Lettere Al Futuro

28 aprile 2008

Ma dove sono i genitori? – di Alessandra Graziottin –

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 19:52

 

 

foto by Adriano 2005

dal ” Il Gazzettino ” di lunedì 28/04/2008 Nazionale

di Alessandra Graziottin
 

Non sapevo! Non immaginavo che esistessero malattie così”. Impiegata, 
residente in una grande città del Nord, la signora resta turbata e inorridita 
al sapere che la figlia diciassettenne ha una condilomatosi massiva genitale.
Un’infezione da papillomavirus che ha provocato la comparsa di 
moltissime “verruche veneree”, che richiederanno uno o più interventi laser.
 Con un rischio non trascurabile di recidive. “Ma neanche io sapevo che
esistevano malattie così!” sostiene arrabbiatissima la figlia, come se l’infezione 
fosse colpa del medico che la diagnostica. “Perché proprio a me, 
che ho avuto solo due ragazzi?”. Come questa signora, centinaia di madri (e padri) “non sanno”
E non educano i loro figli, maschi e femmine, all’unica forma di protezione 
blindata attualmente disponibile contro le malattie sessuali: l’uso del 
profilattico sempre, fin dall’inizio del rapporto, in ogni tipo di rapporto, e finché non
si vorranno figli. Punto.”Sono stata con un solo ragazzo e ho 
avuto tutto questo?”. “E’ un ragazzo d’oro, come può avermi passato una malattia?”.
Lo conosco bene, mi fidavo. Davvero quest’infezione alle tube che ho preso può ridurmi la fertilità?”.
Ho avuto pochi rapporti, e già ho una malattia?.Sì, purtroppo sì. Con l’attuale diffusione delle malattie 
sessualmente trasmesse, si può contrarre una malattia fin dal primo rapporto,
se il partner, anche giovanissimo, è portatore sano o affetto (e spesso non lo sa). La promiscuità
 è ormai diffusissima tra i giovani. Non è più possibile fare gli struzzi: “Tanto a mio figlio non capiterà”. “E’ una 
brava ragazza, ha la testa sulle spalle” . La ragazza può essere bravissima,
gentile, ben educata e deliziosa. Ma se non fa usare il profilattico, 
perché è timida, o innamorata, o perché teme il giudizio negativo del ragazzo,
o perché le sembra di rovinare l’atmosfera romantica, può contrarre 
ugualmente una malattia. E il ragazzo può essere bravissimo, ma se ha avuto
apporti non protetti con una ragazza portatrice o affetta, diventerà a 
sua volta un propagatore, spesso inconsapevole e quindi ancora più pericoloso,
di una o più malattie. Il virus, o il batterio, non guarda in faccia 
nessuno, né l’età, né la bravura. Questo è triste, è deprimente, siamo tutti d’accordo.
Ma il rischio esiste, cresce in modo esponenziale tra i 
giovani (con un aumento fino a dieci volte di alcune malattie sessualmente trasmesse, negli ultimi 15 anni) e non accenna a diminuire.

Noi adulti, noi genitori, noi insegnanti, noi medici, abbiamo tutti una grande
responsabilità. Più di tutti igenitori, a cui compete in primis la 
responsabilità educativa. Ma dove sono i genitori? Troppi padri ancora si aspettano
che i figli imparino da soli, come hanno fatto loro. Purtroppo il 
mondo è cambiato, molti rischi di oggi allora non c’erano, le droghe non c’erano
 o quasi, l’alcool era usato molto meno, l’età del primo rapporto era 
molto più alta, quando c’era un’altra maturità, e le ragazze erano molto più educate
 all’autoprotezione da un’educazione severa e restrittiva. Oggi 
siamo infinitamente più liberi, sessualmente e non, ma se non educhiamo a usare
bene questa libertà, quest’opportunità diventerà (e per molti è 
già diventata) causa di malattia, di dolore, di conseguenze negative per la salute, 
 la fertilità, e lo stesso equilibrio psicofisico, a medio e lungo termine.

In sintesi, gentili lettrici e lettori, parlate con i vostri figli. Parlate chiaro, parlate presto.
. E sorvegliateli. Uso una parola antica, caduta in disuso. Ma 
i pericoli sono reali e non possiamo pensare che un adolescente, solo perché ha
14, 16 o 18 anni, sia in grado di “autogestirsi bene”, come ci 
piace pensare. L’insicurezza, il bisogno di essere accettati dal gruppo,
la paura di essere emarginati, il bisogno di avere un’identità forte, il nostro 
colpevole silenzio educativo, possono portare anche i ragazzi più innocenti 
a fare degli errori madornali. Pericolosi per sé e per gli altri. Basti 
pensare, tra l’altro, ai disastri alla guida, sotto l’effetto di alcool o droghe
.E allora guardateli negli occhi. Ascoltateli. Ma controllate anche l’ora in 
cui rientrano a casa il venerdì o il sabato, e, soprattutto, le condizioni 
 fisiche e mentali in cui rientrano. Non abbiate paura di dare regole chiare e 
farle rispettare. E’ meglio una discussione intensa oggi, e un “no” detto
 con fermezza e fatto rispettare, che un dramma domani.Alessandra Graziottin
                 
                 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 commenti »

  1. Molte volte abbiamo scritto della grande responsabilita’ di noi genitori, nei confronti dei figli. Oggi, questo articolo mette in evidenza tutta la nostra incapacita’ ad educare i nostri figli ad una sessualita’ piu’sicura e decisamente più matura.
    E’ vero che noi genitori cerchiamo di nascondere la crescita dei nostri ragazzi con le solite frasi fatte ” sono ancora così giovani”,ma questo non deve allontanarci dall’idea che dobbiamo aiutarli proprio adesso, quando sono
    “piccoli” e ancora impreparati alla vita e di conseguenza alla sessualita’.
    Ogni genitore deve arrivare ad un rapporto di confidenza-insegnamento fin dall’infanzia, deve rassicurare, deve informare, senza creare dei tabù o false aspettative. A noi spetta il compito piu’ gravoso, metterli di fronte alle proprie responsabilita’, ma anche farli crescere sereni, senza delegare ad altri i nostri compiti.
    Credo che anche il tema della sessualita’ deve essere affrontato a viso aperto, e con grande sincerita’, non nascondiamoci, ma lasciamo che la nostra esperianza li aiuti a crescere, non possiamo delegare altri o farlo in un secondo tempo, perche’ questa societa’ purtroppo non permette errori.

    Commento di annuska62 — 28 aprile 2008 @ 21:51 | Rispondi

  2. come madre di tre figlie mi sento presa in causa ancora di più e capisco chi è genitore e si trova in imbarazzo a dover parlare con i propri figli di argomenti “SERI”. Sì, perchè questi sono gli argomenti veramente importanti di cui parlare e confrontarsi, magari a tavola e senza televisore che disturba. E’ sicuramente più comodo concedere sempre la libertà al ragazzo di decidere e fare esperienza da solo, ma a volte l’esperienza pùò avere degli effetti negativi e irreversibili. Impariamo a dire NO più spesso: sembreremo cattivi, all’antica, dei grandi rompiscatole: io non sono molto brava in questo mestiere di genitore, forse troppo spesso nego la possibilità di fare cose che per gli altri genitori non hanno importanza, ma per ora il mio metodo funziona e per questo ne sono contenta anche se le mie figliole (20, 15 e 11 anni) mi chiamano “hitler”.

    Commento di pizeta — 29 aprile 2008 @ 11:00 | Rispondi

  3. Grazie per il consiglio.
    I miei tre bimbi hanno tra i 9 e i 3 anni, al momento sono impegnata a responsabilizzarli sul fronte anti-pedofilo e anti-bullismo (compito davvero non facile) ma mi rendo conto che questi argomenti dovremo affrontarli tra pochi anni.
    Spero che il ns rapporto di confidenza e fiducia si mantenga così buono fino ad allora!

    Commento di marisauno — 2 maggio 2008 @ 01:01 | Rispondi


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