Lettere Al Futuro

11 giugno 2008

E LA LINGUA PUO’ ESSERE UN MEMBRO SENZA DISCIPLINA….

Filed under: Poesie — annuska62 @ 23:32

 BASTA CON GLI OMICIDI BIANCHI . Anche oggi in Sicilia 6 operai hanno perso la vita.

 Chi mai potra’ risarcire le nostre vite?  ALLORA AMMAZZATECI TUTTI!

 

 

Durkas Giustine

Non ero amata dagli abitanti del villaggio,

e tutto perchè parlavo chiaro,

e affrontavo quelli che mi offendevano

con palese rimostranza , non nascondendo nè nutrendo

segreti dolori e risentimenti.

Quell’atto del ragazzo spartano è molto elogiato,

che nascose il lupo sotto il suo mantello,

lasciandosi divorare, senza una protesta.

Più coraggioso, io credo, è strapparsi il lupo di dosso

e combatterlo apertamente, anche per la strada,

tra polvere e urla di dolore.

E la lingua può essere un membro senza disciplina –

ma il silenzio avvelena l’anima.

Condannatemi se volete – io sono soddisfatta

 

E.L.MASTER ANTOLOGIA DI SPOON RIVER

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In che mondo viviamo? “Ho una brutta sensazione… Vi prego, smentitemi”

Filed under: DemocraziaAlFuturo — adriano49 @ 09:33

Ho la sensazione di vivere in un brutto mondo. Da dieci anni conduco una trasmissione radiofonica che si chiama ‘Indignato speciale’. Da quasi un anno curo in tv una rubrica con lo stesso titolo. In esse, di volta in volta, si dà voce a un cittadino o una cittadina che propongono la loro indignazione su un tema, una esperienza vissuta, un rapporto difficile con le istituzioni, fatti di cronaca di cui sono stati protagonisti. E si cerca anche di sollecitare risposte da parte delle stesse istituzioni: il ministro della Salute, della Giustizia, un sindacato, un’associazione di consumatori, un ente locale… Posso dire, senza il timore di apparire presuntuoso, che ormai ho nel mio computer uno spaccato realistico della società italiana. E devo ammettere che più che indignato mi ritrovo a essere pessimista. Perché? Faccio qualche esempio. Tempo fa abbiamo dato voce ad una signora siciliana, madre di una ragazza di 28 anni. La donna, con molta dignità, raccontava che sua figlia, un metro e settanta per sessanta chili, un casco salvavita in testa per evitare traumi a seguito di crisi epilettiche, era in realtà una neonata di pochi mesi.
All’età di circa 4 mesi, aveva sottoposto la figlia al vaccino antipolio. Purtroppo qualcosa andò male e lo sviluppo mentale rimase completamente bloccato. «È bello accudire una neonata, ma quando questa creatura cresce e diventa adulta nel fisico ma resta tale nello sviluppo mentale, avete idea di che vita d’inferno io conduca?».
Il problema riguarda circa 300 famiglie in Italia e da alcuni anni una legge prevede una forma di risarcimento economico per aiutare questi genitori.
La signora vorrebbe utilizzare il denaro che le spetta per migliorare la casa in cui vive con la figlia e renderla più adatta alle esigenze di un handicap davvero insostenibile. Dove sta l’indignazione? Nel fatto che quei soldi la signora li aspetta ancora oggi, le sono arrivati solo pochi euro di acconto, inutili al momento. La legge c’è, mancano, come spesso accade, i fondi.
E sappiamo bene che per finanziare altre cose peraltro importanti, tipo abbassare le tasse o togliere l’Ici sulla prima casa, i governi pescano un po’ ovunque per far quadrare i conti.
Ebbene, ho ricevuto un gran numero di mail di persone indignate non per il dramma che vive questa donna, ma perché essendo siciliana, come tutti al Sud ‘pretende’ l’aiuto dello Stato.
Insomma è accusata – e io, che le ho dato voce, con lei – di privilegiare ancora una volta l’assistenzialismo passivo del nostro Meridione. Altro esempio: un uomo di Torino, ex bidello in una scuola pubblica, costretto a lasciare il lavoro per una grave malattia depressiva, chiede e ottiene una pensione di invalidità. Poco più di 400 euro mensili che non gli bastano certo per vivere, pagandone 500 di solo affitto. L’uomo è aiutato dalla Caritas e dalla generosità di qualche amico, si cura e guarisce, certificati medici alla mano. Chiede di rinunciare alla pensione e di tornare a lavorare. Niente da fare, la burocrazia è andata avanti, lui ha ottenuto la pensione, non può più tornare indietro. Segnalo alle istituzioni questa incongruenza, facendo notare quante pensioni fasulle vengono ogni giorno concesse a falsi invalidi, peraltro con certificati medici che dimostrano quanto meno un certo lassismo da parte della classe medica.
Apriti cielo! Molte mail di indignati perché quest’uomo sarà stato sicuramente un furbo, uno di quei fannulloni che oggi tutti vogliono cacciare, senza mai chiedersi se, per caso, ne fanno parte.
Conclusione amara: viviamo sempre più in una società dove l’egoismo la fa da padrone. E rischiamo di perdere quei valori di carità e compassione che pure sono da sempre caratteristica importante del nostro popolo. Una visione pessimistica la mia? Può essere. Mi auguro presto di essere, in più di un modo, smentito. ( Da Avvenire – Andrea Pamparana ) – e da SuperAbile giugno 2008

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