Lettere Al Futuro

17 marzo 2008

17 Marzo 2008: il crollo del liberismo?

Forse un giorno i posteri ricorderanno la data di oggi, caratterizzata dal crollo delle borse mondiali e da pareri di numerosi esperti (come il direttore generale dell’FMI, Strauss-Kahn) che ritengono che la crisi statunitense e mondiale durera’, come il giorno del crollo del liberismo e affiancheranno questa data al 9 novembre 1989, quando il crollo del muro di Berlino ha portato al crollo del comunismo. Il liberismo rappresenta l’altra grande ideologia materialistica oltre al comunismo ed e’ retaggio anch’essa dell’800 e del ‘900.

Il materialismo, sia nella sua versione liberistica che socialista ha dato molto al dibattito dialettico, ma ha fallito. Ha fallito perche’ non ha saputo dare delle risposte alle esigenze dell’Umanita’. Ha fallito perche’ ha ritenuto che l’essere umano fosse solo materia, ma non e’ cosi’, non e’ mai stato cosi’, non sara’ mai cosi’.

Ha fallito perche’ ha voluto sostituire Dio con delle presunte entita’ onniscienti: lo Stato per il Comunismo, il Mercato per il Capitalismo/Liberismo. Dio non solo non e’ morto, ma si e’ dimostrato piu’ forte. Piu’ forte dello Stato, piu’ forte del Mercato. Dio non si occupa prevalentemente di politica o di economia ma, piuttosto, si occupa principalmente dell’uomo, sia come singolo, sia come collettivita’.

Dio e’ in ciascuno di noi che possiamo, se vogliamo, costruire un futuro migliore andando al di la’ delle ideologie 800/’900esche e farci promotori/-trici di nuove, impensabili forme di convivenza umana.

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10 commenti »

  1. Mi spiace che nessuno commenti: il tema mi sembrava interessante e la crisi economica che stiamo attraversando gravissima.

    Pazienza 🙂 ,
    Mikelo

    Commento di mikelogulhi — 17 marzo 2008 @ 19:48 | Rispondi

  2. Non so se questo giorno sarà ricordato come il crollo del liberismo. Secondo me il liberismo, come il marxismo, non crolla in quanto teroia o se si vuole utopia con cui leggere ed interpretare la realtà. Se per esso si intende la semi-caricatura che ne è stata fatta a partire dagli anni 80, con la Reaganomics e le – per me – bizzarre teorie di Firedman e Barro, allora esso sta effettivamente crollando.

    E mi spiace che lascerà molto morti e feriti (purtroppo, non solo in senso lato) sul terreno. Ma è durato fin troppo. Di un nuovo modello di sviluppo (e non a caso non uso la parola crescita, abbiamo tutti un gran bisogno. Anche i nostri figli.

    Su dio invece, sinceramente, non ti seguo (come forse sai ho le mie idee in materia). Diciamo che in generale diffido di tutte le entità onniscenti e che comunque, tra dio mercato e stato, scelgo sempre e comunque l’essere umano.

    ^_^

    Commento di Comicomix — 17 marzo 2008 @ 20:35 | Rispondi

  3. Volevo scrivere Friedman. Milton Friedman. 🙂

    Commento di Comicomix — 17 marzo 2008 @ 20:35 | Rispondi

  4. Il liberismo crolla, secondo me, come teoria onnicomprensiva, unica ed estremistica (quella che chiami “caricatura”;).

    Su Dio lo so che abbiamo posizioni diverse, ma mettere al centro Dio vuol dire, per me, mettere anche al centro l’uomo.

    Per il resto sono totalmente d’accordo.

    Ti ringrazio per il tuo commento come sempre puntuale e garbato 🙂

    Mikelo

    Commento di mikelogulhi — 17 marzo 2008 @ 20:47 | Rispondi

  5. Concordo con Comicomix,quando dice che il liberismo e il marxismo non possono crollare in quanto sono teorie, e sono convinta che per uscire da questa situazione bisogna creare un modello di sviluppo compatibile proprio con questo nuovo mondo globalizzato, dove l’uomo non e’ un’entita’astratta ma la forza determinante del nostro futuro.
    Complimenti per l’argomento proposto

    Commento di annuska62 — 17 marzo 2008 @ 22:12 | Rispondi

  6. P

    Commento di luciindescai — 18 marzo 2008 @ 00:33 | Rispondi

  7. Proprio stasera leggevo un articolo sulla grave crisi economica che investe i nostri tempi e la nostra società
    http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=6248
    “In prima battuta si puo’ dire che con la crisi attuale siamo al punto d’arrivo non della globalizzazione in quanto tale (che non significherebbe niente), ma di quel tipo di “globalizzazione anglosassone” avviata alla fine degli anni Settanta dalle politiche neoliberiste della Thatcher e, poi, di Reagan. Detto in altri termini e con un po’ di semplificazione siamo di fronte al fallimento di quel particolare modello di capitalismo anglosassone – chiamato così in contrapposizione al “modello renano”, cioè dell’Europa continentale – che ha dettato metodi e tempi del processo di globalizzazione che abbiamo vissuto in questi anni, predicato come la meta che le economie di tutto il mondo avrebbero dovuto raggiungere e che invece è stato fonte costante di destabilizzazione fino al botto dei nostri giorni.”
    Comunque parlare di liberismo e di marxismo non è la stessa cosa , sono d’accordo con Carlo e annuska per quanto riguarda le loro diverse connotazioni, neanche la teoria materialistica della storia fa una lettura dell’economia a scopi didattici.
    Che stia crollando il capitalismo lo stiamo vedendo oggi e c’è ben poco da fare visto che noi (come Europa) abbiamo avuto fortunatamente un altro approccio al liberismo. Ma questo non ci salverà dal baratro, perchè siamo anche oggi tutti americani…
    Per quanto riguarda Dio, come ben sai sono agnostica, mi fa piacere pensare che per molte persone sia un Dio vicino alle necessità umane, ma per molte ragioni non credo affatto che sappia far fronte a questa bisogna.
    Comunque è stato un post stimolante e se vuoi ne riparleremo.
    Rossaura

    Commento di luciindescai — 18 marzo 2008 @ 00:48 | Rispondi

  8. @ annuska:
    quanto tu dici:
    “il liberismo e il marxismo non possono crollare in quanto sono teorie”
    fai un’affermazione estremamente interessante, perche’ Popper diceva che le teorie “non falsificabili” (quindi con la mia terminologia “che non possono crollare”) non sono teorie scientifiche.
    Se invece possono crollare (e secondo me e’ cosi’), sono crollate e le teorie sbagliate non sono scienza che, a differenza dell’arte, e’ selettiva (cio’ e’ sia un pregio che un difetto).
    Dici inoltre:
    “creare un modello di sviluppo compatibile proprio con questo nuovo mondo globalizzato, dove l’uomo non e’ un’entita’astratta ma la forza determinante del nostro futuro.”
    Parole sante, pienamente d’accordo. 🙂

    Mikelo

    Commento di mikelogulhi — 18 marzo 2008 @ 13:48 | Rispondi

  9. @ Rossaura/luciindescai:
    sono d’accordo sul fatto che e’ crollato il capitalismo anglosassone, ipercompetitivo.
    L’altro capitalismo lo definerei “capitalismo continentale europeo” (sebbene il centro dell’economia sia nella valle del Reno, analogamente alla megalopoli US) e “resiste” in quanto non e’ un capitalismo “puro” ma e’ contaminato da altre esperienze (socialista, cristiana, ambientalista, illuminista, ecc),,,
    Questa “contaminazione” che porta ad un’ “insalata mista” in cui i singoli pezzi sono visibili (e non ad una “marmellata uniiforme”) e’ una discreta base per il futuro, anche se su alcuni valori bisognera’ prendere delle decisioni importanti e, possibilmente, stabili…
    Anche sulla lingua inglese ci sarebbe molto da ridire, nonche’ sul fatto che favorisca la dislessia nei bambini… vedete wikipedia “TRASPARENZA LINGUISTICA”, non tanto l’articolo che ho scritto io (che e’ comunque interessante e in cui ho cercato di mantenere un “punto di vista neutrale”), ma i riferimenti (o “link”) su cui si basa…
    hai scritto:
    “Che stia crollando il capitalismo lo stiamo vedendo oggi e c’è ben poco da fare visto che noi (come Europa) abbiamo avuto fortunatamente un altro approccio al liberismo. Ma questo non ci salverà dal baratro, perchè siamo anche oggi tutti americani…”
    Purtroppo hai ragione e i problemi ambientali stanno diventando pressanti e il cambiamento climatico evidente (come purtroppo ho constatato di persona, seppur per pochi giorni all’anno, fortunatamente…)

    Cari saluti a tutti,
    Mikelo

    Commento di mikelogulhi — 18 marzo 2008 @ 14:01 | Rispondi

  10. ワキの脱毛はシェーバーでやるよりも脱毛専門店で本職に依頼したほうがトラブルなく出来ます。

    Commento di 脇脱毛 — 12 giugno 2016 @ 05:29 | Rispondi


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