Lettere Al Futuro

31 maggio 2008

Cinema e poesia

Filed under: 1,Poesie — rossaurashani @ 23:36

Tratto dal bellissimo film “Quattro matrimoni ed un funerale” vi propongo il pezzo del funerale del titolo che è quello di Gareth (un simpatico e divertente gay). Il suo compagno, Matthew (John Hannah) recita la poesia “Funeral Blues” di W. H. Auden. Chi ha visto il film sa quanto sia divertente, anche se irriverente ,e quanto alto sia il momento di commozione in questa scena.

Sempre più spesso il cinema va a braccetto con la poesia.


W. H. Auden

BLUES IN MEMORIA

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

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” una notizia inaspettata ” racconto di Viviana Segantin

Filed under: SalaLetture — adriano49 @ 21:29

 

UNA NOTIZIA INASPETTATA di V.Segantin

 

Alessandra,o meglio Ale come la chiamavano gli amici, era una ragazza allegra,spigliata,che viveve con gioia piena i suoi diciotto anni. Un caschetto di capelli biondi e lisci,contornava un viso grazioso dal quale spiccavano due occhi azzurri e particolarmente espressivi, che non le permettevano di celare nessun pensiero e nessun sentimento.Per il suo carattere aperto e la sua  personalità un po’ bizzarri in compagnia era sempre la benvoluta:ci sapeva proprio fare con tutti,tanto che era riuscita ad intrappolare persino Luca,lo sfuggevolissimo bello del gruppo. Luca era fermamente contrario a qualsiasi tipo di convezione, di costrizioni di legame. Egli stava sempre bene con la sua ragazza,ma vista la sua naturale indole esibizionista, aveva bisogno dei suoi spazi per potersi mettere inevidenza con persone diverse ed in svariate occasioni. Voleva la sua libertà e lei lo aveva capito; aveva fatto il suo gioco e, proprio non imponendogli regole ed obblighi, era riuscita ad averlo tutto per sèormai gia’ da un anno.L’equilibrio era perfetto,l’accordo implicitamente raggiunto: le cose tra i duesembravano andare per il meglio. Eppure, da qualche giorno, il viso di Ale aveva perso quellarassicurante serenità da cui era stato sempre caratterizzato; quel naturale sorriso gioioso eraimprovvisamente sparito. Qualcosa la preoccupava, un pensiero la assaliva, ma non trovava il coraggio  per rivelare tutto a luca; sapeva che lo avrebbe perso nel momento in cui gli avrebbe detto che aspettava un bambino. Alle cinque in punto come di consueto, sentì un ronzio lontano che, mentre si avvicinava e si si faceva più intenso,la ragazza riconobbe come la moto del suo Luca. Ale sentì un brivido gelido percorrere il suo corpo: gli avrebbe spiegato ogni cosa, non poteva fingere che tutto proseguisse  nella normalità. Due colpi di claxson per annunciarsi, e la porta venne aperta con un’inusuale titubanza, che comunque non venneassolutamente notata dal ragazzo che entrò con due balzi veloci. Ma non appena fu in casa, Luca avvertì un’aria particolarmente tesa che lo infastidì immediatamente; lui non era tipo da grandi misteri e complicati segreti. Ale, superata l’iniziale incertezza, arrivò subito al punto e gli diedela notizia tutta d’un fiato. La reazione purtroppo fu quella prevista: lui restò immobile fissandola senza espressione, quasi paralizzato da una gelata improvvisa che impediva al suo corpo di muoversi,alla sua mente di pensare, ai suoi sentimenti di fuoriuscire:Dopo qualche secondo vissuto un questo stato vegetale Luca venne ‘risvegliato’ da una vampata improvvisa  di calore comunicatasi a tutto il suo corpo, che Ale potè scorgere dall’improvviso rossore apparso sul suo viso. Anche i suoi pensieri sembrarono ‘ scongelati’ visto che fu molto abile e tempestivo nel togliersi d’impaccio: egli annunciò un impegno dimenticato, di importanza quasi vitale, e sene andò congedandosi con un frettoloso  ed alquanto insignificante saluto. Ale sapeva che non l’avrebbe più rivisto;probabilmente lui non l’amava abbastanza e non sarebbe mai stato disposto ad ufficializzare a tal punto il loro legame. L’insoddisfazione e l’amara delusione diedero sfogo ad un pianto disperato, accompagnato da un singhiozzo isterico che sembrava soffocarla.Quel leggero velo di trucco, che aveva accuratamente sfumato sul suo viso era ormai una macchia confusa che le andava a sottolineare ancora maggiormente le profonde occhiaie provocate dal pianto. I suoi pensieri  si accavallavano, le immagini si intrecciavano vorticosamente, nella sua mente,i ricordi si scontravano violentemente con la crudele realtà. In questo turbine di senzazioni, nervosamente si accovacciava su se stessa non capendo ciò che le stava accadendo e sperando che tutto fosse solo un brutto incubo. Poi la spossatezza e lo sfinimento della disperazione la calarono in uno stato di apparente calma. I suoi muscoli si rilassarono ed iniziò ad accarezzarsi dolcemente la pancia: certo, lo avrebbe tenuto! era l’unica parte del suo Luca che nessuno avrebbe potuto toglierle mai;sarebbe stato suo per sempre, gli avrebbe voluto bene,tanto da pareggiare tutto l’amore che non avrebbe potuto dare al suo ragazzo. E tra questi pensieri che si facevano sempre più confusi, subentrò lentamente uno stato di leggerotorpore, che si fece più profondo e la coinvolse in un sonno agitato e spossante interrotto bruscamente  da due colpi di claxson. Quasi automaticamente, come di consueto dopo quel suono, si precipitò alla porta senza ben capire ciò che stava succedendo. Incredula scorse davanti a se’ un enorme mazzo di rose rosse, dietro il quale spuntavano seminascosti due occhioni verdi più dolci che mai: era il suo Luca. ” Per la mammina più bella del mondo” le disse sfiorandole delicatamente il viso sciupato, e sistemandole dietro un orecchio i capelli scomposti ed ancora umidi per le lacrime che li avevano inzuppati.

Viviana Segantin rodigina ” figlia d’arte” (padre scrittore madre creatrice di artistici gioielli),laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne,giornalista e copywriter,da anni scrive racconti e ha partecipato a vari concorsi letterari ricevendone premi e riconoscimenti. Notizie tratte dal libro di A.Masiero –       Per altre notizie dell’autrice V.Segantin  ( http://www.vivianasegantin.it/ )

“AL TOCCO DELLA PAROLA” – Panda Edizioni

lettera aperta ad un Apolitico

Filed under: Lettere — annuska62 @ 15:05

In risposta ad un utente di OKNO che mi invitava a partire e comprarmi  un’isola in acque internazionale, ho deciso di dare un risposta aperta a tutti:

1) non sono Silvio, e non ho sposato Piersilvio, quindi i soldi per prendermi un’isoletta tutta per me non ce li ho, e poi l’evasione non fa per me

2)andare al confino, non mi sembra un’opzione valida solo perche’ dissento da questo governo, o solo per far contento L’apolitico

                                                             quindi invio queste poche righe come saluto di……

ADDIO

 

Ci rimpiangerete!

Quando capirete la frattura istituzionale

che avete determinato col vostro voto,

ci rimpiangerete,  elettori!

Rimpiangerete i vostri voti,

rimpiangerete la nostra coerenza….

Ma questo non è il tempo delle parole:

avete detto “no” a tutti gli sforzi

di ricucire il tessuto connettivo della vita politica.

Avete detto “no”, ci avete dato il ben servito,

siete stanchi di noi?

Ebbene sia !

Non vogliamo pensare ad un voto irresponsabile,

avete votato secondo coscienza,

avete fatto il vostro dovere.

Ebbene sia!

In questo momento doloroso

noi vogliamo dimostrare rispetto per la vostra scelta:

in tutta la sua ingenuità, in tutta la sua emotività politica,

e’ stata tuttavia una scelta democratica e come tale merita

riguardo.

Nessuno vi ha mai obbligato a scegliere……

c’è chi parla di regime…..

Noi ci vantiamo di averla costruita

questa libertà che oggi avete così ciecamente esercitato…..

Non vi andiamo più bene?

Liberissimi, il dado è tratto, addio, allora.

Questo è un paese libero

 

……NESSUNO VI OBBLIGA A RIMANERE

(C.Guzzanti) 

30 maggio 2008

CAMPAGNO SI, COMPAGNO NO, COMPAGNO UN CAZ….

Filed under: 1 — annuska62 @ 22:01

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Essere di sinistra ai giorni nostri, assume un significato decisamente diverso da quello che poteva avere nel  secolo scorso. I fatti di Pigneto lo dimostrano.Se permettete non posso ritenermi di sinistra come si identifica l’autore dell’insano gesto, sara’ che ho un’idea ben precisa di cio’ che è destra e di cio’ che e’ sinistra, e non posso pensare che un tatuaggio di Ernesto Guevara , posso dar credito ad un’identità decisamente di sinistra del sig. Dario Chianelli, (un po’ come se un tatuaggio  di Clooney sul mio fondo schiena, provasse una relazione intima con il suddetto).

Per dimostrare la nostra fede politica, credo non basti un disegno.

ESSERE DI SINISTRA

Essere di sinistra e’ essere proiettati verso il futuro, credere nell’uomo e nelle sue possibilita’ di evolversi.

Essere di sinistra vuol dire credere nella collaborazione, nella non violenza, in una giustizia che non conosce confini.

Essere di sinistra vuol dire essere al fianco dei più deboli, degli emarginati, credere nella possibilità di riscatto dell’uomo in quanto tale

Essere di sinistra vuol dire combattere per l’uguaglianza, combattere contro il razzismo, combattere contro la mafia senza scendere a compromessi

Essere di sinistra vuol dire combattere una mentalita’ egoista, una mentalità retrograda, una mentalità che  si regge sui sopprusi e sulle violenze

Essere di sinistra è avere un alto senso critico, e’ allontanarsi dall’idea di totalitarismo perche’ non corrisponde ai principi fondamentali della sinistra stessa

Essere di sinistra e’ limitarsi come individuo lasciando posto alla collettivita’

Essere di sinistra e’ avere una concezione piu’ ampia del mondo e una coscienza piu’ vicina alla natura

E allora ditemi perche’ mi ritrovo tutti i giorni  

………………..    ACCERCHIATA DALLA DESTRA? 

 

 

29 maggio 2008

Quale sarà il tuo verso?

Filed under: Poesie — rossaurashani @ 22:33

Oh me! Oh vita!

Oh me! Oh vita! Domande come queste mi perseguitano

D’infiniti cortei di senza fede, città gremite di stolti,

Io che sempre rimprovero me stesso, (perchè  chi più stolto di me, chi più di me  senza fede?)

D’occhi che invano anelano la luce, scopi meschini, dalla battaglia sempre rinnovata ,

Degli infelici risultati di tutto, le sordide folle ansimanti che vedo girare intorno a me,

Degli anni inutili e vacui degli altri, e io con gli altri legato in tanti nodi,

La domanda, ahimè, che così triste mi perseguita – che v’è di buono in tutto questo, oh vita, oh me?

Risposta.

Che tu sei qui – che esistono la vita e l’individuo,

Che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso.

Walt Whitman

FATELO, FATELO,FATELOOOOOOO

Filed under: AngoloRelax — annuska62 @ 21:01

Tutti nella vita dovrebbero farlo almeno una volta, magari farlo piu’ volte 

Perche’ farlo ti cambia la vita, ti rende diverso , ti migliora e quindi a tutte le eta’ vi consiglio di farlo.

Qualcuno mi ha detto : OGNI LASCIATA E’ PERSA….MEGLIO UN RIMORSO CHE UN RIMPIANTO 

QUINDI FATELOOOOOOO:……   SOUVENT

 

Farlo da soli è da egoisti
Farlo in gruppo può essere divertente
Farlo nella vasca è  molto digestivo
Farlo in auto può essere pericoloso…

Farlo spesso sviluppa l’immaginazione
Farlo in tre arricchisce la conoscenza
Farlo in ginocchio è doloroso


Si può fare sul tavolo
Sulla credenza
prima o dopo mangiato

Sul letto o su un’amaca
spogliati o vestiti
sull’erba o su un tappeto
con la musica o in silenzio
sotto le lenzuola o nell’armadio
farlo, farlo è sempre un atto d’amore.

Poco importa l’età
la razza
le opinioni
o il sesso

poco importa la posizione…

?

 

                                                                         farlo_11 CLICk

 

 

 

 

 

 

 

 

Non ha il look adatto- le Poste bocciano il postino

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 12:36

È più importante il look o la puntualità e la professionalità nella consegna di pacchi, lettere e giornali? Così le poste hanno bocciato un postino per l’abbigliamento e per i capelli «fuori norma». Ma Gargazzone non ci sta. E parte la raccolta di firme. 

 

Gargazzone: il portalettere precario non passa l’esame:È più importante il look o la puntualità e la professionalità nella consegna di pacchi, lettere e giornali? Per l’amministrazione di Poste italiane sembra proprio che l’abito faccia il monaco, almeno stando all’esperienza di Samuel Capizzi, portalettere precario da un paio d’anni e ora bocciato al concorso per passare di ruolo sembra per via del suo stravagante abbigliamento ritenuto indecoroso per l’immagine dell’ente. Ma a Gargazzone, dove il ventenne ha saputo conquistarsi stima ed apprezzamento da parte degli utenti, la gente non ci sta ed è già partita una raccolta di firme di protesta.
 Qualcuno in paese fa notare che il giovane portalettere ha meno tatuaggi di qualunque divo dello sport o dello spettacolo, che la sua coda di cavallo non è meno dignitosa del toupet di Pippo Baudo o del trapianto di Silvio Berlusconi, e che portare gli occhiali da sole anche quando piove non è reato, e nemmeno peccato mortale. Insomma, ad un portalettere la gente chiede serietà e puntualità, cortesia e premura, doti che Samuel Capizzi, ventenne di Gargazzone, in questi due anni di servizio da precario ha ampiamente dimostrato di possedere. E la lampante dimostrazione è la raccolta di firme che in paese non hanno esitato ad avviare dopo aver appreso che il giovane era stato bocciato al recente concorso per la copertura di venti posti di ruolo e soprattutto dopo essere venuti a conoscenza delle motivazioni che hanno portato alla sua esclusione.
 «L’esame sostenuto a novembre era andato bene – spiega Capizzi – ed ero certo di poter entrare in graduatoria per diventare finalmente di ruolo, ero convinto che uno di quei venti posti messi a concorso sarebbe stato mio».
 Una illusione svanita il giorno in cui il giovane si è autorecapitato, ironia della sorte, la raccomandata nella quale gli si comunicava l’esclusione dalla graduatoria finale, senza alcuna motivazione. Solo qualche mese più tardi, dopo aver raccolto alcune voci ed aver indagato presso i suoi superiori, Samuel Capizzi ha appreso i reali motivi della sua esclusione. «Semplicemente perché io sono come sono», dichiara nello sconforto.

 Ma come è Samuel Capizzi? Un ventenne come tanti altri, probabilmente meglio di tanti altri. Sicuramente con una gran voglia di lavorare, sicuramente uno che considera quella del postino come una missione. L’ha ampiamente dimostrato nei due anni in cui ha regolarmente bussato alle porte di tutti i residenti a Gargazzone e dintorni. Professionalità, puntualità e gentilezza le sue doti unanimemente riconosciute. E, dichiarano in paese con una vena di amara ironia, nessuno ha dovuto ingaggiare dobermann o rotweiler per tenerlo alla larga.
 Insomma, la bocciatura del giovane postino sta diventando un caso, la gente a Gargazzone non ci sta e ha deciso di mobilitarsi. È mai possibile, dicono in paese, che con tutti i ritardi e le mancate consegne che contraddistinguono il servizio di Poste italiane, questi si possano permettere il lusso di rinunciare ad un bravo lavoratore solo perché ha la coda di cavallo e gli occhiali da sole? La raccolta di firme è già incominciata.

da ( Alto Adige – La Repubblica )  26 maggio 2008

Le badanti: paghiamo fino a 500 euro per lavorare in Italia

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 07:23
È il «pizzo» imposto dalle colleghe già in regola «Come la mafia, ma è il prezzo per venire qui»
TRIESTE Dai 250 euro ai 500 per trovare un lavoro. Cifra che varia a seconda dell’età e dell’esperienza La “mafia” che sfrutta le badanti irregolari parla spesso la loro stessa lingua, è ammantata di ospitalità. Immigrati regolari che trovano posto a connazionali, senza i documenti, in cambio di una “mancia” o di una percentuale sullo stipendio. «Tutto il mondo è paese» raccontano in italiano fluente alcune badanti oggi in regola. Donne tra i 40 e i 50 anni che hanno vissuto anche due o tre anni da clandestine. I nomi riportati, come richiesto dalle intervistate, sono di fantasia. «Ormai sono otto anni che sono in Italia e non posso lamentarmi.

Da questo paese ho avuto tanto – racconta Maria, 51 anni, ucraina -. Però mi manca tanto la mia famiglia. Mio marito, i miei figli e i miei tre nipotini. La più piccola ha 10 mesi e non so neanche com’è fatta». I primi tre anni di Maria in Italia sono stati da clandestina. «La mia palestra è stata a Napoli prima come cuoca in un albergo – ho perso 15 chili – e poi come badante. Guardavo un signore in sedia a rotelle per 300 dollari al mese». In Friuli Venezia Giulia è arrivata tramite un’amica che l’ha prima ospitata e l’ha aiutata a trovare il lavoro. «Però chi mi ha trovato il lavoro ha voluto 250 euro. E’ una mafia, non so come altro chiamarla».

Poi nel 2003 è arrivata la famiglia che si è presa a cuore la sua storia e ha presentato i documenti per metterla in regola. «Sono stata fortunata ho trovato famiglie che mi hanno voluto bene e io a loro. Tutte le famiglie in cui ho lavorato sono diventate come parenti per me. E poi chi è in regola qui non prende meno di 800 euro il mese per cui riesce a vivere bene e aiutare la sua famiglia a casa». Maria a gennaio ha presentato domanda per la carta di soggiorno, ma la convocazione in questura, per le impronte digitali, ce l’ha il 12 agosto. «Poi mi hanno detto che dovrò aspettare ancora qualche mese. E’ tantissimo tempo, soprattutto sono avvilita perché quest’estate non riuscirò ad andare a casa senza documenti».

Vera, moldava, 45 anni, ha un passato da badante ma oggi lavora come addetta alle pulizie in una cooperativa sociale della regione. Anche i suoi ricordi sono di pianti per la nostalgia, di stipendi da 500 euro «per guardare due anziani infermi» a tempo pieno. La regolarità è arrivata dopo qualche anno «perché ho voluto fare da sola». Camera in affitto «a 300 euro con bagno in comune», lavori in nero. «Delle badanti in regola si sono offerte di trovarmi lavoro ma volevano 400 euro. Tanti stranieri sfruttano chi è senza documenti per fare soldi. Io ho detto no». C’è poi chi cerca di cambiare lavoro. Come Sonia, rumena, divorziata da 15 anni con una figlia adulta, per via della concorrenza. «Fare la badante è sempre più difficile. Io sono stata fortunata perché in questi anni diversi lavori me li ha trovati lo sportello regionale (ndr uno della rete del progetto assistenza alla persona).

Pur avendo i documenti in regola, però, mi è capitato ancora di lavorare per mesi in nero. Le persone disposte a fare le badanti sono sempre più – aggiunge – per cui tante famiglie preferiscono quelle clandestine perché costano meno». Sonia cerca impiego come addetta alle pulizie «perché ho lavorato per anni come badante 24 ore su 24 e per anni non ho dormito la notte. Sono stanca vorrei una vita più normale». Da sette anni in Italia, ha alle spalle due anni di clandestinità, a Genova, «dove ho pagato 500 euro a chi mi ha trovato il primo lavoro. Tutto il mondo è paese».

Poi il trasferimento in Friuli Venezia Giulia tramite amici. «Qui ho avuto ottime esperienze. Oggi mi sta aiutando a cercare lavoro il figlio di un signore che ho assistito e che è morto. Se ti comporti bene le persone ti accolgono bene». Ma Sonia non si comporta solo bene: parla cinque lingue, è laureata in architettura e in economia. «Quando vado nelle agenzie per cercare lavoro come donna delle pulizie mi guardano strano e mi dicono “ma signora cerchiamo qualcosa di più adatto a lei” – aggiunge -. A me non interessa, voglio solo lavorare».

Martina Milia  ( IL PICCOLO – LA REPUBBLICA ) DEL 27/05/2008

Khorakhanè – a forza di essere vento (F. De Andrè) Vale la pena riflettere…

Filed under: Canzoni — marisadalfonso @ 01:04

 

http://it.youtube.com/watch?v=5KwmV9KhJ7o

Khorakhanè (a forza di essere vento) 
(F. De Andrè)
Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

28 maggio 2008

Ode a una Forza Nuova

Filed under: DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 21:43

Dopo la morte di Nicola Tommasoli a Verona,dopo l’attacco perpetrato nei confronti dei rom, dopo i fatti di Pigneto e ancora due giorni fa davanti all’Universita’ La Sapienza, vorrei ricordarvi che tutto questo era previsto, tutto questo era gia’ successo, ma abbiamo preferito chiudere gli occhi,abbiamo preferito voltare la testa, abbiamo preferito ascoltare i loro capi  che ci tranquillizzavano dicendo che la politica non c’entra, insomma abbiamo preferito  non sentire il lezzo che lasciavano alle spalle.

Oggi vorrei dedicarvi questa scritto satirico  di 16 anni fa ,ma che rappresenta benissimo la mentalita’ dei rappresentanti di Forza Nuova:

INTOLLERANZA

E COME POTEVAMO PRENDERCELA CON VOI

UN POPOLO CHE HA SOFFERTO LA POVERTA’

CHE HA SOFFERTO LA FAME.

COME POTEVAMO PRENDERCELA CON VOI?

PER LA DIVERSITA’ DELLA NOSTRA PELLE?

MA E’ UNA PELLE CHE HA GIA’ CONOSCIUTO GLI SCHIAFFI

DELLA MISERIA,

DELLA SOPRAFFAZIONE

DELLE UMILIAZIONI E DEI SOPRUSI…

COME POTEVAMO PRENDERCELA CON VOI?

SOLO PER LA DIVERSITA’ DELLA VOSTRA CULTURA?

MA E’ UNA CULTURA CHE E’ STATA GIA’, PIU’ VOLTE

UMILIATA,

TROPPE VOLTE SOFFOCATA E ZITTITA DALLA STORIA,

LA CULTURA DI UN POPOLO OPPRESSO, DERUBATO E SFRUTTATO.

LA CULTURA DEL DOLORE.

COME POTEVAMO?

COME AVREMMO MAI POTUTO PRENDERCELA CON VOI?

..MA POI SIETE VENUTI QUI AD OCCUPARE LE CASE ,

A RUBARCI LAVORO,

AD INTASARE LE NOSTRE STRADE….

MOLTI SI DROGANO,

 MOLTI SPORCANO, INFASTIDISCONO….

A VOLTE COMMETTETE ADDIRITTURA DEI CRIMINI!

….GRAZIE PER AVERCI OFFERTO UN PRETESTO

E’ questo che abbiamo legalizzato dando un volto legittimo a questa destra cosi’ diversa, cosi’ uguale al fascismo di un tempo

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