Lettere Al Futuro

17 febbraio 2008

Riflessioni sulla parola di Dio e sul termine eugenetica.

Filed under: PuntoD'Incontro — rossaurashani @ 13:28

Cara Violaine,

Con il termine eugenetica ci si riferisce a quella disciplina pseudoscientifica volta al perfezionamento della specie umana attraverso lo studio, la selezione e la “promozione” dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi (eugenetica positiva) e la rimozione di quelli negativi (eugenetica negativa).
Storicamente l’eugenetica è stata inventata da Platone (Pol. 458 segg.). Il Cristianesimo medioevale, dando per scontata la degenerazione umana dal peccato originale e l’intrinseca negatività dell’atto sessuale, lascia alla sfera ultraterrena ogni possibilità di “miglioramento”. Nel rinascimento Campanella, nella prospettiva utopica della “Città del sole” sostiene l’opportunità di combinare i matrimoni e controllare la vita sessuale dei cittadini. Tra Settecento e Ottocento si afferma la frenologia, disciplina che sosteneva di riuscire ad individuare dalla forma del cranio le tendenze psicologiche delle persone, in primis la propensione a devianza e criminalità. Successivamente, Herbert Spencer prese a prestito i concetti chiave dell’evoluzione darwiniana e li applicò alle scienze sociali, sostenendo l’opportunità e la necessità delle differenze sociali allo scopo di assecondare il naturale processo di selezione dei più adatti. http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica

Inutile spiegarti che già il termine eugenetica dà un valore negativo e deviante al lavoro di molti scienziati che studiano e ricercano nuovi percorsi per aiutare l’uomo e non come velatamente si fa intendere di uomini che ricercano a scopi amorali la razza perfetta e priva di ogni malattia.

Eppure anche il vostro dio che ha un amore filiale nei confronti degli uomini, dovrebbe stare a fianco dei genetisti per aiutarli ed ispirarli in questa terribile lotta.

Ho come la sensazione che voi interpretiate la vita, in modo non obiettivo, e che ( forse non ve ne rendete conto) vi allontaniate sempre più dalla volontà di un dio misericordioso.
Purtroppo la tua posizione e quella di altri sulla sofferenza è alquanto illusoria e parte dal principio che tutto è un dono di dio, sia la vita, sia il dolore che la morte.

Discutibile è il fatto che il tuo dio voglia proprio per noi anche il dolore e che non faccia niente per darci sollievo. Beh certo per voi il sollievo è la fede. Ma per tutti quelli che non la conoscono? Possibile che dio, sia come lo immaginate voi, settario e autoreferenziale?

Le mie domande sono retoriche ovvio. Sono nata in un mondo cattolico e ne conosco bene tutti i meandri. Malgrado ciò che sostenete dio non è la chiesa e la chiesa non è dio, fortunatamente.
Voi che appartenete alla chiesa e siete dei piccoli uomini, non arrivate neanche vicino alla volontà di dio. Anzi probabilmente lo avete frainteso e professate un credo che vi allontana da dio. Sarebbe bello che poteste dimostrarci il contrario?
Dio forse è più vicino all’eugenetica che alla catechesi?

Il correlare la scienza, che aiuta l’uomo, alla scienza che veniva utilizzata da persone per la selezione della razza è un fatto demagogico e basta. Come dire che tutti i romeni sono delinquenti o i rom ladri.

Non possiamo ritornare alle caverne ed accettare il destino per paura del nuovo e della scienza. Questa paura non fa onore alla tua intelligenza e sensibilità. Tirare una teoria, perchè di questo si tratta, per i capelli, per adattarla ad una visione quasi onirica della vita è triste e non produce consolazione.

Non è che ti dico, cara Violaine, cambia il tuo modo di vedere, ma ti sollecito a riflessioni profonde su qual è veramente la parola del Signore e la volontà di Dio. Se forse, per caso, la tua fede è un’illusione e se per caso le tue parole, alla fine appaiono degli involucri vuoti.

Come vedi, molte persone che hanno sofferto e che hanno avuto storie veramente toccanti, (e credo che siamo in molti tu compresa) hanno diversi approcci e propongono diverse soluzioni.

Io come madre, e lo ripeterò fino alla nausea, con l’esperienza della mia vita e della mia età, ho raggiunto la maturità dell’idea che non esiste atto più umano, amorevole e rispettabile di quello che conduce una madre all’aborto preventivo di un figlio affetto da gravi problemi. E credimi quando aspettavo mio figlio, non avrei mai abortito, anche se avessi saputo…. Io accetto e l’ho sempre fatto la mia sofferenza quello che, come madre, non posso più accettare è la sofferenza di mio figlio, di fronte a questa non solo avrei abortito, ma mi sarei fatta squartare

Non neghiamoci l’evidenza, queste discussioni sono fomentate da una chiesa che avendo molto potere sia sulla vita privata che sulla vita pubblica, frena i progressi della scienza e la libertà dell’individuo di decidere qual è il suo minore dei mali, favorendo una visione buonista e illusa che la vita dolorosa contiene una bellezza che quasi sempre non c’è, un calore che la società non dimostra mai e una fede che t’illude di recuperare nell’aldilà quello che hai perduto o non hai ricevuto nella vita terrena.

Voi che vi considerate i paladini di dio, i suoi soldatini, l’esercito d’amore, vi siete mai chiesti chi vi ha dato questa investitura? Forse basate le vostre illusioni per il solo fatto che dio anche con voi ha mostrato molta misericordia, senza mandarvi segni tangibili della sua ira e del suo scontento.

Sia chiaro o il dolore e la sofferenza sono doni di dio o sono frutto dell’uomo, in entrambi i casi sono un’ingiustizia sia divina che umana. Di fronte a questo abbiamo degli atteggiamenti differenti che permettono, a quelli come voi, di rinunciare a qualsiasi rivendicazione per un bene supremo (che forse esiste, ma non credo) mentre per gli altri è una lotta quotidiana per cercare di superare questi limiti con i mezzi che abbiamo a disposizione.

Io non ti impongo le mie scelte che non sono solo umane ma anche spirituali. Tu solleciti il mondo ad una morale cattolica, che non capisco, ma che trova tutto lo spazio che vuole. Tutto questo però non può andare a scapito della libertà mia o tua che sia. Io voglio che la scienza aiuti l’uomo e che sia l’uomo ad essere fautore di se stesso, chiederò sempre leggi che vanno in questo senso. Tu chiederai sempre un rapporto naturale con la vita e la morte, vivrai bene o male qui sulla terra, non approfitterai della ricerca scientifica che io chiedo, a meno che tu non lo voglia fare e morirai come ti è dato morire, ma sarà solo una tua scelta che non condiziona la mia.

Solo in questo modo noi possiamo essere fratelli.

Senza volerti imporre le mie idee

con stima Rossaura

Annunci

10 commenti »

  1. Conosco degli scienziati che studiano la gentica. La speranza di sconfiggere sofferenza e dolore sta in loro, in quelli come loro.
    Il dolore inutile, la sofferenza evitabile, dicono questi scienziati (alcuni sono credenti, si badi bene…), va combattuta.
    La malattia che ci strappa da una vita vera e piena, degna di essere vissuta dal primo vagito fino all’ultimo respiro.
    Penso che tra questi scienziati e Menghele ci sia la stessa distanza che c’è tra Gesù di Nazareth e la Santa inquisizione.

    Nella mia distanza con la Chiesa e la religione, tra il dio misericordioso e quello vendicatore, scelgo il primo.
    Tra Giovanni XXIII che scende tra la gente e Benedetto XVI seduto sul trono d’oro, scelgo il primo.
    Tra chi argomenta e chi insulta, indipendentemente da come la pensa, anche se non è d’accordo con me, scelgo il primo.

    Un sorriso affettuoso

    Commento di Comicomix — 17 febbraio 2008 @ 15:15 | Rispondi

  2. Rossaura dice: “Io come madre, e lo ripeterò fino alla nausea, con l’esperienza della mia vita e della mia età, ho raggiunto la maturità dell’idea che non esiste atto più umano, amorevole e rispettabile di quello che conduce una madre all’aborto preventivo di un figlio affetto da gravi problemi. E credimi quando aspettavo mio figlio, non avrei mai abortito, anche se avessi saputo…. Io accetto e l’ho sempre fatto la mia sofferenza quello che, come madre, non posso più accettare è la sofferenza di mio figlio, di fronte a questa non solo avrei abortito, ma mi sarei fatta squartare” e io non posso non domandarmi, ma non è che a volte diamo il nome di “sofferenza” a tutto ciò che ci chiederebbe fatica, a tutto ciò che ci obblifgherebbe ad interrogarci sulla vita e sulla morte?
    Mi spiego, recentemente sono stata alla festa di carnevale del CSE (centro socio educativo) un luogo che sta tra la scuola, il laboratorio, il centro di ritrovo, dove ragazzi con vari handicap ogni giorno si incontrano, fanno ginnastica, leggono il giornale, lavorano in latorio.
    Li guardavo mentre due di loro affetti dalla sindrome di down, ballavano il liscio, mentre alcuni saltavano in perfetta solitudine davanti al palco dove suonava il complesso musicale, c’era una ragazza su una sedia a rotelle che manovrava con l’unica mano libera ed era un vero pericolo pubblico, mentre ballava in mezzo alla sala, facendo piroette con la sua sedia e per bere aveva bisogno dell’aiuto di qualcuno, e così perpulirsi il naso ecc…
    Li guardavo e non mi sembravano infelici, non più di altri adolescenti e giovani che non hanno trovato risposte alla loro vita, li guardavo e non potevo fare a meno di pensare che dietro ad ognuno di loro cìè una famiglia, che li ama, ma che anche fatica, a volte si sacrifica, fratelli qualche volta trascurati,madri che hanno dovuto rinunciare al loro lavoro, famiglie che hanno dovuto cambiare le loro abitudini, fare vacanze in posti accessibili, pensare a un domani che garantisca a quei figli che sono sempre bambini un fututo…
    La soluzione però non è la loro eliminazione eugenetica, è caso mai il sostegno a chi affronta questa avventura, perchè quello che pesa non è il figlio disabile, è la solitudine, la mancanza di spazi per sè, ecc… il figlio non è un infelice, anzi molte volte è colui che ti insegna a essere felice, di ogni piccolo gesto, anche di una grattatina al naso che lui da solo non si sa dare.

    Commento di anerella — 17 febbraio 2008 @ 15:25 | Rispondi

  3. Preciso l’accezione in cui ho usato eugenetica: per me l’eugenetica è ogni pratica che tenda a selezionare la specie umana per desiderio di capelli biondi e occhi azzurri oppure affinché i figli obbediscano a determinati standard “umani” decisi da noi in base alle nostre preferenze.
    Dico poi che se il Dio in cui credo fosse quello che immagini tu, affermo con decisione che sarei davvero atea: un Dio fatto a mia immagine e somiglianza non sarebbe in grado di sorprendermi come sempre fa con il suo misterioso e benevolo disegno il dio di cui mi fido. Di un Dio a immagine e somiglianza dell’uomo è piena la storia delle religioni e se il Dio vero fosse così non ci sarebbe stato bisogno che si incarnasse in un uomo concreto, Gesù Cristo, per condividere tutta la sofferenza umana e donarle un senso.
    Degli altri dei, inventati dalla fantasia umana non so che farmene, mi interessa solo il Dio vero.
    Il dio che immagini tu, fatto a tua immagine e somiglianza, vorrebbe eliminare le creature che ha sbagliato nel creare con il generoso contributo dei genetisti perché da solo non ne sarebbe capace: un dio così te lo puoi tenere: proprio non mi interessa e soprattutto non è il Dio cristiano.
    Tu sei padronissima di considerare le mie parole involucri vuoti perché non cerco certo di elemosinare una comprensione della mia esperienza che ti assicuro è molto più concreta e reale di quanto tu possa anche solo immaginare. Solo che guardo la realtà intorno a me, guardo i miei amici (per non parlare delle mie personali esperienze) e vedo come siano lieti pur nella fatica di accogliere bambini in affido, assistere persone in difficoltà, curare pazienti terminali, ecc. in una esperienza di solidarietà umana che per fortuna capiscono anche molte persone che non sono crdenti.
    Tu vedi solo la tua esperienza di madre che posso capire benissimo, ma non è tutto: la realtà va oltre quello che tu riesci a vedere e mi pare scorretto giudicare gli altri in base alle proprie limitate visioni e esperienze.
    Sta’ tranquilla, il Cristianesimo che io vivo è quello vero, quello fondato da Gesù Cristo, secondo le caratteristiche che Lui stesso ha indicato e inaugurato, soprattutto quella dell’incarnazione.
    Il cristianesimo che io vivo nella Chiesa cattolica apostolica romana è l’esperienza più bella entusiasmante e corrispondente al mio cuore e che non mi ha mai deluso in 32 anni ininterrotti di vita cristiana, perché sa dare gusto e significato a qualunque esperienza della vita.
    Ma per capirlo non mi sono limitata a leggere quello che scrivono i giornali o certi libri: mi è bastato fare la cosa più semplice: seguire la curiosità desiderosa destata dal presentimento del vero che intuivo in un gruppo di persone che vivevano l’esperienza cristiana in modo diverso dai soliti formalismi.
    Da allora (32 anni fa) sono passata attraverso tutte le esperienze della vita, mia, dei miei cari, degli amici, della società, senza essere mai delusa sul significato vero del cristianesimo.
    Non pretendo che tu creda le mie parole, ma se ti preme un pochino la verità prova ad interrogarti del perché una persona (non una adolescente o una deficiente) può scegliere di essere fedele a qualcosa che tu non capisci.
    Se non ti interessa, non impedirmi però di dire quello che sostiene e rende bella la mia vita.
    Un’ultima precisazione: ci sono due modi per lottare contro le ingiustizie vere o presunte
    Il primo eliminare il problema alla radice uccidendo chi ne è portatore (è la soluzione più semplice e indolore per chi è sano)
    Il secondo è tentare con tutte le nostre forze di condividere il dolore intorno a noi, con il volontariato che per fortuna non è solo prerogativa dei cattolici e nel post che tanto ti ha scandalizzato parlavo appunto dell’esperimento di condivisione con i ragazzi down http://annavercors.splinder.com/post/15966005/Una+societ%C3%A0+eugenetica+%C3%A8+una
    Quanto alla ricerca scientifica mi vedrà sempre favorevole a patto che non arrivi a distruggere vite umane perché non voglio essere come Lenin che diceva che in nome dell’umanità era disposto ad uccidere tutti gli uomini!

    Commento di violainevercors — 17 febbraio 2008 @ 16:20 | Rispondi

  4. Le malattie genetiche sono tantissime, alcune davvero molto rare su cui nessuno spende un soldo di ricerca, alcune davvero poco somiglianti alla vita.
    Hai partecipato ad una festa di ragazzi che stanno “relativamente” bene, poichè sono in grado di ballare, lavorare, far ginnastica, leggere. Ah, beh, allora!?
    L’anno scorso ho trascorso quasi un mese in una clinica dove il bimbo che stava meglio aveva una crisi epilettica ogni 5 minuti, il visino mostruoso, nessuna vaga facoltà di linguaggio o deambulazione, conosceva solo atroci sofferenze: 8 anni. Quale felicità poteva mai dare, povera creatura?
    Alcuni bimbi devono subìre interventi continui (ad es. quando si vive in carrozzella le costole a volte si piegano…), tanti bambini down muoiono di cancro o per gravi cardiopatie.
    Dov’è la selezione della razza in chi, venendo a conoscenza in anticipo di una grave malformazione del bimbo che porta in grembo, decide per il NO?
    Chi siamo noi per giudicare? Perchè mai dovremmo arrogarci questo diritto? Un cattolico decide per il sì, massimo rispetto. Un altro dice no, massimo rispetto anche per la sua scelta.
    Sapete in quale incubo vivono i genitori dei disabili gravi? Il dopo di loro. Chi si prenderà cura con lo stesso amore, dove finiranno, che ne sarà dei loro figli?
    Avete mai conosciuto un bimbo con grave idrocefalo congenito?
    Ne era affetto il fratellino di un mio compagno di giochi, non lo dimenticherò mai.
    Rispetto, rispetto, solo silenzioso rispetto verso chi sceglie sia per il SI’ che per il NO. Non mi permetterò mai di giudicare nessuno in questo delicatissimo argomento.

    Commento di marisauno — 17 febbraio 2008 @ 16:57 | Rispondi

  5. @ Marisauno
    Ti ringrazio, per aver detto meglio di me e con così tanto vigore quello che non sono riuscita a spiegare con il mio post.

    @ Carlo
    Ringrazio anche il tuo intervento perchè conosco la tua esperienza e so quanto dolore genera ma anche quanto calore ha saputo dare.

    @ Anerella
    Sono convinta , come Marisa, che la realtà non è solo quella dei buoni sentimenti e dei figli diversamente abili, amati e protetti dalle famiglie. Esistono realtà sommerse e invisibili che mettono a dura prova anche le fedi più accese.
    Con questo non asserirò mai che son da buttare i figli che nascono male e da tenere solo i sani e mi pare di averl ampiamente dimostrato. Il mio discorso mira solamente a rendere giustizia a questioni che molto spesso vengono giudicate sommariamente ed ingiustamente.

    @ Violain
    Ho risposto sul tuo post e non sul mio, dicendo comunque le stesse cose che avrei detto qui.
    Dio non è a mia immagine e somiglianza, e lo dici tu, che ne hai grande esperienza, certamente però il tuo dio manca di una cosa che forse lo potrebbe avvicinare alla perfezione e questa cosa e’ L’UMANITA’.

    Commento di Rossaura — 17 febbraio 2008 @ 19:38 | Rispondi

  6. Rossaura, se il mio Dio ha una cosa è proprio l’Umanità. Si è fatto uomo, sai. Poi l’hanno ammazzato.
    Se c’è una cosa che ho capito dell’Uomo è che spesso ricopre di parole belle il proprio male. Di per sè Eu-genetica è una parola bellissima. Ma il risultato è che qualcuno decide se qualcun altro può vivere o morire. Che dice “così va bene, questi sono uomini; questi altri no.”
    Tu giustamente dici di non giudicare: ma dire che una persona non può vivere, non deve vivere, è un giudizio molto più forte e duro.

    So cosa vuol dire vedere soffire un figlio e non potere fare nient’altro che stargli vicino. Ma “quello che…non posso più accettare è la sofferenza di mio figlio” vuol dire che non è la sua, ma la tua sofferenza, la tua impotenza che non riesci ad accettare. Una impotenza così grande da volere eliminarne la causa.
    Ci dài degli illusi, dei mitomani in cerca di potere, che disprezzano la scienza. La mia esperienza mi insegna che dove ci sono questi dolori ci sono cristiani che aiutano, cristiani che cercano una via per lenire quei dolori (anche con la scienza, ma quella che non uccide) e quando non ci riescono accompagnano, stanno vicino, amano.
    In tutti gli altri posti non c’è altro che morte.
    Qual’è la posizione più umana? Rifiutare il dolore, o abbracciarlo?

    Commento di Berlicche — 18 febbraio 2008 @ 09:45 | Rispondi

  7. Il Cristianesimo medioevale, dando per scontata la degenerazione umana dal peccato originale e l’intrinseca negatività dell’atto sessuale, lascia alla sfera ultraterrena ogni possibilità di “miglioramento”.

    Ma lo sa rossaurashani qual è il peccato originale? La superbia di voler essere come Dio.
    Il sesso non ci azzecca proprio. Ed è proprio falso che nel medioevo la Chiesa considerasse l’atto sessuale intrinsecamente negativo. Erano gli eretici come i Catari che avevano un approccio strettamente dualistico proprio di tutti i manicheismi, per cui:

    “La convinzione che tutto il mondo materiale fosse opera del Male comportava il rifiuto del battesimo d’acqua, dell’Eucarestia, ma anche del matrimonio, suggello dell’unione carnale, genitrice dei corpi materiali – prigione dell’anima. L’atto sessuale era infatti visto come un peccato gravissimo, soprattutto in quanto responsabile della procreazione, cioè della creazione di una nuova prigionia per un altro spirito.”
    http://it.wikipedia.org/wiki/Catarismo

    Nel rinascimento Campanella, nella prospettiva utopica della “Città del sole” sostiene l’opportunità di combinare i matrimoni e controllare la vita sessuale dei cittadini.

    Campanella non mi pare proprio un esempio utile a capire la posizione cattolica, visto che fu sottoposto a un processo inquisitoriale per le sue posizioni poco in linea con la dottrina…

    Tra Settecento e Ottocento si afferma la frenologia,

    E allora? La frenologia è fuffa ideologica antiscientifica. Spero non si voglia tornare alla sterilizzazione dei sospetti di comportamenti antisociali, come si faceva nelle socialdemocrazie scandinave già all’inizio del XX secolo (e in Svezia fino agli anni 60)!
    Tanto varrebbe parlare di astrologia.
    Un sistema sicuro per fare 6 al superenalotto non ce lo vuole svelare?

    Inutile spiegarti che …

    Con uno che parte così, sottintendendo che sono un cretino o sono pronto a negare la realtà per ottenere i miei scopi, mi pare perfino inutile stare a perdere tempo tentando un dialogo che per forza di cose sarà infruttuoso.
    Quando si dimostrerà un po’ meno superbo (ah, il peccato originale…) e meno imbevuto di luoghi comuni, magari, ne possiamo riparlare.
    Nel frattempo si ripassi i tanti sostenitori del darwinismo sociale che diedero un contributo alle teorie sulla superiorità di certe razze, teorie che vennero mutuate dai nazisti per giustificare la soluzione finale.

    Commento di mauro — 18 febbraio 2008 @ 09:58 | Rispondi

  8. Cari Berlicche e Mauro
    Vi accumuno ad una unica risposta e mi scuso, ma non mi va di ripetermi
    ……. Lei sta per Voi……
    innanzi tutto la lettera aperta non era indirizzata a lei bensì a violaine con la quale non era il primo post su cui verteva la discussione. Probabilmente non ha potuto seguire le altre occasioni di scambio di opinioni.
    Il “cappello” del post come può vedere è la definizione di eugenetica tratto da wikipedia, preso pari pari. Non aveva nessun intento di approfondimento di una questione così largamente dibattuta come questa “scienza”
    Non mi riferivo a lei dicendo, che era inutile spiegare cose che ci eravamo già ampiamente dette e chiarite.
    La questione più serenamente e pacatamente (se me lo concede) verteva su l’interpretazione negativa che veniva attribuita ad eu-genetica da una coautrice del blogg. Le motivazioni per questa lettura in chiave negativa ho cercato di spiegarle, ma forse, visto il suo appunto, non ci sono riuscita fino in fondo.
    Se lei è cattolico e dice che la eugenetica è fatta solo per creare razze ariane, o meglio razze perfette ed è inoltre la scienza che tende ad eliminare l’umanità imperfetta, con aborto, eutanasia e via dicendo….. ponendo poi come alternativa la visione cattolica e buonista, della soluzione naturale della vita e dell’abbraccio del dolore, attraverso il sacrificio per l’amore di dio. Beh… mi creda abbiamo veramente ben poco da dirci.
    Lei parte prevenuto e in modo totalizzante, arriva a conclusioni arbitrarie e ritiene scontato che chi le sta attorno abbia la sua stessa fede o condivida la sua stessa voglia di martirio.
    Come molti cattolici tende a considerare la morale cattolica come assoluta e come giusta l’etica che ne deriva.
    Mi spiace deluderla, nella società, malgrado il potere che spesso le religioni hanno, e nella nostra specificatamente quella cattolica, non è affatto scontato che sia la vostra l’unica morale accettabile.
    E se la vostra posizione nei confronti degli studi genetici è quella di applicare la vostra morale prevenuta, devo per forza dissociarmi e dire che con un pò più di elasticità mentale, non applichereste alla società dettami morali che forse (ma io lo toglierei questo forse) derivano da una cattiva e a volte in malafede applicazione della parola di dio.
    La vostra morale non è assoluta, perchè è stata una morale che si è trasformata nel corso dei secoli, quindi è stata condizionata da usi, costumi e idee dei tempi.
    Magari fosse che anche oggi foste meno attaccati al passato e più al presente, potreste davvero essere la salvezza di molte sofferenze, e sareste davvero più vicini a quello che dio ci ha veicolato con l’umanità del figlio.
    Io sono agnostica e pertanto non sono condizionata come lo siete voi. Come agnostica rispetto benissimo le vostre idee e condizionamenti, ma non accetto nessun condizionamento che mi venga imposto da voi. Non so se lei sa cosa vuol dire avere un figlio, non so come vivrebbe il suo martirio e non lo voglio neanche sapere perchè ogni persona fa a seconda delle sue possibilità, per me il dolore di un figlio disabile e tormentato, come il dolore di un famigliare in stadio terminale di malattia sono insostenibili, sarei disposta a farmi squartare o a farmi il carcere a vita per loro. Queste sono scelte da rispettare come io rispetto le vostre. Non ditemi però che nel vostro mondo vedete solo amore, comprensione, collaborazione, partecipazione, abnegazione, non solo non ci credo, ma vi assicuro che ho anch’io gli occhi per vedere e qualche volta vedo cose che mi rivoltano l’anima.
    Pertanto mi auguro che abbiate letto alcuni commenti che sono arrivati prima dei vostri il che , secondo me avrebbe dovuto farvi tenere un profilo più possibilista.
    Senza animosità, come sempre.
    Ross

    Commento di rossaura — 18 febbraio 2008 @ 16:23 | Rispondi

  9. Questo è il classico “giramento di frittata”.
    Non ci penso proprio di imporre qualcosa a qualcuno. Non riesco nemmeno a imporre a rossaura di piantarla con i soliti luoghi comuni…

    Il rispetto della vita umana è una prerogativa dei cattolici che un ateo o un agnostico non può condividere?
    No.
    Altrimenti i non cattolici sarebbero messi male.
    La vita di un malato vale meno di quella di un sano?
    No.
    Una persona che oggi è sana può avere la garanzia di vivere una vita senza sofferenze?
    No, quindi perché avere tanta fretta nel sopprimere un essere umano unico e irripetibile perché NOI pensiamo che preferirebbe non esistere?

    Come si vede basta un po’ di buon senso per rifiutare qualsiasi ragionamento eugenetico.
    La ricerca scientifica è benvenuta se serve per guarire le malattie, non per sopprimere il malato.
    Chi è prevenuto?

    Per la cronaca: so bene cosa significa avere dei figli. E pure perderli.

    Commento di mauro — 18 febbraio 2008 @ 17:21 | Rispondi

  10. Se dai che vuol dire caro Mauro saprai anche com’è difficile giudicare.
    Se siamo messi male noi o voi non mi è dato a sapere, come non lo è dato a te d’altra parte.
    Magari non sei tu ad imporre qualcosa, ma lo fa chi con te ha potere. Spiegami perchè oggi anno domine 2008 si suonano le trombe e si sguainano le spade contro una legge che ha nientepopodimenoche 30 anni e che ha sancito il diritto ad avere una maternità desiderata e sicura.
    Non pretendo che portiate rispetto per chi non la pensa come voi, almeno per chi come me lo fa in via teorica. Però sono capace anch’io ad essere aggressiva se si interviene intimidendo una donna che ha fatto una scelta che la legge le consente. Oppure sarebbe meglio che si sottoponesse a pratiche illegali nella mani di esseri spregevoli che la fanno abortire per denaro o sotto le mani sporche e il ferro da calza di una mammana?
    Non tentare l’operazione di mettermi in bocca ciò che non ho mai detto. La vita di un malato non vale meno di quella di un sano, ma stiamo parlando di vita e non di agonia. Stiamo parlando di persone che hanno una vita e magari una famiglia che li accudisce e gli vuol bene. Non di quelli che già prima di nascere hanno il destino segnato da sofferenze che non possiamo immaginare. Vuoi dire che voi cattolici siete nati padri e madri perfette? Che dio vi ha fatto il dono di essere giusti e meravigliosi? Non avete mai rovinato la vita a nessuno con i vostri pregiudizi e le vostre moratorie?
    Senti, se voi, approfondisco, ma le frittate le fate voi con i vostri discorsi fatti con lo stampino.
    Non sono io che vedo, luce e calori che sopporto il dolore come un dono di dio, che vivo in un mondo sterile e appagante pieno di gente buona e disponibile che si dà tanto da fare per gli altri.
    Tu pensi che io sbaglio. Bene, sto sbagliando e allora? Tu non arriveresti mai all’aborto (bella forza sei un maschio) perfetto, non arrivarci. Ma puoi fare a meno di intrometterti su una legge che da quando esiste ha soltanto regolamentato una procedura che precedentemente esisteva ed era quella sì criminale.
    Sul rifiuto della genetica, basta un pò di malafede cattolica, caro mio, vuoi vedere che adesso faremo giudicare a voi se questa scienza merita o non merita considerazione?
    Proprio a voi che vivete nel pregiudizio e vi intrufolate nei sensi di colpa del genere umano?
    No questa volta è davvero un bel NO

    Commento di Rossaura — 18 febbraio 2008 @ 22:16 | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: