Lettere Al Futuro

3 giugno 2008

L’UOMO E L’INTEGRAZIONE

Filed under: 1,DemocraziaAlFuturo — annuska62 @ 21:51

 

L’uomo ha il potere di intervenire nella realtà, modificandola. L’uomo non è soltanto uno spettatore della realtà ma è immesso nell’esercizio di un potere che gli spetta esclusivamente: il dominio della Storia e della Cultura. Ed egli lo esercita accogliendo l’esperienza del passato, creando e ricreando, integrandosi nel contesto della sua storia, rispondendo alle sfide del tempo, oggettivandosi, coscientizzandosi e trascendendo la realtà.

Quando l’uomo si integra nella sua storia non per adattamento (comportamento tipicamente istintivo, sintomo della disumanizzazione) arriva  a non assolutizzare né la visione di se stesso né  quella del mondo e quindi non si sente più perduto ne vuoto e non giudica più il mondo come il palcoscenico della sua storia. L’integrazione lo radica nel mondo

Se non esistesse il processo di integrazione, che è una delle note caratteristiche dell’uomo e della sua coscienza critica, se l’uomo fosse solo un soggetto che si adatta, la Cultura e la Storia che sono dominio dell’uomo, non avrebbero senso perché mancherebbe loro il contrassegno della libertà. Per cui ogni qual volta si opprima la libertà, l’uomo diventa un essere  che può soltanto accomodarsi e adattarsi e che , circoscritto e minimizzato ad un adattamento impostogli, senza alcun diritto a discuterlo, deve per forza sacrificare la sua capacità creativa…

 (P.FREIRE)  

 

  Forse per questo in Italia continuano a emergere menti eccelse come Bossi, Calderoli e lega cantante.

  Non oso pensare la fine del grande Leonardo da Vinci , ai nostri giorni…..

  

 

 

 

 

  
 
 
 

 

  

 
 
 
 

 

 

 

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1 commento »

  1. Beh Leonardo era da Vinci mica da Calcutta, non oso pensare se per caso non sanno collocare bene Vinci e lo mettono fuori dalla loro piccola carta geografica.

    D’altra parte i popoli italici che si dividono in nostri e in altri, (secondo qualcuno) hanno nella realtà storica delle peculiarità, quelli del Nord che sono detti anche nostri, hanno origini barbare non italiche, tra parentesi hanno solo poco a che fare con i Celti e con le loro simbologie. Insomma dovrebbero essere considerati extracomunitari o sbaglio? Magari quelli che vengono chiamati gli altri, sono di origini etrusche e pertanto più strettamente italiche.Ci vorrebbe un trattato di qualche storico che non vestisse di verde pratolina.

    Parlando poi di integrazione, se non riusciamo neanche ad integrare queste tribù barbare che vengono dal nord, come possiamo integrare popoli senza lasciargli l’opportunità di andare a scuola, abitare, interagire, avere gli stessi diritti degli autoctoni?

    Ho sentito che anche per le razze dei cani c’è qualche problema: passabili solo quelle italiane tenendo d’occhio i pastori maremmani e i mastini napoletani che hanno origini al di sotto del Po’.

    Commento di rossaurashani — 4 giugno 2008 @ 11:12 | Rispondi


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