Lettere Al Futuro

18 maggio 2008

” IN QUANTO DONNA ” poesia di Gabriella Segato Pighin

Filed under: 1 — adriano49 @ 14:08

Ero nuvola leggera

ingenuamente vitale,respingevo tentacoli

di polvere secca.

Vagavo per cancelli

arrugginiti d’ipocresia

in spazi mai trovati.

cadevo sui muri

invisibili di  ostilità.

Volevo zolle fertili

su aride pietraie,

seminavo nettare

come ape operaia.

Oggi seppur macilenta

mieto grano antico

su steli di femminea libertà.

Non mi piegheranno,

le violenze dei branchi

la corrosiva misoginia

i soprusi verbali

le aberrazioni mentali

il fanatismo d’ogni risma

i molossi del terrore

i profetidi morte.

Non mi piegheranno

in quanto donna.

Poesia tratta dal libro ” Al tòcco della parola” di Angioletta Masiero – Panda Edizioni

 

 

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Oggi 18 maggio compleannno di una persona veramente speciale

Filed under: AngoloRelax — annuska62 @ 11:42

SPIRIT- LEARN TO FLY

SPIRIT- I WILL ALWAY RETURN

SPIRIT- HERE I AM

Tanti AUGURI Zia ROSSAURASHANI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Per me 6 una persona MOLTO SPECIALE, una zia VERAMENTE IMPORTANTE! Tu mi dai molto, mi consideri come tua figlia, ed io come una madre.

Mi hai sempre donato speranza e felicità.

Oggi in questo giorno molto PARTICOLARE, ti auguro uno stupendo COMPLEANNO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ***

 La tua BIRI

” Banche ovunque e “bisi” solo a Lumignano ” sempre di corsa verso il nuovo con la globalizzazione

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 08:28

 foto by Emilia ( friends 2005 )

da ” Il Gazzettino” di domenica 18/05/2008 cronaca di Vicenza-Bassano

18-mag
L’identikit dell’accattone, incrociato
all’una in pieno centro, non è nuovissimo, ma
nemmeno frequente: italiano sopra i 50, jeans
con gilet e camicia scura, contegno assolutamente
sobrio. Nuova è la motivazione per cui
chiede la carità: «Aiutatemi a fare la spesa al
discount». Intascato l’obolo, chissà se si incammina
davvero verso il supermarket. Dilemma
da cui ne fioriscono altri: single o capofamiglia?
Precario o disoccupato? Vittima di una crisi da
quarta o terza settimana dopo lo “stipendio”?
Di sicuro l’uomo incrocia la folla accalcatasi sull’ingresso
della banca che festeggia l’apertura offrendo salatini e prosecco
ai passanti. Con questo, in un breve tratto di Vicenza
compreso fra corso San Felice e viale Mazzini, sono sette gli
istituti di credito che si giocano la fiducia dei correntisti.
Molti dei quali, dando retta a recenti e attendibili statistiche,
hanno un tenore di vita non così distante da quello del
poveraccio appena incontrato. «Lo sappiamo», spiega la
gentile funzionaria intenta a stappare un’altra bottiglia, «e
infatti questa crescente concorrenza punta a offrire servizi
convenienti a chi è in difficoltà. Noi ci proviamo
restando aperti ogni giorno fino alle sette
di sera, oltre a tutti i sabati mattina».
La percezione è quella di un mercato che,
subendo i contraccolpi continui della recessione
internazionale, tenta azioni di recupero
verso consumatori in difficoltà. Ombrelli a tre
euro dentro l’outlet cinese, portafogli a cinque
sulla bancarella di piazza dei Signori, perfino
occhiali da presbite a meno di dieci dentro i
bar dove li trovi in vendita in mezzo a tartine e tramezzini.
Questi alcuni dei prezzi registrati nelle ultime settimane.
Segnali in arrivo da una Vicenza globalizzata dove il “locale”
sembra arretrare ogni giorno di più. Resistono ancora sagre
come quella dei “bisi”, che per le 12.30 di oggi chiama a
raccolta la consueta moltitudine sotto il tendone allestito a
Lumignano. Se torna il sereno, al pomeriggio si può aggiungere
un’escursione fino al vicino eremo di San Cassiano.
Dove, da più mille anni, chiunque è libero di meditare su ciò
che vuole. Anche sui favolosi piselli del posto. Su piatti di
risi e bisi che rischiano di diventare un lusso.
Stefano Ferrio          
             

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