Lettere Al Futuro

20 aprile 2008

” I giochi dei nostri nonni scomparsi dai campielli – Ora i bambini vogliono solo la playstation ”

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 06:48

  foto by Emilia ( friends 2005 )

dal ” Il Gazzettino ” di Domenica 20/04/2008 – cronaca di Venezia – Mestre

 

L’INDAGINE : cosa è cambiato nei giochi dei nostri bambini in questi

ultimi vent’anni,quelli praticati dai nonni non si fanno più?

 

Sono andati perduti, ma forse
non irrimediabilmente, i
giochi che fino a qualche decennio
fa animavano la vita del
campi e nella calli veneziane, tipo
‘mazza e pindolo’ (il lancio di
un piccolo oggetto colpito usando
un bastone) o il ‘tacco’, con
l’uso proprio di un tacco di una scarpa
È questo quanto è emerso da una
ricerca compiuta in prima persona
dai bambini e della bambine
della Scuola Elementare Foscarini
di Venezia. I piccoli in questi
mesi hanno intervistato a tappeto
genitori e nonni sui giochi che
facevano i bambini di un tempo, e hanno poi confrontato
i risultati con la realtà attuale, appurando che
sopravvivono ancora, invece, giochi come ‘nascondino’,
il ‘prendersi’ e il ‘salto della corda’.
Dalla ricerca, condotta all’interno
della mostra «Sotto lo stesso
cielo» allestita assieme da scolaresche
e insegnanti della scuola
veneziana, emerge anche che, su
40 bambini, tra gli altri, ben 36
usano i videogiochi e 22 praticano il calcio
Filo conduttore della mostra è il
cielo, sotto al quale i bimbi delle
prime hanno disegnato ciascuno
la propria casa, realizzando un
grande affresco di Venezia. Tra
le opere esposte, i libricini creati
in copia unica secondo il motto:
«C’era una volta/c’è stato e c’e/se
voglio un libro/lo faccio da me».
Approfonditi, poi, con plastici, fotografie, esperimenti,
tabelle, proverbi e componimenti poetici originali
tanti altri aspetti della vita di chi vive ‘Sotto lo stesso cielo’.
           

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3 commenti »

  1. Tutto questo non è strano…. solo in una città come Venezia ci si accorge che la strada non è più vissuta come prima…. ma in quale altra città è possibile?
    Da sempre, in questa città la strada è veramente spazio di tutti, ricordo che da bambina si vedevano le donne sulle soglie sedute sulle sedie o sui gradini a pelare patate, sgranare fagioli e piselli,vecchiette col piatto della minestra sulle ginocchia cenare alla luce del tramonto, bambini correre per i campi (che non sono la stessa cosa della campagna) con le mamme dalla finestra che gridano: “Torna a casa, bastardo, che papà xe tornà… se no ti torni subito co ti rivi el te copa dae bote”.
    Tutto ciò prima della televisione, anche se per i primi anni la si vedeva al bar in compagnia oppure messa sulla finestra dei pianiterra a volume alto con la gente seduca fuori che vedeva “lascia o raddoppia”.
    I bambini non stanno più sulla strada e perdono oggi quella grande possibilità che avevano una volta di socializzare, di diventare grandi, di confrontarsi con il mondo. Da noi si dice: “Quelo xe un farloco, se vede che nol ga’ mai xoga per strada” La strada ha reso svegli e attrezzati generazioni di bambini.
    Oggi si torna a casa, si cambiano i vestiti con le tutine, si accende la tv, si gioca con la play station e se alla sera qualcosa si può chiedere a papà non è più “Papà stasera mi dai la tua auto?” bensì “Papà stasera mi dai la tua password?”
    Riprendere il proprio spazio, rivivere la strada, tornare a giocare ai “cimbani” (tollini? i tappi corona delle bibite) alle “biglie de fragna” (biglie di terracotta) al “campanon” (grande quadrato numerato, tracciato con il gesso sulla strada in cui si salta dentro e si fanno un sacco di variazioni), giocare a “guardia e ladri” più conosciuto come “libera don don” a “palla avvelenata” a “palla muro” alle “sconte” (nascondino), al “salto della corda” (qui avevamo delle “professioniste da olimpiadi”, ai “quattro cantoni” (quattro angoli con al centro il cercaposto) a “son marinaio” a “ho perso una cavalina” a “al Lupo” “son prigioniero” ecc ecc ecc. Non fatemi pensare troppo che fondo i circuiti 😀

    Commento di luciindescai — 20 aprile 2008 @ 11:16 | Rispondi

  2. In autunno, un sabato pomeriggio ero ancora al lavoro, fuori casa. Così mio marito ha deciso di portare le ragazze in un faggeto. A un certo punto mi telefona Aurora e mi dice: – Mamma, siamo entrati nel desktop di Windows! Ci sono le foglie secche per terra di tutti i colori!
    In quel momento ho capito che i nostri ragazzi guardano il mondo con un’ottica diversa da quella dei genitori cresciuti senza PC.
    Ma per fortuna il mondo reale è sempre più affascinante di quello virtuale e i giochi improvvisati in cortile più entusiasmanti di quelli elettronici!

    Commento di abdita — 20 aprile 2008 @ 12:19 | Rispondi

  3. Intriguing… How can you tell that?

    Commento di ps3 emulator password — 21 maggio 2013 @ 11:47 | Rispondi


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