Lettere Al Futuro

28 marzo 2008

” Disabili lasciati fuori dalla mostra – L’Accademia “proibita” , venti pordenonesi in carrozzina bloccati sotto la pioggia: troppe barriere

Filed under: DemocraziaAlFuturo — adriano49 @ 08:09

p7201543.jpg Foto by ( Friends Licia 2005 ) Venezia

Dal ” Il Gazzettino ” di venerdì 27/03/2008 cronache  di PN-VE

Erano partiti ieri mattina, di buon’ora, da Spilimbergo. Pullman fino a piazzale Roma, poi il vaporetto prenotato appositamente
per sbarcare davanti alle Gallerie dell’Accademia. Ma li hanno lasciati tutti fuori, al freddo e sotto la pioggia, nonostante
avessero prenotato (e pagato in anticipo) l’ingresso alla mostra “L’ultimo Tiziano”. Venti disabili in carrozzina con altrettanti
accompagnatori che per la rabbia e la delusione hanno tentato, invano, di bloccare l’accesso all’Accademia.«È pazzesco, ci hanno
lasciati qui fuori per colpa delle barriere architettoniche che ci sono all’interno dell’Accademia – affermano Giovanni De Piero, presidente 
dell’Associazione tetra-paraplegici del Friuli Venezia Giulia, e Sergio Raimondo, responsabile del Centro “Progetto Spilimbergo” -. Eppure noi 
avevamo acquistato regolarmente il biglietto attraverso il call-center, specificando che la nostra era una comitiva di venti persone disabili in 
carrozzina assistiti da venti accompagnatori. Ci hanno detto che non c’erano problemi, e
che la mostra era perfettamente accessibile. Come unica richiesta, oltre a quella del pagamento anticipato con bonifico, ci hanno obbligato a 
prenotare due guide per la visita alle sale».Era tutto a posto, dunque, almeno secondo il call center. E così l’associazione friulana ha prenotato un
pullman e un intero vaporetto perché su quelli di linea, intasati dai turisti, non sarebbero mai riusciti a salire con venti carrozzine. L’amara sorpresa 
è arrivata dopo. «All’entrata della mostra ci hanno fermati –
riprendono De Piero e Raimondo -. Ci hanno detto che poteva entrare una o al massimo due carrozzine in tutto, perché di più non sarebbero stati 
in grado di portarne». Già, perché all’interno dell’Accademia non c’è lo straccio di un servoscala, ma solo una specie di “carriola” dove caricare le 
carrozzine che i custodi spingono a braccia su per la scala che conduce alle sale espositive. Una cosa da brivido, ma questo è quello che offre il 
Ministero dei Beni culturali. «Noi non ne sapevamo niente – allargavano le braccia i dipendenti -. Le prenotazioni alla mostra vengono gestite da 
una ditta privata, la “Verona 83”, che non conosce le
condizioni dell’Accademia. Qui ci sono gradini dappertutto e nemmeno uno scivolo. Non possiamo accompagnare venti carrozzine in un colpo 
solo».Intanto i disabili restano fuori, sotto la pioggia battente, per quasi un paio d’ore. Tentano di bloccare l’entrata dell’Accademia, ma una 
comitiva di francesi si apre un varco senza troppi indugi. Allora chiamano i carabinieri (e presto sarà presentata anche una denuncia) sperando di 
trovare un responsabile per sbloccare la situazione e visitare
finalmente la mostra. Ma non andrà così, perché l’unica a farsi viva al telefono è una funzionaria della Soprintendenza delle Belle Arti. «Si è 
scusata per quanto è avvenuto – riferiscono gli accompagnatori dei disabili dell’Associazione tetraparaplegici -, ma ci ha ripetuto ancora una volta 
che loro non potevano farci nulla e che saremmo dovuti tornare in Friuli senza poter visitare la mostra». E così è stato. Verso le 18 la comitiva è 
risalita sul vaporetto per fare ritorno a casa, dopo una giornata in cui, invece di riempirsi gli occhi e il cuore con la bellezza dei dipinti del Tiziano, e 
stato messo a dura prova il fegato di quaranta persone.
Intanto, dal call center per fissare le visite alla mostra solo ieri sera hanno interrotto le prenotazioni per le comitive con disabili in carrozzina. «Ci 
hanno fatto sapere che c’è qualche problema con l’attrezzatura per superare scale e gradini» rispondeva un’operatrice. Per piacere, fate sapere a
questo call center e al Ministero che quell’attrezzatura, oltre ad essere insufficiente, è una vergogna. Fulvio Fenzo

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2 commenti »

  1. E’ una cosa vergognosa!
    L’Italia è un paese arretratissimo in fatto di diritti civili!
    Un saluto, Lisa

    Commento di lisa72 — 28 marzo 2008 @ 12:56 | Rispondi

  2. Non ho parole… E’ una storia che merita di avere risalto, non è tollerabile che si possano verificare questi episodi.

    Commento di marisauno — 31 marzo 2008 @ 11:45 | Rispondi


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