Lettere Al Futuro

23 marzo 2008

«Violenza sui minori, un male di Vicenza»

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 18:09

 dal giornale ” Il Gazzettino ” di domenica 23/03/2008 cronaca di Vicenza

 p1010002.jpg

Sos Infanzia, preso atto che la lettera inviata 5 anni fa è rimasta inascoltata, si rivolge ai candidati con la voce di chi i maltrattamenti li ha subiti Il presidente Guerra: «Dal 15 al 30\% è oggetto di abusi da parte di adulti. Ma per arginare il fenomeno non servono pene più severe o la castrazione»

«Cinque anni passati senza lasciartraccia». Graziano Guerra, presidente di Sos Infanzia Vicenza, come 5 anni fa, aveva pensato di inviare una lettera aperta a tutti i candidati sindaci per le prossime elezioni comunali. «Rileggendo la lettera di 5 anni fa -ammette con una punta di amarezza- mi sono reso conto che è rimasta “lettera morta” e che le domande e le attese dei giovani da noi evidenziate sono state, ancora una volta, disattese. Nessuno rispose allora, nessuno si impegnò concretamente ad affrontare seriamente la complessa situazione che vede, anche qui a Vicenza, una percentuale che varia dal 15 al 30\% di minori oggetto di violenza da parte degli adulti».

Alla luce dei fatti, secondo Guerra, passati altri 5 anni, «ci ritroviamo ad evidenziare, come cita sempre la cronaca, casi di minori che subiscono violenza senza che ci sia una seria programmazione politica che si occupa di prevenire tale fenomeno largamente sommerso». Ma c’è una novità: «A differenza di 5 anni fa, oggi quasi tutti i rappresentanti politici si spendono in promesse elettorali per arginare il fenomeno, inasprendo le pene o proponendo varie castrazioni ai pedofili. Soluzioni assolutamente inutili che non riusciranno minimamente a scalfire l’orrore che si perpetua a danno di piccole vittime innocenti».

Così l’appello di Sos Infanzia diventa voce concreta di chi la violenza l’ha subita. «Perciò -conclude Guerra- rendo pubblica una testimonianza ricevuta oggi che, a mio avviso, riassume emblematicamente la strada da percorrere per prevenire la violenza all’infanzia, e cioè l’ascolto competente e la formazione, dalla famiglia alla scuola. Ritengo sia doveroso far conoscere ai cittadini, agli elettori, ai candidati politici, la testimonianza di una dei diretti interessati, una delle tante vittime, chi la violenza l’ha subita. E la mia risposta, perché ritengo sia utile alla comprensione di quanti non ci seguono direttamente o di altri che non potrebbero altrimenti realizzare il senso degli interrogativi posti dalla ragazza che scrive»  –  LA LETTERA «Molti parlano di pedofilia, ma nessuno di noi vittime»

.Sono passati quasi quattro anni da quando siete venuti nella mia classe. Quel giorno ha cambiato la mia vita. Ricordo perfettamente signor Guerra il suo sguardo, le sue parole, il suo messaggio. Sembrava che stesse parlando a me, sembrava che mi conoscesse da sempre, che leggesse nel mio cuore, che ascoltasse il mio grido disperato di aiuto. È stata la scintilla che ha acceso la mia speranza. Le dico in tutta onestà che quando è entrato in classe assieme ai suoi collaboratori ed ha esposto il monitoraggio abusi sui minori ho pensato “ecco i soliti saputelli che hanno letto sui libri cos’è la pedofilia”. Ma a mano a mano che parlava ho “sentito” che lei aveva veramente condiviso quel dolore, sapeva cosa prova dentro una vittima. Non mi sono sentita più sola, ho capito che altre come me erano nella mia stessa condizione, che finalmente c’era chi mi tendeva una mano, mi offriva una via d’uscita. È iniziato un lungo percorso, che sta continuando, che mi sta portando finalmente a rivedere la luce.

La violenza che ho subito, avevo appena 4 anni ed è andata avanti fino agli 8, è stata devastante. Sono prima gesti gentili, carezze, poi baci e alla fine quando la bestia ti ha messo in trappola, sei in balia di lui. Fino a quando ti rendi conto che l’amore di uno zio è un’altra cosa, che le tue amiche hanno avuto un’altra infanzia, che chi ti ha ingannato viene creduto un brav’uomo, onesto, perbene mentre tu sei sempre la solita introversa, ribelle, con poca voglia di studiare. Più o meno in terza media ho capito che quelle carezze che mi erano state offerte come tali altro non erano che continue coltellate, inferte facendomi credere che era per il mio bene. Poi le superiori e li scoppia il mio disagio che tutti si sono premurati di evidenziare, dimenticando però di offrirmi aiuto. Si è vero, c’era lo sportello ascolto, dove “prenotavi” l’ascolto per dieci minuti come andassi a chiedere una visita ortopedica. Non è servito a nulla perché il nulla ho trovato. Fino a quando siete arrivati voi.

Perché vi ho scritto? Prima di tutto per ringraziarvi e in secondo luogo per incitarvi ad andare avanti, a battervi sempre, a continuare nell’affermare quanto avete proposto nelle scuole a me e a molte altre ragazze come me. Ho deciso di scrivervi, quasi quattro anni dopo, perché ora sento che tanti parlano di pedofilia, dei pedofili, ma quasi nessuno parla di noi vittime. Solo voi potete capire e solo voi sapete cosa significa e per questo vi chiedo di far sentire la nostra voce anche a chi oggi, con superbia ed inganno, chiede voti offrendo in cambio facili soluzioni a queste violenze (perché non vi candidate voi? sarei la prima a votarvi)

Sono anch’io una delle tante utenti del vostro sito e scusatemi se in tutti questi anni non vi ho mai ringraziato, ma chi è stata obbligata al silenzio per tanti anni si porta dentro questo deserto. Leggo e condivido tutte le sue opinioni signor Guerra, ma non scorderò mai la sua risposta ad una mia precisa domanda di quattro anni fa: “Cosa avrebbe fatto se un suo parente avesse usato violenza su sua figlia quando aveva 4 anni?”

Quella sua “sentita” testimonianza è stata la mia salvezza. Grazie, con tutto il cuore.

Stefania

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11 commenti »

  1. Sono d’accordo con quanto detto da Stefania. Sul mio blog parlo di questo da tanto tempo. Siamo in tanti a pensare alle vittime, ma purtroppo chi governa, chi scrive sui giornali, chi parla di pedofilia, di questo argomento non sa nulla. Tutti sono sempre pronti a schierarsi dalla parte degli insospettabili di turno, senza che nessuno nomini mai le vittime di questi insospettabili.Ecco perchè bisogna essere uniti in questa battaglia. Vedo tanta frammentazione anche fra le associazioni. Non dovrebbe essere così. Continuerò a seguirvi, e inserirò il vostro blog nel mio blogroll. Dimenticavo, venite a farmi una visita: http://www.wildgreta.wordpress.com

    Commento di wildgreta — 23 marzo 2008 @ 18:35 | Rispondi

  2. non ci sono parole o medicamenti che possano guarire le ferite profonde subite dalle vittime della violenza DA PEDOFILIA.

    Le enormi cicatrici che restano nell’anima e nella psiche, accompagneranno costantemente la vittima per il resto della propria vita.

    La paura, la vergogna profonda di esistere e di porsi agli altri purtroppo, saranno compagne indesiderate e persecutrici per il resto della vita.

    Solo una cosa puo’ aiutare a convivere e capire la motivazione di tanta angoscia:

    trovare la pace dentro se stessi e perdonare i propri persecutori.

    Attenzione che perdonare, non significa rifrequentare i pedofili ma semplicemente riuscire a vivere ugualmente su questa faccia della terra, consapevoli che il male esiste,

    bisogna imparare ad arginarlo ed evitarlo.

    Non ci sono altre parole che augurare a queste povere vittime della violenza piu’ intima ed esasperata una buona pace.

    PER I PEDOFILI, ESISTE LA LEGGE E SE LA LEGGE NON RICONOSCE QUESTO REATO SOPRATTUTTO IN FAMIGLIA, I NOSTRI PARLAMENTARI CHE CI TUTELANO E GOVERNANO, SONO RESPONSABILI NEL SOSTENERE TANTO MALE, OMETTENDO LE LORO PIENE RESPONSABILITA’ VERSO TUTTI I CITTADINI.
    V E R G O G N A!!!!!!

    Commento di CARMELA ZILIOLI — 23 marzo 2008 @ 19:37 | Rispondi

  3. In un giorno di speranza ,con questo articolo, ci hai riportato nell’oscurita’.
    Quando si parla di infanzia violata ci ritroviamo incapaci di pensare , incapaci di agire.
    L’unico pensiero e’ trovare una punizione, talmente atroce per il pedofilo, che ci convince di essere paladini di queste piccole vittime,ma effettivamente quello che pensiamo serve solo a noi stessi, a sentirci a posto con la coscienza.
    Niente di tutto questo crea un rapporto di assistenza, di aiuto vero a chi ha subito un sopruso.
    E questo vale non solo per i singoli cittadini, ma anche per le istituzioni stesse.
    Dalla lettera di Stefania possiamo cogliere quali siano realmente le cose da fare.
    Perderci in disquisizioni interminabili sulla pene da infliggere, non serve a nulla, bisogna far qualcosa sul campo. Entrare con una azione mirata nelle scuole, con gente preparata. Far crescere e
    sviluppare una educazione nuova, non piu’ soggetta all’omerta’ e all’oscurantismo.
    Come sempre Adriano, colpisci nel segno, dalla poesia ad una……sporca realta’.
    Ti invio un sincero ringraziamento e se puoi,… una serena Pasqua.

    Commento di annuska62 — 23 marzo 2008 @ 20:15 | Rispondi

  4. Sono stata abusata da piccola, violentata a 13 anni, dopo anni di analisi non ho risolto nulla, anche perchè mio marito non ha sprecato molto tempo con me. A 45 anni ho incontrato un uomo, l’ho amato più della mia stessa vita, mi ha abbandonato dopo 3 anni come una carogna. La mia vita è distrutta, non ricevo più una carezza da 3 anni.
    Una delle tante …

    Commento di Unadelletante — 23 marzo 2008 @ 20:59 | Rispondi

  5. @ Wildgreta=Concordo che(cosa grave )la gente,spesso,conosce con doviziosa particolarità il fatto,luogo,minimi particolari di cose,vestiti,come…ecc.. ma,della “vittima,come sta’,cosa prova,cosa può fare x dimenticare,cosa fare per aiutarla in tutto e per tutto conosce poco o nulla e dopo pochi giorni di “luci accese sul fatto” tutto ritorna al buio assoluto.

    @ Carmela = se il perdono è un atto,un comportamento che ogni essere,lo mette in azione nella forma,quando e come:non tutti riescono a farlo,l’aiuto da parte delle autorità maggiori nel Paese con leggi e condanne a chi commette questi reati è latitante e molto superficiale e chi subisce spesso ,trova invece altre amare ferite in tali comportamenti.

    @ Annuska62 = carissima,mi duole molto aver postato,queste notizie in un giorno riservato “alla speranza “con sporche notizie,non è stato facile ma,sperando,che le persone in un momento per loro di relax,quelle però che spesso non conoscono o non cercano di capire il perchè succede,sempre(pultroppo)di più,sono chiusi nel loro orticello privato,tutto va bene, a questi mi piacerrebe che aprissero i lori occhi chiusi e aiutassero anche loro,in qualsiasi forma le persone che,magari vicine di casa chiedono loro aiuto ma fanno finta di non sentire..

    @ unadelletante= a te cara amica,vorrei farti capire che mi trovi solidale e con tanta amarezza dentro di me, non so trovare parole che possano darti un po’ di calore e affetto per la tua triste e drammatica vita trascorsa con tante umiliazioni,posso solo virtualmente abbracciarti e inviarti una sincera carezza piena di umano affetto e sperando in un futuro prossimo più bello e sereno .ciao Adriano

    Commento di adriano49 — 23 marzo 2008 @ 22:09 | Rispondi

  6. @unadelletante vorrei trovare le parole giuste, donarti tutto l’affetto possibile che ti e’ stato negato, per farti affontare ogni giorno, ma non credo possa bastare.
    Per quanto ogni giorno ci troviamo a confrontarci con tali notizie, quando ti trovi a scontrarti con questa realta’ indegna, ti senti annichilito.
    Vorrei parlati di speranze, ma purtroppo adesso sono invasa da un senso di inadeguatezza e di propensione alla violenza,sentimenti che non ti sarebbero di alcun aiuto.
    Vorrei poterti dire che non tutti gli uomini che si incontrano nella vita sono come quelli della tua vita,ma mi rendo conto che forse e’ un’affermazione un po’troppo riduttiva.
    Vorrei consigliarti un libro che ho letto tempo fa “Donne che amano troppo” di Robin Norwood, psicoterapeuta americana che analizza i rapporti fra donne e uomini , potrebbe aiutarti.
    Per ora posso solo inviarti affetto, dolcezza sincera e spero ….forza per continuare.

    Commento di annuska62 — 23 marzo 2008 @ 22:47 | Rispondi

  7. io ho subito violenze da quando avevo 4 anni fino ai 10da miei fratelli…..mia madre non sà niente,mio padre è morto senza sapere niente.a 10 anni il suocero di mia sorella mi mette anche lui le mani addosso,non ho reagito mia sorella l’ha saputo subito e l’hanno detto ai miei genitori..mia madre se la prese con me,mio padre non disse niente…..ora ho una famiglia bellissima ma per tanti anni sono stata in crisi fino alla depressione mi sono decisa ad andare da una psicologa(non era la prima volta)ma questa volta è stata la persona giusta.ho sposato mio marito per scappare da quella casa….ho avuto la fortuna di trovare un bravo ragazzo ma sono 4 anni che mi sono accorta di amare un’altro uomo ,ho sofferto per 4 anni in silenzio pregando mio marito di portarmi via da questo paese…..non sò il perchè sia successo ma qust’uomo che prima mi vedeva come un amica ora mi ama quanto lo amo io…si ama così una volta sola e mi sono dette “forse me la merito un pò di felicità dopo tanta sofferenza .con l’aiuto della psicologa sto imparado a vivere sono rinata sto godendo di ogni momento che mi è stato tolto e in più c’è lui..il mio segreto la mia stessa vita….ma volete sapere il colmo delle cose…non avrei mai pensato che il mio “problema”potesse diventare da freno per un’altra persona …è sempre stato il MIO problema invece lui non riesce a far l’amore con me..dice che gli sembra di mancarmi di rispetto…eppure due volte è riuscito..ma ora è frenato non vuole perdermi dice che con il tempo riuscirà a non pensarci più…ma per me è stato come un passo gigante da gambero però..perchè mai avrei pensato che potesse esistere qust’eveninza..non sò cosa pensare,prendo antidepressivi sotto controllo medico sono riuscita a perdere 30 chili con una dieta e delle pastiglie ma sono 6 masi che non le prendo da 4 mesi mi frequento con lui e vado dalla psicologa ,mio marito non vuole ha paura che verrò a conoscenza di altre cose che non ricordo o che ho rimosso non sò cosa fare senza di ‘lui’ mi sento morire ma la sola idea che se mi tocca ripensa a quello che mi hanno fatto mi fà star male ci ho messo tanto tempo per non farmi più “SCHIFO” ora non voglio tornare indietro …..cosa devo fare..cosa devo fare…..qualcuno può dirmelo perchè non mi sentrivo cosi da tanto e ho veramente paura …tanta paura di me!

    Commento di linda69 — 13 aprile 2008 @ 15:37 | Rispondi

  8. @ Linda

    Il tuo commento mi ha messo agitazione, sembri disperata, e probabilmente lo sei, ma ritengo che la cosa più tremenda che ti sta accadendo è che (almeno a me sembra così) tutti stanno intervenendo nella tua vita, creandoti una confusione enorme e dei sentimenti contrastanti.
    Vorrei tentare di mettere dei paletti, se è possibile e se ne sono capace.

    1) quello che ti è successo non è certo colpa tua. E’ stata una cosa terribile, da affrontare sicuramente con l’aiuto di una persona competente, non con tuo marito, o con il tuo nuovo amore…. tu e la psicologa, possibilmente lavorando duro e purtroppo, proprio per questo soffrendo.

    2) Tuo marito, che ovviamente sa tutto, forse, ma non ho gli elementi per giudicarlo, tenta di tenerti lontano dall’affrontare la realtà, solo per tenerti con lui. Può essere che lo faccia per non vederti soffrire, ma ormai il percorso che hai iniziato deve essere completato e tu potrai liberarti solo il giorno che saprai e affronterai totalmente la tua situazione.

    3) Il tuo nuovo amore, mi sembra veramente fragile ed indeciso, non vorrei fare la Cassandra, lo amerai sicuramente, ti amerà anche lui, ma non mi pare che sappia esseri d’aiuto in qualche modo e se fossi in te andrei con i piedi di piombo. L’egoismo a volte fa dire e fare cose che non sono così corrette, cerca di essere obiettiva e se la vostra storia è così a chiari e scuri, direi che pretenderei un chiarimento.

    4) Partendo dal presupposto che non sei colpevole di quello che ti è stato fatto da bambina, sei comunque responsabile di quello che fai oggi, anche se molti sono gli influssi di quella brutta esperienza. Eviterei di autogestire psicofarmaci e diete dimagranti, perchè ne va della tua salute fisica e mentale, continuerei a frequentare la psicologa e la metterei al corrente di quello che hai esposto a noi, nel tuo commento. Credo che avrai molto da lavorare, credo che dovrai rivedere alcune cose della tua vita, lascia tempo al tempo, vedrai che ne uscirai e forse ne verrai fuori rinnovata, con le idee più chiare e meno disperata. Anche se il percorso sarà di lacrime e sangue, val la pena di recuperare la tua vita e te stessa.

    Auguri

    Ross

    Commento di Rossaura — 13 aprile 2008 @ 19:38 | Rispondi

  9. Il percorso delle vittime della violenza, puo’ essere accompagnato soltanto da persone preparate. Pensare di uscirne da soli o da sole e’ impossibile, bisogna essere assolutamente aiutati ma prima di fare questo passo e’ necessario qualcuno che aiuti la vittima a riconoscere quanto le e’ successo perche’ tendenzialmente, si cerca di nascondere in fondo all’anima i brutti episodi, si scappa continuamente da tutto e da tutti. Difficilmente si riesce a concludere qualche cosa. Gli amori, sono solo illusori e palliativi, non riescono a riscattare la persona e riportarla alla propria dignita’. Bisogna assolutamente avere il coraggio di ammettere e di farsi aiutare. Questo e’ il primo grande passo per un cambiamento.
    Non ci si puo’ mettere in testa di risolvere la cosa in poco tempo, queste cose lasciano purtroppo una traccia profonda e radicata dentro la persona
    stessa che cade immancabilmente nella disperazione. Coraggio e ancora coraggio, non pensiate di essere sole o isolate o le uniche.

    Commento di carmela — 22 maggio 2010 @ 19:07 | Rispondi

  10. Occasionalmente, mi e’ capitato di argomentare in questo ultimo mese sul rapporto che esiste all’interno del carcere tra i carcerati e l’interlocutore mi ha detto che se c’e’ un carcerato, incarcerato per pedofilia; i compagni di carcere sembra che non abbiano nessuna pieta’ per queste persone ma gli si accaniscono contro usando loro le stesse violene che hanno usato alle loro vittime. Nella mia pochezza di pensiero, sono a chiedermi: <> Vigliaccheria? Senso di onnipotenza? perversione di una persona ammalata?

    In questo caso in cui i pedofili, subiscono a loro volta violenza dai loro compagni di carcere, in che ragione la carta dei diritti umani puo’ essere applicata? Medici senza frontiere, hanno il diritto di intervenire?

    <> Quanti piccoli pensieri, come un nuvolo innumerevole di moscerini che assaltano la persona vittima, dai quali non riesce a difendersi e liberarsi, come fare? Qual’e’ il primo passo da fare e in che direzione muoverlo per non sbagliare?

    Commento di carmela zilioli — 22 agosto 2010 @ 12:50 | Rispondi

  11. a una delle tante 2008

    Dolcissima, sono a consigliarti vivamente di trovare una soluzione definitiva alla tua bellissima vita. Affronta il problema entrando in analisi ma ricordati che l’analisi non funziona se non segui il consiglio della tua pricoterapeuta rivolgendoti anche ad uno psichiatra. Lo psichiatra serve, non perche’ tu sei matta ma perche’ tu soffri cosi’ tanto dentro e se non prendi dei farmaci che aiutano a riequilibrare le tue emozioni, sono loro che ti comandano e non tu.
    Questo metodo si chiama terapia freudiana perche’ messa a punto da Froid.

    Altrimenti esiste anche un’altro metodo messo a punto da Carl Gustav Jung che e’ un metodo naturale il quale potrebbe definirsi “medicina alternativa” e non so se funziona perche’ io non l’ho provato.

    Assolutamente da questo momento in avanti pensa solo a te stessa. Bisogna imparare a volersi bene davvero e non essere autolesionisti come putroppo ci riduciamo ad essere quando si subisce violenza.

    Un caloroso abbraccio e un bacione con l’augurio di incominciare atirare fuori tutto il tuo coraggio e la tua grinta.

    Commento di carmela zilioli — 22 agosto 2010 @ 13:10 | Rispondi


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