Lettere Al Futuro

29 giugno 2008

La sicurezza in Friuli non arriva da video e militari ma attraverso la rivitalizzazione dei nostri paesi

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 11:04

 

 Uno che certamente non passa per simpatizzante di zingari,

turchi, e minoranze varie come il presidente del Land

carinziano, Haider , rispondendo ad una domanda sulla

questione sicurezza in Italia e sulla proposta di usare

l’esercito come deterrente alla delinquenza diffusa ha risposto:

«I soldati facciano i soldati e i poliziotti i poliziotti.

Hanno compiti e ruoli diversi». Questo per sottolineare che

un ripensamento su come affrontare l’emergenza della criminalità,

possa essere quasi doveroso, quando si entra nello

specifico delle proposte presentate. Ragionamento ancor

più necessario se guardiamo a quanto avviene in Friuli. Da

una parte esistono i dati forniti dalle forze dell’ordine, dai

vari comandi di carabinieri, dalle prefetture che dimostrano

quanto sia relativo l’aumento dei fatti criminosi, dall’altra la

percezione della popolazione che sente minacciata la sua

tranquillità da furti che ritiene sempre più frequenti, da

intrusioni e violenze, attribuiti sempre e comunque a stranieri.

Spesso i cittadini scoprono però che nei fatti di sangue

spesso i protagonisti sono nostrani o comunque che quando

si parla di delinquenza i confini non esistono da tempo.

Non si tratta di fare i buonisti o i terzomondisti ad ogni

costo, o sottovalutare il problema nel suo insieme, ma anche

ricordare che gli zingari hanno sempre rubato nelle case dei

paesi, che certe zone sono più a rischio di altre, che in certi

locali è meglio non fare i bulli e che girare di notte comporta

un atteggiamento e una mentalità più prudente. E così in

tutto il mondo, anzi in Friuli, anche questo dobbiamo dirlo,

va molto meglio che altrove. Una magra soddisfazione e può

pure darsi che la situazione sia destinata a deteriorarsi.

Però è così. Cercare di affrontare il problema con proposte

che ricalcano premesse ideologiche e programmi elettorali

nazionali, non serve, crea un clima di estremismo in cui i

contorni reali si confondono con le leggende metropolitane.

Non è vero che una volta, in un mitico Friuli, le porte di

casa non venivano chiuse a chiave, perchè tutti si fidavano

di tutti. È vero invece che nei nostri paesi esisteva uno stare

insieme diverso e di reciproco aiuto, tale da funzionare da

deterrente anche contro i pericoli esterni.

Pensare che qualche videocamera di controllo in più,

possa ricreare quello spirito di collaborazione, è pura demagogia.

Il campanile serve come simbolo e non come

postazione di antenne.

di Andrea Valcic   da ” Il Gazzettino ” cronaca di Udine del 29/06/08

 

 

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26 giugno 2008

Una conversazione rubata

Filed under: PuntoD'Incontro — mt70 @ 07:48
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Stamattina, mentre ero al bancomat, due donne qualunque, esattamente come me, come voi, passando mi hanno lasciato questo stralcio di conversazione:

-E lui che ha detto?

-Scusami, sono nervoso, avevo un appuntamento importante… e allora io ho pensato:si ma questo non ti da il diritto di mettermi le mani addosso…

-Ma lo sapeva che eri incinta?

-No, ero al primo mese, non si vedeva niente…comunque mi sono agitata tanto, e il pomeriggio mi sono sentita male…e l’ho perso.

Ho cominciato la giornata così, con questo pugno nello stomaco. Non era studio aperto, non erano i giornali, erano due persone di fronte a me, di carne come me,  di sangue come me, era la realtà e non ho altro da aggiungere.

25 giugno 2008

La direzione giusta

Filed under: Poesie — mt70 @ 20:04

Ammantata di sole corro nella direzione giusta

la meta è ancora lontana e l’orizzonte chiaro

e non c’è niente di certo, se non la mia certezza

sarò solo energia fino alla fine del viaggio

i piedi sanno dove andare, la stanchezza è un ricordo

non so se arriverò, ma ora non mi importa

sento che questa è la direzione giusta.

23 giugno 2008

Il disgelo

Filed under: Poesie — mt70 @ 21:06

Pensavo che il gelo durasse per sempre: cosa avrebbe potuto cambiare la nivea perfetta distesa?

Qui il silenzio regna immutato ed immutabile, ed ogni candido giorno è uguale a se stesso, bianco ed abbagliante, tagliente ed algido.

Il ghiaccio copre ogni cosa con misericordia, smussa le asperità, colma i vuoti, nasconde le brutture.

E’ difficile riconoscere le linee della terra, impossibile per chi non ha mai visto prima questo luogo.

Chi osserva è ammmirato ed ammaliato e respinto ed atterito dallo spettacolo del freddo che non concede nulla alla vita.

Eppure è finito, il gelo è finito, nonostante le mie convinzioni.

L’acqua ha cominciato a scorrere sotterranea, lontana da i miei sguardi.

Forse avrei tentato di fermarla se l’avessi vista, forse no…certamente non ci sarei comunque riuscita.

Prima poche gocce, poi timidi rivoli, infine, quando ormai tutti potevano vedere, allegri ruscelli.

Il silenzio ha lasciato il posto al canto dell’acqua.

Ora tutto è allo scoperto, la terra, i crepacci, le asperità, in maniera esplicita, impudica, eppure vitale ed accattivante.

Sono sorpresa, è avvenuto tutto senza che io lo volessi, ora tutto cambierà, e non posso che guardare mentre accade.

Un pò di sole mi riscalda il viso, dovrò lavorare per questo giardino.

22 giugno 2008

Padova arruola poliziotti romeni – Si tratta di ufficiali con lunga esperienza per i problemi che vengono creati dalle comunità Rom

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 10:11

Affiancheranno i vigili urbani per prevenire i crimini dei loro connazionali

Resteranno a Padova, in via sperimentale, per un mese, con vitto, alloggio e rimborso spese

L’operazione è studiata per contrastare una nuova ondata di criminalità immigrata

Dalla Romania con amore. O quanto meno con

voglia di dare una mano alle forze di polizia padovane.

Gli agenti saranno due e arriveranno da

Arad, a nord di Timisoara. Resteranno a Padova

per un mese, in via sperimentale, ma se la loro

presenza risulterà determinante il “contratto” sarà

prorogato. Capita che, per far fronte ad una

nuova ondata di criminalità d’importazione, a Padova

dal primo settembre prenderanno servizio due poliziotti

 romeni, che affiancheranno in primis gli agenti della

Polizia Municipale, ma anche, se se ne presenterà la necessità,

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Continueranno a percepire

lo stipendio dal Ministero degli Interni del

loro Paese d’origine; l’amministrazione comunale

patavina provvederà a elargire rimborsi spese, vitto e alloggio.  (  Cozza )

  Da  “ Il Gazzettino “ di Domenica 22/06/2008 cronaca di Padova e Nazionale

 

 

 

 

 

20 giugno 2008

Da sei giorni bloccato nella vasca sopravvive bevendo dalla doccia

Filed under: 1 — adriano49 @ 14:28

È sopravvissuto sei giorni senza cibo, bloccato

nella vasca da bagno, sorseggiando acqua dal

tubo della doccia. Enea Domenighini, classe

1927, ingegnere ed ex insegnante del Malignani,

era bloccato da venerdì. Non poteva muoversi

per un improvviso problema

alle gambe. Ma non si è perso

d’animo. «Sapevo che senza

cibo non sarei morto e che dovevo

continuare a bere», ha detto

ai soccorritori del 118, dei vigili

del fuoco e della Volante che ieri

mattina lo hanno soccorso grazie

agli amici del “Bar Gorizia”

di Udine, dove l’ingegnere è un

cliente abituale e la sua assenza

non è passata inosservata.

In via Gorizia, dove l’anziano abita, ieri gli

udinesi hanno dimostrato che in città esiste

ancora un controllo sociale che impedisce agli

anziani di perdersi nei meandri dell’anonimato

e dell’indifferenza. Hanno vinto la solidarietà

di quartiere, le regole di buon vicinato e

l’affetto di cui ha saputo circondarsi Enea Domenighini.

«Non lo vedevo da qualche giorno –

racconta Norma Nassinvera, la proprietaria

del “Bar Gorizia” – anche una commessa del

supermercato dove l’ingegnere va di solito a

fare la spesa non lo vedeva da giovedì scorso».

Quando non stava bene, l’anziano era solito

telefonare al supermercato e si faceva portare

la spesa a casa. «Ho chiamato un ragazzo che

lavora al distributore di benzina qui a fianco –

prosegue la barista – e siamo andati a casa sua.

Abbiamo bussato e l’abbiamo chiamato, ma

nessuno rispondeva». Sempre più preoccupata

la signora Norma ha chiesto al ragazzo di scavalcare

il muretto della casa di Domenighini

per guardare in casa attraverso le finestre. Ma

le tapparelle erano chiuse. «In garage c’erano

le auto, allora sono rientrata in bar e ho chiamato

il 113 perchè ho capito che

poteva essere successo qualcosa di grave».

I poliziotti della Squadra Volante

hanno subito chiamato i

vigili del fuoco. «Sono qui», ha

gridato l’ottantunenne quando

ha sentito i rumori all’ingresso.

Era nella vasca da bagno. «Mi si

è bloccata una gamba, non riuscivo

più a uscire», ha spiegato.

In tutti questi giorni non si è mai lasciato

andare. È riuscito a recuperare qualche indumento

lasciato ai piedi della vasca prima di

fare il bagno. Poi ha smontato l’erogatore della

doccia, così da poter bere dal tubo con maggior

facilità. Era tranquillo, lucido. Il personale

medico ha comunque preferito portarlo in

ospedale per qualche accertamento.

«Io ancora non l’ho visto – racconta la donna

che ha mobilitato i soccorsi – ma nei prossimi

giorni andrò a trovarlo in ospedale». La signora

Norma ha raccontato l’episodio con le lacrime

agli occhi, provando un’estrema tenerezza

verso l’anziano che vive solo e di prendere una

badante non vuol proprio saperne. «Per fortuna

è finito tutto bene», sospira. Grazie ai buoni

vicini di casa.

Lisa Zancaner ( il Gazzettino “ cronaca di Udine di venerdì 20/06/2008 )

19 giugno 2008

UNHCR GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO POLITICO

Filed under: DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 19:39

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Proteggere i rifugiati è un dovere. Essere protetti è un diritto. 

Proteggere i rifugiati è un dovere. Essere protetti è un diritto.

A costringere i rifugiati ad abbandonare la propria casa, la propria terra ed i propri cari può essere una persecuzione individuale di natura politica, culturale, sociale o religiosa, una guerra o massicce violazioni dei diritti umani. Quale che sia la causa primaria che li spinge alla fuga, tutti i rifugiati hanno diritto a ricevere protezione, sia dalle entità statali o non statali che li minacciano che dalla mancanza di cibo, alloggi, cure mediche e scuole per i più piccoli.

E’ per questo motivo che quest’anno, nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani e, in Italia, della Costituzione repubblicana, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha deciso di dedicare la Giornata Mondiale del Rifugiato al tema della protezione, intesa sia come difesa del diritto d’asilo che come riparo ed aiuto umanitario.

Nei campi profughi del Darfur come nei quartieri di Damasco e di Amman dove si affollano centinaia di migliaia di rifugiati iracheni, nei villaggi tailandesi al confine con la Birmania o sulle coste europee dove approdano le imbarcazioni che attraversano il Mediterraneo, chi fugge da guerre e persecuzioni ha diritto sia ad accedere alla procedura d’asilo che a ricevere assistenza materiale. La protezione deve poter essere assicurata ovunque, anche nei paesi in cui essa è garantita sulla carta ma dove il diritto d’asilo può essere eroso dall’inasprimento dei controlli di frontiera, da tendenze xenofobe o da preoccupazioni legate alla sicurezza

18 giugno 2008

LA DEMOCRAZIA, ….NON E’ UNA MALATTIA

Filed under: DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 22:47

Negli ultimi tempi in Italia analizzando l’operato del nuovo governo non si fa che parlare di Democrazia.

Ma cosa significa  realmente questa parola ?  Democrazia  vuol dire  “POTERE POPOLARE”.

Se aggiungiamo a questa definizione le parole pronunciate nel 1863 a Gettysburg da Lincoln 

 Un Governo Democratico e’ : un Governo del Popolo- un Governo dal Popolo-un Governo per il Popolo 

e se questo aforisma e’ universale, viene spontaneo chiedersi ma questo Governo e’ democratico, l’Italia puo’ ancora ritenersi governata dal popolo, e per il popolo?    

Vedi Decreti Governo Berlusconi:

sull’immigrazione,

sulle intercettazioni giudiziarie,

sulla sospensione dei processi per reati commessi fino al 30/06/02 con condanne inferiori ai 10 anni.

Ditemi cari elettori  cosa sta facendo per voi e per noi questo splendido governo?

PER 30 SPORCHI DENARI DELL’ICI VI SIETE VENDUTI L’ANIMA E IL  C….

 

 

17 giugno 2008

L’apologia di Silvio

Filed under: DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 22:39

TUTTO QUELLO CHE AVREMMO VOLUTO SENTIRE, MA CHE DECISAMENTE NON SENTIREMO MAI.

Saro’ un’illusa, ma il valore morale di una persona viene determinato  da quello che un individuo dice e da quello che elabora. Le sue azioni e  quindi il suo operato non sono altro che l’immagine che trasmette agli altri. Riferendomi agli ultimi provvedimenti del nostro beneamato Premier, mi chiedo che valore possiamo attribuirgli?

Lo so che non ha nulla in comune con Socrate, lo so che la filosofia non e’ il suo mestiere, ma avrei preferito sentire uscire dalla bocca alcune di queste frasi in sua difesa , piuttosto che l’ennesima arringa contro le toghe rosse sempre pronte a mandarlo sotto processo. 

S.B.:”Hai torto,caro amico, se pensi che un uomo anche di non grande valore debba far conto del pericolo di vita o di morte: l’unica cosa di cui dovra’curarsi, quando agisce sarà se le sue azioni sono giuste o meno, e le sue opere degne di uomo nobile o ignobile.”

“Il mio giorovagare ha la sola funzione di persuadervi, giovani e vecchi, di non curarvi del corpo, ne delle ricchezze più o altrettanto che della perfezione dell’anima, rammentandovi che non dalle ricchezze viene la virtù, ma dalla virtù le ricchezze e tutto cio’ che fa  bene all’uomo, sia nella sfera privata che in quella pubblica….se dico che il più grande bene dato all’uomo è proprio questa possibilità di ragionare quotidianamente  sulla virtù e sui vari temi che mi avete sentito discutere…. e che una vita senza ricerca non vale la pena di essere vissuta dall’uomo”

Questo avrei voluto sentire, invece tutto si e’ risolto in

S.B.: “E’ ormai tempo di andare via, io a vivere e voi andate a morir ammazzati, chi di noi vada verso una sorte migliore, e’ oscuro a tutti tranne che a ME”

E allora che valore possiamo attribuirgli ?

«Diventano bulli i figli del benessere»

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 07:37

 

Nel rapporto del centro studi sulla giustizia minorile l’identikit dei teppisti per noia

Una volta erano ragazzi provenienti da classi sociali disagiate, che spesso rubavano per necessità, oggi sono per lo più bulli figli del ceto medio che rubano per divertirsi o impossessarsi di uno status symbol (come il cellulare o l’I-pod): è il quadro della delinquenza giovanile tratteggiato nel rapporto del Centro studi per la giustizia minorile di Torino.
«La situazione è molto cambiata rispetto al passato – osserva Antonio Pappalardo, dirigente del centro – oggi il problema non è più, come negli anni ’50, quello di dare un lavoro al ragazzo che compie un reato. La complessità dei problemi rende necessari interventi multidisciplinari e concertati tra soggetti diversi». Soggetti come operatori sociali, psicologi, ma prima ancora famiglia e scuola, e a questo proposito Pappalardo sottolinea come ci siano nuovi disagi comportamentali da parte degli adolescenti, cui si aggiungono difficoltà di dialogo tra genitori e insegnanti e problematiche che potrebbero essere gestite senza arrivare nelle aule giudiziarie.
Si registrano fenomeni di bullismo e reati di gruppo, sia a sfondo sessuale che contro il patrimonio (furti e rapine). Spesso, si tratta non di vere e proprie bande criminali, quanto piuttosto di piccoli gruppi di coetanei, conoscenti più che amici, che si ritrovano nel fine settimana allo scopo preciso di commettere reati. A motivarli, il desiderio di un facile guadagno o di oggetti in voga (cellulari, orologi, abbigliamento firmato), ma anche uno scontro tra classi sociali: una specie di spedizione punitiva contro chi si può permettere il “lusso”.
Il rapporto offre anche un identikit del bulletto: 16-17 anni, in genere maschio, con disturbi relazionali all’interno del nucleo familiare. Ma a volte anche con veri e propri disturbi psichiatrici, spesso associati all’assunzione di alcool e droghe. Tutto questo vale per gli adolescenti italiani che hanno guai con la giustizia, perché la situazione dei ragazzi stranieri è diversa e per lo più legata a situazioni di forte emarginazione sociale

di Paola Italiano ( da LEGGO online – cronaca di Torino – martedì 17/06/2008 )

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