Lettere Al Futuro

19 maggio 2008

I nostri bambini sono mediamente ….. di Alessandra Graziottin

Filed under: 1 — adriano49 @ 16:18
nostri bambini sono mediamente i più maleducati e i più grassi d’Europa. I nostri adolescenti hanno un preoccupante tasso di bullismo e di comportamenti a rischio (alcool, fumo, droghe). Con incrementi percentuali, aumentati nettamente negli ultimi anni, che li stanno collocando tra i ragazzi peggiori d’Europa. Non ultimo, e molto triste, con un andamento percentualmente più aggressivo per le ragazze.
 Esiste un denominatore comune tra questi comportamenti apparentemente molto diversi, in età successive?

Sì: ed è il trionfo dell’impulsività, garantita e protetta dal lassismo educativo fino alla mancanza totale di regole nell’educazione familiare e scolastica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Inutile chiedere “ordine” in città se non si (ri)comincia dal microcosmo della famiglia. Inutile chiedere di ridurre la cosiddetta microcriminalità, anticamera della macrodelinquenza, se la deriva delle norme in corso non viene bloccata e invertita di tendenza a partire dall’educazione alla vita che si respira a casa. Inutile fare campagne antiobesità se il cibo viene usato come surrogato per carenze sostanziali affettive da parte dei genitori. Inutile indignarsi della distruttività assassina che gruppi di adolescenti hanno mostrato verso loro coetanei, al Nord come al Sud dell’Italia, se il rispetto degli altri, dei loro sentimenti, della loro vita, non viene assimilato fin dai primi anni. Inutile stupirsi dello scarso rendimento scolastico se il caos in aula è ingovernabile. Viziare i figli si sta rivelando suicida, e non solo in senso metaforico.

E’ indispensabile ricominciare a dare delle regole ai bambini e agli adolescenti, iniziando dai comportamenti fondamentali. Dal modo in cui si sta a tavola, alla quantità del cibo, agli orari, al rispetto degli altri e degli adulti, all’uso appropriato del telefono. Dal rispetto delle regole elementari di convivenza civile alla moderazione degli impulsi e dell’aggressività, avendo il coraggio di far rispettare i principi su cui si basano le relazioni di qualità.

Sì, perché ci vuole coraggio per dare regole chiare e farle rispettare, con una disciplina adeguata. E ci vuole coraggio perfino a parlare di disciplina in un Paese come il nostro. Anche perché si è perso il senso profondo di questa parola (che deriva dal latino “discere”, imparare) e se ne percepisce erroneamente solo il senso repressivo e punitivo. In realtà l’obiettivo costruttivo di una disciplina ben usata è di ottimizzare l’apprendimento, in primis, dell’arte di vivere, nelle sue varie forme, alla cui base stanno l’empatia e la convivenza civile. Non reprimendo ma canalizzando le energie e la vitalità con regole sane. Con giochi sani e tanto sport per dare al corpo la felicità di esprimere emozioni e sentimenti nel modo più naturale e insieme più istruttivo. Incoraggiando nel bambino e nell’adolescente la spontaneità, ma non lo spontaneismo, che è impulsività allo stato puro. Incoraggiando l’assertività, ma non la distruttività. Insegnando che il sacrificio e la fatica sono ingredienti intrinseci dell’apprendere, a scuola come nella vita. Insegnando ad argomentare senza gridare e senza insultare. Esigendo il silenzio nella classi, per favorire di nuovo la concentrazione e l’apprendimento. E’ impossibile concentrarsi e memorizzare se si è continuamente disturbati dal chiacchiericcio, da decine di sms, dal rumore di fondo di una classe ingovernata, diventata oggi palestra di aggressività, bullismo e intemperanze, invece che luogo elettivo dell’apprendere…

Non teorizzando, ma dando il buon esempio, innanzitutto con i nostri comportamenti, a casa, a scuola, nella vita. Perché i piccoli imparano guardandoci, e imitandoci. Se non corriamo subito ai ripari, queste nuove generazioni arriveranno rapidamente a perdersi in un magma di impulsività autolesionista e di ignoranza.In positivo, le molte famiglie che ancora oggi educano i figli con amore sì, ma anche con regole chiare e fatte rispettare con affettuosa fermezza, e vigile attenzione, dimostrano che questo è possibile. Che una sana disciplina non è un sogno retrò, ma il modo migliore di amare, aiutando bambini e ragazzi a crescere sereni, solidi e affettuosi, ottimizzando la loro capacità di realizzarsi nella vita, e di essere più a lungo felici  .Alessandra Graziottin

da ” Il Gazzettino ” di Lunedì 19/05/2008 cronaca Nazionale

 

 

 

 

 
 
 

 

 

 

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3 commenti »

  1. Mi trovo d’accordo con Alessandra Graziottin.
    Anch’io come madre ho fatto la scelta di imporre delle regole fin da quando mia figlia era piccola, sara’ stato per il suo carattere non proprio facile,
    o per il mio non proprio dei migliori,che ho preferito non lasciare che le cose prendessero una libera strada. E’ vero, come mi accusano molti,di non esssere una madre facile, ma ora che vedo mia figlia farsi donna, penso di averle regalato forse uno dei doni piu’ grandi, il rispetto per gli altri, ed il rispetto per se stessa, la capacita’ di non essere violenta, la capacita’ di stare con il prossimo senza prevaricarlo.
    Di leggere la realta’ con i suoi occhi, di utilizzare il suo senso critico senza vergogna e di affrontare il mondo con il sorriso sulle labbra.
    Con l’aiuto di mia sorella, a volte un po’ troppo di parte (verso la nipotina), l’ho resa abbastanza sicura e pronta per spiccare il volo.
    E si’, io ho ascoltato vari consigli, non mi sono fatta mancare l’aiuto altrui,non mi interessava avere l’esclusiva, per lei volevo il meglio.
    Attraverso i consigli dell’inesauribile sorellina ho potuto trasformarla da
    alunna svogliata e disinteressata, a studentessa degna di nota.
    Da bimba svogliata nello sport,ho lasciato che scegliesse una attività che le piaceva.Le ho insegnato il rispetto per la danza e per chi insegnava. Con l’aiuto poi dell’insegnante-coreografa Luciana De Fanti, paragonabile ad un piccolo panzer, per la sua costanza e la sua capacita’ di tirare fuori il meglio da ogni allieva, l’ho vista trasformarsi in una piccola farfalla che affronta il palcoscenico senza paura.
    Ho ascoltato consigli da una psicologa, ho chiesto a mio marito di intervenire, quando io potevo solo peggiorare le cose, con il mio carattere troppo autoritario.
    Ora vedo davanti a me qualcosa che si evolve giorno per giorno, qualcosa che ha ancora bisogno di noi genitori,ma che comincia a scegliere la propria strada ( e a pensare che quando aveva solo 5 anni mi disse seria seria durante una discussione, guardandomi diritta negli occhi: Mamma, tu non puo’decidere della mia vita).
    Molti saranno contrari al mio modo di agire,ma ho preferito scegliere questa strada perche’mi sembrava la piu’ idonea e per ora ha dato dei buoni frutti.
    Ovviamente tutta questa creazione e’ stata condita con un’infinita’ di amore.

    Commento di annuska62 — 19 maggio 2008 @ 22:54 | Rispondi

  2. @ Adriano

    Ottimo spunto su una rivisitazione delle funzioni educative dei genitori e dell’ambiente che ci circonda, per ottenere i giusti risultati con i nostri figli e siccome questo blog è nato dall’esigenza di confrontarci attorno alla crescita del nostro futuro, ossia i nostri figli, mi sembra opportuno sviluppare questa tematica maggiormente.
    Grazie per averci ricordato, caro Adriano, che cosa lettere al futuro può implementare…
    Ross

    @ Annuska

    Il tuo commento secondo me, cara Anna, potrebbe essere lo spunto di una discussione più approfondita, pertanto ti pregherei di trasformarlo in un post.
    Questo blog può e deve avere la capacità di rendere corale tutte le differenti voci che compongono la nostra vita, ed in questo ambiente ne siamo uno spaccato significativo.
    L’educazione dei nostri figli comincia dal momento della loro nascita e forse non finisce mai, perchè anche se non ci fossimo più fisicamente, rimarrebbe comunque il nostro ricordo, il nostro esempio come immagine educativa persistente.
    Per quanto riguarda l’argomento posto dalla giornalista, mi trova sommariamente d’accordo, l’educazione si forma sopratutto nei primi anni della vita dei nostri figli e va incrementata sopratutto in famiglia. La scuola, la società sono importanti sicuramente, ma i figli vanno preparati per affrontare la vita con un bagaglio che solo la famiglia può mettere a disposizione.
    Sul giudizio di te come madre, tu lo sai ho avuto sempre toni un pò critici, proprio per quanto riguarda le tue peculiarità e il tuo carattere intransigente, d’altra parte la nostra Biri non è mai stata tra le bambine più facili, perchè dotata da una veemenza simile alla nostra e da una intransigenza simile alla tua.
    Niente di strano, certo che era più facile a me che avevo una funzione non prettamente educativa e sciogliere alcuni nodi del suo carattere. Capivo anche che fin da piccola mostrava un carattere indipendente e testardo che valeva la pena di sfruttarlo a suo favore e non cercando di domarlo (impresa improba e tu lo sai). Per esperienza personale (come non riconoscere nei suoi alcuni difetti del mio carattere!) sapevo che un carattere così va cavalcato a pelo, assecondando le qualità e direzionando le asperità verso lidi migliori. Certo che non va mai usata con lei una imposizione forzata, come a volte involontariamente ingaggiavi tu…. per fortuna hai demandato a quel “santo uomo” 🙂 il “lato di sponda” che molto spesso deve conservare il padre e anche spesso mi hai coinvolta e in buona collaborazione tu imponevi ed io mediavo, se io stavo sempre dalla sua parte era perchè usavamo solo il gioco delle parti, tu indicavi e io le facevo capire che era una buona cosa seguire le tue indicazioni. Lei sfogava tutta la sua rabbia e il dolore di essere “comandata”, ma così si è rafforzata, ha smussato gli spigoli, ha riflettuto sul mondo ed oggi è una persona meravigliosa a cui è stata data attenzione, amore e possibilità di espressione (cosa che ritengo importante, anzi necessaria come sistema educativo e autodeterminante verso i nostri figli9:
    A differenza della giornalista e di un comune modo di pensare credo che non tutti i figli rispondano ugualmente ad un canone educativo generale. Io ho sempre odiate “le regole” imposte perchè fin da bambina, per carattere, sapevo impormele da sola e le seguivo coscenziosamente. Non ho mai imposto regola a mio figlio, ho solo suggerito e indirizzato, discusso e qualche volta fatto valere la mia volonta, ma sembra che in questo modo sono riuscita a far emergere anche in lui le “regole naturali” del vivere sociale. Per la nostra cara Biri è stato un pò lo stesso, si gettava il seme e questo attecchiva, crescendo rigogliosamente…. trasformandola nella pasionaria che è, sempre pronta a difendere i deboli (animali compresi) e rispettando le regole del gioco della vita.
    Questo si deve al tuo grande amore verso di lei e anche al rispetto che hai sempre avuto nei suoi confronti, considerandola sempre una persona, anche quando non sapeva ancora esprimersi.
    Forse questo è il segreto del crescere bene i figli: rispetto reciproco.
    Comunque aspetto un post, e invito gli altri a creare una catena di esperienze, di domande, di confronti così forse si potrà stilare quel manuale di educazione dei figli che scherzosamentee avevamo ventilato all’inizio. 😀
    Un sorriso fraterno
    Ross

    Commento di rossaura — 20 maggio 2008 @ 14:31 | Rispondi

  3. OT Caro adriano vai sul mio blog
    http://www.laltrametadelcielo.wordpress.com
    c’è una sorpresa per te
    Ross

    Commento di rossaura — 20 maggio 2008 @ 23:38 | Rispondi


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