Lettere Al Futuro

2 maggio 2008

Erika, ritorno alla vita in versi – Affetta da sindrome genetica, la giovane non parlava da anni. Ora comunica con poesie scritte al pc.

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 07:40

foto by Manuela 2006

dalla ” Gazzetta di Mantova ” e da ” SuperAbile .it (di Giorgia Mazzotti)

 

Disabile dalla nascita, ha tenuto nascosto il suo mondo interiore al punto che nessuno si era reso conto che in realtà non solo capiva quanto accadeva intorno a lei, ma assimilava sapere, vocaboli e formule matematiche. Per tirare fuori tutto il mondo di Erika e rivelarlo a professori, amici e persino ai suoi stessi genitori è servito l’impegno degli insegnanti di sostegno, supportati da un contesto particolarmente attento dal punto di vista umano e professionale: quello dell’istituto professionale Bonomi-Mazzolari. La chiave di volta è stata il computer con una forma di comunicazione facilitata. E’ lì, infatti che Erika Mantovanelli, ora 20enne, si è lasciata andare ad esprimere dapprima risposte semplici e poi concetti sempre più articolati. Fino alla composizione di poesie.
A raccontare la storia del ritorno alla vita da protagonsta di Erika ieri nella sede della Provincia c’erano i genitori, gli insegnanti e tutti quelli che si sono mobilitati per arrivare a questi risultati e quindi per farli conoscere, sperando che possano utili ad altri. Ecco allora il padre di Erika, Giulio Mantovanelli e la madre, Paola Smeriglio, che hanno detto di aver scoperto grazie a questa esperienza una figlia che non conoscevano. «Erika – racconta il papà – ha una sindrome genetica che provoca disturbi della comunicazione: ha sempre parlato poco e con difficoltà, e una particolare forma di ritrosia la spinge a chiudersi e a rivelare il meno possibile di sè. Quando è arrivata a 11 anni, poi, ha addirittura smesso di articolare parola; e quel silenzio suonava spesso anche a noi come un’assenza, una distanza totale dal mondo, come se non percepisse e tanto meno capisse. Ma non era così. Lo abbiamo scoperto grazie ai testi poetici che scriveva a scuola utilizzando la tastiera del computer e che ora sono stati pubblicati nel volume Poesie del silenzio edito dalla Provincia». La famiglia Mantovanelli vive a San Giorgio, ed è qui che Erika ha frequentato tutte le scuole, dall’asilo alle medie, senza però dare segnali di apprendimento. «Erika – ricorda il padre – ci mostrava che andava volentieri a scuola e così abbiamo cercato di prolungare la sua presenza in aula anche una volta esaurito l’obbligo, iscrivendola all’istituto professionale Bonomi-Mazzolari. Ma pensavamo più che altro che fosse un modo per farla stare in mezzo agli altri. Non immaginavamo che intanto immagazzinava anche tanto sapere».
E’ quindi l’insegnante di sostegno del Bonomi-Mazzolari Marisa Allinovi a descrivere le tappe della ?rivelazione’ di Erika. Il primo approccio con Erika – racconta la professoressa – è stato difficile. Avevo l’impressione di trovarmi davanti a un muro di gomma. Non solo non parlava, ma non dava segnali di alcun tipo né reagiva alle proposte che le facevo. Le scosse motorie che agitavano il suo corpo davanti a manifestazioni di affetto di compagni e persino per delle battute di insegnanti mi hanno rivelato una forte capacità di percepire. E così ho pensato all’utilizzo di un computer per riuscire a comunicare pensieri semplici ed essenziali. L’idea era che con le lettere della tastiera poteva rispondere alle mie domande per farmi capire se aveva fame, sete o se gradiva o meno qualcosa». E’ iniziato così il ritorno al mondo di Erika. Prima soltanto dei “sì” e dei “no”; poi, pian piano, risposte brevi, ma estremamente rivelatrici: come la soluzione di un’equazione matematica o persino la digitazione corretta del titolo di una canzone in inglese. «Quelle risposte – va avanti la Allinovi – ci hanno rivelato che Erika capiva, sapeva calcolare e durante i tanti anni di presenza in classe aveva assimilato moltissimo».
Inizialmente la scrittura resta un momento riservato solo all’ambito scolastico e alla presenza della Allinovvi. «Con me non scriveva – racconta il papà, che intanto tiene stretta la mano di Erika – e non voleva nemmeno che io assistessi a queste sedute». Ci sono voluti quasi due anni perché Erika consentisse alla sua stessa famiglia e poi al mondo di conoscere il suo mondo interiore.
Nel frattempo quelle poesie sono arrivate alla commissione che ogni anno organizza la maratona poetica della scuola. E hanno colpito la giuria, che ha riservato ai suoi lavori una menzione speciale nel 2005 e un’altra nel 2006.
Succede così che alcune di quelle poesie arrivano nell’ufficio della preside di allora, Giacomina Gavioli. Che racconta: «Quei versi mi hanno subito colpita per la loro bellezza e per la profondità dei messaggi che esprimevano. Continuavo a pensarci, perché capivo che la cosa non doveva finire lì. A indicarmi la strada per realizzare questo sogno è stato l’incontro con i soci della cooperativa sociale DataOnLine di Soave, Gloria Stucchi e Dario Gorni. E’ stato lui, che per tanti anni ha lavorato alla casa editrice Einaudi, ad avere l’idea di coinvolgere la Provincia. E quando l’assessore alle politiche sociali ha letto le poesie di Erika ha detto subito di sì. Ed è nato questo libro».
«Questa raccolta – spuiega infine l’assessore Fausto banzi – è la dimostrazione di come si possa lavorare nella scuola per aiutare i ragazzi che hanno disabilità». Come è avvenuto al Bonomi-mazzolari con l’ulteriore supporto del Comune di San Giorgio che ha finanziato l’affiancamento di Erika con un’educatrice nelle ore che rimanevano scoperte dal sostegno.  Aprile 2008

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1 commento »

  1. A volte basta un po’ di volonta’…..
    Complimenti all’insegnante e a tutta la scuola,perchè hanno lavorato e creduto offrendo una nuova vita ad Erika.
    Un sorriso gioioso ad Adriano che ci offre sempre nuove speranze

    Commento di annuska62 — 2 maggio 2008 @ 09:43 | Rispondi


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