Lettere Al Futuro

11 giugno 2008

In che mondo viviamo? “Ho una brutta sensazione… Vi prego, smentitemi”

Filed under: DemocraziaAlFuturo — adriano49 @ 09:33

Ho la sensazione di vivere in un brutto mondo. Da dieci anni conduco una trasmissione radiofonica che si chiama ‘Indignato speciale’. Da quasi un anno curo in tv una rubrica con lo stesso titolo. In esse, di volta in volta, si dà voce a un cittadino o una cittadina che propongono la loro indignazione su un tema, una esperienza vissuta, un rapporto difficile con le istituzioni, fatti di cronaca di cui sono stati protagonisti. E si cerca anche di sollecitare risposte da parte delle stesse istituzioni: il ministro della Salute, della Giustizia, un sindacato, un’associazione di consumatori, un ente locale… Posso dire, senza il timore di apparire presuntuoso, che ormai ho nel mio computer uno spaccato realistico della società italiana. E devo ammettere che più che indignato mi ritrovo a essere pessimista. Perché? Faccio qualche esempio. Tempo fa abbiamo dato voce ad una signora siciliana, madre di una ragazza di 28 anni. La donna, con molta dignità, raccontava che sua figlia, un metro e settanta per sessanta chili, un casco salvavita in testa per evitare traumi a seguito di crisi epilettiche, era in realtà una neonata di pochi mesi.
All’età di circa 4 mesi, aveva sottoposto la figlia al vaccino antipolio. Purtroppo qualcosa andò male e lo sviluppo mentale rimase completamente bloccato. «È bello accudire una neonata, ma quando questa creatura cresce e diventa adulta nel fisico ma resta tale nello sviluppo mentale, avete idea di che vita d’inferno io conduca?».
Il problema riguarda circa 300 famiglie in Italia e da alcuni anni una legge prevede una forma di risarcimento economico per aiutare questi genitori.
La signora vorrebbe utilizzare il denaro che le spetta per migliorare la casa in cui vive con la figlia e renderla più adatta alle esigenze di un handicap davvero insostenibile. Dove sta l’indignazione? Nel fatto che quei soldi la signora li aspetta ancora oggi, le sono arrivati solo pochi euro di acconto, inutili al momento. La legge c’è, mancano, come spesso accade, i fondi.
E sappiamo bene che per finanziare altre cose peraltro importanti, tipo abbassare le tasse o togliere l’Ici sulla prima casa, i governi pescano un po’ ovunque per far quadrare i conti.
Ebbene, ho ricevuto un gran numero di mail di persone indignate non per il dramma che vive questa donna, ma perché essendo siciliana, come tutti al Sud ‘pretende’ l’aiuto dello Stato.
Insomma è accusata – e io, che le ho dato voce, con lei – di privilegiare ancora una volta l’assistenzialismo passivo del nostro Meridione. Altro esempio: un uomo di Torino, ex bidello in una scuola pubblica, costretto a lasciare il lavoro per una grave malattia depressiva, chiede e ottiene una pensione di invalidità. Poco più di 400 euro mensili che non gli bastano certo per vivere, pagandone 500 di solo affitto. L’uomo è aiutato dalla Caritas e dalla generosità di qualche amico, si cura e guarisce, certificati medici alla mano. Chiede di rinunciare alla pensione e di tornare a lavorare. Niente da fare, la burocrazia è andata avanti, lui ha ottenuto la pensione, non può più tornare indietro. Segnalo alle istituzioni questa incongruenza, facendo notare quante pensioni fasulle vengono ogni giorno concesse a falsi invalidi, peraltro con certificati medici che dimostrano quanto meno un certo lassismo da parte della classe medica.
Apriti cielo! Molte mail di indignati perché quest’uomo sarà stato sicuramente un furbo, uno di quei fannulloni che oggi tutti vogliono cacciare, senza mai chiedersi se, per caso, ne fanno parte.
Conclusione amara: viviamo sempre più in una società dove l’egoismo la fa da padrone. E rischiamo di perdere quei valori di carità e compassione che pure sono da sempre caratteristica importante del nostro popolo. Una visione pessimistica la mia? Può essere. Mi auguro presto di essere, in più di un modo, smentito. ( Da Avvenire – Andrea Pamparana ) – e da SuperAbile giugno 2008

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3 commenti »

  1. Quadro avvilente e purtroppo reale.

    Commento di marisauno — 11 giugno 2008 @ 23:42 | Rispondi

  2. Difficile smentire, sopratutto quando guardi intorno e ti accorgi che non riesci più a vedere attorno a te neanche più uno sguardo di solidarietà, e mi chiedo a chi potrei rivolgermi se avessi bisogno di qualche cosa? Egoismo? Sì forse. Piccolezza d’animo? Certo anche. Paura? Sopratutto. Che tristezza siamo molto più soli di ieri.

    Commento di Rossaura — 11 giugno 2008 @ 23:55 | Rispondi

  3. Io noto una cosa negli italiani: quando valutano un fatto, una condizione o una situazione si fermano all’emotività temporanea senza sapere o volere andare oltre ecco anche perchè politicamente il capo-popolo di turno non fatica molto a sfruttare la loro semplicioneria…dire che questo è un popolo di ignoranti è dire poco…molte persone non so come potrebbero diventare intelligenti perchè forse hanno dei veri e propri deficit strutturali a livello ereditario-fisico prima ancora che una pessima forma-mentis…
    Sono un italiano e non mi sento sicuro a vivere con gli italiani.

    Commento di Nicola Micheli Brescia — 13 giugno 2008 @ 10:11 | Rispondi


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