Lettere Al Futuro

28 maggio 2008

Non voglio essere uccisa dal mio ex – Il dramma di una donna: l´ho denunciato 12 volte, ma lui resta libero.

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 09:46

Noi conosciamo la storia di un prossimo omicidio. Conosciamo il nome della vittima e quello dell´assassino, il movente, l´arma del delitto, ogni piega di violenza. Perché tutto è già scritto in dodici denunce precise e dettagliate, che si accumulano da quattro anni negli archivi della polizia, senza che nulla riesca a fermare lo sprofondo verso l´ultimo atto. Denunce in fotocopia. «Sei una tr…, io ti ammazzo, ti distruggo». E giù botte, insulti, umiliazioni, altre minacce, inseguimenti. «Ma io non voglio essere la prossima donna ammazzata dall´ex compagno rancoroso e alcolizzato – dice con le lacrime agli occhi la vittima designata – io non voglio morire. Vi prego, aiutatemi».
Da quattro anni dorme con la mazza da baseball sotto il letto. Da quattro anni finisce all´ospedale con ferite, lividi, gambe viola, tagli in faccia. Da quattro anni il suo telefono si riempie di insulti. «L´altra notte ho ricevuto 73 chiamate senza risposta – racconta – non riesco più a dormire, non riesco più a mangiare e non so cosa fare». Perseguitata.

Ha 40 anni. Lavora in un locale pubblico. Abita a Madonna di Campagna. È malata di un male difficile da affrontare, che richiede forza e serenità. «Io non sono una persona bugiarda. Non rinnego la mia storia – racconta – ho voluto bene a quell´uomo, per un anno e mezzo ci siamo amati, insieme abbiamo fatto un figlio, una creatura, una cosa seria, serissima. Ma lui ha incominciato a picchiarmi già quando ero incinta…». Non ha ancora smesso.

Ultima intrusione in casa, venerdì notte alle tre. «Ho sentito dei terrificanti colpi secchi alla porta – racconta – avevo chiesto a una mia amica di dormire con me proprio per non rimanere sola. Ci siamo alzate, siamo andate verso l´ingresso cercando di non farci sentire. Era lui che cercava di buttare giù la porta. Quando ha capito che ero lì, ha detto: “Sei una p… Io ti sparo… Devi morire, schifosa…”». E lei cosa ha fatto? «Ho chiamato subito il 113, ma i poliziotti sono arrivati dopo venti minuti». Quando il prossimo potenziale assassino della città era già scappato via di corsa.

Va avanti così. Da settimane, mesi, anni. Sempre peggio. «Vivo al commissariato, ormai – racconta la donna – sono tutti molto gentili con me, mi ascoltano, mettono a verbale. Ma mi dicono che non possono fare nulla. Devo morire o quasi, mi sembra di aver capito, prima che possano bloccare il mio ex compagno».

Gli agenti del commissariato sono andati a parlare al potenziale assassino: «Lui subito dopo è venuto a cercarmi e mi ha detto che sono un´infame». Gli agenti le hanno consigliato di cambiare residenza: «Ma secondo voi posso chiedere ospitalità agli amici, per me e per mio figlio di quattro anni, ogni notte in un posto diverso?». Forse potrebbe aiutarla l´Atc: «Solo loro potrebbero cambiarmi di casa». Per aiutarla a scappare dall´ennesimo uomo che non si rassegna. «Ma poi forse troverebbe il modo di seguirmi dal posto in cui lavoro, per tornare ancora a spaccarmi le finestre di casa». Proprio così. Dieci giorni fa ha divelto due finestre, è entrato in casa e ha rovistato ovunque.

Di lui si sa tutto. Ventisei anni, corpulento, disoccupato, tossicodipendente, piccoli precedenti per furto, residenza a casa dei genitori, sempre a Madonna di Campagna. «Dice di avere una pistola – racconta la donna – e io non ho motivo di dubitare che se la sia procurata in qualche modo». Armato, spesso fatto di cocaina, sempre più incarognito e determinato.

Una volta si amavano: «Adesso basta – piange la signora con i riccioli neri – possibilità gliene ho date tante. Ma non cambia, non ci lascia in pace. Torna sempre più violento. So che ogni notte potrebbe essere l´ultima. Non ce la faccio più a sentire mio figlio di quattro anni che dice: “Mamma, non avere paura, lo ammazzo io quel bastardo”».

di Niccolò Zancan – da ” TORINO .it – La Repubblica del 26/05/2008
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2 commenti »

  1. cosa fa la ” Giustizia” per aiutare questa donna e il suo figlio ? bisogna solo aspettare il peggio o si può intervenire prima e in quale maniera si può dare sicurezza a Lei?

    Commento di adriano49 — 28 maggio 2008 @ 09:49 | Rispondi

  2. Sono esterrefatta.
    E’ questo il principale problema sulla “sicurezza” di migliaia di donne ma non importa a nessuno risolverlo, forse perchè non produce voti?
    😦

    Commento di marisauno — 28 maggio 2008 @ 12:17 | Rispondi


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