Lettere Al Futuro

7 marzo 2008

Dedicato a tutte le donne

Filed under: DemocraziaAlFuturo — mikelogulhi @ 20:46
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Domani sara’ l’8 marzo, la festa della donna. La vera origine di questa festa e’ controversa come potete constatare da quest’articolo di Wikipedia (in particolare qui).

Anche se l’avvenimento non fosse accaduto realmente, lo sfruttamento della manodopera nell’800 e agli inizi del ‘900, in particolare quella femminile, e’ un fatto acclarato da tutti i libri di storia e da tutti gli storici seri. Che poi si possa trovare qualche storico “bizzarro” che neghi tale sfruttamento e’ possibile: d’altronde se ci sono dei “sapientoni” come Irving che negano l’Olocausto…

Tornando a bomba, la discriminazione verso le donne ha radici antiche, come mostra il maschilismo di molte lingue vive e morte, naturali ed artificiali, per questo la lingua che sto costruendo per diletto ha fra le sue caratteristiche-base la parita’ di genere…

La soluzione non e’, secondo me, il “femminismo”, ma la soluzione e’ il “paritarismo” cioe’ il credere che gli uomini e le donne debbano avere pari opportunita’. Quest’idea espressa da questo neologismo, di cui sono uno dei “sostenitori della prima ora” e’ talmente radicata nel mio “sistema di idee” che nel mio piccolo saggio (“Il Mondo Futuro”) ho scritto:

bisognerebbe istituire “quote rosa” e “quote azzurre” del 33,3% (ovvero di 1/3) in tutti i lavori, eccetto quelli poco gratificanti e tipicamente maschili (come il muratore) o femminili (i lavori di cura).

L’altro 33% sarebbe invece lasciato al merito e, eventualmente, a quote per i disabili. Questa doppia quota non sarebbe una “forzatura socialista-egalitarista”, ma anzi avrebbe un preciso valore culturale e scientifico, in quanto e’ dimostrato (almeno allo stato attuale delle conoscenze) che le donne utilizzano il cervello in maniera, seppur di poco, differente rispetto agli uomini (e viceversa). Cio’ vuol dire che in una “squadra” (o team o équipe) di lavoro e ricerca scientifica la presenza di entrambi i sessi potrebbe permettere di vedere lo stesso problema da angolazioni differenti e, quindi, di arrivare piu’ facilmente e velocemente alla risoluzione dello stesso.

Il “paritarismo” e’ uno degli aspetti di quella “uguaglianza non omologatoria” di cui parlo nel mio saggio, ma questa e’ un’altra storia.

Mi piace pero’ finire questo breve articolo con parole non mie, ma dell’amico e maestro di blog Riccardo, parole dal sapore quasi profetico: spero che il termine finisca presto di essere neologismo, trovare a pieno titolo ospitalità nel Devoto-Oli, per poi scomparire del tutto.

Un saluto a tutte (e a tutti),

Mikelo

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5 commenti »

  1. Un bell’articolo, Mikelo, che affronta il tema con semplicità e con chiarezza.
    Paritarismo, questo è l’obiettivo.
    Un sorriso paritario
    Mister X di Comicomix

    Commento di Comicomix — 7 marzo 2008 @ 21:22 | Rispondi

  2. per me la donna, non è solo ricordare in questo giorno,ma è d’amare sempre perchè,quando nasci prende il volto della mammma,e chi c’è miglior simbolo per una donna?,la Mamma!!;da ragazzo cominci a vedere una nuova figura che prende il corpo della tua ragazza ,che poi,di solito diventa tua moglie o la tua compagna,che spesso diventa la mammma dei tuoi figli,che a loro volta procreano altri figli e la tua donna diventa la cara nonna per loro; e molte voltela persona che ti assiste nei tuoi ultimi anni di vita è sempre lei la tua compagna che con amore e pazienza cerca di alleviare il più possibile le tue sofferenze di vecchio brontolone;quindi da quando nasci fino alla fine della tua esistenza in questo mondo sempre la donna devi ringraziare e festeggiare.

    Commento di adriano49 — 7 marzo 2008 @ 22:40 | Rispondi

  3. Bravi siete un ottimo gruppetto di uomini, apprezzo il vostro impegno e le vostre ragioni…. d’altra parte sono donna e credo che l’uomo sia il dono più bello che si possa ricevere 😉

    Un abbraccio e un sorriso malizioso
    Ross

    Commento di rossaurashani — 7 marzo 2008 @ 23:05 | Rispondi

  4. @ Mister X:
    rinnovo il “grazie paritario”. 🙂

    @ adriano49:
    sono d’accordo: il “paritarismo” e’ una filosofia ed una prassi da attuare 365 giorni l’anno.

    @ Rossaura:
    mi sembra che il tuo messaggio abbia un doppio significato (ma magari sono io troppo “malizioso”, in tal caso non considerare la seconda parte):
    per la parte seria ti dico grazie 🙂 ;
    per la parte “maliziosa”: certo la “donna” e’ un dono, ma e’ soprattutto un “soggetto” alla pari (e in tal senso gli uomini sono per lei un “dono”).
    E’ il problema filosofico che nel catechismo post-cresima enunciai con la frase “gli altri per gli altri siamo noi” cioe’ dobbiamo riconoscere a chi e’ altro rispetto a noi innanzitutto il carattere di “soggetto” e solo poi quello di “oggetto” . La parita’ e’ innanzitutto riconoscere l’altrui soggettivita’ e, per quanto mi riguarda, di questo ne sono ben conscio in teoria e cerco di applicarlo in pratica.

    Cari saluti, 🙂
    Mikelo

    Commento di mikelogulhi — 7 marzo 2008 @ 23:46 | Rispondi

  5. Scusami. Lo so che non ho alcun diritto di piombare qui a concionare dopo che ci sono capitata per caso (cercavo una bella immagine di mimose), ma ho letto due righe, mi sono incuriosita e… ho letto tutto.
    Davvero non è mia intenzione seminare zizzania, ma te lo posso dire? non sono d’accordo… non sul “paritarismo”, ma sulle quote e sui lavori “tipicamente…”.
    Sulle quote, perché le donne (come gli uomini, gli anziani, gli operai etc) non sono un tutto unico, quindi secondo me non è sensato farne una categoria. Se per caso nel 33% destinato alle donne ci finisce una Mata Hari nel gruppo, chessò, accoglienza agli stranieri, secondo te funzionerebbe? Secondo me il problema sarebbe da risolvere in altro modo, ma ammetto che è più complicato: bisognerebbe che “la partenza” fosse uguale, ed “il percorso” pure. Intendo la possibilità di studiare e di far carriera, di non doversi comunque accollare due compiti (casa e lavoro, ma magari ci dovrei aggiungere anche figli ed anziani) ed avere le stesse gratificazioni in termini di risultati, velocità di carriera e retribuzione. Cosa che non mi sembra possa essere garantita a quel terzo di scienziate, ad esempio, che quando escono dal laboratorio devono andare a casa ad occuparsi della cena…
    Per l’altro aspetto, non sono d’accordo sul fatto che i lavori di cura siano “prettamente femminili”. Il mio compagno si occupa di assistenza sanitaria: la pazienza, la dolcezza che lui dimostra alle sue vecchiette è indubbiamente maggiore – e di molto – di quella che avrei io. Il che, a mio avviso, dimostra che “uomini” e “donne” non sono categorie. Abbiamo un cervello diverso, va bene. Ma – per fortuna! – non è che tutti gli uomini ce l’abbiano uguale… altrimenti sareste nemici tutti, e NON E’ VERO.
    Però ti ringrazio: il tuo post mi è piaciuto.
    Scusami ancora.
    elena

    Commento di solleviamoci — 8 marzo 2009 @ 19:12 | Rispondi


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