Lettere Al Futuro

14 maggio 2008

Elettroshock: una voce a favore. ”Efficace quando le altre terapie non lo sono”

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 17:45

Intervista allo psichiatra Leonardo Tondo (Centro Lucio Bini): ”Nel trattamento della depressione grave con agitazione e rischio di suicidio, la Tec ha una percentuale di miglioramento superiore a quello delle terapie antidepressive”

ROMA – A 30 anni dalla legge che ha chiuso i manicomi e “umanizzato” i trattamenti di cura per la malattia mentale, l’elettroshock non smette di dividere. Accanto alla folta schiera di medici psichiatri che ne contesta l’uso, c’è chi ne difende l’efficacia, seppur in alcuni limitati casi. Tra questi ultimi, Leonardo Tondo, psichiatra e membro del Centro Lucio Bini.  ancora vivo il dibattito in merito all’uso e l”abuso della terapia elettroconvlusivante: qual è, in sintesi, la sua posizione in merito?
Abuso, non direi proprio. Nessuno psichiatra penserebbe di fare un uso eccessivo o indiscriminato della terapia elettroconvulsivante. Anche il suo uso è molto limitato. Pur essendo un sostenitore del trattamento, non mi capita di consigliarlo più di una volta all’anno. D’altro canto, quando è necessario, è importante sapere che sia un trattamento disponibile. Quali sono i principali effetti positivi che le TEC può ottenere? E quali gli effetti collaterali?
Nel trattamento della depressione grave con agitazione e rischio di suicidio, la TEC ha una percentuale di miglioramento superiore a quello delle terapie antidepressive e inoltre è efficace quando le altre terapie non lo sono. In queste condizioni, non prescriverla al paziente è rischiosissimo; sarà poi il paziente a rifiutarla se non fosse d’accordo. In nazioni dove la malpractice è considerata attentamente, non consigliare la TEC a un paziente con le indicazioni necessarie può creare problemi di natura legale.

Secondo una recente circolare dell’ex-ministro della Salute Bindi, “è solo per un gruppo limitato di pazienti che la terapia elettroconvulsivante si è dimostrata talora efficace in modo convincente, specie nella risoluzione dell’episodio acuto”, peraltro con “frequenti ricadute ed disturbi mnesici circoscritti”. Cosa ne pensa?
L’ex ministro ha ragione sul gruppo limitato di pazienti che dovrebbero effettuarla. Non ha ragione sulla conseguenza della frequenti ricadute e sugli effetti collaterali, veramente limitati.

In Italia la TEC è consentita solo in strutture pubbliche e accreditate e in presenza di determinate condizioni. Ci può dare una stima approssimativa rispetto al ricordso dalla Tec in Italia? Quante persone ogni anno vengono sottoposte a questo trattamento?
Non saprei dare cifre precise, ma credo che forse meno dell’uno per cento dei pazienti con depressione presentino le indicazioni per la terapia. Quante poi siano le persone che ne fanno uso è molto difficile e non so chi potrebbe avere i numeri. Naturalmente, la terapia si pratica anche in strutture private oppure all’estero.

Qual è la situazione nel resto d’Europa? C’è più apertura o più chiusura nei confronti di questa terapia?
In Europa, neanche a dirlo, esiste un atteggiamento più libertario e chi vuole sottoporsi alla TEC può farlo. In molte nazioni, comunque, esiste lo stesso pregiudizio che abbiamo noi senza però che i governi perdano tempo su questi argomenti tecnici.

Qual è l’atteggiamento più comune tra i Suoi pazienti rispetto a questa terapia? Paura? Curiosità? C’è qualcuno che richiede espressamente di sottoporvisi?
Nessuno richiede di sottoporvisi ma molti mi chiedono cosa penso della terapia. Paura in alcuni, curiosità in altri.

Elettroshock è un termine appropriato per riferirsi alla Tec?
Ovviamente no perché focalizza l’interesse sulla shock e sulla elettricità, da cui deriva la stupida associazione con la sedia elettrica. L’elettricità, molto diversa da quella casalinga o industriale, serve soltanto a provocare le convulsioni che, fin dalla Grecia Antica, sono sempre state considerate efficaci nella terapia della depressione.

Cosa prevede attualmente la legge italiana? Quali sono le questioni ancora da risolvere? Come spera che si svilupperà il dibattito politico e scientifico nei prossimi anni?
La legge è ferma alla circolare dell’ex ministro Bindi e andrebbe bene se fosse rispettata. Poi nelle realtà regionali o locali, si fa a gara per impedirla. D’altro canto i primari non hanno alcuna voglia di rischiare un qualsiasi problema per poi trovarsi sulla prima pagina dei giornali. (Chiara Ludovisi)

(14 maggio 2008)  tratto da SuperAbile.it  – new

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