Lettere Al Futuro

27 febbraio 2008

Quando sciopera il prossimo tuo

Filed under: AngoloRelax — mt70 @ 13:02

Un pomeriggio di qualche giorno fa. Ipermercato Panorama di Roma Aurelia.

Ricotta, pane, latte, prosciutto …. Si, ho preso tutto, e si è fatto anche tardi meglio mettersi in fila alla cassa.

La solita fila interminabile, i soliti treni di carrelli colmi a sfidare le più elementari leggi fisiche, ma è un prezzo che ho deciso di pagare quando sono entrata qui, e pago pegno senza fiatare, come sempre.

Una voce sacrilega rompe all’improvviso il rito dell’acquisto quotidiano e pronuncia, con voce neanche troppo ferma: “CASSA CHIUSA”.

“Ma che’ sta’ a dì” è la risposta che si leva dalla folla inferocita, “ce dovevi avvertì prima, è n’ora che stamo in fila”.

Il cassiere continua : “Siamo in agitazione, il personale sciopera per protestare contro il piano di licenziamenti approvato dall’azienda, ma stanno aprendo altre casse, se volete potete andare lì, ma sbrigatevi perché potrebbero chiudere anche quelle se non vi decidete”.

Da lontano penso con enorme stizza: “che cavolo di protesta assurda, gli unici che ci rimettono sono i clienti ….”

 E nel frattempo si forma un turbine di gente che insegue una cassa disponibile paragonabile a questa celeberrima scena:

io, che riguardai, vidi una ‘nsegna
che girando correva tanto ratta,
che d’ogne posa mi parea indegna; 

e dietro le venìa sì lunga tratta
di gente, ch’i’ non averei creduto
che morte tanta n’avesse disfatta

Io insisto, chiedo e ottengo di terminare la mia avventura alla cassa alla quale ho cominciato la fila, perché ci sono solo due carrelloni davanti a me, e verranno accontentati. Ascolto con malcelata rabbia il dialogo tra il cassiere e il cliente che sta servendo:

“Non potete scioperare senza regole, dovevamo essere avvertiti prima di entrare qui di questa situazione, capisco la vostra protesta ma non ci si comporta così!”

“Se dici che mi capisci, allora sappi che sono 25 anni che lavoro qui e verrò mandato via senza una motivazione plausibile, se dici che mi capisci non puoi rispondermi così, altri clienti hanno lasciato la spesa qui, sul nastro, e sono venuti con noi fuori l’altro giorno … Loro capivano …”

Io, non mi vergogno di dirlo, parteggiavo sfacciatamente per il cliente, non mi è mai piaciuta l’assenza di regole.

Ma poi avvicinandomi alla cassa, oltre a sentire, ho potuto anche vedere. E ho visto un gesto che ha mutato la mia rabbia, la mia indignazione in perplessità prima, in comprensione e partecipazione subito dopo.

Il cassiere teneva le labbra strette strette , serrate e tremanti.

Superficialmente questo atteggiamento può essere scambiato per paura, ma non è così. Io lo so bene, è qualcosa che fa parte di me, è un gesto che ho fatto per tanto tempo, tanto da modellare il mio viso e formare le uniche due pieghe di espressione che ho ai lati della bocca.

Non è paura, ma tensione estrema, continuata fino al limite, senza tregua. E’ il risultato della consapevolezza che sei in una situazione senza uscita e in questa situazione ci hai trascinato anche tutti quelli che dipendono da te, di cui sei responsabile.

E allora penso che solo ora vedo questo povero diavolo come un essere umano, e mi vergogno .

Spero cassiere senza nome di aiutarti un po’ con questo post. Anche perché ho visto che solo due giornali locali si sono occupati  di te e dei tuoi 88 colleghi, e forse se non si fa parte di una categoria forte, come quella dei camionisti, ad esempio, non ti ascolta nessuno.

Qui i link per chi vuole saperne di più:

http://www.corriereromano.it/news/2818/Dipendenti-Panorama-in-protesta.html

http://spqr.magazineroma.it/articolo/lavoro-sciopero-e-protesta-a-via-rigamonti

  

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