Lettere Al Futuro

17 giugno 2008

«Diventano bulli i figli del benessere»

Filed under: PuntoD'Incontro — adriano49 @ 07:37

 

Nel rapporto del centro studi sulla giustizia minorile l’identikit dei teppisti per noia

Una volta erano ragazzi provenienti da classi sociali disagiate, che spesso rubavano per necessità, oggi sono per lo più bulli figli del ceto medio che rubano per divertirsi o impossessarsi di uno status symbol (come il cellulare o l’I-pod): è il quadro della delinquenza giovanile tratteggiato nel rapporto del Centro studi per la giustizia minorile di Torino.
«La situazione è molto cambiata rispetto al passato – osserva Antonio Pappalardo, dirigente del centro – oggi il problema non è più, come negli anni ’50, quello di dare un lavoro al ragazzo che compie un reato. La complessità dei problemi rende necessari interventi multidisciplinari e concertati tra soggetti diversi». Soggetti come operatori sociali, psicologi, ma prima ancora famiglia e scuola, e a questo proposito Pappalardo sottolinea come ci siano nuovi disagi comportamentali da parte degli adolescenti, cui si aggiungono difficoltà di dialogo tra genitori e insegnanti e problematiche che potrebbero essere gestite senza arrivare nelle aule giudiziarie.
Si registrano fenomeni di bullismo e reati di gruppo, sia a sfondo sessuale che contro il patrimonio (furti e rapine). Spesso, si tratta non di vere e proprie bande criminali, quanto piuttosto di piccoli gruppi di coetanei, conoscenti più che amici, che si ritrovano nel fine settimana allo scopo preciso di commettere reati. A motivarli, il desiderio di un facile guadagno o di oggetti in voga (cellulari, orologi, abbigliamento firmato), ma anche uno scontro tra classi sociali: una specie di spedizione punitiva contro chi si può permettere il “lusso”.
Il rapporto offre anche un identikit del bulletto: 16-17 anni, in genere maschio, con disturbi relazionali all’interno del nucleo familiare. Ma a volte anche con veri e propri disturbi psichiatrici, spesso associati all’assunzione di alcool e droghe. Tutto questo vale per gli adolescenti italiani che hanno guai con la giustizia, perché la situazione dei ragazzi stranieri è diversa e per lo più legata a situazioni di forte emarginazione sociale

di Paola Italiano ( da LEGGO online – cronaca di Torino – martedì 17/06/2008 )

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1 commento »

  1. Il problema c’è ed è facile vedere i sintomi di questo male che ha colpito la nostra gioventù, i nostri figli.
    Sulle cause non sono proprio del tutto d’accordo con chi indica col desiderio di possedere “cose” come movente di questi reati di gruppo, certo ben venga possedere cose , ma secondo me il problema è legato più al desiderio di farsi vedere più di quello che sono (solo ragazzini) insomma cercano di mimetizzare con atteggiamenti da duri paure e disagi della loro età e della loro condizione sociale.
    I genitori hanno colpe enormi e non è vero che fanno loro mancare tanti oggetti del loro desiderio, anche perchè sono loro stessi vittime degli stessi impulsi. Abituare i figli ad avere tutto ciò che desiderano, anche con sistemi furbeschi e permissivi, non insegnare a diventare uomini o donne di domani.
    Le responsabilità degli adulti sono incredibili, da chi crea necessità inesistenti a chi tende a dare immeritatamente soddisfazione ai desideri o capricci dei figli, non si finisce più di trovare motivi sugli scarsi valori di questi futuri adulti….come fare se il valore che muove il mondo è possedere un cellulare nuovo o un i-pod in più, vuol dire che nulla è stato investito per la cultura di questi ragazzini e forse di questi genitori.

    Commento di rossaura — 23 giugno 2008 @ 21:24 | Rispondi


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