Senza la minima animosità e voglia di prevaricazione
Ross

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4 commenti »

  1. Dall’albero del silenzio pende il suo frutto: la pace.
    (Shopenhauer)

    Commento di marisauno — 16 febbraio 2008 @ 11:40 | Rispondi

  2. Analogamente si potrebbe chiedere silenzio a certe menadi urlanti contro chi difende la vita.

    Perdonami ma non riesco a cogliere nelle tue parole se non l’invito per me a tacere mentre tutti gli altri fanno delle affermazioni che ritengo false e fuorvianti.

    Per quale motivo io rispetto il tuo diritto di dire la tua e tu non vuoi rispettare il mio diritto di dire la mia?

    Scusami se avessi frainteso, ma mi sembra proprio che mi vogliate mettere il bavaglio.

    Commento di violainevercors — 16 febbraio 2008 @ 11:43 | Rispondi

  3. @ violaine
    Non credo nei bavagli, a meno che non siano frutto di prevaricazione. Cosa che è talmente lontana dalla mia mentalità che dovrebbe saltarti agli occhi. Credo che tu quando volevi parlare, l’hai fatto e nessuno ti ha imposto di tacere. Credo anche che tu abbia comunque un seguito o forse meglio che tu sia figlia di un gruppo nutrito di persone che fanno della propria morale una bandiera e che questa morale, abbia grande visibilità e condizioni grandemente la vita pubblica.
    C’è chi ogni domenica da un grande pulpito lo fa e molti e molti altri lo fanno da posizioni di forza e di potere.
    Le menadi urlanti non ci sarebbero se il potere “della morale assoluta” non avesse voluto mettere un bavaglio e non mettesse in pericolo la garanzia di una scelta cosciente e motivata.
    Non ti costringo a tacere, non ne avrei ne la volontà, ne le armi, ma ti invito come donna ed essere umano a riflettere sull’opportunità di usare il silenzio come dimostrazione di rispetto verso gli altri.
    D’altra parte c’è chi già parla per te, senza magari aver provato sulla propria carne nessun insulto o nessun dilemma personale.
    Solo questo è il mio messaggio, niente di più e niente di diverso.
    Sempre e comunque nel rispetto delle diversità.

    Commento di rossaurashani — 16 febbraio 2008 @ 12:08 | Rispondi

  4. Come ti ho detto in oknotizie, non delego nessuno a dire come la penso io.

    Commento di violainevercors — 16 febbraio 2008 @ 12:40 | Rispondi


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